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venerdì 6 febbraio 2009

UCCIDETE LE VOSTRE ANIME.

UCCIDETE LE VOSTRE ANIME di Mario Palmaro.

Vogliono la morte per fame e per sete di una donna ancora viva.
Ma voglio soprattutto togliere all’umanità il tempo del pentimento e della conversione. Ecco perché lo fanno.

La vicenda di Eluana Englaro aggiunge un tragico tassello al mosaico messo insieme in questi decenni dalla cultura della morte. Sarà bene scavare più in profondità in questa storia, alla ricerca del meccanismo che rende così efficace l'azione dei nemici della verità e della vita.
Il caso-Englaro può essere scomposto in una serie di elementi fondamentali. Li elenchiamo secondo un ordine che ne mette in luce la progressione cronologica e psicologica: a) la non casualità dell'intera vicenda; b) il disorientamento morale dell'opinione pubblica; c) lo stravolgimento dei principi dell'ordinamento giuridico; d) l'abolizione della sofferenza e della morte come tempo di conversione; e) l'odio per la Chiesa. Mentre i primi elementi sono i più visibili, gli ultimi sono spesso non dichiarati e, anche per questo motivo, poco riconoscibili dall'opinione pubblica.
a) La non casualità dell'intera vicenda Dobbiamo partire da una constatazione: un caso come quello di Eluana Englaro non è il frutto del susseguirsi di coincidenze casuali, ma il prodotto di un disegno ben preciso, che risponde a una strategia lucidissima.
La causa scatenante è - questa sì - un evento imponderabile. Nel caso specifico: una bella e giovane ragazza che subisce danni gravissimi a causa di un incidente stradale. Anche il dolore del padre e di quelli che la conoscevano è del tutto normale e comprensibile, oltre che condivisibile. Fin qui, nessuna congiura, nessun complotto. Ma di fronte a un padre che imbastisce un'azione giudiziaria che dura 16 anni in molteplici gradi di giudizio, che scrive libri sull'argomento, che scatena insomma una vera e propria campagna mediatica, in presenza di tutto questo siamo di fronte a una svolta ideologica.
Lo scopo perseguito non è più quello - certo già erroneo in sé - di ottenere la morte provocata della propria figlia. Lo scopo diventa un altro. Si cerca di ottenere l'affermazione di un principio valido per tutti: chiunque si trovi in una condizione identica o analoga a quella di Eluana deve avere il diritto - a norma di legge - di morire.
b) il disorientamento morale dell'opinione pubblica È del tutto evidente che il caso Englaro ha prodotto un certo disorientamento della gente comune. Lasciando pure da parte quanti hanno già una posizione pro-eutanasia, vicende come questa producono un senso di smarrimento, di paura, di confusione anche fra coloro che sono in buona fede o che addirittura sono contro l'uccisione pietosa. Le certezze vacillano e gli argomenti del "nemico" sembrano a un tratto persuasivi, pieni di buon senso. Si diffondono frasi del tipo: "in una situazione del genere, meglio farla morire". Questo clima è paragonabile all'indebolimento che rende un corpo umano facile preda di una malattia virale. Lo stesso accade al corpo sociale, una volta che le sue "difese immunitarie" morali siano minate dal tarlo del dubbio e della paura.
c) lo stravolgimento dei principi classici dell'ordinamento giuridico Il caso-Englaro è diventato, per l'appunto, un caso giudiziario, attraverso il quale si vogliono raggiungere alcuni obiettivi nel campo del diritto:
1. stabilire che il fondamento dell'atto medico è la volontà del paziente: se un malato rifiuta le cure, anche salvavita, bisogna lasciarlo morire;
2. stabilire che la volontà del malato può essere desunta anche da affermazioni e stili di vita attribuibili al paziente prima della sua malattia;
3. a causa della aleatorietà di questo ultimo criterio, si punta a introdurre la legalizzazione del testamento biologico, cioè un documento scritto che provi in modo certo la volontà anticipata del paziente;
4. affermare l'idea che far morire qualcuno astenenendosi dal curare è diverso dall'uccidere somministando un veleno;
5. affermare che esistono patologie che sono sicuramente irreversibili, e che questa irreversibilità richiede un cambiamento nelle scelte terapeutiche;
6. confondere alimentazione e idratazione con delle terapie, facendo in modo che esse possano essere sospese lecitamente, così come si può sospendere una terapia ritenuta inutile o sproporzionata;
7. affermare l'idea che la qualità della vita può ridurre o addirittura eliminare il dovere di curare un malato incosciente, per cui non solo le persone in stato vegetativo, ma anche pazienti in coma, con danni cerebrali gravi, malati di mente, neonati, potranno essere assimilati al caso di Eluana, e "lasciati morire";
8. legalizzare l'eutanasia, eventualmente chiamandola in un modo diverso.
d) l'abolizione delle sofferenze e della morte come tempo di conversione Vogliono provocare la morte di Eluana sostenendo che la ragazza é ormai ridotta a un vegetale, che non capisce nulla e non avverte ciò che le accade. Vi sono molti dubbi che le cose stiano davvero così. Ma concediamolo per un momento. Se così fosse, allora non sarebbe Eluana ad avere bisogno urgente di essere uccisa. Chi infatti è incosciente non desidera nulla, né in bene, né in male.
Sono quelli che le stanno intorno che vedono, pensano, soffrono, piangono. Ecco emergere una verità terribile: i pazienti come Eluana devono essere eliminati perché costituiscono uno scandalo insopportabile per quelli che stanno bene, per i familiari, per il personale medico, per la società intera. La modernità ha convinto milioni di uomini che si può vivere benissimo senza Dio, senza Chiesa, senza giudizio, inferno e paradiso. L'impostura regge fintantoché le cose vanno bene: il portafoglio è pieno, la giovinezza regala vigore, gli affari vanno bene. Quando però il vento della sorte gira, l'uomo scopre tutta la sua solitudine e la sua debolezza. La malattia e la morte rappresentano il culmine di questa drammatica presa di coscienza. Per questo motivo, il capezzale di un malato, e ancor più di un moribondo, sono il luogo dove da secoli molte anime si riconciliano con Dio, chiedono di confessarsi, ricevono il viatico. Testamento biologico ed eutanasia sono due potentissimi antidoti alle grazie che la sofferenza porta con sé. Bisogna convincere l'uomo moderno a "scegliere" la morte prima che egli possa fare i conti con la sua coscienza.
e) l'odio per la Chiesa Chi si sta prendendo cura di Eluana Englaro? Le suore Misericordine fondate dal beato Luigi Telamoni. Questa donna, bisognosa di cure e di amore, è affidata ai cattolici.
Questo fatto rende ancor più insopportabile l'intera vicenda. Là dove c'è un uomo che soffre, là c'è la Chiesa, là c'è Cristo. Bisogna dunque colpire - e colpire duro - proprio in quel luogo: si elimineranno in un solo colpo il problema del soffrire, e il problema del credere. La rettitudine delle suore che accudiscono Eluana è intollerabile: dimostra con i fatti ciò che è giusto e possibile fare di fronte a una malata così, e a una sofferenza simile. Il silenzio di Eluana diventa eloquente più di molti discorsi: dice che anche un corpo immobile può diventare occasione di santificazione per tutti quelli che se ne prendono cura. Ecco spiegato perché questa eminente forma di carità deve essere impedita dalla "cultura laica", da un diritto capovolto, da una medicina che ha rinnegato Ippocrate.
Ecco perché una donna - che ha trovato chi si prende cura di lei - deve essere "tolta di mezzo con ingiusta sentenza".

tratto da Il Timone.

SE QUESTA E' UNA DONNA.

SE QUESTA E' UNA DONNA , di Riccardo Cascioli.

“Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuore batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sorride e altri nei quali forse socchiude gli occhi. Ma quanti sanno davvero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?”.

Così ha parlato Margherita Coletta, la vedova di un carabiniere ucciso nell’attentato di Nassiriya (Iraq) il 12 novembre 2003, che negli ultimi mesi ha visitato più volte Eluana Englaro nella clinica di Lecco dove era ricoverata da 15 anni e che ha intessuto un rapporto di amicizia con Beppino, il padre di Eluana. Margherita Coletta ha parlato in una intervista pubblicata da Avvenire oggi, 4 febbraio 2009, in in cui racconta la sua esperienza con Beppino ed Eluana. Un’intervista tutta da leggere, ma quelle parole citate all’inizio sono da meditare e riproporre ovunque perché spezzano quel muro di ipocrisia e malignità che un gruppo di sciacalli ha eretto intorno alla famiglia Englaro, sfruttando il dolore di un padre evidentemente disorientato: “Credo sia soprattutto lui in uno stato simile a quello vegetativo”, ha detto di lui Margherita Coletta, con una espressione di filiale affetto.

Ieri sera al TG1 abbiamo assistito al vertice di questa “danza del male”, con l’intervista al primario anestesista della clinica “La Quiete” di Udine, Amato Da Monte, l’uomo che ha coordinato la “deportazione” di Eluana dalla clinica della vita alla camera della morte. Di notte; l’habitat naturale del “principe delle tenebre”. Alla domanda della giornalista che chiedeva sulla possibile sofferenza di Eluana, Da Monte ha risposto: “Eluana è morta 17 anni fa”. Rileggiamo quanto detto da Margherita Coletta: risulta al professor Da Monte che le persone morte aprano gli occhi di giorno, sorridano, abbiano il ciclo mestruale, respirino senza problema, abbiano il cuore che batte autonomamente? E se è così convinto che Eluana sia già morta, perché pensa di somministrarle dei sedativi durante il procedimento di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione?

Solo chi è morto dentro può capovolgere la realtà fino a questo punto. E proprio lui aveva detto all’inizio dell’intervista che vedendo Eluana per la prima volta si sentiva “devastato”, perché era così diversa dalle foto che da mesi scorrono in tv e sui giornali e che si riferiscono ad Eluana prima dell’incidente. Certo che è molto diversa, così come lo stesso dottor Da Monte è diverso rispetto a 17 anni fa. E’ ciò che accade ai vivi: si cresce, si invecchia. Dei morti, invece, dopo 17 anni restano soltanto le ossa. Ma per Da Monte, Eluana è morta 17 anni fa.

La responsabilità di questa barbarie però, non si può scaricare evidentemente sul solo dottor Da Monte. Egli è soltanto l’immagine fedele di questa nostra società composta di “morti che camminano”, incapaci di dare o almeno di cercare un senso alla realtà, alla sofferenza come alla gioia, al lavoro come al riposo, incapaci di essere uomini e donne. E’ l’immagine dei tanti sciacalli che si sono avventati su Eluana, come prima avevano fatto con Welby, per imporre un’ideologia di morte, a cominciare dai militanti del Partito radicale e i loro avvocati che hanno spinto Beppino Englaro a portare fino in fondo un atto che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni.

E’ l’immagine dei tanti Ponzio Pilato che affollano gli scranni dei tribunali italiani - e non solo -, che davanti a una evidente invasione di campo di qualche giudice militante, si preoccupano soltanto di stabilire la legittimità formale delle sentenze: la frase è corretta, l’inchiostro è giusto, si proceda all’esecuzione. E ci si permetta qui di correggere il presidente Napolitano, che ha invocato subito una legge sul testamento biologico perché i magistrati della Cassazione si sono inseriti in un vuoto legislativo. Caro presidente, non c’era alcun vuoto legislativo in Italia a proposito di eutanasia: essa è vietata, punto e basta. I giudici hanno compiuto un vero e proprio colpo di mano, e l’unica legge buona sarà quella che impedirà ad altri giudici di perseguire la stessa strada.

Tornando al discorso precedente, il dottor Da Monte è anche l’immagine nauseante di tanti politici incapaci di chiamare le cose con il loro nome e che si trincerano dietro il “rispetto per il dolore della famiglia” per avallare un atto che segna la condanna a morte, non di Eluana, ma dell’intera nostra società di cui dovrebbero essere loro i primi difensori.

E’ infine anche una domanda su ciascuno di noi, se abbiamo fatto tutto il possibile per affermare il Bene, per rispettare la vita di Eluana e sostenere il padre Beppino nella sofferenza.

E’ vero comunque che in tutta questa vicenda sono emersi anche segnali di speranza: abbiamo visto una grande mobilitazione di persone comuni sdegnate per questa barbarie, mobilitate nell’estremo tentativo di salvare Eluana. Segno che la sensibilità per la vita non è morta nel nostro popolo. E abbiamo visto anche dei politici fare il loro possibile per fermare la deriva di questa società, a cominciare dal ministro Sacconi e dal governatore della Lombardia Formigoni

Questo ci aiuta anche a vedere che la partita ancora non è finita. Abbiamo ancora tutti la possibilità di fare qualcosa.

Anzitutto pregare. Pregare perché il Signore apra il cuore a Beppino Englaro, che lo faccia rinsavire e comprendere la gravità del gesto che sta per compiere.

E poi fare pressione con tutti i mezzi possibili: manifestazioni, ma anche lettere a giornali, tv. E soprattutto a coloro che stanno per alzare la mano su Eluana: i responsabili della clinica La Quiete e il Comune di Udine che ha fatto da ponte.
Per facilitarvi, ecco alcuni recapiti:

Clinica:
indirizzo e-mail: segreteria@laquieteudine.it
Per il telefono telefonare a:

Ufficio Segreteria dell'Asp "La Quiete", tel. 0432-8862216
oppure 0432-8862214, fax. 0432-26460

Comune:
indirizzo e-mail: urp@comune.udine.it
Fax: 0432 - 271355

da Il TIMONE.

FERMATEVI, IN NOME DI DIO !

Insensibili ad ogni supplica od ammonimento,i medici "illuministi e laicisti" che dovrebbero pensare ad Ippocrate, venuto ben prima di Cristo, hanno incominciato a ridurre il cibo e l' acqua con cui la paziente Eluana Englaro,notoriamente impossibilitata a muoversi,ma VIVA, VIVISSIMA, viene aiutata come altri tetraplegici o altri malati che in futuro potranno così essere soppressi per volontà altrui.

Non ci sorprende che Napolitano o Fini nutrano dubbi sul diritto alla vita; ma fino all' ultimo lottiamo, preghiamo e speriamo che sia salvata questa Vita !

giovedì 5 febbraio 2009

Su Eluana, faccio parlare nuovamente Titti Monteleone.

Mentre il Mondo Cattolico si sta mobilitando per impedire l' uccisione di una persona che non è tenuta in vita artificialmente e che ha segni vitali come le periodiche mestruazioni, pubblico un nuovo accorato messaggio arrivatomi dalla Sig. ra Titti Monteleone. Di ritorno dal I° Congresso de "La Destra" feci già questo post:

Venerdì, 14 novembre 2008
La Vita innanzitutto:parla Titti Monteleone.

A questo punto, non ci rimane che sperare e pregare, per la povera Eluana Englaro, destinata ad una morte atroce, di fame e di sete, altro che dolce morte. Sarà pure imbottita di sedativi, per evitare spasmi dovuti alla mancanza d' acqua. No, non è giusto, come Padre e Cattolico mi ribello a questa condanna a morte decisa da altri per una ragazza che non può decidere.

Vergognati, Italia ! Così preoccupata da false libertà, falsi diritti e falsi princìpi da non vedere quale abominio si sta' per compiere, contro il dono più prezioso avuto da Dio: la VITA !

Davanti a tale tragedia, non posso non portare l' esempio di una Madre coraggiosa conosciuta al Congresso de La Destra, Portavoce Provinciale di Belluno, Titti Monteleone. La quale, in risposta all' intervento ed alla presenza ingombrante di Marco Pannella, ha raccontato le sue personali scelte in favore della Vita.

La prima, a soli 18 anni, durante l' ultimo anno di Liceo, quando scoprì di aspettare un bambino: "...ho saputo di aspettare un bambino...ultimo anno di liceo...tante speranze.....ed anche allora non ho mai pensato di rinunciare a mio figlio che oggi ha 36 anni....certo ho dovuto rinunciare ai miei sogni...ma un figlio vale 1000 carriere, un figlio vale 1000 rinunce...un figlio è un figlio !". La seconda, più recente, risalente al 21 Luglio 1999, quando perse in modo drammatico un altro figlio, Marzio, di soli undici anni: "...al mare mentre provava una maschera è stato colpito alla nuca...ha perso i sensi....è arrivata un ambulanza senza medici, senza copertina termica, senza ossigeno....durante il trasporto è caduto in ipodermia....il coma....depassè..2 notti e 3 giorni in cui i medici del reparto di rianimazione hanno fatto di tutto...ed io e mio marito eravamo lì a parlargli.....sapevamo che le speranze erano molto vane....abbiamo sperato...ma mai e dico mai abbiamo pensato di staccare la spina...e quando il cuore di Marzio ha cessato di battere abbiamo chiesto che i suoi organi potessero ridare speranza ad altri.....la sua vita per la vita di qualcun'altro".

La Vita è un Dono che dobbiamo preservare con cura: GRAZIE, TITTI !

Che Dio possa perdonare quello che stanno facendo: io non posso. "

Ebbene, oggi Titti Monteleone mi ha autorizzato a pubblicare questa seconda sconvolgente verità sugli ultimi giorni di Suo Figlio. Eccola:

"Ed ora lasciamo per un attimo le europee, mi scuserà il Segretario, e rivolgiamo un pensiero non ad Eluana….ma ad una vita che per volontà della magistratura terminerà….e terminerà con il dolore della fame e della sete.
vedete oggi voglio dirvi di un segreto che ho tenuto per me in questi 10 anni, ma che forse oggi è giusto che sia pubblico, un segreto che vorrei tanto far giungere al papà di Eluana, ma non sò come fare….dopo un anno dalla morte di mio figlio, sono tornata a salutare i medici della rianimazione che tanto si erano prodigati, sotto il profilo medico e umano, e in quell’occasione il primario mi fece entrare nel suo studio dicendomi che aveva bisogno di farmi una confidenza….esordi’ con il dire ” vede signora quello che stò per dirle non ha una spiegazione scientifica…ed io in questi mesi mi sono chiesto tante volte come sia potuto succedere…ma è successo…..Marzio che come ben sà era in coma depassè…( insensibile a qualsiasi tipo di stimolo) eppure ogni qual volta Lei entrava nella stanza e solo LEI ( della serie neanche mio marito) i valori di Marzio impazzivano….Marzio sentiva la sua presenza…Ho saputo quindi che mio figlio mi ha amato sino all’ultimo istante e sapeva che io ero accanto a lui…..se potessi andrei in Friuli…ma ho paura….paura di varcare quella soglia che appartiene ad Eluana….ma vorrei tanto che in tanti potessero leggere....

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Come si evince, "loro" ci sentono, "loro" ci amano. E vogliono vivere, continuando il percorso che Dio ci ha regalato.

Lottiamo e Preghiamo, Preghiamo e Lottiamo perchè la Vita di Eluana sia salvata e non sacrificata come un simbolo di una cattiva battaglia tesa a ribadire una pseudolibertà che non è tale.

L' unica Libertà è la Verità del Verbo, e senza Cristo non esiste Libertà.

martedì 3 febbraio 2009

Nell' Italia nata dalla resistenza, PIETA' L' E' MORTA !

Il 29 aprile del 1945 Giorgio Amendola scrisse su L'Unità queste parole: "Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l'ora questa di abbandonarsi a indulgenze. Pietà l'è morta". Nasceva così quest' italia, nel nome del sangue e delle vendette.

Nasceva l' italia di oggi.

L' italia che vuole morta Eluana Englaro.

L' italia dove non si finisce in galera se si stupra, se si brucia un barbone alla stazione, se si è un automobilista assassino.

L' italia che vede in tre delinquenti drogati ed ubriachi tre razzisti a tutti i costi.

L' italia che vede i violentatori solo nelle famiglie e tra i preti.

L' italia dove drogarsi ed ubriacarsi è un diritto.

L' italia delle strane famiglie e delle strane coppie.

L' italia dell' aborto e dell' eutanasia.

L' italia della televisione deficiente.

L' italia delle scuole occupate.

L' italia delle Brigate Rosse, dei Battisti e delle Baraldini.

L' italia delle mafie.

L' italia dei furbetti del quartierino.

L' italia dei maleducati e degli ignoranti.

L' italia dove uccidere un Fascista non è reato.

L' italia di quelli che scavalcano le code.

L' italia che non vuole il nucleare ma sporca le strade e le campagne.

L' italia che toglie i Crocefissi da scuole ed ospedali.

L' italia che tira fuori il tricolore per le partite di calcio ma insulta chi cade per quella bandiera, preferendo stracci rossi ed iridati.

L' italia delle famiglie allargate.

L' italia dei cesaroni.

L' italia di chi insulta il Cattolicesimo ma vuole moschee in ogni paese.

L' italia di Luxuria e Odifreddi.

L' italia di "Natale a ..."

L' italia dei fannulloni e dei ripetenti.

L' italia dei "tengo famiglia".

L' italia delle pubblicità con padri deficienti ed uomini che non sanno neanche comprare le patate; con suore carognette e frati che rubano il gorgonzola.

L' italia iniqua e dei giovanitristi.

L' italia delle coop e di emergency.

L' italia dei badoglio, dei neo-antifascisti e neo-antimissini.

L' italia del camaleontismo.

L' italia che sputa su Almirante.

L' italia di Piazzale Loreto.

L' italia degli anni di piombo.

L' italia di Acca Larentia.

L' italia dell' arco costituzionale.

L' italia del grande fratello e dei giornali di gossip.

L' italia che abbandona i cani ed i nonni.

L' italia di quelli che all' estero si fanno riconoscere,sempre e comunque, in peggio.

L' italia dei cattivi maestri.

L' italia di Giuliana Sgrena.

L' italia dei libertari e del femminismo.

L' italia di Pertini, Scalfaro, Napolitano.

L' italia di Moro, Craxi, Fanfani.

L' italia di Pannella e Corona.

L' italia di Sofri.

L' italia che canta gli zingari felici.

L' italia del lifting.

L' italia della dolce morte.

L' italia che vuole morta Eluana Englaro.

Questa italia non è la Mia.

domenica 1 febbraio 2009

Quel "buon governo" del Brasile...

Il ministro Genro ci manda a dire che l' Italia è ancora "chiusa negli anni di piombo". Non è colpa nostra, noi i terroristi cerchiamo di sbatterli in galera, se poi riescono a scappare in Brasile dove ci sono personaggi come Dilma Roussef, Josè Dirceu e Fernando Gabeiro...

Dilma Roussef: nata dal comunista rivoluzionario bulgaro Petàr (Pedro) Russev (Roussef),ha fatto parte in gioventù di simpatici gruppi come Vanguarda Armada Revolucionária, Comando de Libertação Nacional e Política Operária, con i vari nomi di battaglia di Companheira Estela, Luísa e Vanda,

Nell' attuale Governo di Lula è il Ministro della Casa Civile Brasiliana.

Josè Dirceu de Oliveira: ha incominciato la propria carriera nell' Ação Libertadora Nacional (ALN), uno dei tanti gruppuscoli dell' armata rivoluzionaria comunista brasiliana, con il nome di battaglia di Daniel. Arrestato, fu uno dei 15 prigionieri chiesti in cambio dell' Ambasciatore USA Charles Elbrick, rapito dal MR8 e dal ALN. Dopo la liberazione fece la spola tra Cuba ed il Brasile, sotto il nome di Carlos Henrique Gouveia de Mello; amnistiato nel 1980.

E' stato Capo di Gabinetto di Lula tra il 2003 ed il 2005 prima di aver dato le dimissioni in seguito ad uno scandalo.

Fernando Gabeira: come appartenente al MR8 (Movimento Revolucionário 8 de Outubro), prese parte direttamente al rapimento dell' Ambasciatore USA Elbrick, e ne scrisse pure un libro,da cui fu poi tratto un film del regista Bruno Barreto, "4 giorni a Settembre", con Alan Arkin. Pure lui godette dell' amnistia.Ritornato in patria, è stato uno dei fondatori del Partito Verde, battendosi per la liberalizzazione di prostituzione e maconha (marijuana...).

E' attualmente Deputato al Parlamento di Rio per lo stesso partito dal 1995.

Un bel trio, non c'è che dire...

martedì 27 gennaio 2009

Boicottiamo il Brasile, compresa l' amichevole di calcio a Londra.

Come avevo anticipato, non avevo dubbi sulle risposte che Lula e c. avrebbero dato a proposito del terrorista assassino Cesare Battisti, prossimo alla scarcerazione. D' ora in avanti sarà possibile trovarlo sulla spiaggia di Copacabana a fare footing. Magari in compagnia di uno dei tanti trans locali, specialità brasiliana di cui faremmo volentieri a meno tra i tanti extracomunitari che ci deliziano della loro presenza.

L' invito a tutti i miei amici e lettori è quello di boicottare tutti i prodotti brasiliani, sull' esempio di quanto proposto dal mio Vicesindaco,Riccardo De Corato (tra l'altro, in questi giorni, spiato nei vari spostamenti da alcuni "bravi ragazzi" dei Centri Asociali)ed altri esponenti politici, come i Consiglieri Comunali di Verona Stefano Casali e Matteo Gasparato.

Inoltre, oltre a scrivere lettere di vibrata ma civile protesta all' Ambasciata del Brasile, in Piazza Navona 14 a Roma

info@ambrasile.it

invito a scivere alla Federazione Italiana Gioco Calcio, non certo per sperare nell' annullamento dell' amichevole Italia- Brasile del prossimo 10 Febbraio a Londra all' Emirates Stadium,cosa auspicabile ma impossibile per via degli sponsor miliardari, ma per annunciare non solo il proprio sdegno, ma anche l'intenzione di non assistere alla partita, invitando la Nazionale Italiana a giocare con il lutto al braccio per le 4 vittime del terrorista; incominciando da Buffon, assai sensibile ai temi della Patria.

figc.segreteria@figc.it

Si può trovare il testo da inviare all' Ambasciata al seguente indirizzo:

http://www.vittimeterrorismo.it/iniziative/battisti/battisti09.htm

che comunque ripropongo:

All’Ambasciata del Brasile
Piazza Navona, 14
00186 Roma
via e-mail info@ambrasile.it


Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha scritto al Vostro Presidente Inàcio Lula da Silva, esprimendo «stupore e rammarico» a proposito della decisione del governo brasiliano di riconoscere lo stato di “rifugiato politico” al terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti, rendendosi interprete della vivissima emozione e della comprensibile reazione che una così grave decisione ha suscitato nell’intera comunità nazionale ed in tutte le forze politiche italiane.
Noi cittadini italiani, europei e italo-brasiliani, l’Associazione Italiana Vittime del terrorismo-Aiviter, che rappresenta i familiari degli assassinati e le vittime superstiti degli anni di piombo in Italia, subiamo da anni le conseguenze di una distorta rappresentazione dei fatti originata in Francia dalla “dottrina Mitterrand”, che pare ora estendersi anche al Brasile.
Il terrorismo ha causato in Italia, tra attentati e stragi, circa 500 morti e migliaia feriti. Questi crimini sono stati frutto di un delirio ideologico che nulla aveva a che fare con il confronto politico democratico. Infatti, negli Anni ’70, non vi fu in Italia una guerra civile, né un' insurrezione antifascista, poiché il paese era governato da un esecutivo democraticamente eletto, retto da leggi democratiche garantite da un sistema giudiziario imparziale e garantista. I terroristi non furono pertanto i vinti di una presunta guerra, ma scellerati delinquenti organizzati in gruppuscoli che cercarono di coprire i loro delitti con pretese giustificazioni politiche. La responsabilità di questi atti delittuosi non può che essere e restare individuale.
Battisti, come altri terroristi latitanti in Francia o in altri paesi, non può essere scambiato per una vittima. Queste sono ben altre e hanno i nomi di Santoro, Campagna, Sabbadin e Torregiani, cioè gli uomini di cui lui, direttamente o con altri, ha pianificato ed eseguito l’assassinio. Battisti è stato giudicato in tre gradi di giudizio e condannato sulla base non solo delle confessioni di complici, ma sulla base di altre molteplici prove e testimonianze. La sentenza, confermata in appello e parzialmente riformata in Cassazione, fu l'ergastolo.
Il fatto che in Francia Cesare Battisti sia diventato scrittore, che siano passati decenni dai fatti di cui si è reso responsabile, che quasi tutti gli ex terroristi rimasti in Italia siano ormai fuori dal carcere, non implica che il futuro di un cittadino italiano debba essere deciso dalla dottrina Mitterrand o dagli imputati medesimi e dai loro amici intellettuali: l’omicidio non si prescrive e i killer latitanti spesso dimostrano di non considerare sbagliata la loro antica condotta, come nel caso di Battisti. La sua vita e la sua salute sono più che garantite, come possono testimoniare i suoi antichi compagni terroristi. Il loro futuro può essere definito solo in Italia, perché qui sono stati commessi i delitti e qui sono sepolti i morti che hanno provocato.
Vi invitiamo pertanto a tornare sulla vostra decisione ! Vi chiediamo il rispetto della nostra giustizia che, in questo caso, ha dalla sua la forza del diritto naturale al rispetto della vita umana, che non può essere barattato con assurde pretese « umanitarie ».

lunedì 26 gennaio 2009

Il Santo Padre perdona i Fratelli della San Pio X:sbatti il Vescovo in prima pagina.

Non si può gioire di una notizia, che subito il mondo Cattofobico cerca di gettare fango sulla Chiesa e sul Santo Padre, approffittando dell' ignoranza della Storia e di quanto i Media siano manipolabili, se ben imboccati.

Come tutti avrete saputo, Benedetto XVI, a coronamento di un dialogo lungo anni, ha perdonato i 4 Vescovi ordinati da Mons. Marcel Lefebvre nel 1988. Puntualmente, è stata tirata in ballo un' intervista, risalente a Novembre 2008, fatta alla televisione svedese, di uno di questi Vescovi, Mons. Richard Williamson;intervista che,secondo gli accordi, sarebbe dovuta rimanere su temi religiosi, mentre invece il giornalista furbetto provocò il Vescovo,peraltro ex-anglicano e dunque non molto amato dalla comunità protestante, con alcune domande sull' Olocausto, sapendo le idee critiche del Williamson su questa tragedia. Meglio avrebbe fatto a tacere quest' ultimo, ma non seppe resistere, ribadendo certe idee personali, ma condivise anche da altre persone, sul numero di Ebrei morti nei Lager. Parlando a puro titolo personale. Non proprio Negazionismo, dunque, ma lo definirei Revisionismo Incolto.

Naturalmente, non solo io, ma anche la Comunità dei miei Fratelli ex-separati ed ora riuniti a Noi Cattolici, abbiamo idee ben diverse a riguardo dei Campi di Concentramento. I cari giornalisti sempre pronti ad inalberarsi ma anche i Miei Fratelli Ebrei, così restii a ricordare che anche la Germania del dopoguerra pagò con lutti e diaspore quel grave errore, meglio avrebbero fatto ad essere più informati sulla Storia di Marcel Lefebvre. Come potrebbe infatti una Comunità da Lui fondata non dimenticare che il di Lui Padre, Renè Lefebvre, non solo fu un esponente di spicco della resistenza francese di matrice Cattolica, arrestato dalla Gestapo il 21 Aprile del 1941; ma che fu poi inviato nel lager di Sonnenburg, uno dei più brutali e bestiali, ed infine ivi morì il 4 Marzo 1944, ed il suo corpo non fu mai ritrovato.

Padre Paul Morgan, superiore della Fraternità di San Pio X per la Gran Bretagna e Scandinavia, ha rigettato due giorni fa qualsiasi accusa di antisemitismo, ricollegandosi all' Enciclica "Mit brennender Sorge" con la quale il Papa Pio XI denunciò gli errori del nazionalsocialismo.

Ed anche Padre Franz Schmidberger, superiore della SSPX di Germania ha rintuzzato gli attacchi dello "Spiegel" (quello della pistola sugli spaghetti, vi ricordate ? E che nel 2006 definì gli Italiani "forme di vita parassite"), ricordando che Gesù,la Sua Santa Madre ed i SS. Apostoli erano Ebrei. Con l' impossibilità, per ogni Cattolico di essere antisemita.

Se a questo aggiungiamo che la Svezia ha una centenaria tradizione di Cattofobia...

venerdì 23 gennaio 2009

Il simbolo del Partido dos Trabalhadores.

Mi domando se qualcuno in Italia, conoscendo il simbolo e la bandiera del partito del presidente Luìs Inàcio Lula da Silva e del ministro della giustizia Tarso Genro abbia avuto qualche dubbio sulla vicenda del terrorista Cesare Battisti: una bella stella rossa a cinque punte che vi mostro puntualmente. Ed anche la sua storia è veramente istruttiva: tra le varie organizzazioni politiche brasiliane che parteciparono alla sua fondazione troviamo quel Partido Revolucionário Comunista che per un certo periodo di tempo fu clandestino, forse in omaggio alla componente "rivoluzionaria" del suo nome. PRC che ebbe come portavoce nientemeno che quel simpaticone di Tarso Genro ! Si, si, proprio il ministro attuale, che fu pure il sindaco di Porto Alegre che volle quel Forum Sociale che vide la partecipazione del fior fiore dei no-global mondiali, tra cui i soliti Caruso e Casarini nostrani ed il presidente della regione toscana, Claudio Martini, ma anche Folena con 13 Ds, Agnoletto e Bertinotti,oltre a ben 6 ministri francesi dell' allora governo Jospin. Con tanto di campeggio intitolato a Carlo Giuliani.

Quanto al presidente della repubblica, che tanti pennivendoli nostrani cercano di dipingere come riconvertito alla socialdemocrazia, sono le frequentazioni preferite che dovrebbero farci riflettere sulla sua reale collocazione politica, soprattutto questi due campioni della democrazia fotografati con lui nelle immagini qui accanto. Mentre la sorprendente e tanto criticata rapida ascesa del proprio rampollo, Fábio Luís Lula da Silva detto Lulinha mi rammenta Ceausescu ed il figlio Nicu.

Così, dopo i vari terroristi ospitati dalla Francia in passato grazie alla "dottrina Mitterand", ci vediamo negato il diritto di vedere ospitato dalla patrie galere un terrorista assassino già protetto dalle varie gauche-caviar che vedrei bene a zappar la terra.

Spiace che fino ad ora i vari calciatori miliardari che giocano in Italia, da Adriano a Kakà, da Ronaldinho a Mancini, non si siano ancora espressi sul caso.

Speriamo almeno che il trenta per cento dei parlamentari brasiliani ,che sono di origine italiane, insieme alle varie associazioni italobrasiliane ed ai milioni di italiani residenti in Brasile, facciano sentire il proprio sdegno nei confronti della gravissima decisione presa dai neo-comunisti carioca.

Chiedo infine a chi legge questo post di scrivere la propria protesta alle rappresentanze diplmatiche del paese sudamericano,grazie.

giovedì 22 gennaio 2009

Quello che Obama ignora. La verità su Lincoln e John Brown.

Comincia male, come previsto, la presidenza del 44esimo presidente americano. Non tanto per l'apertura all' Islàm o l' annunciata chiusura del carcere di Guantanamo, ma per aver tirato fuori a sproposito uno dei suoi peggiori predecessori, Abramo Lincoln. La retorica pacifista/buonista spesso riesce a tramandare, a furia di insistere, figure assai discutibili. Nella storia degli Stati Uniti, per esempio, un noto psicopatico ed assassino come John Brown, celebrato persino in una nota canzone, viene spesso proposto come un eroe, dimenticando scomode verità. Come il Massacro di Pottawatomie Creek della notte tra il 23 ed il 24 Maggio 1856, nel quale uccise cinque coloni, colpevoli solo di aver offeso i sentimenti abolizionisti, con una ferocia che una novantina di anni dopo anche in Italia avremmo conosciuto grazie agli eccidi del Triangolo Rosso. Infatti,non paghi di aver fucilato gli inermi coloni, Brown e soci si accanirono sui corpi delle loro vittime, e dopo aver spaccato i crani, facendo uscire la materia cerebrale, gli tagliarono prima le braccia e poi le mani ed infine li evirarono, scappando al galoppo prima dell' arrivo dei soldati regolari e rifugiandosi al Nord, dove nessuno pensò bene di arrestarli o processarli. Come in Italia poi,secondo un noto slogan degli anni '70, per i tribunali nordisti "uccidere un sudista non era reato". E Brown godeva dell' appoggio di alcuni notabili di Boston, come il ricchissimo Gerrith Smith, il predicatore Theodore Parker e l' affarista Stearns Wendell Phillips.

Del resto, anche se la sua nota foto ci aiuta nell' inquadrare il folle, in Italia è assolutamente trascurata la notizia che la famiglia di Brown annoverasse ben tredici malati mentali, tra cui sua madre e sua nonna (John Brown was born at Torrington, Conn., on May 4, 1800, to Owen Brown, a tanner, and Ruth Mills Brown, whose family had a history of mental instability.).

A Brown andrà meno bene qualche anno dopo, nel 1859, quando dopo il fallito tentativo di impadronirsi dell' arsenale di Harpers Ferry, ed essersi barricato con alcuni ostaggi, verrà catturato da un certo Colonnello Lee dell' esercito americano; il futuro Generale Robert Lee, Comandante in capo dell' Esercito Confederato. Dopo un processo, invece di spedirlo in un manicomio criminale, Brown venne impiccato,facendone così un mito a sproposito.

Al tempo stesso, Abramo Lincoln, da molti celebrato come un Padre della Patria, tant'è che Barak Hussein Osama ha voluto giurare sulla Bibbia del predecessore,non fu quel santarellino che si vuol far credere.

In realtà Lincoln fu durante la Guerra di Secessione un dittatore assoluto. Per la prima volta negli Stati Uniti fece sospendere l' Habeas Corpus, cosa fondamentale nel Diritto Anglosassone, nel 1862; bastava un semplice sospetto di simpatie verso la causa secessionista ed al Nord si finiva in galera senza giudizio e protezione legale. Furono più di 38.000 i prigionieri politici arrestati per ordine dei vari Ministeri nordisti o dalle autorità. E nel 1863, con l' istituzione della Leva Obbligatoria, poichè la Guerra sembrava sorridere ai Confederati, provocò rivolte a catena. 200.000 diserzioni, 120.000 renitenti alla leva, con 90.000 rifugiati in Canadà. L' 11 Luglio 1863 gli abitanti Irlandesi di New York insorsero contro tale Leva, anche perchè si poteva evitare con il pagamento di 300 dollari, che gli immigrati non potevano disporre. Lincoln non esitò a mandare le truppe ad imporre la Legge Marziale. Anzi, furono mandati 15.000 reduci di Gettysburg, stanchi della lunga e sanguinosa battaglia, che non persero troppo tempo con quei "civili": alla fine ci furono più di mille morti, con fuoco a volontà nelle strade, anche con i celebri cannoni howitzer ed esecuzioni sommarie in quei giorni meglio conosciuti come New York Draft Riots.

Ed infine, un libro di Lerone Bennett, "Costretto alla gloria:il sogno bianco di Lincoln", uscito nel 2000, getta gravi sospetti sulla figura di Lincoln; per lo scrittore, in realtà, Lincoln volle usare il problema della schiavitù dei negri solo per assoggettare gli Stati Ribelli. Tant' è che il famoso Proclama di Emancipazione riguardava solo gli Stati Confederati, ed anzi, non era applicabile per le zone Sudiste già occupate dalle truppe nordiste.

Di Lincoln stesso poi ci si dimentica una celebre dichiarazione del 1858: "Non sono,e non sono mai stato,favorevole ad una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera;esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poichè esse non possono convivere in questa maniera, finchè rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, ed io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca".

Insomma, come inizio, il neopresidente Barak Hussein Obama è rimandato in Storia Americana. Non male...

lunedì 12 gennaio 2009

Lasciate che i bambini vengano a noi...

Questa è Hamas . Non credo che ci siano ulteriori commenti. Non credo che ci sia tanto da pensare con chi stare, tra Hamas ed Israele. Senza Kippah di sorta in testa o striscianti sudditanze da neobadoglio, senza vergognose abiure e neoantifascismi da operetta. Oggi tirano razzi e katiusce verso le città israeliane; domani sono pronti verso le Nostre Chiese, già pronte per essere profanate come a Milano e Bologna.

Non sono morto nè scappato...

ma ho avuto parecchie cose da sbrigare,ultimare,finire ed incominciare.Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto privatamente ed in pubblico per gli auguri,che ricambio di cuore.E coloro che, in tanti, hanno continuato a visitare questo Blog.

Non prevalebunt !

venerdì 26 dicembre 2008

Buon Natale a tutti,anche ad Eluana.

Era aprile
era maggio
era... chi lo sa
Era bella
oh, era bella
solo la sua età.
Non ricordo
se sorrise
quando se ne andò
Io l'amavo
io l'amavo
solo questo so
Io credevo tante cose
che non credo più
non per questo sono triste
ora ci sei tu.
Ho paura, ho paura quando penso che
era, era, era, era, era come te.


giovedì 18 dicembre 2008

Fini, ovvero Talleyrand.

Ogni nuova dichiarazione del Sig. Fini prepara a nuove meraviglie, per così dire. Ma non dobbiamo ormai stupirci più di nulla da parte di questo novello Talleyrand, il quale, come si sa, servì la Monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie componenti, l'impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la Monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII. Ma sono sicuro che al Sig. Fini i libri di storia non dedicheranno praticamente nulla. Dimenticheranno le sue frasi di celebrazione del Fascismo, reperibili nel mio blog al TAG Fini, dimenticheranno il suo neoantifascismo più realista del Re, e si perderanno nell' oblio gli attacchi contro Pio XI e Pio XII e tutto quello che fecero, attraverso grandi Cardinali e Vescovi, come Ildefonso Schuster, ma anche con occasionali religiosi, per opporsi all' Olocausto. Io invece non vorrei che si perdesse la memoria di questa fotografia, e vorrei che qualche storico mi spiegasse cosa ci faceva con il microfono in mano il Sig. Fini al Funerale di Francesco Cecchin, tra una selva di braccia tese e labari con tanto di gladio e dedica a Graziani accanto al Camerata Marcello De Angelis, allora in Terza Posizione. Non provava schifo e ribrezzo verso tutti quei Fascisti dichiarati, lui novello cantore dell' antifascismo militante ? Non provava avversione verso l' incenso che proveniva dalla Chiesa ?

No, aspettiamoci di tutto, dai matrimoni tra pederasti fino alla sparizione dei Crocefissi, dal Corano nelle scuole allla cittadinanza regalata al primo che passa, dalla liberalizzazione delle droghe agli omicidi mascherati da eutanasia.

Nel nome del vvolemosebbene e della "bellademocrazia" !

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Il Brindisi di Girella
di Giuseppe Giusti
Dedicato al signor di Talleyrand buon'anima sua

Girella (emerito
Di molto merito),
Sbrigliando a tavola
L’umor faceto,
Perde la bussola
E l’alfabeto;

E nel trincare
Cantando un brindisi,
Della sua cronaca
Particolare
Gli uscì di bocca
La filastrocca.

Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.

Da tutti questi
Con mezzi onesti,
Barcamenandomi
Tra il vecchio e il nuovo,
Buscai da vivere,
Da farmi il covo.
La gente ferma,

Piena di scrupoli,
Non sa coll’anima
Giocar di scherma;
Non ha pietanza
Dalla Finanza.

Viva Arlecchini
E burattini;
Viva i quattrini!
Viva le maschere
D’ogni paese,
Le imposizioni e l’ultimo del mese.

Io, nelle scosse
Delle sommosse,
Tenni, per ancora
D’ogni burrasca,
Da dieci o dodici
Coccarde in tasca.
Se cadde il Prete,

Io feci l’ateo,
Rubando lampade,
Cristi e pianete,
Case e poderi
Di monasteri.

Viva Arlecchini
E burattini,
E Giacobini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Loreto e la Repubblica francese.

Se poi la coda
Tornò di moda,
Ligio al Pontefice
E al mio Sovrano,
Alzai patiboli
Da buon cristiano.
La roba presa
Non fece ostacolo;
Ché col difendere
Corona e Chiesa,
Non resi mai
Quel che rubai.

Viva Arlecchini
E burattini,
E birichini;
Briganti e maschere
D’ogni paese,
Chi processò, chi prese e chi non rese.

Quando ho stampato,
Ho celebrato
E troni e popoli,
E paci e guerre;
Luigi, l’Albero,
Pitt, Robespierre,
Napoleone,
Pio sesto e settimo,
Murat, Fra Diavolo,
Il Re Nasone,
Mosca e Marengo;
E me ne tengo.

Viva Arlecchini
E burattini,
E Ghibellini,
E Guelfi, e maschere
D’ogni paese;
Evviva chi salì, viva chi scese.

Quando tornò
Lo statu quo,
Feci baldorie;
Staccai cavalli,
Mutai le statue
Sui piedistalli.
E adagio adagio
Tra l’onde e i vortici,
Su queste tavole
Del gran naufragio,
Gridando evviva
Chiappai la riva.

Viva Arlecchini
E burattini;
Viva gl’inchini,
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva il gergo d’allora e chi l’intese.

Quando volea
(Che bell’idea!)
Uscito il secolo
Fuor de’ minori,
Levar l’incomodo
Ai suoi tutori,
Fruttò il carbone,
Saputo vendere,
Al cor di Cesare
D’un mio padrone
Titol di Re,
E il nastro a me.

Viva Arlecchini
E burattini
E pasticcini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La candela di sego e chi l’accese.

Dal trenta in poi,
A dirla a voi,
Alzo alle nuvole
Le tre giornate,
Lodo di Modena
Le spacconate;
Leggo giornali
Di tutti i generi;
Piango l’Italia
Coi liberali;
E se mi torna,
Ne dico corna.

Viva Arlecchini
E burattini,
E il Re Chiappini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La Carta, i tre colori e il crimen laesae.

Ora son vecchio;
Ma coll’orecchio
Per abitudine
E per trastullo,
Certi vocaboli
Pigliando a frullo,
Placidamente
Qua e là m’esercito;
E sotto l’egida
Del Presidente
Godo il papato
Di pensionato.

Viva Arlecchini
E burattini,
E teste fini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva chi sa tener l’orecchie tese.

Quante cadute
Si son vedute!
Chi perse il credito,
Chi perse il fiato,
Chi la collottola
E chi lo Stato.
Ma capofitti
Cascaron gli asini;
Noi valentuomini
Siam sempre ritti,
Mangiando i frutti
Del mal di tutti.

Viva Arlecchini
E burattini,
E gl’indovini;
Viva le maschere
D’ogni paese.
Viva Brighella che ci fa le spese.