Le recenti elezioni in Romania, in attesa che il Presidente Basescu decida di affidare il mandato di Primo Ministro, mi spingono a riprendere un discorso iniziato in passato e riscontrabile nel mio Tag riguardante la Mia Seconda Patria.
Chi non conosce bene la Storia e la Politica rumena non può comprendere come la situazione non sia minimamente comparabile con quella italiana. Come scrissi in passato fu anomalo il comportamento di Ion Antonescu, nazionalista che fece massacrare le Guardie di Ferro, anomalo il recente apparentamento tra il PSD neo-comunista ed il Partito Conservatore, ed altrettanto anomalo fu il ed è il Nazionalcomunismo ben rappresentato da Ceausescu ed il sedicente partito di Destra PRM, o della Grande Romania.
Ceausescu, per cercare consenso, decise di alimentare il Patriottismo da sempre presente in un paese che privo di risorse riuscì a mantenere la propria identità, lingua e cultura per secoli, pur tra espansionismo slavo e turco, riuscendo finalmente a raggiungere l' Indipendenza nel XIX secolo e, a differenza dell' Italia, senza lotte fratricide tra i vari Regni. Agendo in maniera repressiva verso le minoranze magiare e sassoni (quest' ultime, grazie ai parenti ed amici scelsero l' emigrazione in Germania), e proponendo la "via rumena al socialismo" in cui erano rispolverati tutti i miti ben presenti nell' immaginifico rumeno, dalla discendenza dai Daci alla Romanità. Tralasciando naturalmente il senso religioso Cristiano Ortodosso, senza il quale Mihai Eminescu non sarebbe potuto mai diventare quel grande poeta che fu. Del Nazionalcomunismo di Ceausescu, accompagnato da un antisionismo rasentante l' antisemitismo, si può trovare conferma in moltissimi testi, dal più volte citato "Orizzonti Rossi" di M. Pacepa, sia nel libro di Antonello Biagini "Storia della Romania Contemporanea" o Andrea Carteny "Hungarian Minorities in Transylvania between the Socialist regime and Post-Communism Romania".
A maggior ragione il PRM, il Partito della Grande Romania, non può certamente essere preso in seria considerazione come forza NazionalCristiana di Destra, essendo rappresentato nelle sue massime cariche da Gheorghe Funar : "Inainte de Revolutie a fost membru al Partidul Comunist Roman." Prima della Rivoluzione fu membro del PCR e soprattutto da quel Corneliu Vadim Tudor, il quale non solo in passato fu
membro del PCR, ma fu uno di quei tanti "poeti della corte" che scrissero le lodi di Nicolae ed Elèna Ceausescu in sonetti ed odi ben conosciuti dal Popolo Rumeno; anche recentemente Tudor, nel Settembre 2006, ha dichiarato che bisognerebbe mettere delle statue di Ceausescu nelle cittadine rumene, perchè non si possono cancellare con un colpo di spugna 45 anni di storia. (fonti: http://www.ziare.com/ )
Probabilmente l' insuccesso elettorale del PRM alle ultime elezioni è da imputare al fatto che finalmente i Rumeni stanno aprendo gli occhi su quante persone legate al comunismo cerchino di riciclarsi sfruttando gli "activist" sempre pronti a dare una mano a creature assimilabili a Ion Iliescu ed al Fronte di Salvezza Nazionale, che in questi anni hanno fatto leva sul Nazionalismo esattamente come in passato Ceausescu, ma non avendo che ben poco di quei valori Conservatori e NazionalCristiani incarnati da mistici C. Z. Codreanu, poeti come Eminescu, eruditi e studiosi come Nae Ionescu e Mircea Eliade.
Activist che spianarono la strada al successo del FSN appena dopo la Rivoluzione e che ormai sono riconoscibili nei mercati, nei cimiteri, nelle piazze a cercar di far leva su vedove, pensionati ed altre categorie deboli; ma che stanno ormai perdendo credibilità.
o quelle ciniche ed agghiaccianti sulla "tragica fatalità" a proposito dell' episodio di Rivoli. Perchè l' Abruzzo, Terra Forte e Gentile, potrebbe riservargli qualche sorpresa...