Ho sempre detto che nella vita bisogna saper aspettare. Perchè spesso la verità viene a galla. Magari dopo un po', magari dopo molto. Non per niente, storicamente, sono Revisionista, e le recenti rivalutazioni o rivistazioni a proposito dei Soldati della RSI e degli Zuavi Pontifici, mi mandano in sollucchero. Così come il dibattito in atto sul "Giornale" a proposito della femminilizzazione del maschio e conseguente maschilizzazione della femmina, colpa il '68, il Femminismo e la lotta contro ogni tipo di Autorità, dal Padre alla Patria.
A distanza di oltre un anno, quello che avevo scritto nel post seguente:
http://secondonatura.blogspot.com/2007/07/ma-che-casto-bacio-secondo-la-procura.html
che provocò alcune reazioni stizzite da parte di alcuni visitatori, si sta rivelando esatto, salvo, naturalmente tutto il garantismo possibile che prevede la giusta presunzione d' innocenza per ogni processando.
Vi ricordate il caso di Michele e Roberto, i due pederasti denunciati il 27 Luglio 2007 a Roma al Colosseo dai Carabinieri per atti osceni in luogo pubblico ? Ma i due candidi invertiti avevano protestato, dichiarando che s'erano scambiati un bacin d'amore.
Vi ricordate non solo le reazioni a catena delle varie associazioni di omosessuali che subito gridarono allo scandalo, ma anche quelle di molti prodi politici, come il ministro della salute di allora, Livia Turco, che invitò tutti a "chiedere scusa a questi due ragazzi", come il ministro della famiglia, Rosy Bindi, che condannò l'episodio come "un eccesso di zelo da parte delle Forze dell' Ordine", come il ministro delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, che denunciò un "clima omofobico" ?
Come scrissi allora, nessuno di questi ministri a farsi venire un dubbio a chi credere, cioè alla tenera coppietta piuttosto che ai Carabinieri, legati alla Patria da un giuramento, e dagli italiani spesso ripagati, oltre che con uno stipendio di fame, con insulti, molotov, sputi e sassate.
Ebbene, la Procura di Roma ha terminato le indagini che avevo annunciato, ed i due sodomiti dovranno presentarsi davanti al Giudice il prossimo 24 Febbraio, per il reato punito dall' Articolo 527 del Codice Penale, Atti Osceni in Luogo Pubblico. Perchè, salvo assoluzione dei processandi, è stata data per attendibile la versione dei Militi dell' Arma: altro che tenero bacino, trattavasi di coito orale !
Ma si sa, siamo una nazione omofobica !
Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
Translate
mercoledì 24 settembre 2008
Ma che casto bacio, secondo la Procura ! Un anno dopo...
lunedì 22 settembre 2008
Quando l'antifascismo scivola nel patetico.
Stamattina Yahoo riportava a tutto tondo la notizia ANSA che la famosa foto di Robert Capa del 1936 col Miliziano Morente sarebbe vera, secondo una mostra che si aprirà a Londra al Barbican Centre in Ottobre. E qui, tanto per iniziare, un' inesattezza:in realtà trattasi di Mostra itinerante, già proposta dal 26 Settembre al 6 Gennaio all' International Center of Photography di New York. Che nulla di nuovo ha apportato alle rivelazioni del Fotografo Professionista e Storico della Fotografia, Luca Pagni. Rivelazioni che ben poco spazio lasciano all' autenticità della fotografia. Tant' è che pure l' ANPI romana ammette i molti dubbi sulla foto, partendo dalle affermazioni che un giornalista britannico, O' Dowd Gallagher, fece negli anni '70, che rivelò che lo stesso Capa aveva ammesso con lui che la foto era il risultato di una compiacente sceneggiatura.
Leggere certe notizie è la conferma di quanto in Rete si trovino spesso divertenti bischerate, a volte di Destra, ma soprattutto di sinistra, mai supportate da seri studi storici o letture di buoni libri, ma ispirate da maniaci dei link e smanettoni brufolosi. Che a volte riescono ad urtarmi, quando scrivono assurdità senza fondamento,a proposito, per esempio, delle Foibe dell' infame boia di nome Tito e dei suoi pari, ma poi mi procurano ilarità quando avanzano ipotesi che neanche un bimbetto di terza elementare potrebbe pensare, come il fatto che l' Unione Sovietica avrebbe potuto battere la Germania senza l' aiuto degli Stati Uniti. Unione Sovietica che già aveva mostrato i propri limiti militari contro la "potentissima" Finlandia. E che era ridotta alla fame.
Se certe incaute affermazioni che sottolineano l' ignoranza e la faziosità di chi le pronuncia fossero vagliate da qualche buona lettura di libri veri oppure Testi Enciclopedici come la "Storia Controversa della Seconda Guerra Mondiale" di Winston Churchill, si eviterebbero figuracce che solo l' evidente giovane età e notevole inesperienza sono attenuanti, straparlando di conoscenza di quella che io chiamo, come Ernst Nolte, la "Seconda Guerra Civile Europea". Ignoranza confermata appieno non riconoscendo neanche la nazionalità di due vecchie bandiere postate nella mia precedente provocazione.
Confermado quello che il Ministro Gelmini asserisce, suffragata dai fatti: la crassa e pretenziosa superficialità degli studenti italiani. Aiutata dalla colpevole faziosità sinistra di molti insegnanti.
sabato 20 settembre 2008
ITALIANI BASTARDI !
Loro l'hanno capito troppo tardi....
Anche loro. E ringraziano l' ONU...
Noi, ringrazieremo l' Europa ?
giovedì 18 settembre 2008
Ecco i valori dell' antifascismo.
Manco a farlo apposta un "Anonimo" che si firma tale Mario Giacobbo, nome sicuramente preso a prestito,ha postato il seguente commento vigliacco al mio post di ieri su Alfa Giubelli:
#1 17 Settembre 2008 - 18:49
questa storia insegna solo una cosa. che i fascisti vanno presi e fatti fuori da piccoli. perchè prima o poi il loro odio, la loro violenza, la loro bestialità viene sempre fuori.
il compagno "Palmo" ha pagato per essere stato umano e aver voluto risparmiare una bambina "innocente" ,che innocente ovviamente non poteva essere "educata" com'era stata da una donna infame. chi verrà dopo di lui non farà lo stesso errore.
morte ai fascisti. sempre.
Mario Giacobbo
utente anonimo
AI: e7dd9d633ae090c
Cosa aggiungere a questo delirante ed inquietante messaggio, carico di odio, incitazione all' omicidio di una bambina e paranoia mentale ? Ben poco o nulla. Ma questa è la dimostrazione di come siano radicati certi valori antifascisti.E secondo voi bisogna condividerli ?
mercoledì 17 settembre 2008
L' antifascismo che colpì la bambina Alfa Giubelli.
Dunque, in "Morti Dimenticati" ho appena finito di scrivere,in tre parti, la storia dell' omicidio di Margherita Giubelli da parte dei bravi e valorosi antifascisti, quei depositari dei valori nei quali una Destra moderna "dovrebbe riconoscersi" secondo il liquidatore dell' Identità Missina. E se devo ammettere che in Azione Giovani molte sono state le voci che si sono levate contro il neo-antifascismo militante, da nessuno ho sentito prendere le distanze dalla democrazia. Dando per scontato che tale forma di governo sia intoccabile, come se essere antidemocratici sia qualcosa di abominevole, riconoscendosi tutti nel calderone di "unatesta, unvoto" filiato dalla Rivoluzione Francese. Non per niente ho sentito echeggiare quella parola tremenda che si accompagna a libertà e fraternità, cioè eguaglianza. Vabbè, passiamoci sopra.
La storia di Alfa Giubelli, naturalmente, non finì quel tragico 15 Luglio del 1944, ma è magistralmente raccontata dalla scrittrice, giornalista e storica Domizia Carafoli nel libro citato. Ed io, prossimamente, cercherò di raccontare quello che accadde a questa bambina, di cui mi piacerebbe si parlasse, ancora, ancora ed ancora. Magari nella prossima edizione di Atreju...
lunedì 15 settembre 2008
Alfa Giubelli non porse l' altra guancia. Parte Prima.
In tempi di neo-antifascismo militante e resuscitato Arco Costituzionale da parte di Antifascismo Nazionale ( e verrebbe da chiedersi ancora una volta: ma la liberano 'sta Fiamma che portano nel cerchietto ? Ma sanno cosa significa ? Saranno stati, almeno una volta, a Predappio ?), viene proprio voglia di parlare del dramma di Alfa Giubelli, colpita negli affetti più cari, la Mamma, da chi credeva nei "valori della resistenza". Ieri, in Morti Dimenticati, ho cominciato a scrivere la prima parte degli antefatti del dramma che visse questa bambina a soli dieci anni. Bambina che quest'anno ha compiuto settantacinque anni, e di cui Domizia Carafòli ha scritto le vicende in un magistrale libro da regalare a chi oggi "si ammanta di democrazia e va' cianciando di libertà", per dirla con La Compagnia dell' Anello (La Ballata del Nero): La Bambina ed il partigiano, Mursia.
Credo che questo libro debba essere regalato ai tanti giovani di Azione Giovani che si sono indignati per le parole di Mister Poltrona, quello che vorrebbe essere il futuro Sarcozy italiano, ma che in realtà è solo un Sor Sarcozzi,magari alla p....nesca. A chi oggi si è giustamente indignato pur non essendo giovane, come Carlo Borsani Junior, che ebbe un padre che stimò pur non avendolo in pratica conosciuto, quel Carlo Borsani, Fascista e Cattolico, Eroe di Guerra e Medaglia d' Oro ucciso a tradimento dopo essersi battuto per due anni per la pacificazione. Credo che questo libro debba essere portato nelle scuole, dove ogni 25 Aprile si narra la storia a senso unico, invitando spesso a parlare certi vecchi partigiani scampati alla giustizia italiana ma che non scamperanno a quella Divina, compreso l' ex-sindaco di Crevacuore, medaglia d' oro della resistenza (pure !!!), Aurelio "Palmo" Bussi, luogotenente dell' on. Francesco "Gemisto" Moranino, tuttora considerati eroi per l' ANPI.
Sindaco che verrà colpito, dodici anni dopo aver fatto ammazzare la povera ed incolpabile madre di Alfa, Margherita Ricciotti in Giubelli, da un' altro tipo di giustizia, che mi ha ricodato un' altra canzone della Compagnia dell' Anello, anche se il finale è differente, La Canzone del Lago:
Questa è una storia che non frutta milioni,
non faranno un bel film per TV,
ma farà sbadigliare di noia,
i ragazzi alla gucci e cardin ,
perché parla di un vecchio sereno
con gli occhi sempre fissi nel Sole,
con il viso coperto di rughe
e il sorriso più dolce del Mondo.
Viveva un po’ fuori città ,
sulle rive del “Lago di mezzo”
parlava di giorno coi cigni
e di notte ripensava al passato,
a quando quel giorno in aprile ,
per avere creduto in un Uomo ,
la donna gli avevano ucciso
contro un muro in piazza del Duomo.
Era stato il Lupo gappista ,
con tre colpi nel mezzo del petto ,
si diceva che fosse un artista
dell’agguato e del colpo alle spalle ,
gliel’han detto che era il tramonto
anche il Sole lo lasciava da solo ,
ma voleva saldare quel conto,
Lupo morto l’avrebbe giurato.
Ma quel Sole così eterno e lontano ,
solo un attimo si fermò all’orizzonte ,
per guardarlo in fondo negli occhi ,
illuminargli un momento la fronte.
Ha lasciato cadere il fucile ,
per quel raggio di fuoco lontano
e sapeva che a colpire quel vile
non sarebbe mai stata la sua mano.
Ed un giorno sulle rive del Lago
Mentre stanco se ne stava un po’ assorto ,
dopo un tonfo ed un gemito vago
la corrente gli porto lì un morto.
Era il corpo di lupo il gappista,
si l’artista di agguati e menzogne,
un raggio gli aveva abbagliato la vista
mentre in jaguar passava quel ponte.
L’ha guardato un secondo o un giorno,
non saprebbe mai dirlo davvero
e poi fece verso i cigni di ritorno,
verso il Sole li portò poi un veliero,
questa è una storia che il Lago racconta,
no non c’è sui tuoi libri di scuola,
non la sentirai narrar nelle piazze
perché solo sul Lago ora Vola...
Perchè Alfa Giubelli non porse l' altra guancia...
(fine Parte Prima. Continua...)
http://mortidimenticati.blogspot.com/2008/09/margherita-ricciotti-in-giubelli-prima.html#links
domenica 14 settembre 2008
Vacanze Fin..ite, stavo megli alle Hawaii...
"Credo ancora nel Fascismo,si,ci credo." : 19 Agosto 1989.
"Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice Fascista" : 5 Gennaio 1990.
"Mussolini è stato il più grande statista nel secolo. E se vivesse oggi, garantirebbe la libertà degli italiani" : 30 Settembre 1992.
"...chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato a gustare il dolce sapore della rivincita... Dopo quasi mezzo secolo, il Fascismo è idealmente vivo..." : Maggio 1992.
"Mussolini è stato il più grande statista del secolo... Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti" : Giugno 1994.
venerdì 12 settembre 2008
Se vince Obama,perde l' Occidente intero.
Ed eccomi di ritorno dalle vacanze, anche se sono ancora a Londra, con una certezza assoluta:nella malaugurata ipotesi che vinca il Keniano, si prepara un futuro di forte sudditanza europea verso i Nazionalbolscevichi di Putin. E purtroppo temo che l' Italia, tra un sorrisino a chi ci sparo' addosso missili a Lampedusa, minaccio' di colpire Napoli ed ha un passato oscuro al riguardo di passaggi a terroristi vari durante gli anni delle varie stragi, ed una pacca amichevole a chi vuole riannettersi interi territori oggi Stati Sovrani attraverso russificazioni selvagge ed inopportune, stia rispolverando in Politica Estera, la vecchia patata democristiana.
Per fortuna, ho tastato di persona che la fiducia nella coppia McCain/Palin sta' crescendo, negli Stati Uniti. E non posso fare a meno di sottolineare la fermezza con cui si e' espressa la papabile Vicepresidente Repubblicana, a proposito di eventuali attacchi alla Georgia ed ad altre Repubbliche libere ex-sovietiche: in un'intervista alla Abc News, manda un chiaro avvertimento a Mosca: gli Usa vogliono l'estensione della Nato ad altri paesi ex sovietici e se la Russia dovesse invadere di nuovo la Georgia, e' pronta a un conflitto armato. A Charles Gibson, il giornalista dell'emittente che ha ottenuto l'esclusiva dell'intervista alla vice di McCain, la Palin ha detto di essere pronta all'incarico offerto dal candidato repubblicano e di ''non aver avuto alcuna esitazione''. Ma Sarah Palin ha soprattutto dimostrato di non aver paura a entrare nel vivo delle questioni internazionali piu' delicate: ''Ucraina e Georgia meritano di entrare nella Nato'', ha detto la Palin. Se Tbilisi fosse stata gia' parte dell'Alleanza o se Mosca invadesse uno stato membro, ha aggiunto la Palin, gli Usa potrebbero entrare in guerra con la Russia, perche' ''questo e' l'accordo che prendi quando sei un membro della Nato. Se un altro Paese e' sotto attacco, ci si apetta che tu sia chiamato ad aiutarlo''. Palin ritiene che ''i piccoli Paesi democratici che sono invasi da superpotenze siano qualcosa su cui dobbiamo vigilare. Dobbiamo essere consapevoli di quali sono le conseguenza se una superpotenza e' in grado di conquistare un piccolo Paese democratico''. ''Dobbiamo essere in grado di mostrare il nostro sostegno - ha sottolineato - in questo caso alla Georgia. Per esempio con sanzioni economiche contro la Russia, se e' necessario. Tutto cio' non deve necessariamente portare a una guerra, e nemmeno a una guerra fredda, ma le sanzioni e la pressione diplomatica, contando sull'aiuto dei nostri alleati, fanno parte del nostro compito di controllare la Russia di Putin e il suo desiderio di estendere il suo controllo''.
Inoltre ovunque parlino i 2 candidati Repubblicani, e' il patriottismo a dominare la scena, non solo gli scontati discorsi sulle tasse. McCain dichiara spavaldo che preferirebbe perdere le elezioni, piuttosto che il proprio paese perda una guerra;e alle loro pubbliche apparizioni, la gente scandisce U-S-A ! U-S-A !
Perche' ribadisco ancora una volta che si puo' essere critici verso gli Stati Uniti, ma finche' l' Europa continuera' ad essere quella di banchieri, affaristi e leggine su frutta e verdura, solo gli USA possono oggi come oggi fare una barriera a Nazionalbolscevichi, Comunisti Cinesi e terroristi d' ogni risma.
domenica 31 agosto 2008
McCain missing in action. But only in Italy !
E' scandaloso il comportamento mediatico italiano verso McCain. Sono nella nuovissima Business Lounge della British Airlines a Londra in attesa dell'aereo che ci portera' in vacanza e non posso fare a meno di notare che la versione europea di "Time" ed il magazine inglese "The Spectator" dedicano la copertina ed ampi servizi a John McCain, in Italia praticamente ignorato dai vari giornalisti di destra e sinistra. Time intitola "Honesty, Fairness or Integrity in one's beliefs and actions" il lungo reportage dedicato al candidato Repubblicano, con ampi spazi dedicati alla Famiglia, Moglie compresa.Mentre il magazine inglese titola "How McCain can beat Obama". Insomma, sembra proprio di vivere in un' altro pianeta, quanto all' informazione.
Di nuovo saluti a tutti...
sabato 30 agosto 2008
In Vacanza !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finalmente potrò vedere un telegiornale dove McCain ha lo stesso spazio di un Keniano,non come in Italia, dove il Keniano me lo ritrovo dappertutto !
Saluti a tutti, arrivederci al 14/09 !
venerdì 29 agosto 2008
Putin, Moldova este Tara Romaneasca !
Come avevo preannunciato nei post precedenti, l' Orso neo-bolscevico non intende fermarsi, l' Abkhazia e l' Ossezia Meridionale sono solo l' antipasto di quella che vuole essere un lauto pasto. Lo ha confermato ieri il Ministro degli Esteri della Francia, Bernard Kouchner. Ma l' Ucraina e la Romania, quest' ultima nella NATO, non intendono stare a guardare. L' Ucraina ha un' esercito di oltre 300.000 soldati ben addestrati e non ha ceduto tutti i missili a testata nucleare e la Romania fa parte a tutti gli effetti della NATO, partecipando con onore e tributo di sangue alle ultime campagne antiterrorismo in Afghanistan ed Irak. E così come Kiev non intende cedere di un passo sulla Crimea, Bucarest considera la Moldavia Terra Rumena, dove una minoranza russa di recente importazione alla fine dovrà o andarsene oppure accettare l' inevitabile ricongiungimento alla Madrepatria Rumena. Compresa il Territorio Canaglia, Comunista e Terrorista della Transnistria che è rifugio anche di Islamici filo-Bin Laden.
Gli USA e l' Europa tutta non possono accettare ricatti dai risvolti futuri impensabili. O sarà l' inizio di una vera catastrofe !
lunedì 25 agosto 2008
Se fosse viva Anna Politkovskaya, la Fallaci dell' Est...
...sarebbe in Georgia a scrivere su questa guerra.
Se fosse viva, ma non lo è, perchè fu ammazzata in circostanze misteriose il 7 Ottobre 2006 nell' ascensore di casa da un sicario mascherato, come nella miglior tradizione dei metodi del vecchio KGB della Guerra Fredda.
Nata a New York da diplomatici Ucraini accreditati all' ONU, dopo la laurea divenne giornalista e scrittrice in Russia. Fin dal 1998 si recò in Cecenia come cronista delle 2 Guerre Russo-Cecene, non schierandosi da nessuna parte, ma denunciando le violenze sia Russe che Cecene. Attaccando ripetutamente Putin, ricevendo diverse minacce di morte. Il 10 Settembre 2001, nel suo articolo "Gente che scompare", la giornalista ha accusato poliziotti distaccati presso il ministero degli Interni ceceno di avere ucciso civili inermi. Dopo poco tempo ha cominciato a ricevere mail da un certo "Cadetto" (soprannome di uno dei poliziotti citati nell'articolo, Sergej Lanin), il quale affermava di "essersi allenato come cecchino e di avere l'intenzione di recarsi a Mosca"(Nel marzo del 2005 il tribunale di Groznyj ha condannato Sergej Lanin a 11 anni di prigione per avere compiuto una strage di ceceni, ma il suo coinvolgimento nelle minacce alla giornalista non è stato dimostrato.).
Per la sua equidistanza tra le parti,la Politkovskaya venne chiamata a far da mediatrice durante il sequestro nel Teatro Dubrovka. Il 2 Settembre del 2004 Anna Politkovskaja, mentre si stava recando a fare luce sugli eventi di Beslan in quel momento in corso, è stata ricoverata in ospedale in stato grave, dove affermò di essere stata "intenzionalmente avvelentata" da membri del FSB e che in Russia aveva ricominciato a funzionare il "13° laboratorio del KGB, che si occupa della produzione di veleni".
Chi non conosce la mentalità neosovietica degli attuali dirigenti russi, oppure ha scarsa conoscenza dello svolgimento delle varie guerre caucasiche, accumunerà subito Cecenia al Massacro di Beslan, atto infame contro la popolazione civile, dove morirono centinaia di bambini, con il quale la Cecenia si è condannata davanti a tutto il mondo. Purtroppo il seme dell' odio trova spesso terreno fertilissimo tra chi pone il proprio credo nel Fondamentalismo Islamico. Ma non tutti i Ceceni sono terroristi disposti a tali efferati e maledetti massacri. E la giornalista ucraina poco prima di essere uccisa scrisse quest' articolo:
L' odio che genera odio.
Il mondo teme una proliferazione nucleare incontrollata - io invece temo l'odio. Si sta accumulando sempre di più e in maniera incontrollabile. Il mondo è riuscito almeno a escogitare delle leve per fare fronte ai caporioni di Iraq e Corea del Nord, ma nessuno riuscirà mai a individuare le vie percorse dalla vendetta personale. Il mondo è completamente indifeso di fronte a quest'ultima. Nel nostro paese attualmente è in corso qualcosa di incredibilmente stupido e irresponsabile - centinaia di persone vengono costrette con la forza ad accumulare intere riserve di odio, che renderanno completamente imprevedibile la vita futura degli altri.
Cosa vogliamo ottenere dai ceceni in carcere per "terrorismo"? Centinaia di persone giovanissime che hanno di fronte a se pene molto lunghe da scontare. In carcere li odiano e per questo li sottopongono a "trattamenti del tutto speciali", inventati sia dagli altri reclusi sia dall'amministrazione delle carceri.
Perché scrivo la parola "terrorismo" tra virgolette? Ve lo spiego. Chi sono questi ceceni? Per la maggior parte si tratta di ex studenti. Sono finiti nelle carceri senza nulla alle spalle, se non tre guerre. La prima si è svolta quando erano ancora bambini (la prima guerra cecena). La seconda, quando erano adolescenti (la seconda guerra cecena). La terza è l'istruttoria alla quale sono stati sottoposti. Si tratta cioè di studenti "terroristi" che sono fondamentalmente il prodotto delle procedure antigiuridiche messe in atto negli anni 2002, 2003 e 2004.
In quegli anni nel Caucaso settentrionale l'applicazione del diritto era decisamente sui generis: si effettuavano retate di massa e in Cecenia gli studenti venivano "ripuliti" a decine alla volta. Dopo la "pulizia" passavano attraverso la tortura, applicata di routine, come se si trattasse di una semplice procedure di disinfezione... Molti di loro sono stati uccisi, in particolare quelli che non si dichiaravano colpevoli. Ai "volenterosi" è stato concesso di vivere e sono stati condannati sulla base di accuse messe insieme in tutta fretta, senza preoccuparsi della qualità della documentazione reperita. Innocente? Colpevole? Solo Dio può saperlo, non sono mai state condotte vere e proprie indagini. Ed ecco che a partire dal 2005, dopo tutte le cassazioni, un'intera generazione di studenti ceceni "ripuliti" è entrata in carcere, con pene di 15 anni e oltre. E' lì che è cominciata la loro quarta guerra. Una guerra con se stessi. O per se stessi? Forse addirittura contro...
Oggi, nel 2006, le testimonianze che giungono dalle carceri dicono che questi ex bambini modello sono ormai diventati dei recidivi incalliti. Ecco una storia del tutto tipica. Islam Suschanov, nato nel 1984. Non lo ho mai visto, ora non è più possibile incontrarlo. Il FSIN, l'amministrazione carceraria russa, vieta i contatti di qualsivoglia tipo con i reclusi della sua categoria. Ricostruirò quindi gli eventi solo in base alla documentazione disponibile. Nel 1999, alla vigilia dell'inizio della seconda guerra cecena, Islam finisce gli studi alla scuola n. 38 di Groznj. Il profilo redatto ai fini dell'iscrizione all'università da parte del direttore della scuola, D. V. Salamov, parla di un ragazzo molto bravo: "Durante gli studi Islam si è distinto come scolaro disciplinato, amante dello studio e diligente. Si è dedicato allo studio in modo responsabile. Godeva di rispetto e ha svolto con precisione i compiti assegnatigli".
Nel 2000 Islam si è iscritto all'Istituto di Pedagogia della Cecenia, l'unico in cui erano riprese le iscrizioni dopo che le ostilità attive erano cessate. Ha cominciato a frequentare i corsi di arte. E ancora una volta: "Prende parte attivamente agli studi e alla vita pubblica della facoltà e dell'istituto... Esprime un particolare interesse per la pittura, per la composizione e per la scultura... è uno studente che ha buone prospettive...". Lo scrive il decano della facoltà di belle arti, M. M. Sulejmanov - ma lo scrive "ex post", rivolgendosi alla procura del distretto Lenin, quando Islam è stato "ripulito" e rinchiuso in galera. Alla procura è stata indirizzata anche una dichiarazione dell'allenatore della squadra di calcio "Vajnach", V. L. Inderbiev: "Durante tutto il periodo in cui ha fatto parte della squadra di calcio ho potuto apprezzare la sua correttezza e la sua buona educazione. Ho viaggiato spesso in trasferta con la squadra per incontri in cui era impegnato anche Islam. Nel suo comportamento non ho mai osservato irascibilità, aggressività... è un ragazzo molto controllato, modesto, di buon carattere... non si è mai lasciato andare a discorsi estremistici, né in generale si è dimostrato incline all'estremismo". L'allenatore e il decano mentivano? Oppure, pur essendo persone esperte, non si sono accorti che sotto la pelle di un angelo si nascondeva il diavolo?
I testi dei due profili e la sentenza di condanna sono tuttavia completamente incompatibili. Non è possibile che una persona possa essere allo stesso tempo tutto e il contrario di tutto: uno studente dalle buone prospettive, un calciatore che va regolarmente alle partite e contemporaneamente un guerrigliero che prepara agguati, fabbrica ordigni esplosivi con i quali i suoi colleghi dell'Istituto avrebbero fatto saltare in aria militari russi. Secondo le accuse che gli sono state mosse, Suschanov aveva interessi che erano ben lontani dalla scultura. Gli episodi in cui Suschanov sarebbe coinvolto sono tre - l'accusa principale è quella di fare parte di una "banda armata" diretta da un "non meglio identificato Abdul-Azim" e che agiva con "mezzi finanziari non meglio identificati".
Tutte le accuse si basano su "ammissioni spontanee". I giudici, da quanto si desume dalle loro argomentazioni, non hanno perso tempo per entrare nei dettagli e hanno abilmente tradotto questi episodi in sentenza di primo grado. Ed ecco cosa è successo: Suschanov ha ammesso di avere collocato il 6 giugno 2002 un ordigno esplosivo in una casa in rovina nella via Zhukovski a Groznyj, per fare saltare in aria il 9 giugno dei poliziotti in pensione, indicati con nome e cognome. In realtà, leggendo la sentenza si scopre che gli stessi giudici affermano che i poliziotti sono saltati in aria nello stesso luogo il 9 marzo di quell'anno. E il 9 giugno erano in cura, lontano dalla Cecenia, per le ferite riportate... Come spiegarselo?
Si può riscontrare la stessa confusione giuridica anche nel caso dello "scontro a fuoco presso il posto di blocco n. 10 del 3 agosto 2002". I poliziotti feriti quel giorno - anche in questo caso indicati con nome, cognome e incarico - confermano di essere stati oggetto di fuoco di armi automatiche in data 3 agosto, e il carattere delle ferite subite corrisponde a tale testimonianza. Solo che Suschanov "confessa" di avere sparato contro il posto di blocco con un lanciagranate e non riesce a ricordarsi da quale punto ha sparato, dove si trovava il posto di blocco ecc....
Il terzo episodio riguarda gli eventi del 13 dicembre 2003. Suschanov, insieme a un paio dei membri della banda, sarebbe stato colto dalle forze dell'ordine nella via Butyrina in flagranza di reato - in quel momento il gruppo si stava occupando di sistemare un ordigno collocato lì il giorno prima, più precisamente gli stavano sostituendo le batterie. Sono stati colti sul fatto e arrestati. Entrambi i poliziotti che li hanno arrestati hanno dichiarato in tribunale che "l'ordigno è stato sequestrato nella via Butyrina il 14 dicembre", era "vecchio, polveroso...". La sentenza, piena di imprecisioni fattuali, è entrata in vigore. La sua "ditta produttrice" è la seguente: il giudice istruttore R. Gorcichanov (Procura del distretto Lenin di Groznyj) e il giudice V. Abubakarov (Tribunale Supremo della Cecenia). Pensate che io difenda Suschanov, "l'assassino dei nostri soldati", come si dilettano a dire da noi? No. Il fatto è, però, che in presenza di una tale qualità giuridica delle sentenze del tribunale e delle indagini, solo Islam Suschanov può sapere con precisione cosa sia successo. Nessun altro. E io invece vorrei che lo sapessero tutti. Sono assolutamente convinta che non vi debbano essere indulgenze per nessuno che abbia violato la legge e il diritto, indipendentemente dalla salsa ideologica in cui il suo delitto viene condito.
[...]
Suschanov è stato condannato a 14 anni di regime duro. Le accuse coprono per intero quello che è il classico "elenco ceceno": "banditismo", "terrorismo", "formazioni armate illegali" ecc. A partire dal dicembre 2005 si trova nelle carceri della regione di Sverdlovsk. I primi tre mesi li ha passati nell'IK-5 (Niznyj Tagil) in isolamento. Anche nelle celle vicine c'erano reclusi in isolamento - altri giovani ceceni con accuse simili. La madre, Amanta Suschanova, gli invia lettere raccomandate due volte alla settimana , ma a Suschanov non consegnano nulla. L'amministrazione non fa complimenti e gli spiegano, come poi si è rivelato vero, che per i ceceni tale regime vale fino alla fine della pena.
Il 7 marzo 2006 Suschanov cerca di suicidarsi. Il 21 maggio lo fa ancora una volta. Pregare è vietato, lo scrive nel manuale della disciplina per i reclusi in isolamento. "L'Amministrazione degli istituti di pena dà una valutazione negativa del recluso Suschanov I. R.", scrive nel suo profilo il capo della sezione della procura della regione di Sverdlovsk, A. V. Vasilev, in merito alla supervisione dell'adempimento legale delle pene comminate. "Ha 12 sanzioni disciplinari in atto. Le motivazioni delle misure richieste dalla procura sono legali e fondate...". Suschanov continua a ribellarsi, prende parte a una "denuncia" collettiva: episodi di autolesionismo contro le condizioni di reclusione. Per quelli che riescono così a "emergere" dall'anonimato arriva T. Merzljakova, delegata ai diritti umani della regione di Sverdlovsk. Si incontra tra gli altri con Suschanov, il quale le dice che chiede solo un riesame della sentenza ingiusta e il permesso di pregare. Dopo la visita Merzljakova scrive una lettera disperata alle madri dei reclusi ceceni con i quali ha parlato: insiste affinché "si affrettino" a presentare allo FSIN la loro richiesta di trasferire i figli in un'altra prigione più vicina alla Cecenia. Si rivolge lei stessa a J. Kalinin, direttore dello FSIN... Kalinin oppone un rifiuto. E Suschanov viene trasferito all'IK-12, un carcere per i recidivi più pericolosi. Un tale accanimento è vietato dalla legge, se si tiene presente il significato originale della sigla IK, cioè istituto correttivo. Ma in questo periodo il dossier personale di Suschanov è pieno zeppo di frasi come "incline all'evasione", "incline alla presa di ostaggi"...
Il ragazzo "timido, modesto e di buon carattere", come veniva dipinto nel 2004, nel 2006 si è trasformato in un recidivo ribelle, se si deve credere a tutte queste descrizioni. Cosa vogliamo da Suschanov? Da tutti questi "ripuliti"? Che muoiano nelle prigioni? Perché gli viene vietato di pregare? Perché dimentichino le preghiere che hanno imparato fin da bambini e comincino a recitarne di nuove?...
Se Suschanov vedrà mai la libertà, ciò avverrà nel 2017, quando avrà 34 anni. Gli altri "ripuliti" della stessa generazione allora avranno un'età simile, tra i 35 e i 37 anni. Torneranno nella società non sposati, senza figli. Senza un'istruzione. Senza una professione. Ma con uno spirito ribollente: la vita è andata persa e non c'è giustizia. "... In sostanza, questi istituti correttivi si sono trasformati in campi di concentramento per i reclusi ceceni - hanno scritto alla redazione le madri di un gruppo di carcerati - vengono sottoposti a una discriminazione su base nazionale. Non li lasciano uscire dalle celle di isolamento. Li spingono a violare il regime disciplinare, impedendo loro di rispettarlo. Sono stati quasi tutti condannati con processi farsa, in cui mancavano le prove. Si trovano in condizioni tremende, vengono sottoposti a umiliazioni della dignità umana, si sta sviluppando in loro un odio contro tutto. Secondo noi non si tratta di correzione, ma di sterminio... E' un intero esercito, che tornerà da noi con una vita rovinata, con concezioni rovinate...". Conoscono bene ciò di cui stanno scrivendo, lo conoscono solo loro, le madri, che ora parlano con i loro figli solo con l'anima. Ho paura dell'odio accumulato da questi ragazzi. E ho ancora più paura di coloro che con la violenza costringono dei loro simili ad accumulare un tale odio. Ho paura, perché questo odio prima o poi uscirà dagli argini.
-----------------------------------
Si, se fosse viva questa giornalista racconterebbe all' Occidente chi per primo ha voluto e scatenato questa guerra, non fermandosi ai fatti di questi giorni, ma ricordando i fatti accaduti in Ossezia Meridionale ed Abkhazia nel 1990, 1991 e 1992, con relativi attacchi ed espulsioni contro la popolazione Georgiana, da secoli residente in quei luoghi.
In patria ed all' estero la Politkovskaya venne spesso accusata di essere al soldo della CIA e degli americani, basando le accuse sul fatto che la giornalista era cittadina americana: la Guerra Fredda non è mai finita, l' Orso Sovietico si stava solo leccando le ferite...
venerdì 22 agosto 2008
Alex Schwazer insegna ad Abkhazi ed Osseti.
Non volevo parlare di Olimpiadi, contro i Cinesi che non contenti delle porcate dei Lao Gai, si fanno aiutare da arbitraggi ridicoli. Che spesso hanno danneggiato nostri atleti. Ma da ex-marciatore in gioventù (pessimo...), affascinato dalla Volontà e Disciplina che contornano questo sport, non posso che gioire per questa vittoria. Che mi ha commosso quando Alex ha cominciato a piangere a 500 metri dal traguardo, ha continuato a commuovermi quando Alex ha parlato del Nonno morto al quale era legatissimo. E che ancora mi ha fatto palpitare quando questo altoatesino dal cognome chiaramente tedesco ha cantato l 'Inno Nazionale.
Un esempio che viene da una minoranza che sebbene supportata da moltissimi privilegi come lo Statuto Autonomo è effettivamente sempre stata maggioranza nel proprio territorio, e non imposta con le armi come in Abkhazia ed Ossezia del Nord, dove la maggioranza Georgiana è stata espulsa negli ultimi anni a forza. In questo momento il suo trionfo è significativo: vedere un alloglotta gioire per la Nostra e la Sua Bandiera e cantare l' Inno di Mameli tra le lacrime, la gioia e l'incredulità di questo atleta che odia il doping, è un esempio per chi vuole imporre la russicità a tutti costi dietro i carri armati Neo-bolscevichi. Perchè la Georgia è solo l' inizio. Poi, via via, sarà la volta di ogni territorio che presenti una minima minoranza russa. Eppoi anche di più...
Alex Schwazer ha aderito al progetto "Corro Leale" - Un Braccialetto per la Georgia, un'iniziativa tesa al fine di dare un aiuto concreto ai bambini dell’orfanotrofio Momavlis Sakhli di Tbilisi e contro il doping nello sport il 6 Dicembre 2007.
giovedì 21 agosto 2008
La Russia di GasPutin ? Chiedere a Druznikov.
Juriij Druznikov, narratore e saggista scomparso a 75 anni nel Maggio di quest' anno, candidato al Nobel nel 1991, perseguitato dal KGB per 15 anni, emigrato negli Stati Uniti (verso i quali si riserva, come il sottoscritto, il diritto di critica), ha più volte ammonito, anche nelle interviste rilasciate a quotidiani italiani, sul ruolo del rinato Nazionalbolscevismo in Russia.
Dal Giornale del 22 Marzo 2006:
"E la Russia di Putin?
«Dietro il nuovo nome di Fsb (Federalnaya Sluzhba Bezopasnosti, ndr) si nascondono i vecchi quadri dirigenti del Kgb. O, se preferisce, può chiamarla mafia di Stato, potenziale dittatura della polizia segreta, o persino democrazia alla Russa. Hanno 800mila ufficiali e circa 11 milioni di informatori sparsi in tutto il Paese e anche all’estero. Ciò significa che, in Russia, ogni quattordici persone una fa la spia alla polizia riferendo ogni tuo passo. In breve, il succo della mia risposta è che, sì, mi piace il signor Putin. Almeno si capisce a chi appartiene. Ma mi resta la tristezza di dover constatare che ciò che avevo denunciato nel mio romanzo "Angeli sulla punta di uno spillo" si è realizzato: la vera democrazia in Russia è ancora lontana da venire, non dobbiamo illuderci».
Da Libero dell' ( Settembre 2006:
"Il Partito è scomparso, il KGB, no. in generale c' è ormai un' aria di riabilitazione".
Ed inoltre:
"Qui in America ho trovato la mia indipendenza; nessuno mi controlla in California su quello che dico o scrivo. Questo però non li salva dall’essere bersagli della mia penna. La percentuale di sciocchi è uguale sia qua che là. Non dispongo ora di dati ufficiali riguardanti il fenomeno dell’alcolismo ma quasi sicuramente la situazione è problematica sia negli Usa che in Russia, così come per i senzatetto e altri problemi sociali. Sono vent’anni che vivo ormai negli States e questo mi ha dato la possibilità di osservare due differenti realtà, la mia madrepatria e il mio paese adottivo. La Russia è uno stato di polizia, dove il partito del Kgb ha manipolato il paese. Penso che per la stabilità e la democrazia in Russia siano necessari altri 50 anni se non addirittura 100 anni. "