Translate

Visualizzazione post con etichetta antiamericani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antiamericani. Mostra tutti i post

sabato 11 settembre 2010

La differenza tra bruciare un libro ed una persona.

Come ha scritto ieri Monsoreau, bruciare un libro, è brutto. Per me impossibile. Confesso, come Marcello Veneziani tratto male i miei libri; molti sono sgualciti, qualcuno con le orecchiette, altri con qualche pagina volante, persino con il dorso tenuto insieme con il nastro adesivo, quasi tutti con frasi evidenziate in rosa od arancione e piene di note e commenti con la biro. Eppure, come Veneziani, ho una venerazione per essi, e spesso mi tornano alla mente le parole di Mark Twain: "I soldi spesi per i libri sono sempre ben spesi". Dunque, non potrei mai bruciare le mie due copie del Corano, che pure contengono parole pesanti, come nella Sura VIII, Al' anfal (il Bottino): "Allah è severo nel castigo...I miscredenti avranno il castigo del Fuoco...Non siete voi che li avete uccisi:è Allah che li ha uccisi." "Preparate contro di loro tutte le forze che potrete ed i cavalli addestrati per terrorizzare il nemico di Allah". O come nella Sura IX, At-tawba (Il Pentimento o la disapprovazione): "O voi che credete,combattete i miscredenti che vi stanno attorno,,che trovino durezza in voi". Ed altre ancora. Così come non potrei bruciare bandiere, come spesso, spessissimo viene fatto in molti paesi musulmani o dai soliti no-global sinistri.

Però mentre si fa molto baccano intorno alla notizia del pastore protestante che vuole dar fuoco al Corano, si dimenticano tutti i Cristiani morti bruciati per mano dei terroristi islamici. Incominciando da coloro che l' 11 Settembre erano a bordo degli aerei, bruciati vivi in un istante dai circa 38.000 litri di carburante a bordo, ad una temperatura tra i i 1100 ed i 1200 gradi centigradi. Passando per chi, prima del crollo, fu arso vivo dai vari focolai d'incendo nelle 2 Torri, anche qui alla temperatura di circa 1000 gradi, tra il 93° ed il 99° piano della Prima ed il 77° ed il 85° della Seconda. Ed arrivando a tutti i Cristiani bruciati vivi come Arshed Masih (nella foto), bruciato in Pakistan a Marzo per non essersi convertito all' Islàm. O come Kiran George, violentata ed arsa viva nello stesso mese. Per non parlare delle decine di case e Bibbie date alle fiamme in Pakistan sempre nel solo Marzo.

Bibbie date alle fiamme in tantissimi paesi dalle stesse forze dell' ordine che dovrebbero tutelare la Libertà Religiosa, come in Uzbekistàn o in Cina, nello Yunnàn.

Fino all' incredibile rogo fatto dal Comando USA in Afghanistàn nel maggio 2005, nel nome del politicamente corretto, di centinaia di Bibbie in lingua Dari e Pashtu, per evitare accuse di proselitismo Cristiano. Capito a che punto siamo ???

lunedì 30 agosto 2010

La sinistra scopre che Gaddafi è un dittatore:penosi e ridicoli !

Ma cambieranno mai i trinariciuti, sempre pronti dimenticare il loro passato ?

Penosi e ridicoli: un tempo bruciavano le Bandiere Italiane e fischiavano l' Inno; oggi pronti ad impossessarsene contro il Federalismo. Un tempo moralisti sugli omosessuali, vedasi Pasolini; oggi paladini delle strane coppie. Un tempo tutti "yankee go home"; oggi sodali di Obama. Un tempo sostenitori della Rivoluzione Verde di Gaddafi; oggi lo scoprono dittatore, per parlar male di Berlusconi. Ma almeno lasciateci questo piacere, cioè di urlare contro il Ras di Tripoli a noi che sempre abbiamo contrastato questo nemico dell' Italia, fin da quando si accanì contro i Nostri Connazionali presenti sulla quarta Sponda da decenni, buttandoli fuori senza neanche un soldino; mentre gli Andreotti ed i governi solidali e nazionali continuarono a fare affari con questo individuo. Insieme ai capitalisti alla Agnelli. Che lo facciate voi, che avete visto nel dittatore Libico un nuovo Arrafat, Mao e Fidel, fa proprio ridere.

Berlusconi sbaglia, come sbaglia anche in altre alleanze estere; ma è costretto da politiche energetiche precedenti ereditate dai governi precedenti, e che hanno il fulcro nella decisione demenziale di non aver scelto l' Energia Nucleare in passato.

Ah, dimenticavo: la Libia e' sempre una Repubblica POPOLARE E SOCIALISTA !!!!

mercoledì 9 settembre 2009

Il Senatore Mike Bongiorno, Inardi e Topolino.

La decisione di mettere finalmente a posto il mio archivio, fatto di ritagli di giornali, appunti, indirizzi ed altro ancora, mi ha portato ad un ridottissimo aggiornamento dei miei blog in Luglio ed Agosto. Sono però contento del lavoro, che mi ha liberato il garage da mesi e mesi di giornali, per la gioia di Mia Moglie che presto avrà un nuovo armadio al loro posto; ma al tempo stesso mi accorgo di aver trascurato notizie di cui avrei dovuto occuparmi. Come la scomparsa di Virgilio Savona, l' ultimo componente maschile del mitico Quartetto Cetra (di cui ha parlato ampiamente invece Monsoreau...), storica ed eclettica formazione non solo musicale della mia gioventù, di cui ricordo soprattutto con nostalgia le parodie dei Classici prima apparse in "Studio Uno" e poi proseguite in "Biblioteca di Studio Uno" (dove compariva Maria Grazia Spina, una delle mie prime passioncelle adolescienziali...). Non posso, a questo punto, tralasciare la scomparsa di Mike Bongiorno, in questi giorni, vedo, pianto ipocritamente anche da sinistra. Già, perchè ci vuole un bel coraggio ed una notevole faccia di palta, in dotazione nel DNA sinistro da sempre, ad accostarsi alla salma del gigante televisivo fingendo lacrime vere da parte di chi, in questi ultimi anni si è sempre defilato dal grande e mai celato desiderio del presentatore, e cioè diventare Senatore a Vita. Questo perchè considerato troppo vicino a Silvio Berlusconi, ma non solo. Anche per la sua giovanile appartenenza NON alle brigate partigiane (come invece ci viene erroneamente e faziosamente propinato in questi giorni con insistenza dai media), ma ai Servizi Segreti americani, l' OSS, per i quali svolse il compito di Ufficiale di Collegamento con le prime. Tant' è che la scoperta dei documenti d' identità statunitensi gli salvò la vita dopo la cattura da parte della Gestapo. Ed infatti divenne cittadino italiano solo nel 2003. Un agente come Emanuele Strassera (italiano,però, questo), malvisto dai partigiani rossi a tal punto da essere trucidato insieme ad altri 4 partigiani filoamericani ( e due loro mogli più tardi...) da parte delle formazioni comandate dal famigerato Francesco Moranino, "Gemisto". Condannato all' ergastolo ed eletto, dopo una comoda latitanza a Praga ed una grazia anticipatrice del Compromesso Storico, senatore nelle file comuniste, in compagnia di quel Napolitano di ungherese memoria, che oggi ha pianto proprio come partigiano il mancato Senatore agente dell' OSS. Così funziona l' Italia !

Nel piangere la scomparsa di Mike, che conobbi di persona in un suo programma dove feci una fugace apparizione come concorrente vincendo quattro milioni delle vecchie lire in gettoni d'oro, non posso dimenticare in particolare il concorrente che più mi appassionò ai tempi del Rischiatutto (non accodandomi alla maggioranza che in questi giorni cita quasi esclusivamente la Sig.ra Longari, per via di una certa pruderie di una battuta del presentatore, peraltro probabilmente una bufala...), e cioè il Dottor Massimo Inardi. Non solo per la carica di simpatia ed umanità che traspariva dal medico bolognese, ma soprattutto per il fatto che Inardi fosse uno studioso di parapsicologia, una materia che ad un sedicenne come me non poteva che destare curiosità e che mi portò a quel lungo peregrinare nelle Religioni che terminò alcuni anni fa con il mio riapprodo convinto al Cattolicesimo. E neanche posso dimenticare Sabina Ciuffini, un altra mia passioncella giovanile, più tardi titolare a Milano di un notissimo locale tra le vie Solferino e Castelfidardo, tra i luoghi che diedero il via a quella moda milanese di tirar tardi in strada prima di approdare in discoteca, con capannelli di centinaia di persone nelle vie e piazze.

Ed infine, di Mike voglio ricordare le sue partecipazioni al giornale "Topolino" con diverse rubriche come: "Gli Amici di Mike Bongiorno", "Indovinala Grillo !" e "Se lo sai,rispondi !", che stimolarono in me bambino la voglia di apprendere e sapere.

Ed a quest' ultimo indirizzo vorrei spedirti questa mia lettera d' addio: Mike Buongiorno, Redazione di Topolino, Via Bianca di Savoia 20, Milano. Ciao, Mike !

lunedì 6 luglio 2009

ALBA rossa in Sudamerica.

Dunque l' amministrazione temporanea di Obama sta dando i suoi pericolosi frutti, non accorgendosi di quanto la fantomatica ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe) stia manovrando, con l' appoggio di Cuba, per ampliare lo scandaloso fronte comunista in centro e sudamerica, appoffittando della debolezza della coppietta Obama/Clinton. Con l' appoggio di un ex-prete sandinista, spretato e scomunicato da Giovanni Paolo II (col beneplacito del suo allora braccio destro Cardinale Joseph Ratzinger...)per le sue derive da Teologia della Liberazione, Miguel d' Escoto Brockmann, oggi purtroppo presidente dell' Assemblea Generale dell' ONU, sempre più simile a quella demenziale Società delle Nazioni che causò l' avvicinamento dell' Italia alla Germania e la Seconda Guerra Mondiale poi. Il quale era sull' aereo che ha tentato di riportare a Tegucigalpa il comunistissimo Manuel Zelaya, nonostante l' appello del Cardinale honduregno Oscar Rodríguez Maradiaga, che non solo ha avvertito Zelaya di desistere dal tentativo, ma ha dichiarato che un eventuale bagno di sangue sarebbe a lui imputabile; aggiungendo: "Sono minacciato da gruppi finanziati da Chávez". Maradiaga è una voce autorevole della Chiesa Cattolica, in passato tra i papabili alla successione di Giovanni Paolo II. E non solo la Chiesa Cattolica locale si è schierata contro l'ex-presidente, ma anche i vertici protestanti.

Non dimentichiamo poi che lo scomunicato sandinista,ex ministro degli Esteri del governo di Daniel Ortega dal 1979 al 1990, ospite in passato da Bonolis, ricevette nientedimeno negli anni ' 80, il Premio Lenin per la pace, massima onorificenza del regime sovietico.

L' ALBA, ricordiamo, è formata principalmente da 4 capi di stato : Hugo Chavez (Venezuela), Rafael Correa (Ecuador), Daniel Ortega (Nicaragua) ed Evo Morales (Bolivia), i quattro presidenti rossi dell'America latina che, con lo stesso Zelaya e il líder maximo Fidel Castro formano una strana compagnia: Chavez è un ex paracadutista che ha anche lui al suo attivo un golpe, Correa un economista educato negli Usa, Ortega un ex guerrigliero sandinista, Morales un ex coltivatore di coca che si è messo a capo degli indios andini, Zelaya un ranchero spesso vestito da cowboy che si è fatto campione dei poveri. Gli altri Paesi del continente governati dalla sinistra, Brasile, Argentina, Uruguay, Cile e Paraguay, hanno invecepreferito prendere le distanze, non condividendo la retorica e lo sfrenato attivismo antiamericano.

E Obama tentenna, vacilla, anzi appoggia colui che voleva modificare la Costituzione honduregna in modo da diventare un lider maximo alla Castro e Chavez...

domenica 15 febbraio 2009

Chavez chiama, Zapatero risponde.

Oggi il Venezuela con un referendum deciderà se passare da repubblica comunista a dittatura comunista. Così a quasi vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, un rigurgito di quella ideologia che provocò 100.000.000 di morti ritorna a minacciare il mondo. Ma il Venezuela, in compagnia del Brasile e di altri paesi sudamericani, godono pure di un avamposto in Europa:la Spagna di Zapatero.

Come non restare esterrefatti infatti dalle dichiarazioni di ieri nella Spagna laica e socialista della Segretaria delle Relazioni Internazionali del PSOE, Elena Valenciano, che ha giustificato l' espulsione in stile vetero-sovietico dell' Eurodeputato del PP, Luis Herrero, (nella foto) che era stato invitato a Caracas come osservatore dall' opposizione, che in questi anni ha denunciato moltissimi brogli elettorali ? Ma non solo, infatti il corrispondente segretario del PP, Jorge Moragas, ha denunciato lo scarsissimo appoggio fornito dall' Ambasciata Spagnola all' Eurodeputato,prelevato come un delinquente per ordine diretto di Hugo Chavez da venti militari ed imbarcato senza tanti complimenti su un volo per il Brasile.

Antonio Ledezma, figlio di un' italiano, Sindaco del Distretto di Caracas ed uno dei maggiori esponenti dell' opposizione, ha dichiarato che tale espulsione è lo specchio dell' attuale situazione poilitica venezuelana, dove invece "consiglieri" colombiani,cinesi, cubani, russi ed iraniani stanno crescendo a dismisura.

Il Venezuela, ora che il prezzo del petrolio è precipitato, è piombato in una crisi economica senza precedenti, con un' inflazione pari al 30 % annua. Attraverso i proventi dell' oro nero il governo neo-comunista era riuscito a galleggiare, alimentando una vena nazionalbolscevica con relativa corsa agli armamenti ed alleanze antiamericane, persino coll' Iran. Ma ora il regime barcolla: speriamo che il referendum sia non solo regolare, ma che lo dia perdente, per evitare maggiori guai a questo paese pieno di nostri connazionali.

Resta infine da augurarsi che il popolo spagnolo, in vista del settantesimo anniversario della Vittoria delle Forze NazionalCristiane del Generale Francisco Franco, possa rinsavire in fretta prima che Zapatero faccia ulteriori danni oltre a quelli enormi già fatti.

domenica 1 febbraio 2009

Quel "buon governo" del Brasile...

Il ministro Genro ci manda a dire che l' Italia è ancora "chiusa negli anni di piombo". Non è colpa nostra, noi i terroristi cerchiamo di sbatterli in galera, se poi riescono a scappare in Brasile dove ci sono personaggi come Dilma Roussef, Josè Dirceu e Fernando Gabeiro...

Dilma Roussef: nata dal comunista rivoluzionario bulgaro Petàr (Pedro) Russev (Roussef),ha fatto parte in gioventù di simpatici gruppi come Vanguarda Armada Revolucionária, Comando de Libertação Nacional e Política Operária, con i vari nomi di battaglia di Companheira Estela, Luísa e Vanda,

Nell' attuale Governo di Lula è il Ministro della Casa Civile Brasiliana.

Josè Dirceu de Oliveira: ha incominciato la propria carriera nell' Ação Libertadora Nacional (ALN), uno dei tanti gruppuscoli dell' armata rivoluzionaria comunista brasiliana, con il nome di battaglia di Daniel. Arrestato, fu uno dei 15 prigionieri chiesti in cambio dell' Ambasciatore USA Charles Elbrick, rapito dal MR8 e dal ALN. Dopo la liberazione fece la spola tra Cuba ed il Brasile, sotto il nome di Carlos Henrique Gouveia de Mello; amnistiato nel 1980.

E' stato Capo di Gabinetto di Lula tra il 2003 ed il 2005 prima di aver dato le dimissioni in seguito ad uno scandalo.

Fernando Gabeira: come appartenente al MR8 (Movimento Revolucionário 8 de Outubro), prese parte direttamente al rapimento dell' Ambasciatore USA Elbrick, e ne scrisse pure un libro,da cui fu poi tratto un film del regista Bruno Barreto, "4 giorni a Settembre", con Alan Arkin. Pure lui godette dell' amnistia.Ritornato in patria, è stato uno dei fondatori del Partito Verde, battendosi per la liberalizzazione di prostituzione e maconha (marijuana...).

E' attualmente Deputato al Parlamento di Rio per lo stesso partito dal 1995.

Un bel trio, non c'è che dire...

venerdì 12 settembre 2008

Se vince Obama,perde l' Occidente intero.

Ed eccomi di ritorno dalle vacanze, anche se sono ancora a Londra, con una certezza assoluta:nella malaugurata ipotesi che vinca il Keniano, si prepara un futuro di forte sudditanza europea verso i Nazionalbolscevichi di Putin. E purtroppo temo che l' Italia, tra un sorrisino a chi ci sparo' addosso missili a Lampedusa, minaccio' di colpire Napoli ed ha un passato oscuro al riguardo di passaggi a terroristi vari durante gli anni delle varie stragi, ed una pacca amichevole a chi vuole riannettersi interi territori oggi Stati Sovrani attraverso russificazioni selvagge ed inopportune, stia rispolverando in Politica Estera, la vecchia patata democristiana.

Per fortuna, ho tastato di persona che la fiducia nella coppia McCain/Palin sta' crescendo, negli Stati Uniti. E non posso fare a meno di sottolineare la fermezza con cui si e' espressa la papabile Vicepresidente Repubblicana, a proposito di eventuali attacchi alla Georgia ed ad altre Repubbliche libere ex-sovietiche: in un'intervista alla Abc News, manda un chiaro avvertimento a Mosca: gli Usa vogliono l'estensione della Nato ad altri paesi ex sovietici e se la Russia dovesse invadere di nuovo la Georgia, e' pronta a un conflitto armato. A Charles Gibson, il giornalista dell'emittente che ha ottenuto l'esclusiva dell'intervista alla vice di McCain, la Palin ha detto di essere pronta all'incarico offerto dal candidato repubblicano e di ''non aver avuto alcuna esitazione''. Ma Sarah Palin ha soprattutto dimostrato di non aver paura a entrare nel vivo delle questioni internazionali piu' delicate: ''Ucraina e Georgia meritano di entrare nella Nato'', ha detto la Palin. Se Tbilisi fosse stata gia' parte dell'Alleanza o se Mosca invadesse uno stato membro, ha aggiunto la Palin, gli Usa potrebbero entrare in guerra con la Russia, perche' ''questo e' l'accordo che prendi quando sei un membro della Nato. Se un altro Paese e' sotto attacco, ci si apetta che tu sia chiamato ad aiutarlo''. Palin ritiene che ''i piccoli Paesi democratici che sono invasi da superpotenze siano qualcosa su cui dobbiamo vigilare. Dobbiamo essere consapevoli di quali sono le conseguenza se una superpotenza e' in grado di conquistare un piccolo Paese democratico''. ''Dobbiamo essere in grado di mostrare il nostro sostegno - ha sottolineato - in questo caso alla Georgia. Per esempio con sanzioni economiche contro la Russia, se e' necessario. Tutto cio' non deve necessariamente portare a una guerra, e nemmeno a una guerra fredda, ma le sanzioni e la pressione diplomatica, contando sull'aiuto dei nostri alleati, fanno parte del nostro compito di controllare la Russia di Putin e il suo desiderio di estendere il suo controllo''.

Inoltre ovunque parlino i 2 candidati Repubblicani, e' il patriottismo a dominare la scena, non solo gli scontati discorsi sulle tasse. McCain dichiara spavaldo che preferirebbe perdere le elezioni, piuttosto che il proprio paese perda una guerra;e alle loro pubbliche apparizioni, la gente scandisce U-S-A ! U-S-A !

Perche' ribadisco ancora una volta che si puo' essere critici verso gli Stati Uniti, ma finche' l' Europa continuera' ad essere quella di banchieri, affaristi e leggine su frutta e verdura, solo gli USA possono oggi come oggi fare una barriera a Nazionalbolscevichi, Comunisti Cinesi e terroristi d' ogni risma.

lunedì 25 agosto 2008

Se fosse viva Anna Politkovskaya, la Fallaci dell' Est...

...sarebbe in Georgia a scrivere su questa guerra.

Se fosse viva, ma non lo è, perchè fu ammazzata in circostanze misteriose il 7 Ottobre 2006 nell' ascensore di casa da un sicario mascherato, come nella miglior tradizione dei metodi del vecchio KGB della Guerra Fredda.

Nata a New York da diplomatici Ucraini accreditati all' ONU, dopo la laurea divenne giornalista e scrittrice in Russia. Fin dal 1998 si recò in Cecenia come cronista delle 2 Guerre Russo-Cecene, non schierandosi da nessuna parte, ma denunciando le violenze sia Russe che Cecene. Attaccando ripetutamente Putin, ricevendo diverse minacce di morte. Il 10 Settembre 2001, nel suo articolo "Gente che scompare", la giornalista ha accusato poliziotti distaccati presso il ministero degli Interni ceceno di avere ucciso civili inermi. Dopo poco tempo ha cominciato a ricevere mail da un certo "Cadetto" (soprannome di uno dei poliziotti citati nell'articolo, Sergej Lanin), il quale affermava di "essersi allenato come cecchino e di avere l'intenzione di recarsi a Mosca"(Nel marzo del 2005 il tribunale di Groznyj ha condannato Sergej Lanin a 11 anni di prigione per avere compiuto una strage di ceceni, ma il suo coinvolgimento nelle minacce alla giornalista non è stato dimostrato.).

Per la sua equidistanza tra le parti,la Politkovskaya venne chiamata a far da mediatrice durante il sequestro nel Teatro Dubrovka. Il 2 Settembre del 2004 Anna Politkovskaja, mentre si stava recando a fare luce sugli eventi di Beslan in quel momento in corso, è stata ricoverata in ospedale in stato grave, dove affermò di essere stata "intenzionalmente avvelentata" da membri del FSB e che in Russia aveva ricominciato a funzionare il "13° laboratorio del KGB, che si occupa della produzione di veleni".

Chi non conosce la mentalità neosovietica degli attuali dirigenti russi, oppure ha scarsa conoscenza dello svolgimento delle varie guerre caucasiche, accumunerà subito Cecenia al Massacro di Beslan, atto infame contro la popolazione civile, dove morirono centinaia di bambini, con il quale la Cecenia si è condannata davanti a tutto il mondo. Purtroppo il seme dell' odio trova spesso terreno fertilissimo tra chi pone il proprio credo nel Fondamentalismo Islamico. Ma non tutti i Ceceni sono terroristi disposti a tali efferati e maledetti massacri. E la giornalista ucraina poco prima di essere uccisa scrisse quest' articolo:

L' odio che genera odio.

Il mondo teme una proliferazione nucleare incontrollata - io invece temo l'odio. Si sta accumulando sempre di più e in maniera incontrollabile. Il mondo è riuscito almeno a escogitare delle leve per fare fronte ai caporioni di Iraq e Corea del Nord, ma nessuno riuscirà mai a individuare le vie percorse dalla vendetta personale. Il mondo è completamente indifeso di fronte a quest'ultima. Nel nostro paese attualmente è in corso qualcosa di incredibilmente stupido e irresponsabile - centinaia di persone vengono costrette con la forza ad accumulare intere riserve di odio, che renderanno completamente imprevedibile la vita futura degli altri.

Cosa vogliamo ottenere dai ceceni in carcere per "terrorismo"? Centinaia di persone giovanissime che hanno di fronte a se pene molto lunghe da scontare. In carcere li odiano e per questo li sottopongono a "trattamenti del tutto speciali", inventati sia dagli altri reclusi sia dall'amministrazione delle carceri.

Perché scrivo la parola "terrorismo" tra virgolette? Ve lo spiego. Chi sono questi ceceni? Per la maggior parte si tratta di ex studenti. Sono finiti nelle carceri senza nulla alle spalle, se non tre guerre. La prima si è svolta quando erano ancora bambini (la prima guerra cecena). La seconda, quando erano adolescenti (la seconda guerra cecena). La terza è l'istruttoria alla quale sono stati sottoposti. Si tratta cioè di studenti "terroristi" che sono fondamentalmente il prodotto delle procedure antigiuridiche messe in atto negli anni 2002, 2003 e 2004.

In quegli anni nel Caucaso settentrionale l'applicazione del diritto era decisamente sui generis: si effettuavano retate di massa e in Cecenia gli studenti venivano "ripuliti" a decine alla volta. Dopo la "pulizia" passavano attraverso la tortura, applicata di routine, come se si trattasse di una semplice procedure di disinfezione... Molti di loro sono stati uccisi, in particolare quelli che non si dichiaravano colpevoli. Ai "volenterosi" è stato concesso di vivere e sono stati condannati sulla base di accuse messe insieme in tutta fretta, senza preoccuparsi della qualità della documentazione reperita. Innocente? Colpevole? Solo Dio può saperlo, non sono mai state condotte vere e proprie indagini. Ed ecco che a partire dal 2005, dopo tutte le cassazioni, un'intera generazione di studenti ceceni "ripuliti" è entrata in carcere, con pene di 15 anni e oltre. E' lì che è cominciata la loro quarta guerra. Una guerra con se stessi. O per se stessi? Forse addirittura contro...

Oggi, nel 2006, le testimonianze che giungono dalle carceri dicono che questi ex bambini modello sono ormai diventati dei recidivi incalliti. Ecco una storia del tutto tipica. Islam Suschanov, nato nel 1984. Non lo ho mai visto, ora non è più possibile incontrarlo. Il FSIN, l'amministrazione carceraria russa, vieta i contatti di qualsivoglia tipo con i reclusi della sua categoria. Ricostruirò quindi gli eventi solo in base alla documentazione disponibile. Nel 1999, alla vigilia dell'inizio della seconda guerra cecena, Islam finisce gli studi alla scuola n. 38 di Groznj. Il profilo redatto ai fini dell'iscrizione all'università da parte del direttore della scuola, D. V. Salamov, parla di un ragazzo molto bravo: "Durante gli studi Islam si è distinto come scolaro disciplinato, amante dello studio e diligente. Si è dedicato allo studio in modo responsabile. Godeva di rispetto e ha svolto con precisione i compiti assegnatigli".

Nel 2000 Islam si è iscritto all'Istituto di Pedagogia della Cecenia, l'unico in cui erano riprese le iscrizioni dopo che le ostilità attive erano cessate. Ha cominciato a frequentare i corsi di arte. E ancora una volta: "Prende parte attivamente agli studi e alla vita pubblica della facoltà e dell'istituto... Esprime un particolare interesse per la pittura, per la composizione e per la scultura... è uno studente che ha buone prospettive...". Lo scrive il decano della facoltà di belle arti, M. M. Sulejmanov - ma lo scrive "ex post", rivolgendosi alla procura del distretto Lenin, quando Islam è stato "ripulito" e rinchiuso in galera. Alla procura è stata indirizzata anche una dichiarazione dell'allenatore della squadra di calcio "Vajnach", V. L. Inderbiev: "Durante tutto il periodo in cui ha fatto parte della squadra di calcio ho potuto apprezzare la sua correttezza e la sua buona educazione. Ho viaggiato spesso in trasferta con la squadra per incontri in cui era impegnato anche Islam. Nel suo comportamento non ho mai osservato irascibilità, aggressività... è un ragazzo molto controllato, modesto, di buon carattere... non si è mai lasciato andare a discorsi estremistici, né in generale si è dimostrato incline all'estremismo". L'allenatore e il decano mentivano? Oppure, pur essendo persone esperte, non si sono accorti che sotto la pelle di un angelo si nascondeva il diavolo?

I testi dei due profili e la sentenza di condanna sono tuttavia completamente incompatibili. Non è possibile che una persona possa essere allo stesso tempo tutto e il contrario di tutto: uno studente dalle buone prospettive, un calciatore che va regolarmente alle partite e contemporaneamente un guerrigliero che prepara agguati, fabbrica ordigni esplosivi con i quali i suoi colleghi dell'Istituto avrebbero fatto saltare in aria militari russi. Secondo le accuse che gli sono state mosse, Suschanov aveva interessi che erano ben lontani dalla scultura. Gli episodi in cui Suschanov sarebbe coinvolto sono tre - l'accusa principale è quella di fare parte di una "banda armata" diretta da un "non meglio identificato Abdul-Azim" e che agiva con "mezzi finanziari non meglio identificati".

Tutte le accuse si basano su "ammissioni spontanee". I giudici, da quanto si desume dalle loro argomentazioni, non hanno perso tempo per entrare nei dettagli e hanno abilmente tradotto questi episodi in sentenza di primo grado. Ed ecco cosa è successo: Suschanov ha ammesso di avere collocato il 6 giugno 2002 un ordigno esplosivo in una casa in rovina nella via Zhukovski a Groznyj, per fare saltare in aria il 9 giugno dei poliziotti in pensione, indicati con nome e cognome. In realtà, leggendo la sentenza si scopre che gli stessi giudici affermano che i poliziotti sono saltati in aria nello stesso luogo il 9 marzo di quell'anno. E il 9 giugno erano in cura, lontano dalla Cecenia, per le ferite riportate... Come spiegarselo?

Si può riscontrare la stessa confusione giuridica anche nel caso dello "scontro a fuoco presso il posto di blocco n. 10 del 3 agosto 2002". I poliziotti feriti quel giorno - anche in questo caso indicati con nome, cognome e incarico - confermano di essere stati oggetto di fuoco di armi automatiche in data 3 agosto, e il carattere delle ferite subite corrisponde a tale testimonianza. Solo che Suschanov "confessa" di avere sparato contro il posto di blocco con un lanciagranate e non riesce a ricordarsi da quale punto ha sparato, dove si trovava il posto di blocco ecc....

Il terzo episodio riguarda gli eventi del 13 dicembre 2003. Suschanov, insieme a un paio dei membri della banda, sarebbe stato colto dalle forze dell'ordine nella via Butyrina in flagranza di reato - in quel momento il gruppo si stava occupando di sistemare un ordigno collocato lì il giorno prima, più precisamente gli stavano sostituendo le batterie. Sono stati colti sul fatto e arrestati. Entrambi i poliziotti che li hanno arrestati hanno dichiarato in tribunale che "l'ordigno è stato sequestrato nella via Butyrina il 14 dicembre", era "vecchio, polveroso...". La sentenza, piena di imprecisioni fattuali, è entrata in vigore. La sua "ditta produttrice" è la seguente: il giudice istruttore R. Gorcichanov (Procura del distretto Lenin di Groznyj) e il giudice V. Abubakarov (Tribunale Supremo della Cecenia). Pensate che io difenda Suschanov, "l'assassino dei nostri soldati", come si dilettano a dire da noi? No. Il fatto è, però, che in presenza di una tale qualità giuridica delle sentenze del tribunale e delle indagini, solo Islam Suschanov può sapere con precisione cosa sia successo. Nessun altro. E io invece vorrei che lo sapessero tutti. Sono assolutamente convinta che non vi debbano essere indulgenze per nessuno che abbia violato la legge e il diritto, indipendentemente dalla salsa ideologica in cui il suo delitto viene condito.

[...]

Suschanov è stato condannato a 14 anni di regime duro. Le accuse coprono per intero quello che è il classico "elenco ceceno": "banditismo", "terrorismo", "formazioni armate illegali" ecc. A partire dal dicembre 2005 si trova nelle carceri della regione di Sverdlovsk. I primi tre mesi li ha passati nell'IK-5 (Niznyj Tagil) in isolamento. Anche nelle celle vicine c'erano reclusi in isolamento - altri giovani ceceni con accuse simili. La madre, Amanta Suschanova, gli invia lettere raccomandate due volte alla settimana , ma a Suschanov non consegnano nulla. L'amministrazione non fa complimenti e gli spiegano, come poi si è rivelato vero, che per i ceceni tale regime vale fino alla fine della pena.

Il 7 marzo 2006 Suschanov cerca di suicidarsi. Il 21 maggio lo fa ancora una volta. Pregare è vietato, lo scrive nel manuale della disciplina per i reclusi in isolamento. "L'Amministrazione degli istituti di pena dà una valutazione negativa del recluso Suschanov I. R.", scrive nel suo profilo il capo della sezione della procura della regione di Sverdlovsk, A. V. Vasilev, in merito alla supervisione dell'adempimento legale delle pene comminate. "Ha 12 sanzioni disciplinari in atto. Le motivazioni delle misure richieste dalla procura sono legali e fondate...". Suschanov continua a ribellarsi, prende parte a una "denuncia" collettiva: episodi di autolesionismo contro le condizioni di reclusione. Per quelli che riescono così a "emergere" dall'anonimato arriva T. Merzljakova, delegata ai diritti umani della regione di Sverdlovsk. Si incontra tra gli altri con Suschanov, il quale le dice che chiede solo un riesame della sentenza ingiusta e il permesso di pregare. Dopo la visita Merzljakova scrive una lettera disperata alle madri dei reclusi ceceni con i quali ha parlato: insiste affinché "si affrettino" a presentare allo FSIN la loro richiesta di trasferire i figli in un'altra prigione più vicina alla Cecenia. Si rivolge lei stessa a J. Kalinin, direttore dello FSIN... Kalinin oppone un rifiuto. E Suschanov viene trasferito all'IK-12, un carcere per i recidivi più pericolosi. Un tale accanimento è vietato dalla legge, se si tiene presente il significato originale della sigla IK, cioè istituto correttivo. Ma in questo periodo il dossier personale di Suschanov è pieno zeppo di frasi come "incline all'evasione", "incline alla presa di ostaggi"...

Il ragazzo "timido, modesto e di buon carattere", come veniva dipinto nel 2004, nel 2006 si è trasformato in un recidivo ribelle, se si deve credere a tutte queste descrizioni. Cosa vogliamo da Suschanov? Da tutti questi "ripuliti"? Che muoiano nelle prigioni? Perché gli viene vietato di pregare? Perché dimentichino le preghiere che hanno imparato fin da bambini e comincino a recitarne di nuove?...

Se Suschanov vedrà mai la libertà, ciò avverrà nel 2017, quando avrà 34 anni. Gli altri "ripuliti" della stessa generazione allora avranno un'età simile, tra i 35 e i 37 anni. Torneranno nella società non sposati, senza figli. Senza un'istruzione. Senza una professione. Ma con uno spirito ribollente: la vita è andata persa e non c'è giustizia. "... In sostanza, questi istituti correttivi si sono trasformati in campi di concentramento per i reclusi ceceni - hanno scritto alla redazione le madri di un gruppo di carcerati - vengono sottoposti a una discriminazione su base nazionale. Non li lasciano uscire dalle celle di isolamento. Li spingono a violare il regime disciplinare, impedendo loro di rispettarlo. Sono stati quasi tutti condannati con processi farsa, in cui mancavano le prove. Si trovano in condizioni tremende, vengono sottoposti a umiliazioni della dignità umana, si sta sviluppando in loro un odio contro tutto. Secondo noi non si tratta di correzione, ma di sterminio... E' un intero esercito, che tornerà da noi con una vita rovinata, con concezioni rovinate...". Conoscono bene ciò di cui stanno scrivendo, lo conoscono solo loro, le madri, che ora parlano con i loro figli solo con l'anima. Ho paura dell'odio accumulato da questi ragazzi. E ho ancora più paura di coloro che con la violenza costringono dei loro simili ad accumulare un tale odio. Ho paura, perché questo odio prima o poi uscirà dagli argini.

-----------------------------------

Si, se fosse viva questa giornalista racconterebbe all' Occidente chi per primo ha voluto e scatenato questa guerra, non fermandosi ai fatti di questi giorni, ma ricordando i fatti accaduti in Ossezia Meridionale ed Abkhazia nel 1990, 1991 e 1992, con relativi attacchi ed espulsioni contro la popolazione Georgiana, da secoli residente in quei luoghi.

In patria ed all' estero la Politkovskaya venne spesso accusata di essere al soldo della CIA e degli americani, basando le accuse sul fatto che la giornalista era cittadina americana: la Guerra Fredda non è mai finita, l' Orso Sovietico si stava solo leccando le ferite...

giovedì 27 settembre 2007

Polonia, Romania, Birmania: quando è la Fede a cavalcare la rivolta anticomunista.

Continua la censura scandalosa dei media a proposito del comunismo che dal 1962 tiranneggia la Birmania. Censura che neanche il veto alle sanzioni ONU della Cina COMUNISTA e della Russia ex-COMUNISTA, che però continua ad essere protettrice del Regime Comunista di Rangoon (a proposito, evitare di appoggiare il comunismo birmano significa anche non usare i loro orrendi neologismi riguardanti i nomi dello Stato e delle Città...), ha scalfitto. Veto che dovrebbe far aprire qualche occhietto agli Italiani, insieme alla scarsissima mobilitazione dei pacifinti; e quelle pochissime, sono sempre rivolte a mettere in risalto la natura dei Monaci Buddisti, così diversi dai "cattivissimi" Preti Cattolici, spesso per certi benpensanti e streghelle, solo una manica di corrotti, pedofili e bigotti. Parlano per ignoranza assoluta: i Monaci Buddisti, e non solo in Birmania, da sempre, NON PORGONO L' ALTRA GUANCIA. Molti di loro conoscono le Arti Marziali, compresa l'Arte di trasformare gli oggetti in armi. Difendono la propria identità culturale e la propria libertà anche usando la violenza, usando Molotov ed affini. Insomma, il paragone con i Crociati non sarebbe così lontano. Ma i buonisti tacciono, perchè ignorano. Ma questa è l'ennesima contraddizione italiana.

Eppure, è così: i Monaci Buddisti sono visti dalle popolazioni locali come i Crociati, lottano per la Fede e la Libertà. Perchè a volte il Monaco decide di seguire la Via della Spada, ed affiancare il Guerriero, per liberare il Contadino, nel Solco della Tradizione.

Ed è dunque normale che quando un Religioso si sollevi contro il COMUNISMO, in Italasia tutto taccia. Successe così per le Rivolte Polacche. Succede adesso per la Birmania.

E successe anche nel 1990 (ed in minor modo l'anno seguente), quandi i Minatori Comunisti ed Assassini invasero Bucarest su domanda di Ion Iliescu e massacrarono gli Studenti a colpi di mazze e picconi. Studenti che come potete vedere nella prima foto in alto occupavano pacificamente Piazza dell' Università contro il neo-comunismo che aveva rubato la Rivoluzione, esponendo i Simboli della Fede e della Tradizione: il Poeta Cristiano e Conservatore Mihail Eminescu ed un' Icona della Madonna.

I Minatori, istruiti dagli Activist del Fronte di Salvezza Nazionale neo-comunista, anche terrorizzati dal vedere diminuire il loro salario molto più alto della maggior parte dei lavoratori rumeni di allora, salario imposto proprio da Ceausescu anni prima, piombarono, molti pieni di Tuica (grappa), con un ferocia inaudita, colpendo coi loro picconi non solo gli Studenti, ma anche chiunque poteva dar adito a sospetti o che protestava, stranieri compresi. Io stesso fui salvato dal mio tassista. I morti furono decine (come per la Rivoluzione dell' anno precedente, il conto esatto non sarà mai certo...), e centinaia i feriti, compreso il Leader Anticomunista Marian Munteanu, ridotto a mal partito, e che venne arrestato in ospedale pochi giorni dopo il ricovero. Gli Studenti erano chiamati Golan, teppista, da Iliescu, esattamente come Ceausescu chiamò i rivoltosi di Timisoara nel suo ultimo discorso.

L' Italia, quasi tutta, tacque: niente manifestazioni, niente cortei, poche righe sulla stampa; ogni volta che rientravo da Bucarest mi sembrava di trovare una cappa di omertà. Anche le successive manifestazioni, come quella in cui gli Studenti Anticomunisti riuscirono a mobilitare 100.000 partecipanti in Piazza dell' Università nella capitale per chiedere la liberazione di Munteanu, passarono quasi sotto silenzio. Perchè l' Italasia si mobilita solo contro gli Americani ed Israele, oppure insulta i propri Soldati ed i Propri Morti. Oppure piange e commemora i morti "resistenti" ed i kamikaze; ma se sente odor di Fede e Tradizione nelle lotte altrui, tace e sparisce.

giovedì 23 agosto 2007

Napolitano chiederà scusa al Vietnam ed alla Cambogia ?

Lo scorso anno abbiamo assistito alle scuse del presidente Napolitano all' Ungheria per l'avvallo che diede all' invasione sovietica del 1956, credendo forse di autoassolversi, insieme a tutto il Partito Comunista Italiano di allora. A me non bastarono, queste scuse, come credo alla maggior parte del popolo magiaro. Il coraggioso e deciso discorso tenuto ieri dal Presidente americano George Bush all' annuale Congresso dei Veterani di Kansas City fa ritornare d' attualità la Guerra del Vietnam. Conflitto perso dagli Stati Uniti per due motivi: la quinta colonna interna composta dai media fomentati dal Partito Democratico (che aveva dimenticato che in pratica il conflitto era stato iniziato da Kennedy, anticomunista al 100 %) e dai tanti intellettuali liberal come Jane Fonda, Bob Dylan, Joan Baez, John Lennon, passando per i Chicago e Crosby, Still, Nash & Young, che grazie anche a questo fecero film e vendettero dischi. Come un certo Michael Moore oggi.

Il ritiro dell' esercito americano innestò una spirale di sangue ed odio tipicamente comunista che colpì migliaia di persone uccise od incarcerate;che produsse il fenomeno dei Boat People e che causò il genocidio di milioni di Cambogiani da parte dei Khmer Rossi del boia Pol Pot; odio che ancora oggi colpisce i Cattolicissimi Montagnard. Di cui dovrebbero occuparsene di più i furbetti di Amnesty International, piuttosto che chiedere l' aborto come diritto.

"Our Cause Was Just", "La Nostra Causa era giusta", dice la scritta sulla bandiera dei Veterani americani del Vietnam, bandiera che troneggia nel mio garage insieme a quella dello stato di Saigòn oggi sparito ma sempre vivo nel mio cuore e di quello di quei ragazzi della mia generazione che non volevano omologarsi alla moda comunista e pacifista di allora, sempre antiamericana e mai pronta a manifestare per le invasioni sovietiche come quella che colpì Praga nello stesso periodo. Ragazzi che ascoltavano e cantavano canzoni escluse dai grandi circuiti musicali, ma che il passa parola di allora fece diventare popolarissime, come questa degli Amici del Vento:

Saigòn

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.
Era rosso il grande sole sulle alture di Vientiane, la sua mano la tua mano insieme e poi
Di lontano, di lontano l'urlo cupo degli aerei, quante volte li hai sentiti su Saigon
Ed ora con gli occhi, con gli occhi nel cielo, rimani distesa in un campo di riso
Ed ora hai pagato quel poco d'amore sotto i mitra vigliacchi del liberatore
Si chiamano sempre liberatori, gli assassini, i più forti, i nuovi vincitori
Han lasciato il tuo corpo un po' sporco di sangue, tutto è rosso ormai la morte, la sua falce e il suo martello
Mentre viene dal mare il profumo d'oriente, tu mi chiedi perché, tu mi chiedi chi è stato
a scavare quel fosso, a distruggere un sogno di libertà
Sono stati i Vietcong, i Russi, i Cinesi, il menefreghismo dei ricchi borghesi .
Sono stati i ragazzini dei gruppuscoli assassini, sono stati i perbenisti, i nuovi moralisti
Sono stati i sindacati, servi di molti padroni sono stati i comunisti di tutte le nazioni
Sono stati i pacifisti, sono stati i progressisti, sono stati i disfattisti
In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee...

"La nostra causa era giusta" ha ricordato ieri Bush, aggiungendo che l' errore non fu la Guerra, ma il ritiro delle truppe americane, che causò l' annientamento di intere popolazioni; e tale errore si ripeterebbe oggi in caso di ritiro dall' Iraq dove terroristi che oggi qualcuno chiama "resistenti" ( e perchè non "partigiani" ?) non aspettano altro che un disimpegno degli USA per riportare al medioevo l' intera regione.

Questo deve essere chiaro sia all' Europa, che al Congresso Americano, oggi come allora contrapposto al Presidente.

Chissà se Napolitano chiederà mai abbastanza scusa di tutto il sangue comunista sparso nel mondo da un' ideologia di morte ?

domenica 1 luglio 2007

Chavez e Lukashenko s' incontrano, e l' Europa sta a guardare...

Mentre assistiamo ad una ripresa degli attacchi terroristici in Inghilterra e ci chiediamo dove armi, materiale esplosivo e terroristi possano transitare e trovare temporaneo rifugio, ecco che l' Europa, come sempre cieca, assiste impassibile ad un ennesimo incontro tra due dittatori nemici degli Stati Uniti ma anche di tutto l' Occidente e della libertà, esponenti di quel neo-comunismo terzomondista che non vuole arrendersi all' idea che l' ideologia barbara ed assassina che ha causato 100.000.000 di morti sia definitivamente sconfitta. Hugo Chavez, bollato da qualche tocquevillano di nazifascismo, in realtà più comunista di Fidèl Castro, si è recato a Minsk a visitare quel Lukashenko le cui iniziative mi preoccupano di più ogni giorno che passa (insieme a quelle del regime comunista/terrorista della inesistente ed autoproclamata Repubblica di Transnistria, dove le vessazioni e le violenze verso i Rumeni hanno incominciato ad essere una sorta di pulizia etnica, tant' è che mentre nel 1989 i Rumeni della Transnistria erano al 40 % contro il 28 % degli Ucraini ed il 24 % dei Russi, al 2004 i Rumeni sono scesi al 31, 9 % mentre i Russi sono saliti al 30 %) . Il presidente bielorusso ha offerto "fertilizzanti" al presidente Venezuelano in cambio del petrolio. E non occorre essere periti chimici per comprendere cosa possa essere classificato come "fertilizzanti".

Ma mentre l' Eurasia è percorsa ogni fine settimana da parate carnevalesche di pelosi e barbuti omuncoli rivestiti di tulle e paillettes o da manifestazioni di no-global al limite della banda armata, nessuno o quasi si accorge dei nuovi pericoli che abbiamo alle porte.

giovedì 24 maggio 2007

Liberate Hanefi, ma tenetevi QUESTI...

Intellettuali, uomini di spettacolo, giornalisti e personalità varie hanno firmato un appello per «l’immediata liberazione» di Rahmtaullah Hanefi, l’uomo di Emergency, in carcere a Kabul, che ha fatto da mediatore con i talebani per il rilascio dell’inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo; tra i firmatari troviamo l’astrofisica e pasdaran dell' ateismo miltante Margherita Hack, l’ex direttore dell’Unità Furio Colombo, la staffetta partigiana e a suo tempo ministro, Tina Anselmi, l’ex magistrato Gherardo Colombo, Enzo Biagi, Enrico Deaglio, Gad Lerner, Gianni Minà e Michele Serra. Oltre a Dario Fo e sua moglie, Franca Rame, gli intellettuali schierano Moni Ovadia, Massimo Cacciari, Edoardo Sanguinetti e Claudio Magris. Inoltre hanno firmato il maestro Claudio Abbado, lo scultore Arnaldo Pomodoro, lo scrittore Andrea Camilleri e don Luigi Ciotti. Lella Costa, Erri de Luca, Fabio Fazio, Michele Serra, il comico Paolo Rossi, Maurizio Costanzo, Beppe Grillo, Dacia Maraini e Luciano Canfora.

Tutti nomi che mi spingono a NON firmare...

Proposta al Presidente Afghano Ahmid Karzai : liberi Hanefi, in cambio dei firmatari. Glieli porto io di persona...

sabato 24 marzo 2007

E così, per le paperelle ed amici, sono comunista...

Oggi avrei dovuto occuparmi d'altro, ma vedendo che si tirano in ballo possibili "guai giudiziari" (brrr...), su consiglio del mio avvocato che mi segue fin dai tempi di Atlantide, sono andato in giro a curiosare. Diciamo che ho trovato abbastanza per controbattere con una querela per diffamazione, se si dovesse arrivare alle estreme conseguenze.

Ma non è questo il punto, ma un altro. Certe personcine fini e delicate mi hanno dato del comunista. Questo mi fa sorridere, non certo per la mia storia personale, che basterebbe a dare un senso alla Vita, Vita con la "V" maiuscola, difficilmente comprensibile a chi ragiona solo in termini d'accesso sul web, linguaggio html e simili amenità. Ma posso capire che certe cose non abbiano valore per certe paperelle che sventolano bandiere americane senza considerare il Primo Emendamento che rende assai differente questa povera italasia da un paese che conosco assai bene per esserci vissuto pure.

Evidentemente chi ha scritto queste cosucce, ha una visione superficiale del mio povero Blog, anche perchè mi reputa appartenente alla Destra Sociale. Chi si è letto queste pagine, sa benissimo che ho sempre rifiutato etichettature, e mi sono considerato un battitore libero. Questo senza nulla togliere alla Destra Sociale, che reputo ben più meritevole di appartenere alla CdL piuttosto che certi neo-antifascisti dell' ultimissima ora.

Ma è normale, perchè come ho scritto, prima di prendermi del comunista, mi sono preso spesso del Fascista. Anche da chi pensa di appartenere al Centro-Destra. Se le personcine fini e delicate conoscessero meglio questo mio povero blog, avrebbero capito da tempo quanto in certe menti fervide io cerchi di far capire la differenza tra Fascismo,Antifascismo, Postfascismo ed infine Afascismo, termine quest'ultimo proprio inventato da Giorgio Almirante, evidentemente comunista pure lui, come comunista fu tutto il Movimento Sociale. La cui componente antiamericana, nonostante certe paperelle e giovanitristi, forse troppo giovani (ma qualche libro,non è che lo volete leggere, sulla Nostra Storia, come vi consiglio da tempo? No, eh ?) per parlare di certe cose, è sempre stata minoritaria. Ma siccome il MSI è stato, vi piaccia o meno, all' interno un partito assai democratico, diverse componenti vi aderivano.

Ma evidentemente per alcuni essere alleati e , perchè no, amici degli americani, significa essere servi degli americani. Senza diritto di critica. Si può infatti essere alleato ed amico degli USA tanto da recarsi a New York con l'intera Famiglia per i 5 anni dell 11 Settembre ( e dov'era il nostro fine anonimo, quel giorno ?), avere nel garage una bandiera del Sud Vietnam ed una dei Veterani Americani con la scritta "Our Cause Was Just" a ricordo di amicizie avute a san Diego, California, ma al tempo stesso aver la testa libera al punto da poter definire Roosevelt rosso che più rosso non si può; di poter accusare l' America di aver regalato l' Est a Stalin, Romania in testa; e colpevoli di altre cosette sulle quali non voglio tornare.

Ma forse per certi talebani, che considerano gli USA il Paradiso in terra esattamente come i fondamentalisti islamici reputano l' Iran un modello, sono colpevole di lesa maestà.

Evidentemente chi non la pensa in modo conforme è visto fermo al 1945, asseragliato nella giungla a difendere la posizione; ed invece che le vesti stracciate di Toshiro Mifune, vestiamo Fez, Camicia Nera ed Orbace, con manganello e olio di ricino, al canto, appunto, de "i bolscevichi, che combattiamo...".

Se poi certe testoline fini leggessero meglio i post prima di criticarli, capirebbero che la mia frase: "superare Capitalismo e Comunismo ed a cercare la concordia ed il dialogo tra le parti sociali, piuttosto che lo scontro classista." non significa essere anticapitalisti, ma considerare il Capitalismo,un idea piuttosto antiquata, esattamente come il gemellino comunista, che Francois Furet, De Benoist, la Aarendt (uh, guarda, un' Israelita citata in un sito schifoso e razzista come il mio !) ed altri indipendenti e non massificati , figli della stessa matrigna, quella del 1789 . Significa considerare il Capitalismo, sicuramente meno peggio del comunismo, ma non senza lacune ed errori, come appunto gli USA, non da combattere, ma da perfezionare, migliorare e studiare.

Ma si sa, sono comunista, cosa posso capire...


PS.

Nonostante gufate di ieri ed oggi, Il Castello e The Righ Nation sono sempre più seguiti. Qualcunaltro, non so...

venerdì 16 febbraio 2007

Quelli che dicon no al Dal Molin.

Quelli che in manifestazione ci vado per far piacere al prof di Diritto che è tanto f*** : Oh yes !

Quelli che vogliamo un mondo di pace, anche a costo di picchiare chi non è con noi : Oh yes !

Quelli che Sabato a Vicenza c' è uno che mi procura del pakistano nero e tosto : Oh yes !

Quelli che bisogna andare in manifestazione perchè l'ho sentito in TV:

Oh yes !

Quelli che "c***o, compagni, bisogna vendicare Carlo e Dax , e mandare all' inferno un fascio od un caramba" : Oh yes !

Quelli che " yankee di m****, fan**** voi, Bush e la Coca Cola :

Oh yes !

Quelli che un altro mondo è possibile : Oh yes !

Quelli che Berlusconi fa comunque schifo : Oh yes !

Quelli che Hasta la victoria siempre, Comandante Che Guevara :

Oh yes !

Quelli che meno male , c'avevo la verifica di greco:

Oh yes !

Quelli che San Francesco era il primo pacifista, e dobbiamo più che evangelizzare, estendere l'ecumenizzazione ad oltranza:

Oh yes !

Quelli che più case meno chiese: Oh yes !

Quelli che l'aborto e la pillola mi rendono più libera:

Oh yes !

Quelli che Palestina Libera: Oh yes !

Quelli che a Vicenza non ci sono mai stata, chissà se trovo la felpa della Guru nuova: Oh yes !

Quelli che forse mi riprendono quelli del Grande Fratello:

Oh yes !

Quelli che ho un amico marocchino: Oh yes !

Quelli che non so perchè son venuta, però è giusto:

Oh yes !

Quelli che spacchiamo su tutto: Oh yes !

Quelli che NO TAV : Oh yes !

Quelli che compriamo solidale : Oh yes !

Quelli che Saddam è vivo e lotta insieme a noi:

Oh yes !

giovedì 15 febbraio 2007

Caro Bevtinotti, almeno digiuni !

Il Pvesidente della Cameva Fausto Bevtinotti ha appena dichiarato che non andrà a Vicenza a causa della sua alta carica istituzionale. Ma che ci sarà con lo spirito ed il pensiero. Perchè in lei,lo so, c'è sempre il lottatore di sempre, soprattutto quando si intravede qualcosa di Americano, tanto da farle venir voglia di LANCIARE SASSI, come contro il dirigibile della Good Year come dichiarò nel 2000:

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/cronaca_nazionale:502360.3:/2000/02/03

Ma se non può andare a Vicenza, almeno digiuni ! Lei che ad Aprile dello scorso anno dichiarò a Lucia Annunziata che le domandò: «Vorrebbe una Mediaset dimagrita?». "Si !" «Ma per quanto riguarda le reti o la pubblicità?». "Sia per le reti,sia per la pubblicità.", dimostrandosi dunque un patito delle diete, digiuni ! E cominci adesso, insieme a tutti i parlamentari di Rifondazione, PDCI, Verdi e Pannelliani. Ma non fermatevi, continuate ad oltranza. Ed insieme a voi tutti quelli che hanno dichiarato di voler digiunare:

21 gen - Enrico Zogli (Altavilla), Vania Preto (Vicenza)
22 gen - Silvano Caveggion (Vicenza)

23 gen - Elisa Schievano
24 gen - Massimo Bellanda (Vicenza), Carlo Todeschin (Thiene), Aldo Santoro
25 gen - Renato Schiavo, Rina Oro, Mirco Corato, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO)
26 gen - Claudio Tonellotto, Filippo Magnaguagno (Vicenza), Mariangela Santini (Vicenza)
27 gen - Massimo Corradi (Vicenza), Gigi Revrenna (Malo), Amedeo Tosi (Verona)
28 gen - Cunico Lucia, Dal Lago Luciano, Rosanna Mulas (Bologna)
29 gen - Zarantonello Gianni, Andrea Busetto, Lisa Albera, Luca Stropparo,Benedetto Zaccaria (Longare), Filippo Magnaguagno (Vicenza)
30 gen - Bruno Scortegagna (Vicenza), Luca Travaglini (Firenze), Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO)
31 gen - Andrea Busolo (Vicenza), Nicola Biasin (Cresole), Angelo Alberi (Vicenza)
1 feb - Enrico Zogli (Vicenza), Antonio Stupiggia (Zugliano), Anna Xausa (Zugliano)
2 feb - Francesco Maule (Creazzo), Stefano Vicari
3 feb - Amedeo Tosi
4 feb - Cunico Roberta, Ambrosi Francesco
5 feb - Annalisa Faverin, Andrea Busolo (Vicenza), Luca Stropparo (Rettorgole-caldogno), Filippo Magnaguagno (Vicenza), Giovanni Maiolo (Caulonia - RC), Francesca Riitano Monasterace (RC), Leonardo Barban, Montecchio Magg.(VI)
6 feb - Padovan Fedora, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO), Matteo Pacchin (Vicenza), Elisa Pavone (Bolzano), Alberto Barban , Montecchio Magg.(VI)
7 feb - Mariano Trevisan (Caldogno), Angelo Alberi (Vicenza), Roberto Gastaldo - Torino, Luigi Franzon (Caldogno), thea valentina gardellin (montecchio maggiore)
8 feb - Andrea Mastrotto (Vicenza), Giuseppe Puleo (CL)
9 feb - Sonia Tagliapietra, Luigi Franzon ( caldogno), Mirella Ruo Bernucchio - Casale Monferrato
10 feb - Gianni Benozzato, Amedeo Tosi, Mantese Nadia, Marco Bianchi (Vicenza), Elisa Barausse (Vicenza), Mirella Ruo Bernucchio - Casale Monferrato, Gruppo PACE Vallesusa presso il presidio NOTAV di Borgone di Susa.
11 feb - Maria Teresa Fabris (Vicenza), Gruppo PACE Vallesusa presso il presidio NOTAV di Borgone di Susa
12 feb - Paolo Spanevello e Maricla De Bortoli, Andrea Busolo (Vicenza), Claudia Zanotelli e Bruno Chioccarello, Paolo Terzan (Amici del Chiapas di Trento), Gruppo PACE Vallesusa presso il presidio NOTAV di Borgone di Susa, Antonella Zarantonello (Lonigo)
13 feb - Andrea Giacon (Vicenza), Francesco Dal Grande Lonigo, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO), Paolo Voltolini (Amici del Chiapas di Trento), Elisa Pavone (Bolzano), Benji Messina (Barcelona - Spagna), Luca Marchezzolo (Barcelona - Spagna), Nicola Mosele (Barcelona - Spagna), Gruppo PACE Vallesusa presso il presidio NOTAV di Borgone di Susa, Santo Curatolo (movimento umanista), Nicola Muraro (Arcugnano), Nicola Muraro (Arcugnano)
14 feb - Dora Franzon, Angelo Alberi (Vicenza), Francesco Esposito (Amici del Chiapas di Trento), Gruppo PACE Vallesusa presso il presidio NOTAV di Borgone di Susa, Eugenio Melandri (Coordinatore Chiama l'Africa)
15 feb - Veronica Franzon, Francesco Premoli, Roberto Chiomento (Amici del Chiapas di Trento), Mirco Corato
16 feb - Francesco Premoli, Stefano Vicari, Maria Grazia Zuccon Ghiotto (Costabissara), Michele Perticucci (Amici del Chiapas di Trento), Giuseppina Cane (donne in nero Alba pv. Cuneo)
17 feb - Enrico Marcolongo, Cristina Banzato (Vicenza), Matteo Belpinati (Barcelona,ES), Maria Grazia Zuccon Ghiotto (Costabissara), Teresa (Amici del Chiapas di Trento), Claudio Venza (Trieste)
18 feb - Enrico Marcolongo, Antonella Cava (Amici del Chiapas di Trento)
19 feb - Anna Maria Giuriato (Vicenza), Andrea Busolo (Vicenza), Tina Giuriato, Anna Paris (Amici del Chiapas di Trento)
20 feb - Antonio Cucinato, Giovanna Consolati (Amici del Chiapas di Trento)
21 feb - Lorenza Erlicher (Trento), Giuseppe Marcon (Lupia-Sandrigo VI), ADRIANO MASOLO (LAGHETTO – VICENZA), Antonella Zarantonello (Lonigo)
22 feb - Antonella Riitano Monasterace(RC), Giuseppe Marcon (Lupia-Sandrigo VI)
23 feb - Munaro Roberta (Vicenza) , Giuseppe Marcon (Lupia-Sandrigo VI)
24 feb - Nicoletta Possente (Cavazzale), Brumi Cristian (Chiavari)
25 feb - Enrico Zogli (Vicenza)
26 feb - Elisabetta Moser (Amici del Chiapas di Trento), Luca Stropparo (Rettorgole - Caldogno), Evaristo Arnaldi (Caldogno)
27 feb - Paola Ianes (TRENTO), Claudio Tonellotto (Vicenza), Federica Galeaz ( Trento), mario simoni (Trento)
28 feb - Valentina Dovigo (Vicenza)
19 mar- Francesco Esposito (Amici del Chiapas di Trento)
20 mar- Roberto Chiomento (Amici del Chiapas di Trento)
21 mar -Paolo Voltolini (Amici del Chiapas di Trento)
22 mar - Paolo Terzan (Amici del Chiapas di Trento)
23 mar -Valerio Terzan (Amici del Chiapas di Trento)
26 mar -Manuela Scialpi (Amici del Chiapas di Trento)
27 mar -Antonella Cava (Amici del Chiapas di Trento)
28 mar - Giovanna Consolati (Amici del Chiapas di Trento)
29 mar - Anna Paris (Amici del Chiapas di Trento)
30 mar -Lorenza Agostini (Amici del Chiapas di Trento)
2 apr - Michele Pertucci (Amici del Chiapas di Trento)
3 apr - Teresa (Amici del Chiapas di Trento)
4 apr - Elisabetta Moser (Amici del Chiapas di Trento)

Dunque, lesti: IMMOLATEVI per la causa, sarete ricordati come eroi in eterno. E soprattutto avrete la gratitudine della maggioranza VERA degli Italiani, che non ne può più di voi, dei vostri girotondi, comitati, no-TAV,no-Dal molin,Si-Pacs-NoVat, amici di Scalzone e Sofri, compagni di scuola della Baraldini, Welbyforever e nipotini di Che Guevara,Lenin fans e innamorati della Bindi,Luxuriosi e,come potete vedere, AMICI DEL CHIAPAS !