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mercoledì 25 novembre 2020

LA STORIA DI VERA ROL, RASATA E PICCHIATA DAI PARTIGIANI PERCHE' BELLA MOGLIE DI NUTO NAVARRINI.

A proposito della tanto celebrata Giornata della Violenza sulle Donne, ecco la storia dell' attrice Vera Rol,moglie di Nuto Navarrini, attore teatrale e di riviste, nonché di sceneggiati televisivi di successo come "Le avventure di Laura Storm".
Navarrini,molto famoso durante il ventennio, allietava le truppe della RSI a Milano, e per questo fu nominato Capitano ad honorem della Brigata "Ettore Muti".

La bellezza della soubrette era molto invidiata dagli eroi delle montagne,per questo, dopo la loro discesa "coraggiosa" del dopo 25 aprile, fu picchiata e rasata,insieme a tutte le ballerine dell' ultima rivista della Compagnia: "La Gazzetta del Sorriso".

La coppia fu poi processata per collaborazionismo, ma finirono entrambi assolti.
FOTO:
Vera Rol; Vera Rol rasata; Vera Rol esposta al pubblico ludibrio da un criminale così ignorante da sbagliare il cognome (Roll invece che Rol); le ballerine de "La Gazzetta del Sorriso" rasate dagli "eroi delle radiose giornate".


















giovedì 7 febbraio 2019

Red Land - Rosso Istria, RAI 3

Domani sera, ore 21:20, RAI 3, il film più osteggiato e boicottato in Italia degli ultimi anni: la storia della sudentessa italiana Norma Cossetto, violentata e gettata nelle Foibe da parte dei partigiani comunisti ed assassini di Tito, Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone della Repubblica Italiana. Cavaliere della Legion d'Onore della Repubblica Francese.
Non perdetelo !

venerdì 21 settembre 2018

CHI ERANO Inge e Giangiacomo Feltrinelli.

Poichè gli Eskimo in redazione narrano oggi di un Feltrinelli trovato morto presso un traliccio dell' Alta Tensione nel 1972, senza specificare altro, meglio raccontarla tutta, da un milanese come me. Giangiacomo Feltrinelli, "Giangi" per gli amici, "Osvaldo" nome da partigiano, nacque a Milano da una famiglia aristocratica originaria di Feltre,Belluno, tra le più ricche e facoltose d'Italia, il cui progenitore era niente meno che Pietro da Feltre.
Il titolo nobiliare di famiglia è quello di Marchese di Gargnano. Il padre, Carlo Feltrinelli, le cui fortune prosperarono ulteriormente nel Ventennio ed in guerra, tanto che Villa Feltrinelli a Salò divenne poi la residenza del Duce durante la RSI, fu presidente di numerose società, tra cui il Credito Italiano e l'Edison, oltreché proprietario di aziende come la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, (l'attuale Bastogi S.p.A), la società di costruzioni Ferrobeton S.p.A. e la Feltrinelli Legnami, società leader nel settore del commercio di legname con l'Unione Sovietica.

Il bravo partigiano Osvaldo, classe 1926, da giovinotto era Fascista, Fascistissimo, tanto da tappezzare la stanza di manifesti di Boccasile ed altri disegnatori Fascistissimi, inneggianti all' asse RO.BER.TO. Poi, come tanti, quando ormai la guerra era perduta, invece che arruolarsi Volontario nell' Esercito Repubblicano, fedele fino in fondo ad un' alleanza, come Walter Chiari, che combattè in Normandia coi tedeschi, entrò nei gruppi legati agli invasori anglo-americani, il Legnano, aggregato alla V armata USA, che, creato nel settembre 1944, entrò in azione solo a fine marzo 1945. Giusto giusto per scendere dalle montagne.

Nel dopoguerra aderì al PCI, finanziandolo con forti somme. Espulso dal partito, fece lunghi soggiorni in sudamerica, a Cuba, ospite del massacratore Fidel Castro, ed in Bolivia, contribuendo notevolmente a fare del criminale terrorista Ernesto CHE Guevara un mito di livello planetario. Tornato in Italia, precisamente in Sardegna, cercò di organizzare l' indipendentismo marxista isolano, sulle orme dell' ETA basca, non riuscendovi.Nel 1970 fonda i GAP, Gruppi di Azione Partigiana, gruppo paramilitare maoista, passando subito alla clandestinità. Il 14 marzo 1972, a cavallo di un traliccio presso Segrate, il ricchissimo giovin signore, morì dilaniato da una bomba che stava confezionando, come accertato definitivamente nel 1975 dalla Procura di Milano. Cadde osannato dai salotti radical-chic, che affermarono che in realtà fosse stato assassinato dai Servizi Segreti occidentali, MOSSAD compreso.

La moglie Inge Schönthal , pure lei ricchissima e comunista, ieri deceduta, brindò al ferimento di Indro Montanelli da parte delle Brigate Rosse, come ricordato dallo scrittore stesso. Non ha mai rinnegato il marito, anzi, ne ha sempre celebrato il ricordo, attraverso la Fondazione e le Librerie omonime.

venerdì 14 ottobre 2016

Dario Fo, Franca Rame e Giovanni Marini.

Ieri ho letto molti interventi tesi a ricordare il ruolo di “Soccorso Rosso” di Dario Fo e Franca Rame nei casi dell’ Omicidio del Commissario Calabresi e del Rogo di Primavalle dei poveri Fratelli Mattei. Ma il caso forse più eclatante  che pesa come un macigno sul guitto e consorte è senz’altro quello del loro intervento a favore dell’ assassino Giovanni Marini, tendente addirittura a rovesciare la verità, nel caso dell’ omicidio di Carlo Falvella (nella immagine). Forti dell’ appoggio dei 2 fratelli avvocati Spazzali, Giuliano e Sergio (quest’ultimo condannato poi per: "assistenza a banda armata" e "partecipazione ad associazione sovversiva" - 6 anni e 4 anni nei due processi-, e per "trasporto illegale di materiale esplosivo" - 3 anni - ), Fo, la Rame, Valpreda , Marco Boato (poi onorevole...) ed altri di Soccorso Rosso scatenarono una immane campagna mediatica, appoggiata dai giornalisti dall’ Eskimo Rosso, tesa ad attribuire allo Studente Missino le responsabilità dello scontro. Non solo: una successiva campagna, appoggiata pure da Alberto Moravia e Camilla Cederna, oltre alla coppia Fo-Rame, riuscì a far vincere a Giovanni Marini il Premio Letterario Viareggio, “Opera Prima”.  Fortunatamente la verità venne a galla, con la condanna di Giovanni Marini per omicidio preterintenzionale aggravato, nonostante a Soccorso Rosso si aggiunse pure Umberto Terracini, presidente dell’ assemblea costituente e firmatario della “costituzioneitaliananatadallaresistenzaefondatasullavoro”. 
Per Dario Fo e Franca Rame, nei restanti anni della loro vita, Giovanni Marini restò un eroe. 

CHI DIMENTICA E’ COMPLICE.

giovedì 23 giugno 2016

Niente di nuovo, a Roma.

Virginia Raggi, nel segno della continuità...
Infatti, come primi atti ufficiali da sindaco, solita gita a Porta San Paolo, e fuori porta, alle Fosse Ardeatine.
Il bambino di 12 anni, Piero Zuccheretti, che ebbe la testa mozzata dall'attentato partigiano in Via Rasella, aspetta le visite, come sempre. 
Il nuovo che avanza...

sabato 4 giugno 2016

Quel Cassius Clay che disprezzava i bianchi...

Cassius Clay, renitente alla leva come molti partigiani, apparteneva alla Nation of Islàm: "....Allo scopo di ripristinare questo status la NOI si prefigge l'obiettivo di creare all'interno degli Stati Uniti una nazione esclusivamente nera filo-islamica....". 
Che propaganda la superiorità della razza negra.
Posso dire che mi era cordialmente antipatico ?

lunedì 23 maggio 2016

Ministro Boschi: ma chi è il "partigiano vero" ?

Ministro Boschi, mi chiedevo: ma chi è il "partigiano vero" ?
Quello che ha ucciso il Cattolicissimo Carlo Borsani, cieco ed eroe di guerra, che si battè per la pacificazione nazionale durante la II Guerra Civile Italiana, a conflitto terminato ?
Quello che uccise il Seminarista Rolando Rivi ?
Quello che massacrò i sette componenti della Famiglia Govoni ?
Quelli dell' attentato di Via Rasella ?
Quelli che, assaltando le postazioni antiaeree in Italia, resero più efficaci i bombardamenti sulle Nostre Città ?
Forse Moranino, Parri, Pertini, "Bulow" Boldrini ?
Mi dica, Ministro Boschi, forse i "cosiddetti" partigiani bianchi, recentemente tirati fuori dai neo-democristiani, che in REALTA' contavano MENO del 2 di picche all' interno dei vari CLN ? E che, comunque, non portavano divise con mostrine e gradi ?

Il Partigiano Renziano.

La direzione centrale del Partito Democratico ha contattato il cantante Adelmo Zucchero Fornaciari conferendogli l' incarico di scrivere il nuovo inno ufficiale del partito.
"Il Partigiano Renziano"

sabato 7 maggio 2016

Niente Festa della Mamma ?

A Torino in una Scuola Elementare niente Festa della Mamma, per non offendere chi non approva.
E se proponessi di cambiare la festa della liberazione (eddèchè ?) il 25 aprile in festa di Tafazzi, poichè si festeggia una guerra perduta con tanto di perdite territoriali, chemme fanno ???

lunedì 25 aprile 2016

Tutti gli anni, la stessa storia.

Ma fino a quando dovrò sorbirmi la retorica della resistenza ?
Ma non capiscono che gran parte degli italiani non combatterono nè per una nè per l' altra parte. Che fu una guerra civile sanguinaria, iniziata per volere del PCI con l' omicidio del Federale di Ferrara, Igino Ghisellini. Che scatenò la rappresaglia, mentre prima di allora non c'erano stati episodi cruenti. 
Guerra Civile dove per volere del PCI fu bandita la Pietà, e dove molti italiani ancora aspettano il riconoscimento di Combattente, nonostante combattessero con Regolari Divise, a differenza degli eroi del colpo alla nuca. 
Non capiscono che molti italiani hanno avuto lutti e non condividono nè condivideranno mai questa data ?

Don Babbalone, Episodio 3. La Resistenza.

Questa mattina Don Babbalone, Parroco di Vattelapesca, aveva messo la sveglia presto. Oggi infatti aveva promesso a se’ stesso ed ai suoi fans che avrebbe celebrato degnamente la resistenza. Infatti aveva fatto venire molti esponenti dell’ ANPI, riunendoli nella capiente Stanza della Canonica. Brindisi, “Bella Ciao”, “Viva Pertini”, “viva i Preti Partigiani “, “Viva Mao e Fidel”: insomma un vero tripudio antifascista.
Ad un certo punto ecco che tra le file delle sedie avanzò stentatamente una vecchietta, stringendo un foglio in mano. Si avvicinò al palchetto, salì, e disse al microfono che avrebbe voluto leggere l’ ultima lettera di un condannato a morte.  Applausi, evviva, “fattela leggere”. Questa vecchia zia, vestita di nero come una volta, col pizzo nero in testa, di quelli buoni, di sapore antico, incominciò dunque a leggere:

“Cara Mamma, ti scrivo questa ultima lettera prigioniero di alcuni criminali che tra poco mi fucileranno; essi sono pieni di odio verso di me e la Talare che indosso, ma non capisco perchè: ho sempre fatto il mio dovere di Sacerdote ed Italiano: ho confessato buoni e cattivi, ho distribuito la Comunione agli infermi, ai moribondi ed a chi me la invocava, prima della fucilazione. Di tutti gli schieramenti.
Ebbene, muoio nella certezza che il Cristo mi aspetterà nella Luce Eterna, magari punendomi per i miei molti peccati. Ma saprà che ho sempre agito per il bene della Mia Fede e nell’ Amor di Patria, questa Italia invasa dallo straniero, con troppo sangue di Giovani Eroi sparso a fiumi.
Madre, ti prego, stai vicina al Babbo, che ha già un Figlio caduto nella Guerra di Spagna, ucciso dallo stesso odio che oggi mi vuole morto. Ed a Mia Sorella, così piccola ed indifesa, quella con cui giocavo spesso. E dille che deve ricordarmi spesso, e dire sempre la Verità. Anche sulla mia morte e su chi mi ha ucciso.
Viva Gesù !  Viva l’ Italia !”

Terminata la lettura, scattarono gli applausi scroscianti, ed a molti partigiani, con gli occhi pieni di lacrime, scappò più di un “Viva i Preti Partigiani” “Viva il comunismo”.
La vecchietta, lentamente, si avviò all’ uscita, sorretta dal nipote. Infine, giunta sulla porta, si voltò e, con voce ferma ed imponente, nonostante il fragile corpo, esclamò:

“Questa lettera fu scritta da Mio Fratello, Cappellano Militare della Repubblica Sociale Italiana. Ucciso dai partigiani comunisti il 3 maggio 1945, a guerra finita da tempo.”
Don Babbalone, udito ciò, dopo un breve barcollamento, svenne davanti a tutti. 

Austria e Italia, ieri ed oggi.

Nel 1934 Mussolini, dopo l' assassinio da parte nazionalsocialista di Engelbert Dollfuss, il Cancelliere di Vienna filoFascista e filoitaliano, inviò le Truppe Italiane al Confine del Brennero, spaventando Hitler, ancora impreparato militarmente. Che rimandò l' invasione al 1938.
Oggi, l' Italia di Renzi invia i no-global, i no-triv e no tav al Brennero (rimediando manganellate dai Poliziotti Austriaci).
Mentre l' Austria sceglie di tornare a Destra, col voto delle presidenziali.
Anche questo fa parte della differenza tra l' Italia di allora e quella odierna democraticaantifassistanatadallaresistenza che si celebra oggi.

lunedì 18 gennaio 2016

Majorino: quando l' antifassismo massacra la lingua di Dante...

Majorino ? Capra, capra, capra !
Dunque, leggete bene questo post di Pierfrancesco Majorino, assessore del Comune di Milano del PD, noto antifascista, e candidato sindaco della Mia Città. Leggetelo bene bene: nel suo livore antifassista non si accorge dell' errore pacchiano scritto, massacrando la Lingua di Dante.
Da bravo antifà, invece che scrivere: "(contro i Fassisti) a Milano TOLLERANZA ZERO", come probabilmente avrebbe voluto esprimere, ha scritto "A Milano INtolleranza zero",che significa che i Fassisti saranno invitati, con molta educazione, ad entrare alle Stelline: "prego, accomodatevi..."
Capra, capra, capra ! 
Invece che voler fare il Sindaco, STUDIA !

venerdì 4 settembre 2015

ROMA LIBERATA DA CHI ???

"Opera dei liberatori" 
Arridaje ! Tornato dalle lunghe vacanze, il sindaco-sub, dopo la frase sulle Fogne stile anni di Piombo, sbotta in un «Abbiamo cacciato i Fascisti, cacceremo i mafiosi». 
Qui si tratta di ignorare la Storia. Oppure di alterarla. La Città Eterna fu conquistata dalle truppe canadesi, senza colpo ferire: i Tedeschi, che avrebbero potuto minare la capitale oppure difenderla casa per casa, si ritirarono il 3 giugno 1944, anche dopo quanto successo a Montecassino ed i violenti bombardamenti dei "liberatori" su Roma tra il 25 ed il 29 maggio, risparmiando così dalla distruzione la Caput Mundi. Il 4 giugno ecco le prime avanguardie canadesi; successivamente entrarono quelle americane, britanniche ed un piccolo contingente polacco (il grosso dei polacchi fu convogliato verso Ancona).
Chi hai liberato tu ? Che partigiani hanno liberato Roma ?
Liberaci dalla tua presenza, Marino !

sabato 30 maggio 2015

Aldo Protti non fu un massacratore di partigiani.

Finalmente il GIP Guido Salvini (si, lui...) ha archiviato le denunce fatte da Edo Fogliazza, figlio del partigiano ed ex-deputato PCI Enrico (di cui Mio Padre mi raccontava che negli anni '30 era però il miglior Saluto Fascista della Città del Torrazzo, mostrato ad esempio da Farinacci ed altri gerarchi cremonesi...), escludendo ogni colpa del notissimo baritono (e non tenore, come porta la didascalia del giornale La Provincia di Cremona) , già al centro di polemiche in passato perchè le zecche fecero di tutto per opporsi all' intitolamento di una via nella città lombarda. Era ora !


mercoledì 29 aprile 2015

Maestro elementare.Di professione, antifascista.

Foto1 
  
Questo simpaticone al centro della foto n.1 è Paolo Limonta, strettissimo collaboratore di Pisapia, responsabile dell' Ufficio Relazioni col Pubblico della mia città. Vicinissimo al Centro asociale Leoncavallo, di professione fa il maestro elementare. Per il suo estremismo, gli fu rifiutato il visto USA, due anni fa. Intervistato dal "Fatto Quotidiano", disse tra l' altro: ".... ho spiegato che faccio il maestro elementare e che insegno tutti i giorni ai miei alunni quanto sia importante il rispetto e la dignità di ogni essere umano.".
Già, peccato che abbia messo sul suo profilo di Faccialibro una sua foto dopo aver strappato dei manifesti per Sergio Ramelli.

Ciao, Sergio, sono quarant'anni...

Quarant'anni fa, oggi concludeva il Suo Calvario Sergio Ramelli, colpevole di non voler asservirsi all' odio rosso. I suoi assassini oggi sono non solo liberi, ma stimati professionisti. Quelli condannati. Ma, come spesso ricordo, ce n'è uno (o più di uno) che forse è il peggiore di tutti. Quel bastardo che di notte e di giorno spalancava la finestra della Camera di Sergio. Perchè lui si stava lentamente riprendendo dai colpi infami al cranio provocati dalle Hazet 36 (chiavi inglesi di grosso calibro), ma il clima freddo e piovoso di quei giorni gli fece venire quella polmonite che lo portò alla morte.
Dopo quarant'anni l' odio rosso colpisce ancora, a Milano, portando ad appiccare il fuoco alla "pericolosissima" Libreria Ritter. A dimostrazione che i comunisti di ieri, oggi e domani non cambiano, non cambieranno mai, in questa "democrazianatadallaresistenza" celebrata in questi giorni, anche da certi cattocomunisti oggi ben saldi al potere,
Per questo non dimentico e non posso perdonare la mano (o le mani) di chi aprì quella finestra, in quelle notti ed in quei giorni.
Preghiamo per Sergio.

sabato 25 aprile 2015

Dite a Mattarella di Giuseppina Ghersi.

Ma Mattarella che ci racconterà su Giuseppina Ghersi, 13enne violentata ripetutamente dai partigiani, seviziata ed infine massacrata davanti ai genitori, solo per un tema scolastico in cui elogiava il Duce ?

I FUCILATI DI FIRENZE (da LA PELLE di Curzio Malaparte)

Alcuni dei Martiri fucilati davanti a Santa Maria Novella 
I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.  I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.  C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.  Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro.  Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:  - Tocca a te. Come ti chiami?  - Oggi tocca a me - disse il ragazzo alzandosi - ma un giorno o l'altro toccherà a lei.  - Come ti chiami ?  - Mi chiamo come mi pare...  - O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui.  - Gli rispondo per insegnargli l'educazione, a quel coso - rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido, e gli tremavano le labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso l'ufficiale partigiano.  A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo.  Parlavano con l'accento popolano di San Frediano, di Santa Croce, di Palazzolo.  L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse:  - Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te.  - Se gli è per non farle perdere tempo - disse il ragazzo con voce di scherno - mi sbrigo subito -  E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.  - Bada di non sporcarti le scarpe ! - gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere. 


- Jack e io saltammo giù dalla jeep. 


- Stop! - urlò Jack. 


Ma in quell’istante il ragazzo gridò: - Viva Mussolini ! - e cadde crivellato di colpi .

venerdì 24 aprile 2015

Mattarella ha ragione.

Ebbene si, diamo atto a Mattarella di aver detto la verità: non è possibile la comparazione tra i Militi della RSI che combatterono in DIVISA e chi al massimo si metteva uno straccio rosso al collo, pronto a farlo sparire per nascondersi.