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mercoledì 31 maggio 2006

Dopo Sofri, Provenzano e Riina ?

E così quello che ci si apettava, ha inizio. Sono incominciate le pratiche per la grazia a Bompressi e Sofri. Per umanità, dicono. Ma nessuno ha avuto pietà per Calabresi. Nessuno ebbe pietà per la scorta di Moro, per i Fratelli Mattei arsi vivi, e per tutte le vittime del terrorismo.

A questo punto, possiamo aspettarci la grazia a Provenzano, Riina ed altri assassini.

O dobbiamo fare preferenze per chi è solo più colto ed ha amici nella gauche-caviar ? Che differenza passa tra i pizzini e scrivere su Lotta Continua invitando a colpire "i nemici del popolo" ?

Eppoi sia Sofri che Provenzano pensano di aver agito in difesa della "loro" categoria, e per molti sono eroi.

Noi non possiamo fare altro che indignarci ogni giorno di più alle azioni di questo governo, aspettandoci sempre di più il peggio del peggio. E sperare che cada al più presto.

martedì 30 maggio 2006

Chi è andato al mare, merita tasse e comunisti.

Ed ecco la Destra che non mi piace; quella che tutto pretende, senza mai dare. Una Destra, anzi destra minuscola, allevata e cresciuta nel menefreghismo, nel consumismo, nell'arraffa e scappa. Quella che vedo al giovedì (si badi bene, giovedì) pronta con le valigette trolley scappare da Milano (ma penso sia lo stesso in altre città), per andare a non-pensare in posti costruiti per i cervelli all' ammasso. Una destra che non legge libri, se non l'ultimo best-seller di Dan Brown o di Coelho. Quella che ti parcheggia col SUV sul marciapiede, che conosce tutti palmari, compra vestiti Richmond e continua, nonostante tutto, ad acquistare il Corriere.

Questa piccola destra, che magari guarda con orrore, sospetto, timore e presupponenza chi intende la Destra come "Visione della Vita", come Impegno e Lotta, Sangue ed Amore; questa destra di Franza e Spagna ha pensato bene di andare al mare, convinta che poi, l'uno o l'altro non gli cambierà la vita. Questa destra dei badoglio di sempre, di quelli che non vedono nulla, e non sentono, e parlano anche meno.

Questa destra piccola piccola non ha capito quello che ci aspetta in questi cinque anni, ed ha perso un' occasione per dare una spallata ad un governo che ha già incominciato a muoversi pesantemente in ogni direzione.

Questa destra che si astiene e va al mare, merita i prodi comunisti; a Noi, Destra Vera, Destra di Lotta come siamo sempre stati, tocca alzarci e ricontinuare a combattere.

martedì 23 maggio 2006

Toghe Rosse sul Calcio.

Non ho parole, quando ho sentito la notizia, stentavo a crederci. Il sig. Rossi, già iscritto al PCI, ora commissario della FGCI ( che sta per Federazione Gioco Calcio, non Federazione Giovani Comunisti, qualcuno glielo spieghi...) ha chiamato a dirigere l' Ufficio Indagini del pallone il pensionato ex-procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli.

E così, non contenti di okkupare la Camera, il Senato ed il Quirinale, con la speranza di portare un altro attacco, l' ennesimo, contro Berlusconi, questa volta come Presidente del Milan , e magari, sollevando un bel polverone, alleviare la GRAVISSIMA POSIZIONE della Juventus, i poteri forti statal-comunisti voglione penetrare dove da sempre, grazie a Dio, sono rimasti in anticamera, e cioè nel mondo del Calcio.

Ribadendo che il Milan non può pretendere questi 2 scudetti , che dovrebbero essere o revocati o dati all' Inter , anche per gli incredibili torti subiti dalla Beneamata in tutti questi anni, non posso che insospettirmi per questa nomina. Non sapendo più dove attaccare il Primo Ministro del 51 % degli Italiani, Cavalier Silvio Berlusconi, ora cercano di farlo ponendo un indubbio suo avversario di tanti anni come novello inquisitore della pedata.

E da Interista, non posso che esprimere solidarietà ai cugini, e dir loro:

RESISTERE,

RESISTERE,

RESISTERE !!!

venerdì 19 maggio 2006

Sofri esulta: Bersani torna ministro.

Non mi è mai stato particolarmente simpatico, Pierluigi Bersani. Adesso capisco perchè. Ho letto sul "Giornale" di ieri che è stato uno dei fondatori della sezione bolognese di Avanguardia Operaia , prima di entrare nel PCI. Una delle formazioni più estremiste degli anni ' 70, famose per le Hazet 36 , grandi e pesanti chiavi inglesi portate da molti militanti ed usate come nel caso dell' omicidio di Sergio Ramelli. Vediamo una piccola storia di quel movimento: Avanguardia Operaia.
Nata a Milano proprio nel '68 (dirigenti di spicco: Massimo Gorla e Silvana Barbieri), verso il 1973 Avanguardia Operaia poteva vantare, nella costellazione extraparlamentare, la maggioranza numerica nel capoluogo lombardo, dove contava settemila militanti. Il nucleo originario era formato da trotzkisti transfughi della quarta Internazionale e approdati al marxismo-leninismo dopo aver «lavorato» (ma solo politicamente) con gli operai delle fabbriche del Nord. Avanguardia operaia era molto forte nelle fabbriche medio-piccole, aveva egemonizzato i Cub (Comitati unitari di base) della Pirelli, e nonostante tutto aveva cercato di non perdere il contatto con gli studenti.
Sempre intorno al '73, si era data una struttura nazionale, facendo proseliti soprattutto a Torino, a Porto Marghera, a Roma e a Palermo, e «assorbendo» il Circolo Lenin di Mestre, il Circolo Rosa Luxemburg di Venezia, il Circolo Carlo Marx di Perugia, i circoli Lenin di Umbertide e di Foligno, l'Unità proletaria di Verona e la Sinistra operaia di Sassari.
Entrare in AO non era facile. Bisognava, innanzitutto, essere presentati da un compagno; poi occorreva passare per una specie di noviziato e, infine, sostenere veri e propri esami ideologici. Perchè i vertici di AO avevano il terrore di spie ed infiltrati;ma tanto scrupolo nella selezione dei militanti aveva anche un'altra ragion d'essere. Avanguardia operaia, come detto, era il coté leninista della sinistra extraparlamentare: cioè il partito-guida, l'avanguardia delle masse. La struttura, pertanto, era molto rigida, con una scuola-quadri efficientissima, e un indottrinamento degno di quello sovietico.
C'era, anche qui, un giornale, che anche qui si chiamava come il gruppo; e poi una rivista teorica, chiamata «Politica comunista».
E anche qui il ricorso alla violenza era prassi. Se Lotta Continua era specialista negli scontri di piazza, e quindi nella guerriglia con la polizia durante le manifestazioni, e se Potere Operaio flirtava con i primi terroristi, Avanguardia Operaia si distingueva nelle imboscate ai «fascisti», nelle aggressioni venti-contro-uno, negli agguati, insomma, contro bersagli precisi. L'assassinio del diciannovenne missino Sergio Ramelli e l'attentato al bar di largo Porto di Classe a Milano furono opera di «commando» di Avanguardia Operaia, e rimangono nella storia di quegli anni -terrorismo a parte- come due degli episodi più vili e incomprensibilmente crudeli.
Verso la metà degli anni Settanta, Avanguardia Operaia comincerà una serie di trasformazioni e fusioni che porterà poi alla nascita di Democrazia Proletaria.

Che aggiungere se non augurarsi che questo governo di sinistra (il centro è scomparso), cada al più presto , per evitare che i comunisti che porta nel DNA portino questa Povera Patria verso Mordor !

domenica 14 maggio 2006

INTER, L'ONESTA' DA PREMIARE.

Il bubbone è scoppiato,finalmente. Dopo anni che l' Inter ha subito torti clamorosi da una classe arbitrale che giornalisti troppo compiacenti assolvevano con frasi tipo: "L' arbitro ha sbagliato, ma crediamo nella loro buona fede" ,cominciando con la clamorosa invasione di campo impunita al Comunale di Torino per Juventus-Inter del 1961, passando per un Mantova motivatissimo dell'ultima giornata del campionato 1966-67, ed ai più recenti campionati, come il 1997-98 del rigore fasullo su Signori di Sampdoria-Inter alla svista di Ceccarini su Ronaldo, insieme ad una quindicina di torti di quell'anno, arrivando agli episodi che precedettero il 5 Maggio famoso, con un' Atalanta che fa la partita della vita a San Siro ed un Moggi interessato a Fiore dell' Udinese.

Ora il Re è nudo, ed è il momento che il Calcio decida se continuare ad esistere o perdere credibilità.

La Juventus deve subire una pesantissima condanna, fino alla radiazione, se tutte le accuse si riveleranno fondate. Lazio e Fiorentina devono essere retrocesse in serie B. Il Milan, la cui posizione di Leonardo Meani è grave, non deve essere messo nella condizione di vincere gli ultimi due campionati:quindi o non assegnazione del titolo, come nel 1927,oppure penalizzazione in classifica in modo da far arrivare terza la squadra rossonera in entrambi le stagioni,e Scudetto all' INTER, la squadra calcistica più bistrattata degli ultimi anni.

Peppino, da lassù, dacci GIUSTIZIA !

mercoledì 10 maggio 2006

ITALIA ? NO, BIELORUSSIA !

Crollato il Muro di Berlino, credevamo che il pericolo rosso fosse ormai relegato alla sola Bielorussia, quella di Alexandr Lukashenko.

Ed invece una seconda nazione in Europa si sveglia con un Presidente comunista, non voluto dalla metà degli Italiani, ma imposto con la logica burocratica dei numeri, proprio ricordando i metodi del PCI, come ribadito orgogliosamente da Fassino.

Come vedete, anche i colori della Bandiera sono in comune; presto forse vedremo mutato anche la stemma nazionale, ed anche la bandiera con magari una stella rossa dentro lo spazio bianco come usavano certe formazioni partigiane filo-titine.

Sono momenti tristi per la mia Povera Patria.

martedì 9 maggio 2006

No ad un Presidente comunista !

Sono sempre più preoccupato per quello che sta accadendo in Italia. Il centrosinistra non solo ha ottenuto le presidenze delle 2 Camere, ma vuole imporre a tutti i costi, fregandosene tranquillamente della metà degli italiani, anche il Presidente della Repubblica.

Questa coalizione che ha eletto Luxuria e Caruso ieri ha permesso che la Rosa nel Pugno esprimesse 23 voti a Sofri, condannato a 22 anni per l'omicidio del Commisario Calabresi.

Questa coalizione propone come Presidente Giorgio Napolitano che nel 1956 così si espresse sull'invasione sovietica dell' Ungheria: "L'intervento dell' URSS ha non solo contribuito ad impedire che l' Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione , ma alla pace nel mondo.". Ci vogliono imporre un comunista in doppiopetto, per andare contro l'orologio della storia che ha abbattuto un regime sanguinario come quello imposto da Mosca a mezza Europa.

Un comunista che NULLA ha in comune, nemmeno l'aspetto fisico, con Sua Maestà Umberto II di Savoia (nella foto), salito al trono proprio OGGI, 9 Maggio 1946 .

E così, nonostante il crollo del Muro di Berlino ed i Martiri della Mia Romania, vogliono avvicinare l' Italia alla Bielorussia.

Per questo dobbiamo gridare con fermezza:

NO A NAPOLITANO PRESIDENTE !

venerdì 5 maggio 2006

Al Qaeda sceglie D'Alema.

Ancora sangue italiano versato dai terroristi.Due militari italiani sono morti oggi in un attentato avvenuto vicino a Kabul dopo essere rimasti gravemente feriti.I militari morti in seguito all'attacco sono il Tenente Manuel Fiorito, del 2° Reggimento Alpini di Cuneo, e il Maresciallo ordinario Luca Polsinelli, del 9° Reggimento Alpini dell'Aquila. Fiorito, di Verona, aveva 27 anni. Polsinelli, 28 anni, era nato a Orbetello e risiedeva a Sora, in provincia di Frosinone.
L'attentato si è verificato a pochi chilometri dalla capitale in direzione sud-est, nella zona si Musay Valley di responsabilità italiana e dove gli alpini operano da tempo senza aver mai registrato particolari problemi, come ha spiegato un portavoce italiano da Kabul.
I feriti, che facevano parte di una pattuglia costituita da 12 uomini a bordo di due veicoli blindati Puma 6x6 VBL, sono stati recuperati da mezzi tedeschi e trasportati all'ospedale militare tedesco.
Sembra che l'ordigno fosse piazzato sul ciglio della strada e sia stato fatto brillare al passaggio della pattuglia alle 16.20 locali, le 13.50 italiane. I militari coinvolti si trovavano tutti sul primo mezzo.
Gli altri quattro militari rimasti feriti, tutti in modo lieve, appartengono al 2° Reggimento alpini di Cuneo: sono i caporali maggiori scelti Giarracca, Clementini, Rivano e il primo caporale maggiore Mastromauro.

Obbedienti all' infame slogan che urlano i prodi partecipanti ai cortei sinistri, i terroristi tornano a colpire.

Forse vedono di buon occhio l' elezione a Presidente della Repubblica di quel Massimo D'Alema che ,come racconta il suo biografo ufficiale Giovanni Fasanella , era abituato alle Molotov del '68 all'Università Pisana...

Che Dio protegga l' Italia !


lunedì 1 maggio 2006

L' Italia verso i Soviet ?

I segnali ci sono tutti. Dopo queste elezioni che hanno visto premiata la tafazziana volontà di molti italioti, le premesse con cui la minoranza che si appresta a governarci sono davvero preoccupanti.

Due sindacalisti ai vertici dello stato, di cui uno caparbiamente comunista che appena eletto dedica la vittoria agli operai, come se fossero solo loro a rappresentare l'economia italiana.

Questo in sintonia con una Costituzione, scritta anche coll' avvallo del PCI, vetusta e da riformare, a cominciare dall' articolo 1, che ammonisce che l' Italia è "fondata sul lavoro", non sulla libertà o sui cittadini. Passando all' articolo 4, che parla di "diritto al lavoro", come se fosse un diritto divino; e sorvola sui doveri di chi lavora. Continuando con un' articolo 40, sulle leggi che regolano il diritto allo sciopero, inapplicato o ignorato; ed un art. 46 sulle cooperative che sembra scritto a Mosca nel 1930.

E come se non bastassero gli incresciosi avvenimenti del 25 Aprile a Milano, dove a contestare la Dottoressa Moratti e Suo Padre non sono stati studenti o no-global, ma persone che ignorano, e dunque sono ignoranti, ogni minimo senso di civile convivenza ed educazione, gente che probabilmente si è fatta condizionare dalla campagna violenta dell' Unione (sovietica) contro molti rappresentanti della CdL, come se non bastasse, dicevo, quegli accadimenti, ecco che il candidato sindaco Bruno Ferrante , spalleggiato da altri, contesta alla Dott.ssa Moratti, Candidato Sindaco per Milano della Casa (Vera) delle Libertà, il diritto di sfilare al corteo del 1 Maggio, perchè, sentite bene, "è una padrona, non un lavoratore". E questo nonostante Letizia Moratti fosse stata invitata dai sindacati.

Io spero VIVAMENTE che i tanti "padroni e non lavoratori" della Mia Città come:

Commercianti, Taxisti, Tappezzieri, Falegnami, Elettricisti, Idraulici, Industriali, Ingegneri, Avvocati, Imprenditori Edili, Agricoltori, Geometri, Ragionieri, Commercialisti, Architetti, Medici e tutti gli altri LAVORATORI che ogni giorno rischiano i propri mezzi economici per dare magari lavoro a chi, per dirla in milanese, spesso fà flanella, capiscano il grosso rischio che rappresenta per la Mia Città una possibile affermazione di Ferrante e del suo alleato Dario Fo.

venerdì 28 aprile 2006

10, 100,1000 CRIMINALI.Ramelli,Pedenovi e Nassiriya.

Questa scritta apparve lo scorso anno in Via Broletto a Milano pochissimi giorni dopo l'inaugurazione dei Giardini dedicati a Sergio Ramelli, lo studente dell' Istituto Molinari ucciso dai comunisti a colpi di Hazet 36, una grossa chiave inglese tristemente famosa negli anni '70 per l'uso criminale che ne facevano i vari gruppuscoli della sinistra extraparlamentare. La stessa scritta apparve sotto casa Ramelli dopo la morte del giovane milanese, avvenuta il 29 Aprile 1975. Anzi, la frase completa era: "Tutti i Fascisti come Ramelli, con una riga rossa tra i capelli.". Anche per lo strumento di morte venne coniato un lugubre slogan: "Hazet 36, Fascio dove sei ?". Un anno dopo, lo stesso giorno l'Avvocato Enrico Pedenovi, Consigliere Regionale Lombardo per il MSI veniva ammazzato da Prima Linea sotto casa.

Dopo trent'anni ignobili personaggi rievocano questi infami slogan accostandolo ai Martiri di Nassiriya, Eroi Morti in stragi terroristiche mentre compivano una Missione di Pace.

Per loro, per chiunque sia così abbietto e vigliacco da pronunciare questi slogan assassini, deve esserci un solo posto : il CARCERE. E devono restarci a lungo, per capire la gravità delle loro parole e riflettere sulla troppa generosità delle coperture che ancora godono in Italia.

giovedì 27 aprile 2006

Blog in lutto.

QUESTO BLOG E' IN LUTTO PER IL VILE ATTENTATO CHE HA COLPITO A NASSIRYA I MIEI DUE PAESI,ITALIA E ROMANIA.

lunedì 24 aprile 2006

Le Memorie di R.

Ripubblico il testo composto lo scorso anno prima che Mio Padre mancasse:una visione del Fascismo e della Storia del Novecento che non troverete nei libri di scuola.

Le memorie di R.

Sono nato nel 1907.Molto,molto tempo fa,non trovate ?
Ciò non di meno,come molti vecchi,ho buona memoria di cose assai lontane.
Mi chiamo R****,primo figlio di quattro fratelli di una famiglia benestante che,originaria del milanese,dopo aver comprato alcuni terreni,si trasferì nella bassa padana,in provincia di XXXXXX.
Mia Madre si chiamava A****,Mio Padre Libero,di nome e di fatto.
Avevo passato gli undici anni quando,tornando a casa da scuola,Mio Padre mi accolse raggiante:
"E' finita,abbiamo vinto !". In effetti qualcosa di strano l'avevo notato : le campane della chiesa del paese e di quelli vicini avevano suonato a festa a lungo;e sulla via del ritorno, in calesse col fattore,avevo notato che le finestre ed i balconi delle case erano ornate da sempre più bandiere.
La sera Nostro Padre a cena,dopo la preghiera,ci spiegò che la Grande Guerra, quella che ci aveva fatto tremare qualche mese prima,quando si paventava che lo Straniero sarebbe dilagato in tutta la pianura,era finita. E l'Italia,la Nostra adorata Patria,l'aveva vinta,per Grazia di Dio e volontà del Re e della Nazione.Ora si sarebbe finalmente concluso il Risorgimento,Trieste e Trento erano italiane,e presto lo sarebbero state altre città fino a rendere l'Adriatico un mare solo italiano. E riprese a raccontarci di fiabe che conoscevamo già,ma che sempre c'incantavano:Solferino,Garibaldi,Cavour,Tito Speri,ed altri ancora.
I giorni che seguirono furono memorabili:oltre ai fratelli di Mio Padre (che,ferito ,era stato congedato prima),ogni settimana il treno riportava a casa centinaia di soldati,stanchi ma felici.Le donne gettavano fiori ai militari, e persino gli insegnanti chiudevano un occhio sui nostri compiti.Mio Zio U*****,nella sua bianca divisa da ufficiale di marina ,mi affascinava coi suoi racconti di battaglie con corazzate e sommergibili.
Poi,lentamente,il clima cambiò:Mio Padre e Mio Zio ,per quello che capivo,presero a parlar male dei francesi e degli americani,che non volevano mantenere i patti:"Perbacco,con tutto il sangue che abbiamo versato,cosa vogliono quel Clemenceau e quel Wilson ?Che ci dessero quello che ci avevano promesso !"
Dalle città ci arrivarono notizie di tumulti e saccheggi,anche a causa del malcontento dei reduci cui erano state promesse nuove terre e che avevano visto cadere molti commilitoni per quelle terre;Mio Padre cominciò ad usare due parole strane che non conoscevo:comunisti e bolscevichi.Ed anche a Messa,il curato usava quelle parole.
Un giorno in campagna arrivò un’altra parola nuova:Sciopero.
Mio Padre aveva sempre trattato bene i suoi salariati:era stato socialista e da giovane portava la cravatta alla Lavallière come uno stemma,ed il suo nome,Libero, era la sua bandiera;le loro case erano a ridosso della nostra e noi tutti giocavamo fin da piccoli con i loro figli ,divertendoci molto.Io poi adoravo la polenta che spesso ci offrivano.Nonostante tutto questo anche i nostri contadini cominciarono a scioperare (da adulto appresi che molti furono obbligati ad aderire controvoglia da alcuni sindacalisti arrivati da fuori):per giorni sentii le mucche urlare disperatamente per il dolore che il latte non munto provocava loro;alcune cominciarono a morire di setticemia.Di notte qualche nostro contadino si presentava di nascosto per aiutarci,ma non bastava.Poi Mio Padre cominciò a far venire dalle province limitrofe alcuni disoccupati reduci della Grande Guerra:erano meridionali,gran lavoratori,e si diedero subito da fare.
Sembrava che il peggio fosse passato,quando un contadino,uno di quelli che ci aiutava in segreto ,ebbe la casa date alle fiamme.”Comunisti,bolscevichi !!!”,sentii Mio Padre usare di nuovo quelle 2 parole.
Ed una mattina il camion che portava i lavoratori dalle città venne prese a pistolettate da individui col fazzoletto rosso al collo,ci furono alcuni feriti ed altri vennero malmenati.
“Comunisti !Bolscevichi !!!” sentii urlare Mio Padre.
Di nuovo la paura serpeggiava tra i casolari e riprese la morìa delle mucche;nei campi la gramigna dilagava.
Ma un giorno lo Zio U***** arrivò a casa con alcuni suoi ex-commilitoni:alcuni indossavano ancora la divisa,chi da fante di marina chi da Ardito,altri,pur mantenendo i pantaloni grigioverdi, indossavano una camicia nera,da dove spuntavano alcune medaglie ,e disse a Mio Padre: ”Lo stato non ci protegge?D’ora in avanti ci penseremo noi !Abbiamo vinto in guerra,vinceremo ora !”.
Da quel momento la paura tra i contadini cominciò a diminuire,molti ripresero a lavorare e si ripresentavano anche in Chiesa,la Domenica Mattina,alla Messa che per alcuni momenti aveva visto solo donne e vecchi.Alcuni di loro incominciarono ad indossare la camicia nera.

Intanto avevo iniziato le superiori:la città era immensa,per me,caotica,piena di bici.
La scuola era bellissima,eppoi le prime ragazze….
Anche nel mio Istituto c’erano molti studenti che indossavano quella camicia nera:soprattutto quelli degli ultimi due anni.Un giorno uno di loro stava raccogliendo i fondi per gli orfani di guerra:gli si avvicinarono una decina di tipi mai visti,con al collo dei fazzoletti rossi.”Sporco fascista,per te qui non c’è posto. Grida: Evviva il comunismo e la libertà !”
“Mai,”rispose il ragazzo,Mio Padre è morto per l’Italia e per il Re,e non per la sovversione dei senzaiddio !!“
Subito quello che aveva parlato gli mollò un pugno in pieno volto che lo fece cadere,e gli altri gli furono sopra a calci .Poi,contenti,se ne andarono cantando “Bandiera rossa”.
Molti anni dopo quel ragazzo partì volontario per la Guerra di Spagna con altre camicie nere,e raggiunse suo padre nel cielo.
A casa sentii parlare per la prima volta di Mussolini:era un giornalista,dicono il migliore,anche lui socialista,come Mio Padre. E spesso sentivo il Babbo discutere con entusiasmo con lo Zio:”Solo lui può fermarli,solo lui può salvare l’Italia dal disastro !”.
Ed un giorno,avevo appena iniziato la II Geometri,notai del trambusto in casa:Papà e lo Zio stavano attaccati al telefono,in casa arrivarono persone mai viste,la notte il Babbo e suo fratello non dormirono:il giorno dopo la radio a galena di casa annunciò: “Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III ha dato incarico di formare il governo a Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini.”.Lo Zio prese a saltare come un matto,corse a prendere il grammofono,mise l’Inno Reale a tutto volume,spalancò le finestre e appese il Tricolore,urlando “Evviva il Re ! Evviva Mussolini !!!!”.Era ottobre:il 28 Ottobre 1922.
Da quel giorno ,pure occupato dagli studi e dal gioco del calcio,vidi la serenità ritornare in casa.Non si parlò più di scioperi e bolscevichi,l’Italia cresceva e presto avrebbe fatto pagare il tradimento ai Francesi ed agli Americani.
La gente per le strade riprese a sorridere,le discussioni e gli odi tra le classi sociali vennero meno,e si collaborava per trasformare l’Italia in una Grande Nazione,degna delle nostre tradizioni.

Mi iscrissi all’Università a Milano ed anche ai GUF,Gruppi Universitari Fascisti,ma non mi occupai di politica,preso dallo studio e dal football che mi avrebbe portato a vincere i Campionati Mondiali Universitari nel 1928 a Parigi con la Nazionale Italiana ed a militare in alcune squadre in serie A.Conobbi alcuni dei grandi campioni che portarono l’Italia a vincere i Campionati del Mondo nel 1934 a Roma come Meazza e Combi.
Portare la Maglia Azzurra (anche se per noi della Nazionale Universitaria era nera…..)era un onore ed un vanto:l’Italia spesso veniva accolta all’estero non benissimo;ricordo le radiocronache di Niccolò Carosio dei Mondiali del 1938 quando in Francia ogni partita della nostra Nazionale,a cominciare dall’Inno ,venne accompagnata dai fischi degli spettatori francesi:non solo quando dominammo la Francia nei quarti di finale per 3 a 1,ma in ogni incontro.Solo in finale ,dopo il quarto goal segnato agli ungheresi ,i fischi lasciarono il posto agli applausi ;e TUTTA l’Italia si sentì Campione contro il Mondo Intero.
Come qualche anno prima,quando Italo Balbo venne accolto negli Stati Uniti come un eroe dopo la Trasvolata Atlantica a bordo dei nostri aerei.

Dopo la seconda Laurea vinsi un importante concorso a Roma presso il Ministero dell’Agricoltura dove rimasi ad alti livelli,nonostante non mi iscrissi mai al Partito Nazionale Fascista.
Mi sposai nel settembre del 1939,quando Germania ed Unione Sovietica,invadendo la Polonia diedero inizio alla Seconda Guerra Mondiale.Le successive vittorie inarrestabili della Germania contro francesi ed inglesi portarono tutta l’Italia ad uno stato di euforia indescrivibile:tutti si chiedevano quando anche noi saremmo entrati in guerra per ottenere quel “posto al sole” che ci negarono gli alleati alla fine della Grande Guerra non mantenendo le promesse.Posso affermare che TUTTA l’Italia volle entrare in guerra,come dimostrarono le grandi manifestazioni di giubilo che accompagnarono nel maggio 1940 la Dichiarazione di Guerra a Francia ed Inghilterra.
Dopo il 25 luglio 1943 ritornai a seguire l’azienda agricola di famiglia .Non aderii alla Repubblica Sociale Italiana anche perché nessuno mi obbligò.Ma nonostante questo,alla fine della guerra,sia io che Mio Padre dovemmo restare nascosti per parecchio tempo,perché alcuni gruppi di cosiddetti “patrioti” dalla stella rossa ci minacciarono di morte o ci richiedevano soldi.
Finimmo anche in cella per qualche giorno,fino a quando non fummo scagionati di ogni colpa,anche grazie alle testimonianze di molti nostri salariati che ci volevano bene.Ma non a tutti andò così bene:qualcuno venne prelevato nel carcere dai partigiani per sparire per sempre.
Mi ricordo bene un episodio:c’era un milite delle Brigate Nere che ogni giorno veniva prelevato tre o quattro volte al dì e portato davanti al plotone d’esecuzione,e regolarmente veniva riportato in cella .Un giorno tornò,ma con i capelli tutti bianchi.
Naturalmente persi il posto al Ministero che avevo ottenuto solo per i miei meriti:e così,come tanti italiani dovetti ricominciare dal basso,con due lauree,a rifarmi una vita,a 38 anni .
A chi mi chiede ancor’oggi se io sia mai stato fascista,rispondo:beh,non più di tanto della totalità degli Italiani di allora:e se anche non lo fui durante il ventennio,lo divenni ,per reazione,dopo il 25 aprile del 1945.


Alcune note all’intervista:



Questo breve riassunto è stato redatto in base ai racconti di Mio Padre che ,nonostante sia vicino ai 98 anni ,possiede ancora ottima memoria,tanto da essere stato recentemente intervistato da alcuni giornali per le vicende calcistiche.
Mi sono permesso di mettere in risalto la retorica tipica di quell’epoca,che non si distacca poi di molto da quella resistenziale.
Trattandosi di un memoriale,è normale che presenti una visione di parte dei fatti. Così come però dovrebbe essere considerato ogni racconto che veda prevalere la “memoria” di chi visse quei fatti da una parte o dall’altra rispetto alla “storia” imparziale.
Se un giorno riusciremo a consegnare alla “storia” il Fascismo,con i difetti ed i pregi che ebbe,forse riusciremo a mettere la parola fine alle Tre Guerre Civili Italiane che insanguinarono il Nostro Paese nel Novecento fino alla mia generazione,che vide ancora molti giovani cadere nei due schieramenti:allora,solo allora,potremo parlare di Pacificazione.

venerdì 21 aprile 2006

Si riaffacciano i prodi terroristi: Cesare Battisti.

E' in uscita in Francia l'ultimo libro del terrorista criminale latitante Cesare Battisti, ex-leader dei Proletari Armati per il Comunismo. Il libro, " Ma cavale" - " La Mia Fuga" , narra la carriera del terrorista e la sua fuga da Parigi dopo che, FINALMENTE , la Corte d'appello francese aveva dato parere favorevole alla sua estradizione.

Apprendiamo la notizia con un intervista che Repubblica ha pubblicato dedicando ieri l'intera pagina della cultura a questo assassino condannato con sentenza definitiva a 2 ergastoli per 4 omicidi ed evaso dal carcere di Frosinone nel 1980.

Probabilmente questo cinico assassino , sentendo aria a lui favorevole, non perde tempo a cercare di ribadire le sue allucinanti tesi, anche inviando memoriali a siti di controcultura cui non voglio fare pubblicità.

Ed ancora una volta, con forza, anche per il rispetto dovuto alle vittime ed ai loro parenti, ribadiamo che certi Cattivi Maestri della Peggio Gioventù devono o restare o FINALMENTE finire in galera, senza sconti non dovuti.

Speriamo che il Governo che verrà,probabilmente temporaneo e mi auguro di brevissima durata, NON VOGLIA PROCEDERE ad amnistie o regali ai terroristi che già sono coccolati dalla "gauche caviar" europea.

giovedì 20 aprile 2006

Pilato è sempre vivo tra i prodi cittadini.

Con una delibera del Consiglio Comunale del 2003, l'amministrazione milanese aveva deciso per una targa per ricordare Enrico Pedenovi, Avvocato e Consigliere del MSI ammazzato da Prima Linea il 29 Aprile 1976.

Dopo il rifiuto dei prodi inquilini di Viale Lombardia 65 e 67 (peraltro case comunali, e quindi, il Comune avrebbe potuto fare a meno di tale parere), la targa avrebbe dovuto essere messa su un palo, ma gli operai sono stati cacciati.

Anche il proprietario dello stabile posto al 66 si è opposto; dunque Enrico Pedenovi, uomo mitissimo e buono, sarà ricordato il 29 aprile con una targa pilatesca posta su un palo staccato dal muro al numero 66.

Il motivo: "la targa metterebbe a rischio l'incolumità fisica e MORALE degli inquilini.

MORALE ? Non ho parole.

O forse ne avrei, ma sarebbero così piene di rabbia per un cinismo senza senso di chi ancora non vuole la verità e la pacificazione per anni tristissimi percorsi dall'odio comunista , e quindi evito.

I Nostri Morti fanno ancora paura.

Questo è il clima di un Italia in cui chi non la pensa a sinistra, è un Criminale Politico.

domenica 16 aprile 2006

Una bella coincidenza

Auguri, Santo Padre !

Nella straordinaria coincidenza della Santa Pasqua e del Compleanno di Benedetto XVI , possa il Santo Padre ricevere i miei migliori auguri, per un Papa coraggioso e fedele Apostolo della Tradizione e della Liturgia.