Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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venerdì 30 novembre 2012
Nauru, non NARAU !!!!!!
Ennesima mancanza del correttore di bozze o bestiale superficialità dei giornalisti d'oggi ???
I quali poi finalmente dovrebbero concedere cittadinanza linguistica al neologismo Cechia, piuttosto che l' orrendo termine ancora usato di "Repubblica Ceca"...
domenica 9 gennaio 2011
Qualcuno spieghi a Napolitano che l' Unità non è un giornale e che Boldrini aiutò Moranino !
Il quale, dopo averci istruiti ed ammoniti in un discorso nettamente antileghista sull' Unità, ha voluto dire la sua sul caso Battisti.
Ora qualcuno dovrebbe spiegargli che l' Unità sulla quale dovrebbe e potrebbe disquisire è il giornale da lui preferito, che non credo celebri i 150 anni di vita. Perchè venire a bacchettare chi non si senta molto toccato da uno strano anniversario (in realtà, di norma, si celebrano i centenari...) non dovrebbe spettare a chi abbia avuto come compagno di partito tal Palmiro Togliatti che, nel rinunciare alla cittadinanza Italiana per quella dell' URSS ebbe a dire: "il primo degli italiani non vale l'ultimo dei sovietici". A chi abbia avuto nel partito gente che abbia sventolato (e succede ancora oggi, vedasi studenti a Roma...) il tricolore violentato dalla stella rossa dei titini e filotitini oppure lo abbia bruciato molto tempo prima dei leghisti e con maggir diffusione e significato violento.
Ma qualcuno dovrebbe pure ricordargli che il partigiano Arrigo "Bulow" Boldrini, che ha voluto celebrare ieri per l' ennesima volta, nella sua quasi sessantennale attività di segretario dell' ANPI, volle battersi per la riabilitazione di Francesco "Gemisto" Moranino. La qual storia non si discosta di molto da quella di Cesare Battisti, compresa la fuga in Cecoslovacchia piuttosto che in Brasile...
giovedì 17 dicembre 2009
Liviu Corneliu Babeş, lo Jan Palach Rumeno.
Due anni sono passati dalla Rivolta Operaia di Brasov del 1987 che ho precedentemente esposto nel Blog dedicato a quegli avvenimenti. Il regime comunista ha rafforzato la propria presenza di spie ed infiltrati nelle officine della cittadina rumena. Molti i deportati nei vari campi. La popolazione, alle prese con i notevoli problemi economici, sembra aver dimenticato. Liviu Babeş, no.
Ed è incredibile che, tranne che in Romania, questa figura sia praticamente sconosciuta, lui che giustamente dovrebbe essere chiamato (ed in Patria lo è) lo "Jan Palach Rumeno". Perchè quest' uomo, che non era più un ragazzo, il 2 Marzo 1989 decise di darsi fuoco per protesta contro lo stato canaglia di Nicolae Ceausescu.
Era nato a Brasov il 10 Settembre 1942, e dopo una specializzazione come elettricista, pur essendo stato assunto come tale in una fabbrica di prefabbricati, aveva uno spiccato talento artistico, tanto da comporre diversi quadri e sculture prevalentemente in materiale plastico. Sposato con Etelka, lasciò una figlia di soli 11 anni.
In quel 2 Marzo, con un cartello con la scritta in lingua tedesca: "Stop agli omicidi. Brasov=Auschwitz", decise di dare un esempio ai propri concittadini e compatrioti, e si immolò davanti a centinaia di turisti (Poiana Brasov è anche una località sciistica, allora riservata agli stranieri ed agli alti papaveri del partito e dell' esercito), sventolandolo tra le fiamme fino alla morte.
Il regime fece tutto il possibile per nascondere questo sacrificio, descrivendolo come un pazzo ed un teppista.
Con la legge 93 del 3 Giugno 1997 Liviu Corneliu Babeş è stato proclamato Martire della Rivoluzione. A lui è ora dedicata una strada nella sua città ed una targa di bronzo commemorativa è stata posta nel 2007 nella Basilica di Brasov.
http://rivoluzionerumena.blogspot.com/2009/12/liviu-corneliu-babes.html
http://mortidimenticati.blogspot.com/2009/12/liviu-corneliu-babes.html
mercoledì 26 novembre 2008
Giù, giù, all' Inferno, Compagno Kojak !
Ma tanto tu all' Inferno non ci credi, no ? Hai voluto la cerimonia laica, in stile sovietico, no ? Vedrai che bel calduccio, laggiù.
No, io non mi piego al coro transpartitico (i trans vanno di moda, oggi...)di sinistra e destra che piange la scomparsa di Sandro Curzi: io me la ricordo la polemica pesante con Giampaolo Pansa proprio da parte del "comunista dal volto umano". Schierato ad ultradifensore della guerra partigiana insieme all' ex-Fascista Giorgio Bocca. Un "gendarme della memoria", come li definiva Pansa, per il quale esistevano solo i Sette Fratelli Cervi, mentre i Sette Fratelli Govoni meritavano l' oblìo, come tutti quei morti ammazzati di cui scrivo nell' altro mio blog, "Morti Dimenticati". E bene fa a ricordarla Pansa sul Riformista: altro che avversario leale !
Non mi dimentico che fu collaboratore di "Radio Oggi in Italia" che trasmetteva dalla rossissima Praga, dal paese che diede rifugio a Moranino. Non mi dimenticò che non abiurò mai quel comunismo che fece cento milioni di morti, l' idea più sanguinaria di tutta la storia, sorella di quel nazionalSOCIALISMO con cui tanto ha da spartire e condividere.
No, non ci sto, Non Porgo l' Altra Guancia perchè non posso; eppoi sarà in buona compagnia, laggiù. Con tutto quel rosso, poi ! Magari un po' stupito dell' esistenza delle Malebolge. A proposito, se mi senti, dì pure a quell' altro, quel santarellino di Gramsci, che la conversione, se ci fu, fu troppo tardiva...
mercoledì 20 agosto 2008
Tbilisi come Praga, quarantanni dopo.
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Nella notte tra il 20 ed il 21 Agosto oltre mezzo milione di soldati e 7000 carri armati del Patto di Varsavia entravano in Cecoslovacchia mettendo fine alle riforme volute da Alexander Dubček, mettendo fine alla cosiddetta Primavera di Praga. Come per i fatti d' Ungheria di dodici anni prima l' Occidente non mosse un dito, e bisognerà aspettare un Papa Polacco, un Presidente Cow Boy ed una Lady di Ferro per liberare intere nazioni dal gioco Sovietico. Come in un domino, l' URSS si sgretolò.
Ma il revanscismo Nazionalbolscevico da qualche anno sta rinascendo, grazie a RasPutin, come dimostra il fatto che nel 2000 venne riadottato l' Inno Comunista, piuttosto che altre musiche come molti russi avrebbero preferito. E così altri carri armati di Mosca seminano sangue in una nazione Libera e Sovrana come la Georgia, come ha ricordato il portavoce di Khazar Ibrahim, Ministro degli Esteri dell'Azerbaigian, probabile prossimo obiettivo del Nazionalbolscevismo, affermando che le azioni georgiane si sono svolte in pieno accordo con le leggi internazionali e che l'Azerbaigian riconosce l'integrità territoriale della Georgia.
Traian Basescu, presidente della Romania, che come ho detto guarda con preoccupazione a questa Guerra in corso, è in partenza oggi per un giro di consultazioni in Ucraina, Moldavia, Azerbaigian e Georgia per incontrare i rispettivi presidenti: Victor Iuşcenko, Vladimir Voronin, Ilham Aliyev, Mihail Şaakashvili, a dimostrazione che chi si è liberato dal comunismo non intende voltare le spalle alla Georgia. Dunque, dall' Occidente, dalla UE e dalla NATO ci vuole altrettanta fermezza nel ribadire che gli odiosi carri di Mosca devo retrocedere, che le postazioni di SS21 debbono essere spostate, e che Tbilisi possa riprendere il controllo di tutto il proprio territorio, comprese le due regioni dalle quali moltissimi cittadini georgiani se ne sono dovuti andare con forza tra il 1990 ed il 1992, in un Esodo forzato che ricorda quello tragico delle Nostre Terre d' Istria e Dalmazia.
Oppure dovremo vilmente aspettare che un novello Jan Palach Georgiano si immoli per la Patria e la Libertà ?
Fame, morte, schiavitù: il coraggio nasce a volte così
bandiere rosse su una città e in occidente c’è solo viltà.
Primavera di libertà, carri armati nelle strade:
il sangue a Praga è sparso al vento, quanto orrore in quel momento. Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
Volti grigi senza nome, soldati russi e terrore:
giù le mani dal mio paese, il mio sangue lavi le offese.
Una piazza, strade vuote, solo un uomo e un altare;
sacrificio per l’onore, sul rogo un giovane muore.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
E’ morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato,
nella gola vi hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato: Jan Palach, Jan Palach, Jan Palach…
Jan Palach, "La Compagnia dell' Anello".