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lunedì 16 marzo 2009

Suggerimento di programma per il successore di Obama:liberare il Sudan.

Nell' attesa che passino in fretta gli anni transitori di questo presidente pacifista ed amico dei ricercatori estremi alla Frankestein, magari nella speranza di qualche eventuale Impeachment o, perchè no, pronunciamento dell' Esercito Americano che ponga fine anzitempo al mandato, ecco che mi viene spontaneo dare qualche consiglio anticipato al futuro Presidente degli USA:liberare il Sudan. E mi spiace se a dover compiere l' ennesima azione poliziottesca saranno ancora gli Americani, ma le incredibili prese di posizioni di alcuni Stati contro il recente mandato d' arresto per crimini contro l' Umanità e crimini di Guerra della Corte Penale Internazionale contro Omar Hasan Ahmad al-Bashir, attuale Presidente sudanese, non lasciano molte speranze al fatto che l' amico fraterno di Gino Strada possa essere catturato in uno Stato Africano, in uno Stato Islamico, in Cina (lo stato comunista è il maggior importatore di petrolio dallo stato africano), in Russia (per l' inviato di Mosca per il Darfour, Mikhail Margelov, si tratta di "una decisione intempestiva" che crea «un precedente pericoloso"), ed in altri Stati Conigli.

Spiace inoltre che spesso la cosiddetta "società civile" (?) mondiale si sia mobilitata solo per il Darfour, dove non ci sono Cristiani, mentre sia in passato che nel presente abbia gravemente latitato per il massacro di Cristiani ed Animisti nel Sud, strage tutt'ora in corso, nonostante un cessate il fuoco solo formale.

E l' Italia ? Ci pensa Gino Strada !

"Il compagno di Strada? E' il boia del Sudan"

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335133

"Gino Strada in Darfur difende l’aguzzino"

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276833

mercoledì 11 marzo 2009

Addio ad un Amico: Luciano Bronzi.

Ciao, Luciano ! Sapevamo che da tempo eri malato, molto malato. Te ne sei andato l' 8 Marzo, nella Tua Trieste che amavi tanto. Ed anche se erano ormai anni che non ci sentivamo, era rimasto il ricordo delle nostre battaglie oggi scomparse su Atlantide e dell' incontro di noi tutti a casa mia che diede via al Castello: Tu, Massimo, Michele, Roberto, Giulio e Daniele ed io. Due giorni stupendi passati a conoscerci meglio, a ricordare le battaglie comuni sul WEB contro i rossi ed i trascorsi di ognuno di noi nel MSI. Zibron era il tuo Nickname, con il quale iniziasti il tuo percorso, gli scontri con Betty ma anche con qualche paranoico frustrato del quale, purtroppo, Internet è pieno. Dormi, Luciano, riposa tranquillo, nel tuo Nuovo Viaggio verso la Luce. Un abbraccio a Tuo Figlio Dino e Tua Moglie Sandra, anche se non li ho mai conosciuti.

Starsandbars ed i vecchi del Castello.

Ti lascio con due barzellette sulla Morte tratte dal Tuo Libro "A Trieste se ride cussì" che mi regalasti con le Tue cassette. Mi sembra giusto:

ARTISTI

Parlando con un bechìn, me contava che quando mori qualche atòr de teatro i gà domandà per sotterarlo un supplemento,perchè da un po' de tempo gà ciapà l' usanza che quando i bechini i cala la cassa i colleghi del morto i applaudi...qualcun preso dall' entusiasmo ziga:"Bis ! Bis !". Insomma, me gà dito, una fadiga...qualche volta bisogna tirarlo su e zò anche sette o otto volte !

LEGGENDO LE LAPIDI

Un giorno de questi son andà con mio fìo Dino,5 anni, a visitar i morti. E mentre che ierimo là,legevimo insieme le lapidi, a un certo punto el me gà fato una domanda: "Papà, ma el cimitero dei cativi dove xe ?".

Un ricordo di Luciano Bronzi da Tutto Trieste:

Luciano Bronzi era nato nel novembre del 1939 a San Giovanni Valdarno (prov. Arezzo) ed è stato uno dei più grandi cabarettisti di Trieste. Figlio d'arte, raggiunse la popolarità negli anni settanta quando si fece conoscere dal pubblico triestino mettendo in scena spettacoli comici su radio e televisioni private. Sfruttò fin da subito il suo passato di autista dell'ACT, l'allora Azienda Consorziale Trasporti che gestiva il trasporto pubblico urbano nella provincia di Trieste, per portare in scena divertenti gag nate dall'ascoltare ed osservare la gente comune che frequentava i mezzi, portando all'esaltazione estrema le tipiche figure dela vecia (l'anziana), del'imbriagon (l'ubriacone), dela baba finota (la signora per bene) e ogni altra figura idonea a dar vita ad un caratteristico personaggio triestino. Famosa infatti la sua frase "mai cabaret più vero te pol trovar in un autobus!" pronunciata spesso come grido di battaglia per intraprendere le gag dell'autobus. Grandissimo inventore e raccontatore di barzellette, incise svariate cassette e scrisse testi comici come la famosa storia amorosa composta dai nomi di moltissimi paesi del Friuli. Nelle sue barzellette trovavano sempre posto il campanilismo triestino, la rivalità con Udine, l'ubriachezza molesta, l'anti-religiosità per antonomasia nella Trieste ricca di chiese di ogni culto ed ovviamente i tradimenti amorosi e la politica. Negli anni settanta fondò anche il gruppo degli Osimanti, definiti da lui stesso gli anticabarettisti. Partecipò a trasmissioni televisive come "La sai l'ultima?" con Pippo Franco prima e Gerry Scotti poi e lavorò allo Zelig (allora Derby) di Milano.
E' stato un personaggio molto amato dai triestini che l'hanno sempre seguito nel suo pellegrinaggio teatrale tra ristoranti e sagre, veglioni e feste.
Dagli anni novanta sparì dalle scene afflitto da problemi di salute per ricomparire sul finire del XX secolo a seguito di un annuncio che Il Piccolo, quotidiano di Trieste, officiava a seguito della sua morte. Un clamoroso coccodrillo per la testata che fu accolto con grandissima ironia dal caratterista: "no xe de tuti leger in anticipo el proprio necrologio!".
Purtroppo il mattino dell'8 marzo 2009, Luciano Bronzi si è spento in seguito ad una crisi cardiaca, lasciando un vuoto incolmabile in una città che, nonostante la sua silenziosa uscita di scena, non l'aveva mai dimenticato e mai lo dimenticherà.

...e come te ciamavimo noi fioi trenta ani fa

Ciao Zio Luciano
cantando zio Luciano zio Luciano vieni a prenderci la mano...
Massimo Barbo - TuttoTrieste.net

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Ed il Coccodrillo (questa volta,purtroppo, vero) dal Piccolo di Trieste di ieri:

http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/03/09/NZ_08_PIED.html


domenica 8 marzo 2009

La Romania ed i Rrom.

Ricevo e volentieri pubblico:

Ho passato per anni le vacanze al mare in Romagna (Cervia) in un albergo dove tutto il personale (tranne la cuoca) era romeno. Gente stupenda e molto premurosa. Mi è successo spesso di parlare col capocameriere, barman e uomo di fiducia dell’hotel. Eravamo diventati amici. Mi ha spesso parlato di casa sua e del problema dei rom che anche presso la sua cittadina erano una incongruenza mal digerita dalla popolazione (furti e altro). Sembrava parlasse dell’Italia. Mi ha detto un giorno: “Voi italiani siete stupidi. Per i crimini per cui voi arrestate i romeni, questi in Romania sconterebbero tutta la pena (molto più grossa che da voi) e da subito. Senza nessun arresto domiciliare o sanatoria. I rom poi, che da noi sono al 90% NON romeni, vengono allontanati in fretta. Mio fratello che è un ufficiale della Polizia locale, si mette d’accordo con i contadini, e mentre lui risponde ad una falsa chiamata, i contadini col trattore livellano il campo rom. E per mesi non se ne vedono più”. La popolazione, non particolarmente più ricca (spesso molto più povera) dei rom, appoggia al 100% questa soluzione artigianale del problema dei migranti (che non migrano). Mi sembra che concordi con chi afferma che in Romania i rom vengono trattati peggio che in tutto il resto d’Europa. Finché transitano, come se fosse un ostello della gioventù, nessuno dice niente. Dopo i 3 giorni sembra che, per i romeni, i rom siano come il pesce! Però l’Italia è l’unica nazione sempre accusata, mentre in altri paesi la gente fa molto peggio e nessuno che nessuno dice nulla. Come sempre i buonisti siamo sempre noi, soprattutto chi non corre rischio alcuno! Zapatero, a chi cercava di varcare i confini in Africa, ha fatto sparare contro dai soldati! Con l’appoggio del 100% della popolazione. Idem la Grecia sulle barche degli albanesi che cercavano di sbarcare in Grecia. Nessuna protesta. Loro, o sono la sinistra o non hanno una sinistra ideologica come la nostra, e fanno quello che devono fare.

Marco Scudeletti

domenica 1 marzo 2009

Ultimi colpi di coda dei progressisti Cattolici

Prosegue la pulizia di Sua Santità Benedetto XVI nei confronti del progressismo Cattolico, già contrastato da Giovanni Paolo II Magno che più volte condannò le derive criptomarxiste della cosiddetta "Teologia della Liberazione"; progressismo duramente sconfitto nel memorabile Concistorio dell' Ottobre 2003, e batostato con l' elezione a Vescovo di Roma del Cardinale Ratzinger. Ma si sa, i Draghi quando cadono, muovono oltre al polverone, anche la coda.

Il polverone è quello intorno alla riammissione nella Chiesa dei Fratelli separati della San Pio X, alimentato ad arte da protestanti svedesi e militanti gay, come nell' articolo del Riformista che ho pubblicato nel precedente Post. Polverone nel quale i Miei Fratelli della San Pio X avrebbero dovuto mostrare doti Cristiane come Pazienza e Prudenza, lasciando lavorare il Vaticano in pace in questa vera e propria Controriforma Papale.

I colpi di coda sono le recenti starnazzate di Hans Küng, che sembrava sparito dalle scene, e subito riportate con clamore dalla stampa laicista e cattofoba. O certi articoli di Famiglia Cristiana.

In Inghilterra il Cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster (dove, peraltro, mi segnalano che, durante la Santa Messa a volte si salti la Comunione...)e presidente della Conferenza Episcopale d’Inghilterra, in predicato di pensionamento per età, noto anti-tradizionalista, non solo recentemente ha vietato la celebrazione della Santa Messa annuale in Rito Tridentino della Latin Mass Society d'Inghilterra e Galles a Monsignor Burke, neo-Prefetto della Segnatura Apostolica (e l'anno scorso tale Messa era stata celebrata in Westminster dal Card. Castrillòn Hoyos ed il padrone di casa non si era nemmeno fatto vedere, né aveva presenziato alcuno dei vescovi inglesi: il che, per una Messa solennemente celebrata da un Cardinale in visita, equivale ad uno schiaffo...); ma una volta pensionato probabilmente deciderà di accettare la nomina a Lord entrando in una Camera soggetta all' obbedienza della Regina piuttosto che al Papa, in stile anglicano. E questo mentre invece il mondo degli Anglicani Tradizionalisti è in fermento, e si parla di una loro conversione al Cattolicesimo Romano.

Ed in Austria, in una specie di scisma progressista, è stata impedita la nomina del Reverendo Gerhard Maria Wagner a Vescovo di Linz, sempre grazie alla stampa laicista.

Ma Benedetto XVI va avanti, prosegue spedito nella Sua Buona Battaglia contro chi, stravolgendo lo stesso spirito del Concilio Vaticano II, ha portato il Cattolicesimo ad allontanarsi dal pensiero salvifico e misterico che è la base della Nostra Fede, misurandosi come un partito politico vero e proprio col Mondo, senza tener conto delle denunce fatte da Cristo contro il Mondo e contenute nel Vangelo. Avanti, Santità: NON PREVALEBUNT !

Chi trama contro Ratzinger.

Come avevo anticipato, ecco qualche conferma:

Feb 3, 2009 di Paolo Rodani - il Riformista

Si chiama “dossier Richard Williamson” e gira da qualche giorno nei sacri palazzi vaticani. Alcune pagine fitte che vogliono spiegare nei minimi dettagli come sia potuto accadere che la notizia della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani firmata dalla Congregazione dei vescovi lo scorso 21 gennaio e resa nota il 24, si sia tramutata in un boomerang per Papa Benedetto XVI a motivo delle dichiarazioni negazioniste sull’Olocausto rilasciate da uno dei quattro presuli, appunto Williamson.
Il dossier, che sta girando in questi giorni nelle alte sfere della curia romana e che il Riformista è riuscito ad avere, riporta date e fatti e arriva a ipotizzare che, dietro la scelta della tv pubblica svedese Svt di mandare in onda il 21 gennaio l’intervista al presule britannico che tante reazioni negative ha destato, vi sia stata una regia occulta volta a screditare Benedetto XVI. Una regia che ha agito fuori le mura vaticane grazie anche all’aiuto di qualcuno dentro, qualcuno scontento delle aperture del Pontefice agli scismatici-tradizionalisti.
In sostanza, il dossier prova a spiegare come sia accaduto che un atto di «paterna misericordia» - così una nota della Sala Stampa vaticana ha presentato il 24 gennaio il decreto di revoca della scomunica voluto da Ratzinger e firmato dal cardinale Giovanni Battista Re - e che non significa assolutamente il reintegro dei lefebvriani alla piena comunione con Roma quanto un incipit per eventuali progressi in merito - sia stato interpretato da più parti come una decisone tramite la quale il Papa riammetteva nella Chiesa cattolica un gruppo di fedeli antisemiti e negazionisti sulla Shoah.
Il dossier parla di date. Innanzitutto quella del primo novembre. Fu quel giorno, infatti, che il giornalista Ali Fegan della tv svedese intervistò Williamson. Gli chiese lumi riguardo ad alcune dichiarazioni negazioniste sulla Shoah da lui rilasciate anni addietro in Canada. E il presule rispose come tutti sanno: «Le camere a gas non sono mai esistite» e gli ebrei uccisi non furono più di trecentomila. Parole deprecabili - il dossier non lo nasconde - ma non è questo il punto. Ciò che il dossier vuole dimostrare è che la tv svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoah in modo da usarle a tempo debito e cioè tre giorni prima l’uscita della notizia della revoca della scomunica, appunto il 21 gennaio, lo stesso giorno in cui il decreto di revoca veniva fatto pervenire a Econe sulla scrivania del superiore generale della Fraternità San Pio X (FSPX) monsignor Bernard Fellay.
Il dossier ipotizza che chi ha suggerito a Fegan di domandare a Williamson qualcosa circa l’Olocausto (ricordandogli che il presule ne aveva parlato anni prima in Canada) sia stata una giornalista francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna Caroline Fourest e significativamente intitolato “Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes”, è intervenuta nell’ampio documentario dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha mandato in onda anche l’intervista a Williamson. Qui la giornalista - oltre il Tevere gli estensori del dossier giurano che la cosa non è casuale - ha accusato la FSPX di connessioni con l’ambiente politico dell’estrema destra francese, aprendo di fatto la strada alle successive accuse di fascismo e antisemitismo.
Dunque, secondo il dossier vaticano, abbiamo un’intervista registrata il 2 novembre nella quale una parte, su suggerimento di una giornalista francese poco in sintonia col mondo tradizionalista del suo paese (soprattutto col mondo lefebvriano), è dedicata alle tesi negazioniste sull’Olocausto. E poi abbiamo un buco di circa due mesi e mezzo. Ovvero, abbiamo la decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro le mura vaticane) che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in onda l’intervista registrata il 2 novembre, cioè fino al giorno esatto in cui il cardinale Re firma il decreto di revoca della scomunica ai quattro lefebvriani. Solo una coincidenza? Può darsi, ma forse no: quindi, secondo quanto ipotizza il dossier, sarebbe in Francia, ovvero nel paese dove il “cancro” lefebvriano si è maggiormente sviluppato aprendo ferite nella società e nella Chiesa oggi ancora non rimarginate, che è nata la volontà di screditare Benedetto XVI nel momento in cui prendeva una delle decisioni più dirompenti del suo pontificato. Una volontà di screditare il Papa e, quindi, di bloccare il già difficile processo di riavvicinamento dei lefebvriani alla Chiesa.
Nei giorni scorsi, il giornale tedesco Der Spiegel si è spinto sino a ipotizzare che i responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo, tra queste «il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania», fossero «stati informati» in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto successivamente, a cose fatte. Il dossier vaticano non ritiene fondati gli argomenti di Der Spiegel e non li cita, ma mette in luce aspetti controversi di una vicenda che oggi, una settimana e mezzo dopo la firma della revoca della scomunica, è ancora di là dall’essere risolta.

venerdì 27 febbraio 2009

Giuseppe Englaro indagato per Omicidio.

Come avevo annunciato, "Comitato Verità e Vita" ha presentato denuncia per Omicidio Volontario:

Comunicato Stampa N. 71
L’Associazione nazionale Comitato Verità e Vita ha seguito con attenzione lo svolgersi degli eventi conclusosi il nove febbraio scorso con la morte di Eluana Englaro.
Dopo la tristissima conclusione, che ha determinato amarezza, sconcerto e contrasti nella coscienza sociale, nella classe medica e paramedica e nella pubblica opinione, l’Associazione ha ritenuto doveroso e opportuno, al di fuori di ogni intento polemico e autoreferenziale, fare appello alla Giustizia penale, principale strumento istituzionale di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica.
La Presidenza del Comitato Verità e Vita, in nome proprio e dell’Associazione tutta, ha pertanto presentato al procuratore della Repubblica di Udine un esposto che, sulla base di ponderate argomentazioni, si conclude con una denuncia per omicidio volontario.
L’Associazione auspica che la Giustizia possa esprimersi con la necessaria serenità e consapevolezza, secondo la lettera e lo spirito della Costituzione e della legislazione vigente. Chi eventualmente volesse maggiori informazioni sulla nostra azione può rivolgersi alla segreteria via email:

veritaevita@yahoo.it

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A seguito di detta denuncia e di altre, il sig. Giuseppe Englaro risulta indagato per Omicidio Volontario insieme a 13 persone, tra cui un anestesista, dalla Procura di Udine per Omicidio Volontario per la morte di Eluana. Lo ha riferito il procuratore della Repubblica di Udine Antonio Biancardi.

domenica 22 febbraio 2009

Benigni celebra a Sanremo l'antisemita Douglas !

Mezza Italia si è commossa per la lettera di Oscar Wilde al suo amante letta da Benigni a Sanremo. Meglio avrebbe fatto il comico toscano, che si diletta a leggere Dante (ed i capitoli XV e XVI della Commedia, dedicati ai Sodomiti ?), a sapere qualcosa di più su Lord Alfred Douglas, destinatario della tenera letterina.Infatti non solo Douglas aveva la passione per la calunnia, tant' è che venne condannato per aver sparlato di Churchill.Che Douglas faceva abuso di hashish. Che Douglas era uno dei Poeti Uraniani,i quali prediligevano l' amore omosessuale verso gli adolescenti, autori di libri dal titolo esemplare: "Men and boys: an anthology". Ma soprattutto Douglas fu un noto antisemita dell' epoca, famoso per aver tradotto in inglese quel vergognoso libello d'origine russa noto come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion.

Dunque il comico che ci ha fatto piangere con il film sui Lager ha celebrato in diretta un poeta notoriamente antisemita.

Insomma, si decidesse !!!

martedì 17 febbraio 2009

Sono contrario alla castrazione chimica, caro Calderoli.

E no, caro Calderoli, non ci sto ! Ho saputo che vuole la castrazione chimica per gli stupratori. No,non ci siamo proprio. Siamo stufi, ogni giorno assistiamo impotenti a notizie di violenze sessuali, e sempre più spesso i protagonisti sono della mia Seconda Patria, che stanno insultando e coprendo di vergogna. No, e neanche la castrazione reale è ormai un deterrente per queste belve che non hanno il coraggio di compiere gli stessi delitti efferati in Romania, dove sicuramente pagherebbero duro, per questi reati. Eu va blestem ! Io vi maledico ! Caro Sig. Ministro Diaconescu, venga a vedere il fango che stanno gettando su una comunità che non vuole essere confusa con queste bestie immonde ! Eu va blestem ! I Martiri della Rivoluzione del 1989 si ribellano ad essere confusi con questi animali ! Eu va blestem ! Per colpa vostra l' ombra della vendetta pende sul capo di tanta gente onesta e lavoratrice.

No, nessuna castrazione: sia ripristinata la Pena di Morte, per direttissima. Siano fucilati sul posto e lasciati a marcire come esempio. Eu va blestem ! Io amo la Romania, amo ogni angolo di questo meraviglioso paese che pochi stramaledetti stanno facendo sembrare il popolo che un giorno fu di Eminescu e Caragiale, di Enescu e Celibidache, di Cioran ed Eliade, di Ionescu Nae e Ionescu Eugene, di Brancusi e Horia, di Motza e Marin, di Codreanu e Sima, un popolo di bruti. Eu va blestem !

Svegliatevi, Rumeni d' Italia, come dice il meraviglioso Vostro Inno Nazionale:"Deşteaptă-te, române, din somnul cel de moarte" ! "Acum ori niciodată croieşte-ţi altă soartă" ! (Risvegliati, romeno, dal sonno della morte, Ora o mai più ritaglia il tuo destino) "Acum ori niciodată să dăm dovezi în lume,că-n aste mâni mai curge un sânge de roman, si că-n a noastre piepturi păstrăm cu fală-un nume triumfător în lupte, un nume de Traian !" (Ora o mai più diamo prova al mondo che in queste mani ancora scorre il sangue dei Romani,e che nei nostri petti conserviamo con orgoglio un nome trionfatore in battaglia, il nome di Traiano! ).

Siate Voi, Rumeni d' Italia a denunciare chi infanga il Nome della Patria Rumena ! Deşteaptă-te, române !

domenica 15 febbraio 2009

Chavez chiama, Zapatero risponde.

Oggi il Venezuela con un referendum deciderà se passare da repubblica comunista a dittatura comunista. Così a quasi vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, un rigurgito di quella ideologia che provocò 100.000.000 di morti ritorna a minacciare il mondo. Ma il Venezuela, in compagnia del Brasile e di altri paesi sudamericani, godono pure di un avamposto in Europa:la Spagna di Zapatero.

Come non restare esterrefatti infatti dalle dichiarazioni di ieri nella Spagna laica e socialista della Segretaria delle Relazioni Internazionali del PSOE, Elena Valenciano, che ha giustificato l' espulsione in stile vetero-sovietico dell' Eurodeputato del PP, Luis Herrero, (nella foto) che era stato invitato a Caracas come osservatore dall' opposizione, che in questi anni ha denunciato moltissimi brogli elettorali ? Ma non solo, infatti il corrispondente segretario del PP, Jorge Moragas, ha denunciato lo scarsissimo appoggio fornito dall' Ambasciata Spagnola all' Eurodeputato,prelevato come un delinquente per ordine diretto di Hugo Chavez da venti militari ed imbarcato senza tanti complimenti su un volo per il Brasile.

Antonio Ledezma, figlio di un' italiano, Sindaco del Distretto di Caracas ed uno dei maggiori esponenti dell' opposizione, ha dichiarato che tale espulsione è lo specchio dell' attuale situazione poilitica venezuelana, dove invece "consiglieri" colombiani,cinesi, cubani, russi ed iraniani stanno crescendo a dismisura.

Il Venezuela, ora che il prezzo del petrolio è precipitato, è piombato in una crisi economica senza precedenti, con un' inflazione pari al 30 % annua. Attraverso i proventi dell' oro nero il governo neo-comunista era riuscito a galleggiare, alimentando una vena nazionalbolscevica con relativa corsa agli armamenti ed alleanze antiamericane, persino coll' Iran. Ma ora il regime barcolla: speriamo che il referendum sia non solo regolare, ma che lo dia perdente, per evitare maggiori guai a questo paese pieno di nostri connazionali.

Resta infine da augurarsi che il popolo spagnolo, in vista del settantesimo anniversario della Vittoria delle Forze NazionalCristiane del Generale Francisco Franco, possa rinsavire in fretta prima che Zapatero faccia ulteriori danni oltre a quelli enormi già fatti.

mercoledì 11 febbraio 2009

11 Febbraio 1929: Festa Nazionale.

Oggi per un Cattolico Italiano non è solo il Giorno della Madonna di Lourdes, ma è anche l' ottantesimo anniversario della firma dei Patti Lateranensi, che, come ho scritto lo scorso anno, fino a qualche anno fa era pure una Festa per gli studenti. E tale firma fu fatta proprio in questo giorno per ricordare l' ondata di laicismo, oggi di nuovo alla carica, che colpì la povera Bernardette Subirous, insultata e sbeffeggiata dai bisnonni dell' UAAR.

Ottant'anni fa, per volere del Capo del Governo Italiano, Sua Eccellenza Benito Mussolini, si scriveva la parola fine a decenni di ingiustizie contro la Chiesa Cattolica, depredata non solo di averi, ma anche di un territorio avuto non per conquista ma per donazioni nel corso dei secoli. L' Uomo della Provvidenza ebbe l' intuizione che l' Italia futura non poteva prescindere dalle proprie Tradizioni Cristiane, e volle ribadire quel trittico, Dio, Patria e Famiglia oggi sbeffeggiato ed inviso ai sinistri come ai laicisti Cattofobici.

L' Europa di oggi rinnega tali Radici, rinnega il senso Metafisico della Vita e la Sua Sacralità; rinnega l'appartenenza al Territorio dei Propri Padri e l' attaccamento ai Valori da essi ereditati, aprendo le porte agli invasori nel nome della multiculturalità che non è dialogo, ma resa incondizionata; rinnega infine la Famiglia, quella unica e vera basata sull' unione tra un Uomo ed una Donna su cui fondare la Società.

Forse, ottant'anni fa sarebbe stato meglio restituire allo Stato Pontificio perlomeno il Lazio esclusa la provincia di Rieti: oggi saremmo tutti più liberi, Europa in testa.

Uno Stato Pontificio in grado di non venire a patti con istanze post-conciliari della cosiddetta Teologia della Liberazione. E di resistere con maggior forza alla Germania nazionalsocialista, in perfetta sintonia con un Italia laica ma non laicista, in difesa della Cattolicissima Austria contro l' invasione da parte di Hitler e la successiva annessione.

Altre alleanze, altri sviluppi della Storia: chi mi conosce sa che sono un appassionato dell' Ucronia...

E Benito Mussolini sarebbe morto nel proprio letto.

http://santosepolcro.splinder.com/post/15894162/Festa+dei+Patti+Lateranensi%3A+S

martedì 10 febbraio 2009

Eluana come Norma Cossetto.

Ancora non ho smaltito la rabbia e l' indignazione per l'esecuzione di Eluana, ed ecco che è già il 10 Febbraio. E dunque, come non vedere un parallelismo con il martirio di Norma Cossetto, anche se dovrei scrivere questo post nell' altro mio blog, "Morti Dimenticati" ?

Due giovani donne, amanti della Vita, e dalla Vita strappate con violenza inaudita. Era viva, Eluana, quando hanno voluto sopprimerla, nel nome della Costituzione, della burocrazia e delle sentenze laiciste. Era viva, Norma, quando la gettarono nella Foiba di Villa Surani vicino a Pola nell' Ottobre del 1943. Quel 1943 che raprresenta la prima fase delle Foibe e che scatenò la rappresaglia italiana dopo la rioccupazione dell' Istria. Rappresaglia che viene oggi spacciata dai negazionisti sloveno-croati come motivazione della seconda ed agghiacciante fase che costò la vita a migliaia di nostri connazionali. Ma senza questa prima fase non ci sarebbe stata nessuna rappresaglia:altro che "sofferenze inflitte" dall' Italia Fascista agli Sloveni come ha ricordato oggi il sig. Napolitano !

Il quale dovrebbe ricordare che a violentare ripetutamente Norma Cossetto, oltre ai boia titini, ci furono pure alcuni partigiani italiani della "Garibaldi". Partigiani comunisti.

Non dimenticate queste ragazze, non dimenticatele mai.

E non dimenticate mai che la Terra Nostra, oggi temporaneamente occupata da due stati stranieri ed estranei alla Cultura ed alla Nazione Italiana non sarà MAI slava. Un giorno tornerà Italiana, com' è giusto che sia !

lunedì 9 febbraio 2009

Dio l' ha chiamata a se'. Umanità, vergognati !

Raramente ho acceso il computer a quest' ora, ma non ne ho potuto fare a meno: non posso non sentire l' Intervento Divino in questa penosa vicenda in cui l' Uomo, nella sua totale disperazione e solitudine darwiniana e illuministica ha voluto gridare davanti al Divino la propria illusoria volontà di libertà. Oggi l' umanità, checchè se ne voglia, esce drammaticamente sconfitta. La Morte ha vinto, la Morte espressione dell' Orgoglio principe di ogni peccato, la Morte che denuncia la totale impotenza di quest' essere piccolo piccolo che nel negare Dio nega la propria natura. Quest' essere che con insistenza nega l' unica Verità possibile, il Cristo Vero Dio e Vero Uomo, continua a mettere a dura prova il Nostro Creatore, al quale non possiamo che chiedere perdono con le nostre suppliche e le nostre preghiere.

Al tempo stesso, poichè Dio non mi concede a volte la facoltà di perdonare, non posso che urlare il mio sdegno verso questo omicidio. Non ho altre parole, e se prego per il Padre di Eluana, che posso in certo qual modo comprendere, auguro invece l' Inferno a chi non ha voluto tirarsi indietro: politici, radicali militanti, libertari, medici, giudici, avvocati.
Che Dio vi stramaledica. Ma tanto non esiste, no ?

sabato 7 febbraio 2009

Se un comunista ed un antifascista decidono sulla Vita.

Per un momento mi ero illuso, credevo che il Decreto Legge varato dal Governo riuscisse a salvare Eluana Englaro;non è così. In ossequio alla Costituzione di questa repubblica nata da un referendum discusso e sul Sangue dei Vinti e di molti innocenti, il comunista Giorgio Napolitano, presidente con tanto di bandiera giacobina curiosamente voluta da Ciampi, ieri, come tutti sapete, si è rifiutato di firmare quello che in realtà era una vera Grazia. Questo in un paese dove indulti e grazie non si negano a nessuno, neanche ai terroristi rossi ed a chi uccise Calabresi. Così questo signore che elogiò i carri armati liberticidi sovietici che affossarono la Rivoluzione Anticomunista Magiara ("L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo") ha dimostrato ancora una volta come il laicismo ormai abbia preponderanza non solo in Italia, ma in questa povera Europa che rinnega via via le Radici Cristiane e si lascia permeare da invasori di ogni genere.

Nondimeno, l' altro signore che è corso a dan man forte al presidente è il neo-antifascista di nostra conoscenza, quel Fini che nel deplorare Giorgio Almirante ha forse toccato il punto più alto (o più basso) del proprio camaleontismo. Quell' Almirante che per troppa bontà od ingenuità non si accorse della personalità di quello che considerava un figlio (ed auguro invece a Silvio Berlusconi , che ha sacrificato la Destra per questo signore, dopo le ultime tranvate, di svegliarsi...).

Così,purtroppo, salvo clamorosi sviluppi, nel nome del comunismo e dell' antifascismo, valori fondanti questa repubblica che non mi rappresenta, dove l' aborto è pratica costante e la droga si trova ad ogni angolo, ci si avvia mestamente alla soppressione di una Vita di una Persona semplicemente disabile. Che poteva e doveva essere salvata.

Ma il Senato andrà a sciare per il week-end, presto arriverà Sanremo ed il GF sfornerà nuove risse e nuovi eroi da proporre agli italioti.

Ma Eluana Englaro vivrà, vivrà per sempre: un altro nome da aggiungere sulle lapidi delle vittime del comunismo e dell' antifascismo fondatori della repubblica: Rolando Rivi, Carlo Borsani, Don Luigi Bordet, Sergio Ramelli, Luigi Calabresi,i Fratelli Mattei,Francesco Cecchin ed i tanti, troppi caduti nel nome del "progresso, libertà e democrazia".

Questa è la democrazia:tenetevela, è cosa vostra, non è mia !

La ballata del Nero (Compagnia dell'Anello)

E signor giudice tu hai la toga,
ma non ti sembra una brutta roba,
una brutta roba di incastrare
chi ha il solo torto di pensare.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
E pure tu signor commissario
che ti fanno fare per un magro salario?
Ti fanno tradire, ti fanno tradire
gli ideali che hai giurato di servire.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Signor brigadiere mi sono difeso,
erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso,
erano in quattro e mi hanno offeso,
signor brigadiere mi sono difeso,
ero da solo ma uno l'ho steso.
E tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
e tu ti ammanti di democrazia
e vai cianciando di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Signor ministro, signor deputato
di esser vostro nemico io sono onorato,
sono onorato perché alla mattina
mi devo specchiare, mi devo sbarbare,
mi devo specchiare, mi devo sbarbare,
la faccia mia devo guardare.
Io di facce ne ho una sola,
non sarà bella ma è sempre quella;
voi di facce ne avete tante,
una per ogni ora del giorno.
E vi ammantate di democrazia
e poi cianciate di libertà,
e vi ammantate di democrazia
e poi cianciate di libertà,
libertà, libertà
in quanto che comandate voi,
democrazia, democrazia
è cosa vostra non è mia.
Ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
la resa, la resa, la resa dei conti,
la resa dei conti, la resa verrà.
Ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
ma questa storia deve finire,
la gioventù si ribellerà,
la resa, la resa, la resa dei conti,
la resa dei conti, la resa verrà.

venerdì 6 febbraio 2009

ULTIMISSIMA: APPROVATO IL DECRETO X SALVARE ELUANA !

Alleluia: la Reuters ha diffuso da circa un' ora il seguente comunicato: "Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per intervenire sul caso di Eluana Englaro, la donna in coma da 17 anni, ignorando la richiesta del Quirinale di non ricorrere a tale provvedimento per pronunciarsi sulla vicenda.".

Aspettiamo le prossime notizie,nella speranza che siano buone !!!

Il Comitato Verità e Vita pronto a denunciare "La Quiete".

Nel disperato tentativo di fermare la macchina di morte messa in moto contro Eluana, continuo a pubblicare quello che mi perviene dalle mie mailing list:

3 Febbraio 2009
Il Comitato Verità e Vita scrive alle Case di cura italiane: se Eluana muore, presenteremo denuncia alla Procura della Repubblica.
Comunicato Stampa N. 69


Questa mattina, 3 febbraio, il Comitato Verità e Vita ha inviato alle case di cura potenzialmente interessate – fra cui “La Quiete” di Udine - una lettera di diffida che ipotizza – nel caso si verifichi la morte di Eluana Englaro – una fattispecie di omicidio volontario. Nel documento – che è allegato al presente comunicato, e che consta di sei pagine in cui vengono esposte le ragioni giuridiche a sostegno di questa tesi - il Comitato avverte che “intende porre in essere ogni azione necessaria ed opportuna per impedire che il signor Beppino Englaro metta in atto la condotta cui è stato autorizzato dalla Corte d’Appello di Milano.”
“Verità e Vita – si legge nella lettera - presenterà denuncia alla Procura della Repubblica del luogo dove la morte di Eluana Englaro fosse stata procurata, ipotizzando il reato di omicidio volontario premeditato – punito dal codice penale con la pena dell’ergastolo – nei confronti di tutti coloro che – con azioni o con omissioni – avessero contribuito a cagionare l’evento.”
Secondo Verità e Vita la responsabilità dei Dirigenti della struttura sanitaria potrebbe avere duplice natura: da un lato, la disponibilità della struttura all’accoglienza della signorina Englaro per procedere alla sua uccisione, renderebbe inevitabile ipotizzare una responsabilità penale diretta nell’omicidio perpetrato; inoltre, vi potrebbe essere una grave responsabilità per avere indotto il personale dipendente ad azioni che rischierebbero di essere severamente punite in base alle norme penali. Proprio per questo motivo, Verità e Vita chiede alla Casa di Cura che si troverà ad accogliere Eluana di informare immediatamente il proprio personale “affinché siano chiare le responsabilità cui ciascun medico o infermiere andrebbe incontro nel caso si prestasse all’azione voluta dal sig. Beppino Englaro”. Ogni dipendente della clinica dovrebbe infatti sapere “che un procedimento penale nei suoi confronti per il reato di omicidio volontario sarà indubitabilmente aperto, quanto meno a seguito dell’esposto presentato da questo Comitato”.
E la decisione dei giudici che ha autorizzato la sospensione delle cure? Secondo Verità e Vita gli atti del procedimento civile conclusosi avanti alla Corte d’Appello di Milano non potranno essere un solido paravento rispetto alle valutazioni del Giudice penale, sulla base di numerosi riferimenti alla legge italiana, riportati in dettaglio nella lettera di diffida.
Verità e Vita fonda le proprie argomentazioni su alcuni fatti ampiamente documentati nella lettera: Eluana è viva; Eluana non è un paziente terminale; le sue condizioni di salute sono stabili e quindi non si può parlare di accanimento terapeutico, perché alimentazione e idratazione non possono essere considerate “cure inutili”; togliere il sondino a Eluana è paragonabile a togliere cibo e acqua a una qualsiasi persona; la morte che ne deriverebbe avrebbe la durata di un processo lungo e, secondo alcuni, doloroso.

Per il Comitato Verità e Vita
Il Presidente
Mario Palmaro

http://www.comitatoveritaevita.it/repository/Diffida_alle_case_di_cura_03-02-2009.pdf