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martedì 19 maggio 2020

Gyula Grosics, il grande portiere NazionalCattolico che combattè il comunismo magiaro.

Parlo oggi di un Morto Dimenticato in occidente, non certo in Ungheria, dove é noto come "Pantera Nera",perché fu il primo portiere al mondo ad indossare la maglia di quel colore.
Nato nel 1926 da padre protestante e madre Cattolica, studiò da giovane, per volere di quest'ultima, come sacerdote.
Ma il suo destino era un altro: diventare uno dei più grandi portieri di tutti i tempi. Dopo alcuni anni giovanili in squadre minori, approdò nella mitica Honved nel 1950, inventandosi il ruolo di "portiere volante" o "secondo libero", poi patrimonio di altri portieri, come l' olandese Jan Jongbloed ed il colombiano René Higuita. Divenne presto una colonna portante della Nazionale, quella che, negli anni '50 sbaragliò tutte le altre squadre, tra cui l' Inghilterra, battuta 6 a 3 a Wembley e 7 a 1 in casa. 4 anni e 33 partite senza sconfitte. Era la formazione di Puskas, Hidegkuti, Kocsis e Czibor: la Squadra d'Oro.
Quella Nazionale era destinata a vincere i Mondiali in Isvizzera del 1954: 9 a 0 al Giappone, 8 a 3 alla Germania, 4 a 2 al Brasile, stesso risultato in semifinale all' Uruguay, Campione del Mondo in carica.
Mancò la vittoria, invece, in Finale, contro la Germania Ovest, un po' per aver sottovalutato i tedeschi, già mazziati in apertura del torneo, e molto per l' arbitraggio, con un goal validissimo annullato a Puskas nel finale, perdendo 2 a 3. 
Anticomunista e nazionalista fin da ragazzo, pur non militando, come qualcuno imprudentemente ed erroneamente ancora afferma, nelle Croci Frecciate, partito d'ispirazione nazionalsocialista, si arruolò nella 25 divisione SS Hunyadi Páncélgránátos Hadosztály, ma in funzione anti-sovietica. Non ebbe il tempo di effettuare rastrellamenti, infatti, perchè il loro Campo d'Addestramento fu evacuato in Austria, dove combattè contro gli americani, finendo poi loro prigioniero.
Ad ulteriore conferma della non appartenenza alle Croci Frecciate, è il fatto che, tornato in patria, non subì processo per Crimini di Guerra. Una vergognosa calunnia, dunque.
Nel 1949 fu arrestato mentre cercava di fuggire dal regime comunista, fu messo agli arresti domiciliari per spionaggio e tradimento, ma fu liberato dopi pochi mesi perchè ritenuto colonna della Nazionale Ungherese. 

Tifoso da sempre del Ferencvaros, squadra della Destra Cattolica e Nazionalista, in cui avrebbe voluto giocare, fu costretto a passare nel club del Ministero della Difesa magiaro.
E proprio nella Honved insieme agli altri giocatori, dopo la partita della Prima Coppa dei Campioni nel 1956, giocata contro l' Atletico Bilbao in Campo Neutro a Bruxelles per via dei carri armati sovietici a Budapest, fu protagonista del clamoroso rifiuto di rientrare in patria. Dopo un tour per il mondo, la squadra fu dichiarata illegale e, mentre Czibor, Kocsis e Puskas si fermarono fra Barcellona e Madrid, Grosics ed altri fecero rientro in Ungheria, dove furono arrestati. Il calciatore stesso trasformò la propria casa in deposito di armi per i Patrioti Anticomunisti.
Il portiere venne accusato di Alto Tradimento, ma, a furor di popolo, dopo pochi mesi fu liberato e fu richiamato dalla Nazionale, giocando altri 2 Mondiali; anche se fu costretto a trasferirsi nel Tatabanya, messo al bando dalla Honved.

Ma, una volta caduto il comunismo, il Ferencvaros volle regalargli il suo sogno: convocò Grosics all' età di 82 anni e lo fece giocare in porta per 40 secondi contro gli inglesi dello Sheffiel United, ritirando poi la Maglia Numero Uno.
Il giovane vecchio giocatore si commosse fino alle lacrime per i pochi attimi passati nella Squadra del Cuore.
Grosics ha raggiunto in Cielo i propri Fratelli della Squadra d'Oro nel giugno del 2014. Tutta l' Ungheria lo pianse come Eroe Nazionale. 

mercoledì 14 gennaio 2015

Finalmente Napo da Budapest ci ha lasciato...

Non lo è mai stato, ma solo una ingombrante presenza imposta dai comunisti e dai neo-comunisti. E da oggi la CLIO ritorna ad essere una automobile...

mercoledì 21 marzo 2012

Caccia al Nazi. Peccato che fosse un algerino di Al-Qaeda.

Sapete bene che non amo i nazionalsocialisti, anzi, spesso mi sono duramente confrontato con alcuni di essi, che trovo colpevoli di inquinare l' Area Destra con i loro negazionismi illogici e le loro favolette nibelungiche, per non parlare del loro antisemitismo. Non nego che esistano anche in rete estremismi gravi ed inquietanti, come "Holy War", da me perennemente condannati. Ma esiste anche chi alimenta le loro baggianate, criminalizzandoli in continuazione.
Eccoli, i bravi Simon Wiesenthal del 2000, già pronti per la caccia ai neo-nazionalsocialisti di tutta Europa, dalla Finlandia all' Ungheria, ovunque ci sia qualche voce fuori dal coro (se non al governo, come a Budapest...)rispetto a quest'Europa ostaggio dei poteri forti, sono scattati come un centometrista alle Olimpiadi allo sparo. Evvai, sui giornali ed in televisione, a stracciarsi le vesti con inquietanti articoli o servizi sul risveglio dei nipotini di Hitler in tutto il continente. Prendendo spunto dal criminale massacro di Tolosa. Peccato che in certi casi, come ai tempi del Caso del Professor Marsiglia in Italia, è sempre bene aspettare ed usar prudenza, Eccosì, cosi come per il folle norvegese Breivik fu approntata una patente di Cattolico Fondamentalista, salvo poi scoprirlo protestante, massone ed antipapista, ecco che ci si aspettava l' arresto del classico skin-head francese, meglio se iscritto al Front National di Marie Le Pen (sotto elezioni transalpine...). Purtroppo per gli impazienti, ecco che l' assassino si sia rivelato trattarsi del solito fondamentalista islamico di Al Qaeda, Mohamed Merah,
algerino, scappato dalle prigioni afghane. Ennesima brutta figura degli antifascisti di professione. Che, come ho spesso ricordato, non distinguono una bandiera tedesca del II Reich Imperiale con quella del III Reich hitleriano...

(nella foto, un Eskimo anni '70, sempre in voga nelle Redazioni...)

sabato 7 gennaio 2012

Quell' Italia che non dimentica: Acca Larentia, Napolitano e la Perina.

Eccomi qui, a dover tornare ancora sulla Strage di Acca Larenzia del 7 Gennaio 1978. Non solo per ricordare Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Per ribadire che sono 4 le vittime da ricordare. Il padre di Ciavatta, Mario, mai ripresosi per la morte del figlio, si suicidò per la disperazione bevendo un' intera bottiglia di acido muriatico: quando lo trovarono, non aveva più le labbra, corrose dall' acido. Per ricordare a Napolitano Giorgio che oggi ha celebrato il Tricolore, che negli Anni '70 i suoi compagni di partito bruciavano tali bandiere per le quali caddero i Nostri Caduti.
E ricordare a Flavia Perina, scandalizzata per la svolta autoritaria magiara, quello che scriveva un tempo, parlando sul Secolo d' Italia del 17 febbraio 1987 di "assassinati Fascisti".
Anche se tutti cambiano, dimenticano, cianciano, stravolgono il passato,proprio ed altrui, IO NO !


mercoledì 16 novembre 2011

16 Novembre 2011:nasce la Repubblica Presidenziale Comunista d' Italia.

E' triste per me, fondamentalmente Monarchico, ma in attesa della Restaurazione Legittima, possibilista verso una forma di repubblica presidenziale sulla scia di quanto proposto da Giorgio Almirante, vedere oggi nascere invece questa forma anomala che vede in un comunista, qui fotografato in compagnia di Nicolae Ceausescu) il capo effettivo di questo governo che spero duri il meno possibile.

lunedì 24 ottobre 2011

Le risate del matto.

Lo scorso anno, a Novembre, al vertice NATO di Lisbona, Sarkozy era stato indisponente (da buon mezzo ungherese ???) con il Premier Rumeno Basescu, come mostra un video reperibile su You Tube. Subito quest'ultimo era andato a sfogarsi con Berlusconi, il quale stava parlando proprio con il Primo Ministro magiaro; Silvio, dopo aver stretto calorosamente la mano a Basescu (di cui è buon amico), fa un eloquente gesto col dito portato alla tempia. Successivamente le tre diplomazie si sono affrettate a smentire, affermando che il gesto di Berlusconi era per la stampa italiana. Ma a me restano dei dubbi: "Chel lì l'è matt...", sembra evidente. Ed anche a chi si riferisse. Forse i problemi francesi, col rischio di declassamento transalpino e le imminenti elezioni con bassissimo gradimento, ed una Le Pen in ascesa, gli hanno causato nuovi turbamenti, alla Zidane. Attento, Monsieur, perchè ride bene chi ride ultimo...


http://www.youtube.com/watch?v=cU55DKRmiMI

sabato 1 ottobre 2011

Riesumate il cadavere di Gianni Brera ed arrestatelo !!!

Il clima politico è ormai sempre più acceso, e non ne è esente più nessuno, nemmeno chi dovrebbe essere super partes per il ruolo istituzionale che ricopre, ricordandosi altresì che l' Italia NON è una Repubblica Presidenziale, come avrebbe invece voluto Giorgio Almirante. Ed ecco che le recenti esternazioni di Giorgio di Budapest riecheggiano con clamore, rivelando ancora una volta l' anima da comunista che resta incancellabile nel proprio patrimonio vitale.
Dunque, per stemperare un pochino gli animi, meglio metterla sull' ironia: a questo punto suggerirei a qualche esponente di Magistratura Democratica di far riesumare il cadavere del giornalista Gianni Brera, mirabile raccontatore di pedatori infranti, abile coniatore di neologismi cui, indegnamente, mi sono ispirato anch'io per inventarmi termini come giovanitristi e tocquevillani; e, come avvenne in passato, di portarlo a SanVitùr a ciapà i bott, in catene, e processarlo. Perchè è a lui che si deve l' invenzione del termine Padania. La quale esiste, tant'è che, dopo l' introduzione di questa parola del Giuanìn negli anni '60, fu poi ripresa, oltre da tanti altri, anche da Indro Montanelli. Piaccia o non piaccia.
Fosse vivo oggi, credo che l' Arcimatto si farebbe delle crasse risate, insieme al suo inseparabile amìs Beppe Viola...


"Ho scritto con ringhi edipici di Po che è soltanto la seconda ascissa delle coordinate equoree d'Europa: si capisce che l'ordinata è il Reno e che la prima ascissa è il Danubio. Ho scritto e penso tuttora che l'Italia non sia mai nata perché Po non era un fiume, altrimenti Venezia l'avrebbe risalito più in forze - dico con navi idonee -e avrebbe sottratto la Padania alle ricorrenti follie papaline e alemanne del Sacro Romano Impero, avrebbe avuto sufficienti derrate alimentari, ineguagliabili artigiani del ferro e tessitori di lana e di seta raffinatissimi; avrebbe avuto ottimo vino da esportare in tutta Europa e sarebbe stata la più ricca nazione del mondo. Invece si è sempre inghiaiata a valle di Cremona e non ce l'ha mai fatta a sottomettere Milano (200.000 abitanti) e le altre verdi contrade padane fino a Torino, vezzoso borgo di 12.000 anime (inalora). Tutto questo io scrivo avendo chiaro il concetto della storia ma a che dei brutti ricordi che Po mi ha lasciato nel sangue. Così ne ho paura, una religiosa e fottuta paura: ma raccontare fole con l'aria di dir cose seriose non mi garba. E se ti sembro matto, o mio cortese lettore, pensa che anch'io sono figlio di Po. Da un padre simile, chi volete che nasca ! " Gianni Brera.

domenica 28 novembre 2010

E' sempre e solo LUI !!!!

E' dal 1992 che continua a fare quello che vuole con l' Italia, lui ed i suoi amici. Ma, salvo casi sporadici, e spesso infondati, come nel caso dell' acquisto della Roma, quasi nessuno lo nomina o ne parla,nel nostro paese. Ed ha pure ricevuto una Laurea Honoris Causa (de che ???)dall' Univerità di Bologna (città del suo amico Prodi)nel 1995. Dichiaratamente nemico di Bush e Berlusconi, protettore noto dei Rrom (la sua fondazione ha donato circa 150 milioni di dollari per i programmi di integrazione dei Rrom nell'Europa orientale), schieratosi apertamente contro Sarkozy per la sua politica di espulsione, propugnatore di una maggior autonomia della Transilvania in prospettiva di un futuro revanscismo ungherese (è di origine magiara, il buon filantropo...), legalizzatore della marijuana, questo gentiluomo è sempre lui: George Soros !

Poichè a settembre ha donato pure 100 milioni di dollari a Human Rights Watch, viene lecito chiedersi dove trovi in continuazione questi soldi...

sabato 14 agosto 2010

I comunisti non cambiano mai, anche se presidenti...

Passano gli anni, si rivestono da democratici, grazie alla caduta della prima repubblica riescono ad arrivare ad alte cariche della repubblica fondata sul lavoro e nata dalla resistenza, ma restano gli stessi di sempre, quelli che plaudivano agli interventi dell' armata rossa a Budapest e che ora ammoniscono di non essere disposti a concedere la possibilità di tornare alle urne, com'è giusto e normale che sia. E forse vedono di buon occhio un "intervento fraterno e congiunto delle truppe della Corea del Nord, della Bielorussia, della Transnistria, di Cuba e del Venezuela per ripristinare i valori antifascisti messi a dura prova dai nuovi Fascismi"...

lunedì 9 novembre 2009

Quei comunisti italiani che celebrano la caduta del comunismo.

Siamo un paese strano, il nostro, dove nessuno è mai stato nè comunista, nè Fascista. Dove mille si riciclano, a seconda delle situazioni, dai Rutelli, ai Mastella, ai Capezzone.

Oggi, com' è noto , tutti a festeggiare il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Ma quello che mi fa sorridere che ad averlo fatto, al GR2 siano andati 3 comunistoni che senza ritegno plaudono alla ritrovata libertà.

Il primo è il filososofo/politico Massimo Cacciari. Il quale dopo aver aderito giovanissimo a Potere Operaio entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: fu responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, venne poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, fu membro della Commissione Industria della Camera. MAI STATO COMUNISTA, LUI !

Il secondo è il musicista Nicola Piovani. Il quale dopo aver aderito ad un collettivo rosso nel '68, incominciò proprio con una colonna sonora per alcuni filmati sul Movimento Studentesco. Poi collaborerà con Marco Bellocchio, Nanni Moretti e Roberto Benigni, tre registi notoriamente comunisti. NEANCHE LUI, MAI STATO COMUNISTA !

La terza è la regista Cristina Comencini, figlia di Luigi, uno dei firmatari dell' appello contro il Commissario Calabresi. La quale in un' intervista di un paio di anni fa al Giornale almeno ammise di essere stata comunista. Aggiungendo però, immediatamente, di essere una comunista pentita.

ALMENO QUALCUNO CHE AMMETTE DI ESSERLO STATO, COMUNISTA !

Un altro che oggi celebra il ventennale è Giorgio Napolitano, il cui passato è noto a tutti. Chiedere notizie agli Ungheresi. COMUNISTA LUI ? MA NO, MA NO ! Lui era, è e sarà sempre il presidente di tutti gli italiani. Ha studiato da giovane, per esserlo, e ci è riuscito. O no ?

Un altro simpaticone che oggi ho sentito festeggiare è Luca Sofri, figlio di Adriano, condannato per l' omicidio del Commissario Calabresi. MA LUCA NEANCHE SOTTO TORTURA AMMETTERA' DI ESSERE MAI STATO COMUNISTA, LUI !

Anzi, lui da bambino certi giornali che circolavano in casa non li ha mai aperti ! Mai e poi mai !

Insomma, alla fine scopriremo che l' unico comunista in Italia fu Giuseppe Bottazzi, detto Peppone. Lui si, boia d'un mond leder, era è sarà sempre fedele al partito, contro le menzogne dei clerico fascisti ! E la DDR rappresentava il fior fiore all' occhiello del meraviglioso mondo comunista che guardava con amore il grande e fraterno popolo dell' Unione Sovietica !



mercoledì 20 agosto 2008

Tbilisi come Praga, quarantanni dopo.

Nella notte tra il 20 ed il 21 Agosto oltre mezzo milione di soldati e 7000 carri armati del Patto di Varsavia entravano in Cecoslovacchia mettendo fine alle riforme volute da Alexander Dubček, mettendo fine alla cosiddetta Primavera di Praga. Come per i fatti d' Ungheria di dodici anni prima l' Occidente non mosse un dito, e bisognerà aspettare un Papa Polacco, un Presidente Cow Boy ed una Lady di Ferro per liberare intere nazioni dal gioco Sovietico. Come in un domino, l' URSS si sgretolò.

Ma il revanscismo Nazionalbolscevico da qualche anno sta rinascendo, grazie a RasPutin, come dimostra il fatto che nel 2000 venne riadottato l' Inno Comunista, piuttosto che altre musiche come molti russi avrebbero preferito. E così altri carri armati di Mosca seminano sangue in una nazione Libera e Sovrana come la Georgia, come ha ricordato il portavoce di Khazar Ibrahim, Ministro degli Esteri dell'Azerbaigian, probabile prossimo obiettivo del Nazionalbolscevismo, affermando che le azioni georgiane si sono svolte in pieno accordo con le leggi internazionali e che l'Azerbaigian riconosce l'integrità territoriale della Georgia.

Traian Basescu, presidente della Romania, che come ho detto guarda con preoccupazione a questa Guerra in corso, è in partenza oggi per un giro di consultazioni in Ucraina, Moldavia, Azerbaigian e Georgia per incontrare i rispettivi presidenti: Victor Iuşcenko, Vladimir Voronin, Ilham Aliyev, Mihail Şaakashvili, a dimostrazione che chi si è liberato dal comunismo non intende voltare le spalle alla Georgia. Dunque, dall' Occidente, dalla UE e dalla NATO ci vuole altrettanta fermezza nel ribadire che gli odiosi carri di Mosca devo retrocedere, che le postazioni di SS21 debbono essere spostate, e che Tbilisi possa riprendere il controllo di tutto il proprio territorio, comprese le due regioni dalle quali moltissimi cittadini georgiani se ne sono dovuti andare con forza tra il 1990 ed il 1992, in un Esodo forzato che ricorda quello tragico delle Nostre Terre d' Istria e Dalmazia.

Oppure dovremo vilmente aspettare che un novello Jan Palach Georgiano si immoli per la Patria e la Libertà ?

Fame, morte, schiavitù: il coraggio nasce a volte così
bandiere rosse su una città e in occidente c’è solo viltà.
Primavera di libertà, carri armati nelle strade:
il sangue a Praga è sparso al vento, quanto orrore in quel momento. Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
Volti grigi senza nome, soldati russi e terrore:
giù le mani dal mio paese, il mio sangue lavi le offese.
Una piazza, strade vuote, solo un uomo e un altare;
sacrificio per l’onore, sul rogo un giovane muore.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
E’ morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato,
nella gola vi hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato: Jan Palach, Jan Palach, Jan Palach…

Jan Palach, "La Compagnia dell' Anello".

mercoledì 7 novembre 2007

Romania,parte terza. Quando i Rrom ed i Minatori aiutarono Iliescu.

Ed eccoci infine alla terza parte del mio racconto, che vuole spiegare come il mancato decollo dell' economia Rumena sia dovuta al reintegramento parziale nella vita politica del paese di molti dirigenti comunisti. Soprattutto ad opera di Ion Iliescu, il quale è solo apparentemente in secondo piano, oggi come oggi.

Abbiamo lasciato Iliescu capo del FSN, traghettatore della Romania post-rivoluzionaria del 1990 verso le elezioni di Maggio. In realtà molti sapevano non solo del suo passato di comunista duro e puro (qui lo vediamo in un poster elettorale del 1965), ma anche della sua amicizia con Gorbaciov, il quale dietro le varie aperture voleva in realtà salvare il comunismo. E così, molti studenti e giovani, che in dicembre avevano pagato un alto tributo di sangue alla causa della Rivoluzione, decisero di organizzarsi per impedire che la Rivoluzione stessa venisse "furata" (rubata), consci, a differenza di tanti italioti, che non esiste un comunismo dal volto umano. Nacque così Golania, dal termine Golan (teppista), usato prima da Ceausescu e poi da Iliescu per offendere chi era veramente anticomunista. Golania era una tendopoli in Piazza dell' Università, dove campeggiavano, oltre al Tricolore Nazionale, anche le tre bandiere degli Stati Baltici (Lettonia, Estonia e Lituania), in onore alla loro secessione anticomunista dall' URSS, anche per ribadire che il taglio ombelicale con l' Orso Russo avrebbe dovuto essere netto e definitivo, essendo la Russia non solo nemico storico della Romania, ma anche occupante il territorio della Bassarabia, oggi Repubblica di Moldavia. Golania aveva lo scopo di informare la popolazione delle reali intenzioni di Iliescu e del Fronte di Salvezza Nazionale, ed ebbe l' appoggio dei due rinascenti Partito Nazional-Cristiano Contadino e Partito Liberale. Nella piazza campeggiavano grandi ritratti di Mihail Eminescu e della Madonna, a ribadire che l' anima della Romania era fortemente Conservatrice e Cristiana, come potete vedere nelle 2 mie fotografie, insieme alle bandiere citate. Ma altrettanto forte era la campagna discriminatoria verso Golania e gli studenti messa in atto dai neocomunisti del FSN, attraverso i tantissimi Activist (Attivisti), che altro non erano che agenti della Securitate, e con l' appoggio della Televisione, fortemente in mano al Fronte, campagna tesa a dimostrare che gli studenti altri non erano che nullafacenti teppisti ed Uligani (da hooligan). Inoltre Bucarest fu invasa un paio di volte dai Minatori, classe lavoratrice coccolata e privilegiata da Ceausescu, spaventati dalla possibilità di perdere tali privilegi, che devastarono a più riprese le sedi dei 2 partiti di Destra di cui sopra, il PNTCD ed il PNL, e cercarono di scacciare gli studenti; che ritornavano ad abitare Golania ogni volta che questi individui, mi spiace dirlo, abbruttiti e brutali, senza cultura e, spesso, cognizione di quello che facevano, ritornavano nelle loro miniere. Ma Iliescu,il volpon, sapeva bene che non poteva tirare troppo la corda per non allarmare non solo i giornalisti occidentali presenti in massa, ma anche i molti osservatori europei ed americani, almeno fino alle elezioni.

Ed in Golania stavano prendendo forma antiche idee, sulle ceneri della Tradizione Nazionale e Cristiana creata da Corneliu Zelea Codreanu e la sua Legione dell' Arcangelo Michele, cui aderirono il fior fiore della gioventù rumena tra le due guerre, da Mircea Eliade stesso a Cioran, passando attraverso il Professor Nae Ionescu, poco conosciuto in Italia, ma stimatissimo nella sua Patria. Idee tese alla Terza Via, metafisica ed eroica, antimaterialistica ed antiusurara, idee che non solo non potevano piacere al materialista marxista Iliescu, ma anche all' altro capo del FSN, Petre Roman, il cui padre Valter combattè in Spagna nelle Brigate Internazionali comuniste insieme ad altri volontari ebrei e che fu un esponente di altissimo rilievo nella Romania comunista. Valter Roman legatissimo non solo all' URSS ma anche all' Ungheria, tant' è che l' ex-capo della Securitate Ion Mihai Pacepa (di cui ho parlato spesso), fuggito negli Stati Uniti, ha rivelato l' intenzione del Generale Valter di trasformare la Transilvania in stato indipendente ed il suo ruolo nell' arresto di Imre Nagy nel 1956. Idee dei Golani che propugnavano il Ritorno del Re Michele (nell' immagine a fianco la ragazza con i fiocchi rosa in testa sventola una foto del Monarca durante una dimostrazione), che avrebbe significato la garanzia dell' irreversibilità della Rivoluzione. Ma Iliescu aveva solo rimandato il progetto.

Progetto che ebbe l' insperato aiuto dei Rrom, i quali, si sa, per i motivi che molti degli zingari intervistati in questi giorni hanno non ammesso, ma proclamato quasi con fierezza, amano gli assembramenti. E dunque, intorno alla piazza cominciò a fiorire, all' esterno, un mercato all' aperto di merce di ogni genere, spesso rubata, simile a quelli oggi presenti anche nelle periferie italiane, quasi sempre abusivi. Così le persone che, andando al lavoro, passavano per Piazza dell' Università, si fermavano alla cerchia esterna, zeppa di rifiuti e brulicante di zingari insistenti (con relativo alleggerimento, spesso e volentieri del portafoglio...), ed alla fine arrivavano alla errata conclusione propinata da Televisione, Activist e FSN: gli occupanti erano solo Golani e Uligani, TEPPISTI. Più volte chiesi agli studenti perchè non cacciassero questa corte dei miracoli, ma mi spiegarono che erano stati minacciati da noti personaggi dal giubbotto nero di finta pelle, la quasi divisa dei Securisti, che facevano esibizione di pistola sotto il giubbotto (se guardate bene la foto, vedrete ben in vista i cari Rrom all' esterno...)

Dunque, il 20 Maggio 1990 ci furono le elezioni, dove il FSN vinse alla grande. Ma Golania non cadeva, resisteva. Striscioni con la scritta "Abbasso i neocomunisti !" vennero aggiunti alle bandiere. Poco dopo le elezioni, partirono giornalisti ed osservatori. Io invece, come tutti i mesi, tornai a Bucarest, quel 13 Giugno 1990. Dove calarono i barbari, portati con autobus a migliaia dalle miniere. Fu una caccia all' uomo barbara ed inumana: veniva pestato chiunque avesse l' aria da studente, professore, intellettuale. Anche gli zingari, per dare più credibilità alla cosa, subirono pestaggi. Anche parecchi stranieri furono aggrediti, io stesso fui salvato dal mio taxista. La gente veniva aggredita dai Minatori che puzzavano di Tuica (grappa), che era stata generosamente elargita loro dagli Activist, con i picconi, ma non con i manici, ma con la punta. E ci fu anche chi applaudiva, contenti che pulizia fosse fatta. I morti furono almeno un centinaio, i feriti migliaia, tra cui lo stesso leader Marian Munteanu, ferito, nuovamente aggredito nell' ospedale dove era ricoverato, ed infine arrestato. La Televisione, con servizi pilotati, plaudì all' iniziativa dei Minatori. Dopo tre giorni di sangue Golania cessava di esistere.

Finiva così il tentativo di Bucarest di rimanere libera dai comunisti.

Nel frattempo molti esponenti di spicco del FSN si accappararono dell' economia rumena, creando notevoli rallentamenti allo sviluppo del paese per anni ed anni.

venerdì 12 ottobre 2007

L' Ex Universitario Fascista solidarizza con la Levi Montalcini.


L' Ex Universitario Fascista Giorgio Napolitano ha oggi lasciato dichiarazioni solidali verso la senatrice Rita Levi Montalcini, accusata dal Senatore Storace di essere una delle "stampelle" che il governo Prodi usa per mantenersi in piedi. In effetti è certamente simpatico assistere a questa solidarietà verso il Premio Nobel (premio assegnato anche a Dario Fo ed oggi ad Al Gore; e negato sempre a Mircea Eliade: così va il mondo...), che si era così lamentata: " esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria". In effetti, pur riconducendo io il Fascismo nella sfera dei Regimi Autoritari, piuttosto che totalitari, non posso che rimanere sbalordito per certe dichiarazioni da parte dell' ex Universitario Fascista iscritto all' Università Federico II di Napoli, che appena eletto presidente della repubblica dichiarò:

« Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte ». Anche se i cambiamenti d'opinione del politico napoletano, non sono certo una novità, come i cittadini ungheresi ben sanno. Ma forse si tratta di un ritorno alla bella gioventù, e così come per i comunisti degli anni '70, "I Fascisti non devono parlare", è da chiedersi se Storace, il cui Movimento"La Destra" comincia a raccogliere consensi sempre più ampi, non cominci a destare preoccupazioni per chi continua a credere che rappresentanti non eletti continuino a puntellare un governo agonizzante. O forse, essendo lui stesso senatore a vita, l' ex iscritto ai GUF si è sentito in dovere di difendere corporativamente la categoria, memore del passato lontano.

sabato 2 giugno 2007

De Monarchia II: il Beato Carlo I d' Asburgo.

Esattamente lo scorso anno in questo stesso giorno tessevo l'elogio della Monarchia. Oggi più che mai, in questa Oclocrazia neocomunista appoggiata da sedicenti cattolici e radicali anticlericali stretti in un rapporto innaturale ed anomalo, mentre assistiamo impotenti ad arroganze inimagginabili da parte di chi detiene il potere, per brogli certi del 1946 e sospettati del 2006, il mio pensiero corre ad un esempio di Monarca illuminato e che ebbe una vita Cristianamente esemplare: Sua Maestà il Beato Carlo I d' Asburgo, Imperatore d' Austria e d' Ungheria.
Uomo di grande intelligenza e cultura,sposo fedele e fortunato di Zita di Borbone Parma, Duchessa di Parma e Piacenza, dalla quale ebbe Cristianamente otto figli. Comandante coraggioso e capace durante la I Guerra Civile Europea, nutriva sentimenti di amore verso l' Italia e la Romania, che pure entrarono in guerra contro l' Impero. Questo perchè covava il sogno di trasformare l' Impero in una Grande Confederazione di Medie e Piccole Patrie, con uguali diritti per ogni popolazione, spogliata dal Nazionalismo esportato dalla Rivoluzione Francese e tesa a rimediare errori e spostamenti di confini all' interno dell' Europa nell' Ottocento. Sin da fanciullo aveva dimostrato una particolare inclinazione verso la Religione e la Preghiera, si sentiva chiamato alla carità per il prossimo e fin da ragazzo raccoglieva soldi per i poveri. Da giovane Ufficiale in Galizia, cercò sempre con successo di elevare la vita morale dei suoi soldati, i quali vedevano in lui il modello dell’Uomo Cattolico. Benché fornito di ottima preparazione militare, fu l’unico fra i belligeranti ad accogliere le iniziative di pace di Papa Benedetto XV; del resto sin dall’inizio del suo governo era deciso a riportare la pace ai suoi popoli,pur non essendo un pacifinto.
Intraprese infatti varie iniziative di pacificazione con le altre potenze, senza riuscire a prevalere però nella cerchia dei Generali e Statisti Tedeschi; non andarono in porto nemmeno due tentativi di pace separata, a causa della fiera resistenza del governo italiano. Alla fine del conflitto, a seguito di un giuramento d'onore, cercò di riprendere il potere in Ungheria, per impedire che il neo-stato magiaro precipitasse nella barbarie bolscevica. Volle però evitare spargimenti di sangue e si lasciò prendere prigioniero dal governo del reggente Horthy,che pure era sotto giuramento di Fedeltà alla Corona, e consegnato agli inglesi, i quali lo condussero insieme alla Moglie Zita ed ai figli a Funchal nell’isola portoghese di Madeira. Senza risorse economiche, la famiglia dovette vivere in uno stato precario e, lasciato presto l’albergo che li ospitava, si sistemarono in una villa isolata denominata ‘Villa Quinta do Monte’, che non poteva essere riscaldata.
A causa del clima umido e freddo del monte, Carlo si ammalò di una complicata polmonite; il suo cuore già debole non superò la malattia e quindi morì il 1° aprile 1922; venne sepolto nel santuario di ‘Nossa Senhora do Monte’.

Durante tutta la Sua Vita il Beato Carlo si adoperò per i poveri e gli ammalati e, confortato dalla Preghiera, eliminò inutili sfarzi non solo dellla Corte ma anche del sistema politico austroungarico. Avesse vinto il conflitto non avrebbe fatto gli scempi etnico-geografici che portarono l' Europa ad una Seconda Guerra Civile qualche anno dopo, più devastante e sanguinaria della precedente.
E' stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004.

martedì 24 ottobre 2006

Gyurcsany e Diliberto: i comunisti non cambiano mai !

Ostentano abiure e piagnistei, chiedono perdono di qui e di lì, ma i comunisti restano quelli di sempre, dall' Ungheria all' Italia.

A Budapest, nel corso delle manifestazioni non ufficiali per l' anniversario della Rivoluzione,, la polizia ha effettuato diverse cariche, sparando ad altezza d'uomo contro i manifestanti, che ancora una volta chiedevano le dimissioni del comunista Primo Ministro Ferenc Gyurcsany,che lo scorso mese in una registrazione finita in mano ai media aveva ammesso di aver mentito al Paese sullo stato dell'economia per vincere le elezioni di aprile. Ancora il sangue ungherese è stato versato, con 2 morti e 130 feriti per mano comunista.

In Italia, il comunista Oliviero Diliberto , di un governo che aveva dichiarato che NON AVREBBE MAI alzato le tasse, ha dichiarato in televisione, nel programma "Le invasioni barbariche", che tra l' andare a Villa Certosa e Il Bilionnaire, avrebbe scelto quest' ultimo, ma recandocisi " imbottito di tritolo". Scherzava, ha poi fatto capire. Io non saprei: so solo che i comunisti, sia che mantengano il vecchio nome, sia che mutino nome in neo-socialisti, come Gyurcsany, o come Iliescu in Romania, oppure che diventino democratici e di sinistra, non cambiano, non cambieranno mai, perchè il comunismo è sinonimo di sangue, orrore e morte.

lunedì 23 ottobre 2006

Cattolici pacifinti e comunisti veri nell' Ungheria rossa.

L’Ungheria era una nazione a maggioranza cattolica, quindi, secondo l’acceso ateismo dell’ideologia bolscevica, l’unico modo per stabilire il dominio sulla società era l’eliminazione dell’"ingerenza esterna" della fede e l’annientamento della Chiesa. Ovviamente questo programma non era espresso apertamente, ma era condiviso solo dalle alte sfere del Partito. A tal fine, nell’ambito dei servizi segreti (AVH), fu organizzata una sezione per "gli affari ecclesiastici", i cui compiti, nell’apparato del Partito-Stato, passarono nel 1951 all’Ufficio Statale per le questioni religiose (AEH).

La scelta delle persone preposte alla realizzazione di questo programma di annientamento della Chiesa fu molto accurata. Si trattava in genere di "cristiani rinnegati". Alcuni erano diventati, con l’entusiasmo del neofita, membri del Partito comunista oppure, pur rimanendo all’interno della loro Chiesa e sul modello sovietico "Chiesa Viva", lavorarono nel nome del movimento pacifista all’eliminazione della propria Chiesa. Il "movimento dei preti per la pace" ebbe un ruolo molto importante nell’agevolare le menzogne della propaganda ideologica comunista e fu accresciuto dai servizi segreti sfruttando abilmente le debolezze umane del clero, quali la voglia di agiatezza e di carriera. Il ricatto, la tortura fisica ed altre brutalità facevano da contorno a quest’opera di reclutamento con la quale la polizia politica infiltrava anche gli organismi ecclesiastici, al punto che spesso i verbali delle riunioni della Conferenza Episcopale finivano sul tavolo di Rakosi (capo del Partito comunista ungherese).
Tutto ciò dovrebbe essere di grande aiuto per comprendere la natura ideologica del movimento pacifista che ha imperversato per anni in Occidente, con l’obiettivo politico di disarmarlo a vantaggio del Unione Sovietica. L’ Irenismo Cattolico ha dato, con beata incoscienza, un contributo significativo.
Uno dei tanti esempi di infiltrazione fu quello di Gyula Ortulay, iscritto segretamente al Partito comunista con falso nome nella seduta del 7 marzo 1945, mentre ufficialmente risultava Ministro della cultura del Partito dei piccoli proprietari.

Altra sottile astuzia dei comunisti era quella di non attaccare mai direttamente la Chiesa, ma solo i suoi rappresentati ed istituzioni considerati più "reazionari", sperando così di suscitare attriti interni e divisioni. Il culmine dell’attacco si ebbe con l’arresto del Cardinale Mindszenty, nel Natale del 1948, ma dopo aver colpito il Pastore iniziò la dispersione del gregge, con metodi più degni di un progetto di capi mafia che di un progetto politico.

Il Vescovo József Mindszenty (nell'immagine), già incarcerato il 27 novembre 1944, il 16 settembre 1945 venne nominato da Pio XII Primate di Ungheria. Proseguì implacabile la sovietizzazione del Paese, e per la Chiesa i tempi si fecero sempre più difficili. Dopo una lunga campagna diffamatoria, il 26 dicembre 1948 il Cardinale Primate venne arrestato e accusato di alto tradimento. Il processo si concluse l'8 febbraio, con la condanna all'ergastolo. Il 23 ottobre 1956, a tre anni dalla morte di Stalin, Budapest insorse nominando un governo di emergenza. Una settimana più tardi il cardinale Mindszenty fu liberato, ma arrivò l' invasione e la repressione sovietica ed il primate dovette rifugiarsi nell'ambasciata statunitense, portando con sé la corona di Santo Stefano. Rimarrà nella sede diplomatica per 15 lunghissimi anni, fino al 1971, quando accettò di lasciare l'Ungheria. Morì a Vienna il 6 maggio 1975, dopo essere stato accolto in Vaticano da Paolo VI, ed in Ungheria viene venerato come un Santo e Martire.

martedì 26 settembre 2006

Napolitano: 1956 e 2006. Budapest, Moranino e Sofri.

1956, è l' anno della brutale invasione ungherese da parte dei carri armati sovietici, che fecero 25.000 morti e 250.000 profughi.

Il Partito Comunista Italiano, tranne pochissimi iscritti (anche perchè i dollaroni di Mosca, servivano...), approvò e benedisse quell' invasione, compreso Giorgio Napolitano, che ora dichiara d'essersi sbagliato.

Chissà che confusione provò ancora Napolitano, qualche anno dopo , quando tutto si ripetè a Praga...

Ma il 1956 è anche l'anno del processo al deputato comunista Francesco Moranino, che fu condannato per l'uccisione di sette persone, durante "le radiose giornate" : Emanuele Strassera, agente del Sud, sbarcato sulla costa ligure da un sommergibile USA, all'inizio dell'estate 1944; Gennaro Santucci, partigiano; Ezio Campasso, partigiano; Mario Francesconi, partigiano; Giovanni Scimone: partigiano. Successivamente, il 9 gennaio 1945 furono liquidate le spose di due dei partigiani uccisi, Maria Santucci e Maria Francesconi; un uomo bussò di notte alla loro porta, esse uscirono, e furono uccise con un colpo alla testa, liquidate perché stavano per scoprire la verità sulla sorte dei loro mariti. Gli assassini cercarono di far ricadere la responsabilità della morte delle due donne sui fascisti ed i loro feroci rastrellamenti. Si legge nella sentenza: «Perfino la scelta degli esecutori dell’eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione. Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso. Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un’osteria e per l’impresa compiuta ricevettero in premio del denaro». La sentenza di condanna all'ergastolo fu confermata dalla Corte d'Assiste d'Appello nel 1957.

Moranino, fuggito a Praga, vi restò fino al 1965, fino a quando il presidente Saragat, eletto anche coi voti rossi, pensò bene di concedere la Grazia.

Ma al PCI non bastava: il 19 Maggio 1968 fece rieleggere il partigiano " Gemisto" Moranino nel Collegio Senatoriale di Vercelli. Ed ancora oggi , sul sito delll' ANPI, Gemisto è onorato e glorificato, come da molti comunisti e post-comunisti.

Invece che piangere per Nagy, giustamente, prima di sbagliare ancora come cinquantanni fa, Onorevole Napolitano, non sarebbe meglio ripensare un poco, prima di concedere la Grazia ad Adriano Sofri ??? Errare è umano, perseverare ...

mercoledì 20 settembre 2006

Budapest in rivolta contro i neo-comunisti.Napolitano prepara le truppe ?

La storia si ripete, Budapest è di nuovo in rivolta contro l'oppressione rossa. Dopo le dichiarazioni svelate dalla televisione nazionale di Ferenc Gyurcsany, ex-dirigente della Gioventù comunista magiara, poi protagonista della privattizzazione selvaggia ( strane analogie...) ed arricchitosi fino a diventare uno degli uomini più facoltosi d' Ungheria, e da due anni Primo Ministro come esponente del Partito Socialista ex-comunista (quanti ex-comunisti anche qui...) , che rivelavano le menzogne del governo da lui presieduto, la capitale ungherese è scesa di nuovo in piazza come nel 1956 per reclamare la propria LIBERTA'.

C' è ora da chiedersi cosa farà il Governo comunista o neo-comunista italiano, temporaneamente in carica,pronto a mandare truppe pacifiche in Libano per perorare la causa palestinese .

C' è da chiedersi cosa farà il Presidente Napolitano, che nel 1956 avvallò l' invasione delle truppe sovietiche, tanto che molti protagonisti della Rivolta di allora, da Sandor Racz a Lazlo Balas Piri, passando per la deputata di centrodestra Maria Wittner, hanno recentemente contestato l'invito del Presidente Lazlo Solyom a Giorgio Napolitano per le celebrazioni d'ottobre del cinquantenario.

Vedremo inviare i nostri soldati come "truppe ai fratelli magiari vittime della teppaglia fascista e della congiura capitalista ordita dalla CIA, nemici del popolo e della rivoluzione comunista" ?

E quello che mi preoccupa che il Premier ungherese abbia mentito alla nazione...

In Italia certe cose non capitano mai... Non siamo mica matti !