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lunedì 6 gennaio 2020

I Morti Cristiani uccisi dai siriani e dai filosiriani ringraziano Trump per aver giustiziato un criminale.

Ennesimo granchio dei Cameratichesbagliano rossobruni dell' etere, che hanno reagito stizziti ed inviperiti alla attesa e doverosa eliminazione del terrorista Qasem Soleimani. Benissimo ha fatto Matteo Salvini ad esultare, invece.
Non è lecito, infatti, dimenticare i moltissimi politici Cristiani Libanesi uccisi dai mandanti siriani e dai carnefici filo-siriani.
Vogliamo forse dimenticare il Presidente Bachir Gemayel, ucciso nel 1982 per volere degli Assad, tramite il Partito Nazionalsocialista siriano (SSNP). Il Presidente Falangista era fortemente antisiriano e fu un baluardo contro l' espansionismo di Damasco e l' allora nascente organizzazione di Hezbollah, tuttora considerata TERRORISTA da USA, Olanda, Canada, Isrtaele, GB, Australia. E spesso duramente ammonita dal restante Occidente. Pure nel 1982 operava in Libano la Forza QUDS o Brigata Gerusalemme di Soleimani, in funzione antiCristiana.
Altra figura di spicco uccisa in Libano dai siriani e/o filosiriani fu il Cristiano Greco Ortodosso Gebran Tueni, ucciso nel 2005. Suo nonno, l' omonimo Gebran, fondò diversi giornali libanesi, tra cui Al Nahar, il più diffuso quotidiano dello Stato del Cedro. Il padre, Ghassan, giornalista e politico, fu inizialmente avversario di Bachir Gemayel; poi, dopo l' invasione siriana e, soprattutto dopo l' uccisione del figlio, divenne uno dei maggiori avversari dei siriani e degli iraniani, Soleimani in testa.
Gebran Tueni, all' inizio sperava che l' avvento al potere di
Gebran Tueni 
Bashar Assad alla guida della Siria migliorasse la situazione libanese. Poi, dopo aver conosciuto i fili che legavano Assad ad Hezbollah, maturò una sempre più attiva opposizione al regime nazionalcomunista siriano ed ai gruppi islamici terroristici iraniani. Fu ucciso il 12 dicembre del 2005 da un'autobomba nei pressi di Beirut, seguendo la sorte del Premier Rafic Hariri, ucciso dai siriani in collaborazione con Hezbollah nel febbraio 2005. Hariri, musulmano moderato, fu dilaniato da 1800 chilogrammi di esplosivo, insieme ad altre 22 persone. Poco prima di Gebran Tueni era stato trucidato il suo caporedattore, Samir Kassir, nel giugno del 2005, antisiriano di sinistra.
Moltissimi furono poi gli assassinati dopo il 2005 tra gli esponenti Cristiani: nel novembre 2006 fu la volta di Pierre Amine Gemayel, nipote di Bachir, dai "Combattenti per l' Unità della Grande Siria". Nel settembre del 2007 toccò ad Antoine Ghanem, esponente di spicco della Falange Cristiana ed avversario di Siria ed Hezbollah.
Moltissimi furono poi gli omicidi di Cristiano-Libanesi da parte dei servizi segreti siriani, filo-siriani e dei gruppi legati a Qasem Soleimani, la cui lotta contro l' ISIS è da considerare solamente un fatto interno al complesso mondo terroristico islamico ed antioccidentale che comprende ANCHE la Brigata Gerusalemme e il QUDS. Moltissimi altri furono i Cristiani uccisi in Libano, oltre a questi citati.
Ignorare tutto questo è particolarmente grave, alla stessa stregua di ignorare o dimenticare che il partito nazionalsocialista tedesco fu responsabile dell' omicidio dell' esponente del Fronte Patriottico austriaco Engelbert Dollfuss nel 1934, della successiva invasione dell' Austria nel 1938 e delle persecuzioni contro il successore di Dollfuss, Kurt Alois von Schuschnigg. Tutti AustroFascisti ed amici dell' Italia.

Come più volte ho ammonito, NON sempre il nemico del mio nemico é mio amico: la Siria, Hezbollah, Quds e l'Iran restano pericolosi nemici dell' Occidente e della Cristianità. 


E non mi si venga a dire che la Siria nazionalcomunista, con frange nazionalsocialiste tuttora presenti nel parlamento siriano, tollera i Cristiani: anche Hitler li tollerava a fatica; ma se avesse vinto il conflitto, non sappiamo che fine avrebbero fatto i Cattolici, rispetto ai protestanti. 

mercoledì 4 marzo 2015

Nicola Calipari ed i giornalisti senza vergogna...

Questa sinistra senza vergogna, questa sinistra con memoria alterata, questa sinistra che crede alle proprie menzogne, questa sinistra con il monopolio dell' intelligenza, questa sinistra partigiana, questa sinistra che odia insieme a Dax, questa sinistra pauperista ma milionaria, questa sinistra degli utili idioti, questa sinistra dell' antimafia di professione, questa sinistra clandestina, questa sinistra delle "sedicenti br colluse con lo stato", questa sinistra pacifinta, questa sinistra alla carlo giuliani, questa sinistra delle sgrenelle in cerca d' avventura.
Questa sinistra senza vergogna, come sempre...
Voglio ricordarti così, Nicola Calipari, Nobile Servitore dello Stato, con il giornale peggiore che senza vergogna ti mostra...
Onore e Gloria per Te, infamia per gli Ipocriti.

lunedì 23 febbraio 2015

Hollywood la rossa snobba American Sniper

Qualcuno pensava veramente che quelle m****acce di Hollywood avrebbero premiato "American Sniper" di quel Fascistaccio di Clint Eastwood ????
In cui si raccontano i dubbi, i drammi e le domande intime dell' unico pacifista che io conosca, e cioè il REDUCE. Che odia la guerra, ma ci va per proteggere quello in cui crede e la propria famiglia. E che vuole vincerla, alla faccia di chi a casa lo contesta e disprezza, da sinistra. Che mostra l' America migliore, non questa vergognosa del Keniano, ma quella della Frontiera e Confederata (Chris Kyle era Texano...) : quella dei Cani da Pastore. Tra Lupi e Pecore...

domenica 15 febbraio 2015

Saddam e Gaddafi.

Vedo che alcuni li rimpiangono.
Saddam andava tolto di mezzo prima. Solo l' impiccagione non fu consona al suo ruolo. Io lo avrei fucilato. Lo scrissi in un post.
Gaddafi, di cui penso tutto il male possibile, furono i franzosi, per me deleteri, a volerlo morto.
Avremmo dovuto provvedere NOI molto prima, quando espulse i Nostri Compatrioti. Non posso inoltre dimenticare quel beota semianalfabeta che si presentò in Italia con la maglietta del criminale assassino Omar al Mukhtar , una belva assetata di sangue italiano. Ed anche di questo ne parlai in un post, grazie all' ottimo libro di Corrado Zoli "La riconquista della Libia".
Il problema è l' Islam, non i vari satrapi più o meno fantocci.

domenica 10 agosto 2014

Non basta solo pregare...

Non basta più pregare, ma forse è troppo tardi.
Non basta pregare, ma come avvenne in Libano, l' Occidente laicista abbandona i Cristiani Irakeni al Sacrificio.
Poi, quando avverrà per l' Europa, quando l' orda assassina fondamentalista mussulmana penetrerà fino a Roma, Parigi, Londra, Madrid, non ci sarà più nè scampo nè tempo. Intanto diamogli accoglienza, case e moschee...
Non basta più pregare, ma forse è troppo tardi...


giovedì 24 luglio 2014

Continua a Mosul la strage dei Cristiani.

Questo simbolo è la N dell' alfabeto arabo. Come Nazareno, seguace di Gesù, segno con cui a Mosul, i terroristi mussulmani contrassegnano le case dei Cristiani, per individuarli ed ucciderli. Nella totale indifferenza del mondo, attento solo alla Palestina ed alle famiglie degli assassini legati ad Hamas.
Ringraziamo i Media italiani che ci ricordano OGNI GIORNO, come PRIMA NOTIZIA e con ampi servizi quello che sta succedendo ai Cristiani di Mosul....
Domani, in tutto il mondo, sarà celebrata una giornata di Preghiera per i Cristiani di tutto l' Irak. 

martedì 22 luglio 2014

Basta piangere, per Mosul...

Cari Cristiani che oggi piangete, a ragione, i morti di Mosul in Irak (ma anche tutti i nostri morti), se invece di piangere, reagissimo come sta facendo , LEGITTIMAMENTE Israele, avremmo molti morti in meno. Se avessimo governi Cristiani, con Eserciti Cristiani, avremmo risolto. Israele, come per Entebbe, agisce. Noi piangiamo e ci appelliamo all' ONU...

sabato 15 settembre 2012

Cari Camerati, la Siria è comunista, datevi pace...

Ogni tanto mi capita di dover ribadire concetti chiari, che tutti dovrebbero e potrebbero comprendere, soprattutto a proposito della Politica Estera. Politica Estera che invece continua ad essere incomprensibile anche a molti (TROPPI !!!) Camerati con simpatie socialiste non troppo malcelate. Cosa che porta poi a blaterare sul fronte opposto i vari tocquevillani pseudoliberali libertari ed i giovanitristi con accuse infondate sul Fascismo solo socialista e bla,bla, bla. Due posizioni estreme e faziose che dimostrano quanto ancor oggi l' Ideologia ed il Regime Fascista siano malconosciuti ed incompresi.
Ed eccoci all' argomento odierno: come altre volte sottolineato, mi tocca tornare sul Partito Baath, nelle sue due versioni. E se in passato affermai che effettivamente la versione irakena era effettivamente nazionalsocialista, cosa che poteva dunque piacere ai tanti schioccherelli malDestri con simpatie neo-hitleriane, oggi mi tocca invece riaffermare con estrema forza che la versione siriana, piaccia o meno ai Camerati che sbagliano, è comunista o nazionalcomunista, molto simile al modello instaurato in Romania da Ceausescu.
Certo, il comunismo arabo non è ateo, dovendo fare i conti con l' Islàm troppo radicato CON FORZA nelle varie società arabe, ma riesce a coniugare religione con rivoluzione socialista.
Per affermare che la Siria sia tuttoggi comunista, se non basta ricordare l' amicizia fraterna d'un tempo con Ceausescu anche a livello d' intelligence;se non basta dimostrare che nelle scuole siriane lo studio di Marx, Engels e Lenin abbia vasto spazio (e dell' ultimo vengono accentate alcune presunte simpatie arabe); se non basta ricordare che il farlocco pluralismo partitico che compone il Fronte Nazionale Progressista, oltre al Baath, già socialcomunista di suo, comprenda: il Movimente dei Socialisti Arabi, il Partito Comunista tendenza Bagdash, il Partito Comunista tendenza Faysal, il Partito Nazionalsocialista Siriano (o della Grande Siria), l' Unione Socialista Araba, l' Unione Democratica Araba, il Partito Socialista Unionista ed il Partito Socialista Democratico Unionista; se non basta ricordare che il parlamento (il Consiglio del Popolo) non abbia nessun potere, dovendo passare ogni modifica al vaglio dell' esecutivo baathista; se non basta ricordare che le recentissime pseudo-aperture di Assad in campo economico verso il libero mercato siano quasi inapplicate e tuttora sulla carta (e che le banche private siano in mano ad amici...); se non basta ricordare le strette amicizie internazionali di Assad con il Venezuela, il Brasile ed altri stati sudamericani neo-comunisti; ebbene, se tutto questo non basta a dimostrare il comunismo siriano, possiamo aggiungere altre prove.
Per esempio parliamo di Ouady Ramadan. Siriano, vive in Italia da molti anni, ed è stato Consigliere Comunale a Cascina, in Toscana, dove vive, per il partito dei COMUNISTI Italiani. Che si professa non solo comunista, ma stalinista. Che ha polemizzato duramente con Diliberto, colpevole di appoggiare i ribelli siriani. Che ha più volte organizzato manifestazioni in favore di Assad (ed a volte in coabitazione con alcuni malDestri...). Che organizza viaggi in Siria per portare messaggi solidali. E che è molto, molto vicino ad Assad, sia ideologicamente che materialmente. Tanto da definire il paese di Damasco "Laico e Socialista".
Per esempio, potremmo parlare delle polemiche che lacerano la sinistra, anche a riguardo della giornalista Marinella Correggia, che scrive sul Manifesto.
Per esempio, potremmo parlare di come l' ex-senatore del PdCI Fernando Rossi sia vicino sempre alle posizioni del regime di Assad.

Ed è sconcertante, cari Camerati che sbagliate, quelli della variegatissima galassia nazionalsocialisteggiante, trovarVi in alcune manifestazioni insieme a questa gente: svegliatevi, prima che sia troppo tardi.

Ed adesso non venite a dirmi che son pagato dalla CIA e dal Mossad...

(nell' immagine, il simbolo del Partito Nazionalsocialista Siriano, riammesso della coalizione che appoggia Assad. A me ricorda qualcosa, non so a voi...).


sabato 22 ottobre 2011

Quando vince Allah, l' Europa perde sempre.

Sono sempre stato un nemico di Ghaddafi, fin dalla cacciata degli Italiani dalle loro case libiche. Ho criticato Berlusconi (cosa rara) per averlo accolto, pure con la maglietta addosso di quel criminale assassino di Omar al-Mukhtar, basta dare un occhiata ai miei TAG. Non mi è pure piaciuta questa guerra anglofrancese, anche se avrei risolto la questione ai tempi di Reagan. E men che meno mi è piaciuta questa mattanza mediatica, fatta senza il rispetto del nemico vinto. Rispetto del quale ho sempre parlato anni prima della Fallaci. Così come trovai vergognosa l' impiccagione di Saddam, il cui rango avrebbe comportato la fucilazione (sembrano sottigliezze, ma non è così), e le sue immagini. Figuriamoci cosa penso di quello che succede non solo a caldo, ma oggi a freddo, con lo sfilare dei libici davanti ad un lurido materasso con la salma del Rais. E se i vincitori sono questi, aspettiamoci un futuro preoccupante; le premesse in Egitto, con la caccia ai Cristiani Copti, ci sono già state.
Meglio, come ho sempre sostenuto, le Colonie...

venerdì 28 settembre 2007

Birmania:meno Magliette Rosse e più Salvatore Stefio !

Vedo che in Tocqueville hanno preso sul serio la neo-moda della Maglietta Rossa da mettere contro il Regime Birmano Comunista. Ed ho visto tutto un fiorir di posts inneggianti a questa magliettina carina carina che tanto piacerebbe a Veltroncinolupodelupis. Primo perchè è ROSSA, colore che aborro, amato dai comunisti di tutto il mondo: i Monaci Buddisti hanno una tonaca rosso tendente all' arancione, spesso mischiato al giallo. Diciamo ocra. Altri sono proprio sull' arancio, ed altri gialli. Ed altri ancora, hanno la tonaca bianca, come Thic Tri Luc, il Monaco nella foto a lungo perseguitato dal regime COMUNISTA del Viet-Nam. Non rosso rosso, dunque. Poi perchè la magliettina sa tanto di girotondi, pacifinti, Amnesty International, Mani Tese, Emergency e compagni belli. Fa eccezione Jo di http://imitidicthulhu.blogspot.com/ .

Allo stesso tempo apprendo, e devo censurare quello che penso, che il procuratore aggiunto di Bari, Giovanni Colangelo, ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per Salvatore Stefio, per violazione dell' Art. 288 CP !

"Arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero
Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini perché militino al servizio o a favore dello straniero, è punito con la reclusione da tre a sei anni. La pena è aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare."

A-V-E-T-E C-A-P-I-T-O B-E-N-E ?

Si tratta di Salvatore Stefio, uno dei 4 Eroi rapiti dai criminali in Irak nell' Aprile del 2004, insieme a Umberto Cupertino, Maurizio Agliana ed il povero Fabrizio Quattrocchi (nella foto), uno che morendo com' è morto, ha dato un po' d' ONORE a questa povera Patria sempre più in balìa di una sinistra radicata ovunque, anche nelle menti.

Ora, a me non interessa se i 4 Eroi rapiti dalle "Falange verdi dell' esercito di maometto" abbiano agito per privati o per lo Stato Irakeno: lascio certe sottigliezze agli altri. A me importa che questi ragazzi erano lì a fare un mestiere rischioso per proteggere le vite di altri dagli attacchi di TERRORISTI. Eppoi, allora cosa significa la concessione della Medaglia d' Oro al Valor Civile da parte di Ciampi a Quattrocchi ? Mercenario al Valor Civile ?

"Vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l'Italia, con eccezionale coraggio ed esemplare amor di Patria, affrontava la barbara esecuzione, tenendo alto il prestigio e l'onore del suo Paese»

No, non ci siamo, cari buonisti di destra o sinistra: mentre voi andate al lavoro oppure a scuola con le vostre belle magliette rosse, in Birmania la giunta criminale COMUNISTA ed assassina continua e continuerà ad ammazzare, forte dell' appoggio della Cina COMUNISTA. Altro che magliette: uomini come Stefio, Agliana, Cupertino e soprattutto Maurizio Quattrocchi, ci vogliono !

Ragazzi come i Nostri Morti in Afghanistan ed Irak, ci vogliono !

Insieme a tutti i Soldati dell' Alleanza Occidentale che ogni giorno lamentano morti, ci vogliono !

Proviamo a mandare un bel po' di Marines, Navy Seals, ed altre truppe speciali. Proviamo a sparare una bella dose di bombe sulle caserme birmane e sulle casette dei Generali Comunisti da parte degli Aerei Nato presenti nelle basi di Diego Garcia ed in Thailandia. Sai come verrebbero a più miti consigli ?

giovedì 23 agosto 2007

Napolitano chiederà scusa al Vietnam ed alla Cambogia ?

Lo scorso anno abbiamo assistito alle scuse del presidente Napolitano all' Ungheria per l'avvallo che diede all' invasione sovietica del 1956, credendo forse di autoassolversi, insieme a tutto il Partito Comunista Italiano di allora. A me non bastarono, queste scuse, come credo alla maggior parte del popolo magiaro. Il coraggioso e deciso discorso tenuto ieri dal Presidente americano George Bush all' annuale Congresso dei Veterani di Kansas City fa ritornare d' attualità la Guerra del Vietnam. Conflitto perso dagli Stati Uniti per due motivi: la quinta colonna interna composta dai media fomentati dal Partito Democratico (che aveva dimenticato che in pratica il conflitto era stato iniziato da Kennedy, anticomunista al 100 %) e dai tanti intellettuali liberal come Jane Fonda, Bob Dylan, Joan Baez, John Lennon, passando per i Chicago e Crosby, Still, Nash & Young, che grazie anche a questo fecero film e vendettero dischi. Come un certo Michael Moore oggi.

Il ritiro dell' esercito americano innestò una spirale di sangue ed odio tipicamente comunista che colpì migliaia di persone uccise od incarcerate;che produsse il fenomeno dei Boat People e che causò il genocidio di milioni di Cambogiani da parte dei Khmer Rossi del boia Pol Pot; odio che ancora oggi colpisce i Cattolicissimi Montagnard. Di cui dovrebbero occuparsene di più i furbetti di Amnesty International, piuttosto che chiedere l' aborto come diritto.

"Our Cause Was Just", "La Nostra Causa era giusta", dice la scritta sulla bandiera dei Veterani americani del Vietnam, bandiera che troneggia nel mio garage insieme a quella dello stato di Saigòn oggi sparito ma sempre vivo nel mio cuore e di quello di quei ragazzi della mia generazione che non volevano omologarsi alla moda comunista e pacifista di allora, sempre antiamericana e mai pronta a manifestare per le invasioni sovietiche come quella che colpì Praga nello stesso periodo. Ragazzi che ascoltavano e cantavano canzoni escluse dai grandi circuiti musicali, ma che il passa parola di allora fece diventare popolarissime, come questa degli Amici del Vento:

Saigòn

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.
Era rosso il grande sole sulle alture di Vientiane, la sua mano la tua mano insieme e poi
Di lontano, di lontano l'urlo cupo degli aerei, quante volte li hai sentiti su Saigon
Ed ora con gli occhi, con gli occhi nel cielo, rimani distesa in un campo di riso
Ed ora hai pagato quel poco d'amore sotto i mitra vigliacchi del liberatore
Si chiamano sempre liberatori, gli assassini, i più forti, i nuovi vincitori
Han lasciato il tuo corpo un po' sporco di sangue, tutto è rosso ormai la morte, la sua falce e il suo martello
Mentre viene dal mare il profumo d'oriente, tu mi chiedi perché, tu mi chiedi chi è stato
a scavare quel fosso, a distruggere un sogno di libertà
Sono stati i Vietcong, i Russi, i Cinesi, il menefreghismo dei ricchi borghesi .
Sono stati i ragazzini dei gruppuscoli assassini, sono stati i perbenisti, i nuovi moralisti
Sono stati i sindacati, servi di molti padroni sono stati i comunisti di tutte le nazioni
Sono stati i pacifisti, sono stati i progressisti, sono stati i disfattisti
In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee...

"La nostra causa era giusta" ha ricordato ieri Bush, aggiungendo che l' errore non fu la Guerra, ma il ritiro delle truppe americane, che causò l' annientamento di intere popolazioni; e tale errore si ripeterebbe oggi in caso di ritiro dall' Iraq dove terroristi che oggi qualcuno chiama "resistenti" ( e perchè non "partigiani" ?) non aspettano altro che un disimpegno degli USA per riportare al medioevo l' intera regione.

Questo deve essere chiaro sia all' Europa, che al Congresso Americano, oggi come allora contrapposto al Presidente.

Chissà se Napolitano chiederà mai abbastanza scusa di tutto il sangue comunista sparso nel mondo da un' ideologia di morte ?

venerdì 16 febbraio 2007

Quelli che dicon no al Dal Molin.

Quelli che in manifestazione ci vado per far piacere al prof di Diritto che è tanto f*** : Oh yes !

Quelli che vogliamo un mondo di pace, anche a costo di picchiare chi non è con noi : Oh yes !

Quelli che Sabato a Vicenza c' è uno che mi procura del pakistano nero e tosto : Oh yes !

Quelli che bisogna andare in manifestazione perchè l'ho sentito in TV:

Oh yes !

Quelli che "c***o, compagni, bisogna vendicare Carlo e Dax , e mandare all' inferno un fascio od un caramba" : Oh yes !

Quelli che " yankee di m****, fan**** voi, Bush e la Coca Cola :

Oh yes !

Quelli che un altro mondo è possibile : Oh yes !

Quelli che Berlusconi fa comunque schifo : Oh yes !

Quelli che Hasta la victoria siempre, Comandante Che Guevara :

Oh yes !

Quelli che meno male , c'avevo la verifica di greco:

Oh yes !

Quelli che San Francesco era il primo pacifista, e dobbiamo più che evangelizzare, estendere l'ecumenizzazione ad oltranza:

Oh yes !

Quelli che più case meno chiese: Oh yes !

Quelli che l'aborto e la pillola mi rendono più libera:

Oh yes !

Quelli che Palestina Libera: Oh yes !

Quelli che a Vicenza non ci sono mai stata, chissà se trovo la felpa della Guru nuova: Oh yes !

Quelli che forse mi riprendono quelli del Grande Fratello:

Oh yes !

Quelli che ho un amico marocchino: Oh yes !

Quelli che non so perchè son venuta, però è giusto:

Oh yes !

Quelli che spacchiamo su tutto: Oh yes !

Quelli che NO TAV : Oh yes !

Quelli che compriamo solidale : Oh yes !

Quelli che Saddam è vivo e lotta insieme a noi:

Oh yes !

giovedì 28 dicembre 2006

Pannella su Saddam:vada fino in fondo !

Il leader delle Brigate Radicali ha iniziato l'ennesimo sciopero della fame, teso questa volta a salvare la vita a Saddam Hussein.

Non vorrei tanto entrare nel merito della condanna; sono favorevole alla pena di morte, nel caso di efferati ed accertati delitti. Nel caso di Saddam ho qualche dubbio, e cioè se non fosse meglio tenerlo in vita non per motivi umanitari, ma per sapere qualcosa in più sul suo regime e sulle attuali formazioni terroristiche a lui legate. Ho l'esperienza della condanna a morte di Ceausescu, troppo furbescamente fatto sparire per tenere celati molti segreti di coloro che cavalcarono la Rivoluzione del 1989 con un colpo di stato che culminò con i fatti della Piazza dell' Università dell'anno dopo, fatti dimenticati in fretta in Occidente, e che, spazzando via gli studenti anticomunisti rumeni, favorirono il consolidamento del neo-comunista Ion Iliescu.

E comunque, dissento ampiamente sulla forca:per il rispetto dovuto ad un militare nemico, trovo giusto che se il popolo irakeno ha deciso per la pena capitale, è la fucilazione la pena da applicare.

Ma, ripeto, non di questo voglio occuparmi, ma di Pannella. E' il suo comportamento che mi lascia sconcertato: ora teso a salvare un criminale, mentre per Welby voleva l' omicidio di stato. Così come é nota la sua posizione e dei radicali su aborto, l'eutanasia, gli embrioni sfruttati, la droga assassina ed i PACS tesi ad estinguere l'umanità.

E soprattutto il fatto che sono anni che il Giacinto (questo il suo vero nome) imperversa con scioperi e scioperette di fame e sete, naturalmente seguitissimo dai media. Anni che vediamo affievolirsi la voce del capo, non certo per le sigarette che fuma, ma per la sua precaria condizione di salute dovuta a queste esibizioni. Ma, ZAC, arrivato ad un passo dalla fine, ecco l' angelo laico arriva a salvarlo in extremis.

A questo punto, poichè non credo che le autorità irakene cambino idea, consiglierei a Giacinto di andare fino in fondo, ed in nome della coerenza per la quale Non bisogna toccare Caino (mentre il povero Abele giace e si da' pace...), SI LASCI MORIRE, assistito dai suoi compagni di partito e dalle varie associazioni di lucacoscioni vari, sedato magari dal Dott. Riccio, per assistere ad un altro funerale laico. Avendo la coerenza di Bobby Sands e degli altri martiri di Maze.

Ma l' Allodola (così noi simpatizzanti della causa Irlandese amiamo chiamarlo), nonostante 66 giorni di sciopero della fame, fino all'ultimo espresse la volontà di NON voler morire; e così ebbe un bel funerale Cattolico e sulla sua tomba svetta una Croce Celtica,simbolo di fede (alla faccia di certe leggi liberticide italiane, che vorrebbero criminalizzarla...). Mentre siamo certi che il capo delle Brigate Radicali, teso a liberare l' Italia dal giogo clericofascista, preferirà alla fine rinunciare, tra gli applausi dei liberal/libertari di ogni colore, quelli di Sergio D'Elia, che di lotta armata se ne intende e dei vari neoantifascisti ed antipapisti che vorrebbero ridurre al silenzio quelli che sono troppo politicamente non allineati al buonismo trasversale, e che considerano FECCIA.

PENSACI, GIACINTO !!!

domenica 12 novembre 2006

I Martiri di Nassirya ? Lasciateli a Noi !

Lasciateli a Noi, questi Eroi: cosa capite, compagni, di Patria, di Onore, e della Nostra Bandiera, voi che per anni, ed ancora adesso, avete insultato la prima, dileggiato il secondo e bruciata nelle piazze la terza ? Non fate i farisei, quando ancora echeggia l'infame urlo dei maiali bercianti :"10,100,1000 Nassirya", quando i vostri sodali picchiano i padri di tali Eroi, come il genitore di Vanzan. Voi che versate lacrime per terroristi camuffati da resistenti o per criminali vietkong, per l' Ernesto assassino che campeggia sulle vostre puzzolenti magliette, intrise di alcool e droga o per i gappisti d'ogni tempo. Non toccate le Nostre Bare, coperte dal Bianco, Rosso, Verde, i tre colori che amiamo più di noi stessi. Tre colori per i quali caddero 19 Immortali:

· Enzo Fregosi, Sottotenente dei Carabinieri
· Alfonso Trincone, Sottotenente dei Carabinieri
· Giovanni Cavallaro, Sottotenente dei Carabinieri
· Filippo Merlino, Sottotenente dei Carabinieri
· Massimiliano Bruno, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Alfio Ragazzi, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Daniele Ghione, Maresciallo Capo dei Carabinieri
· Giuseppe Coletta, Brigadiere dei Carabinieri
· Ivan Ghitti, Brigadiere dei Carabinieri
· Domenico Intravaia, Vice Brigadiere dei Carabinieri
· Andrea Filippa, Appuntato dei Carabinieri
· Orazio Maiorana, Appuntato dei Carabinieri
· Massimiliano Ficuciello, Capitano dell’Esercito
· Silvio Olla, Maresciallo Capo dell’Esercito
· Emanuele Ferraro, Caporal Maggiore Capo scelto dell’Esercito
· Sandro Carrisi, 1°Caporal Maggiore dell’Esercito
· Pietro Petrucci, Caporal Maggiore dell’Esercito
· Stefano Rolla, civile
· Marco Beci, civile.

A Voi, Immortali, dedico tre pagine tratte da un libro che un tempo era patrimonio delle nostre scuole, ed oggi giace impolverito tra le bacheche grazie alle insegnanti progressiste:

CUORE, di Edmondo de Amicis.

I soldati.
Il suo figliuolo era volontario nell'esercito quando morì: per questo il Direttore va sempre sul corso a veder passare i soldati, quando usciamo dalla scuola. Ieri passava un reggimento di fanteria, e cinquanta ragazzi si misero a saltellare intorno alla banda musicale, cantando e battendo il tempo colle righe sugli zaini e sulle cartelle. Noi stavamo in un gruppo, sul marciapiede a guardare: Garrone, strizzato nei suoi vestiti troppo stretti, che addentava un gran pezzo di pane; Votini, quello ben vestito, che si leva sempre i peluzzi dai panni; Precossi, il figliuolo del fabbro, con la giacchetta di suo padre, e il calabrese, e il muratorino, e Crossi con la sua testa rossa, e Franti con la sua faccia tosta, e anche Robetti, il figliuolo del capitano d'artiglieria, quello che salvò un bambino dall'omnibus, e che ora cammina con le stampelle. Franti fece una risata in faccia a un soldato che zoppicava. Ma subito si sentì la mano d'un uomo sulla spalla: si voltò: era il Direttore. - Bada, - gli disse il Direttore; - schernire un soldato quand'è nelle file, che non può né vendicarsi né rispondere, è come insultare un uomo legato: è una viltà. - Franti scomparve. I soldati passavano a quattro a quattro, sudati e coperti di polvere, e i fucili scintillavano al sole. Il Direttore disse: - Voi dovete voler bene ai soldati, ragazzi. Sono i nostri difensori, quelli che andrebbero a farsi uccidere per noi, se domani un esercito straniero minacciasse il nostro paese. Sono ragazzi anch'essi, hanno pochi anni più di voi; e anch'essi vanno a scuola; e ci sono poveri e signori, fra loro, come fra voi, e vengono da tutte le parti d'Italia. Vedete, si posson quasi riconoscere al viso: passano dei Siciliani, dei Sardi, dei Napoletani, dei Lombardi. Questo poi è un reggimento vecchio, di quelli che hanno combattuto nel 1848. I soldati non son più quelli, ma la bandiera è sempre la stessa. Quanti erano già morti per il nostro paese intorno a quella bandiera venti anni prima che voi nasceste! - Eccola qui, - disse Garrone. E infatti si vedeva poco lontano la bandiera, che veniva innanzi, al di sopra delle teste dei soldati. - Fate una cosa, figliuoli, - disse il Direttore, - fate il vostro saluto di scolari, con la mano alla fronte, quando passano i tre colori. - La bandiera, portata da un ufficiale, ci passò davanti, tutta lacera e stinta, con le medaglie appese all'asta. Noi mettemmo la mano alla fronte, tutt'insieme. L'ufficiale ci guardò, sorridendo, e ci restituì il saluto con la mano. - Bravi, ragazzi, - disse uno dietro di noi. Ci voltammo a guardare: era un vecchio che aveva all'occhiello del vestito il nastrino azzurro della campagna di Crimea: un ufficiale pensionato. - Bravi, - disse, - avete fatto una cosa bella. - Intanto la banda del reggimento svoltava in fondo al corso, circondata da una turba di ragazzi, e cento grida allegre accompagnavan gli squilli delle trombe come un canto di guerra. - Bravi, - ripeté il vecchio ufficiale, guardandoci; - chi rispetta la bandiera da piccolo la saprà difender da grande.

L'amor di Patria.

Poiché il racconto del Tamburino t'ha scosso il cuore ti doveva esser facile, questa mattina, far bene il componimento d'esame: - Perché amate l'Italia. Perché amo l'Italia? Non ti si son presentate subito cento risposte? Io amo l'Italia perché mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano perché è italiana la terra dove son sepolti i morti che mia madre piange e che mio padre venera, perché la città dove son nato, la lingua che parlo, i libri che m'educano, perché mio fratello, mia sorella, i miei compagni, e il grande popolo in mezzo a cui vivo, e la bella natura che mi circonda, e tutto ciò che vedo, che amo, che studio, che ammiro, è italiano. Oh tu non puoi ancora sentirlo intero quest'affetto. Lo sentirai quando sarai un uomo, quando ritornando da un viaggio lungo, dopo una lunga assenza, e affacciandoti una mattina al parapetto del bastimento, vedrai all'orizzonte le grandi montagne azzurre del tuo paese; lo sentirai allora nell'onda impetuosa di tenerezza che t'empirà gli occhi di lagrime e ti strapperà un grido dal cuore. Lo sentirai in qualche grande città lontana, nell'impulso dell'anima che ti spingerà fra la folla sconosciuta verso un operaio sconosciuto dal quale avrai inteso passandogli accanto, una parola della tua lingua. Lo sentirai nello sdegno doloroso e superbo che ti getterà il sangue alla fronte, quando udrai ingiuriare il tuo paese dalla bocca d'uno straniero. Lo sentirai più violento e più altero il giorno in cui la minaccia d'un popolo nemico solleverà una tempesta di fuoco sulla tua patria, e vedrai fremere armi d'ogni parte, i giovani accorrere a legioni, i padri baciare i figli, dicendo: - Coraggio! - e le madri dire addio ai giovinetti, gridando: - Vincete! - Lo sentirai come una gioia divina se avrai la fortuna di veder rientrare nella tua città i reggimenti diradati, stanchi, cenciosi, terribili, con lo splendore della vittoria negli occhi e le bandiere lacerate dalle palle, seguiti da un convoglio sterminato di valorosi che leveranno in alto le teste bendate e i moncherini, in mezzo a una folla pazza che li coprirà di fiori, di benedizioni e di baci. Tu comprenderai allora l'amor di patria, sentirai la patria allora, Enrico. Ella è una così grande e sacra cosa, che se un giorno io vedessi te tornar salvo da una battaglia combattuta per essa, salvo te, che sei la carne e l'anima mia, e sapessi che hai conservato la vita perché ti sei nascosto alla morte, io tuo padre, che t'accolgo con un grido di gioia quando torni dalla scuola, io t'accoglierei con un singhiozzo d'angoscia, e non potrei amarti mai più, e morirei con quel pugnale nel cuore.

Italia.
Salutala così la patria, nei giorni delle sue feste: - Italia, patria mia, nobile e cara terra, dove mio padre e mia madre nacquero e saranno sepolti, dove io spero di vivere e di morire, dove i miei figli cresceranno e morranno; bella Italia, grande e gloriosa da molti secoli; unita e libera da pochi anni; che spargesti tanta luce d'intelletti divini sul mondo, e per cui tanti valorosi moriron sui campi e tanti eroi sui patiboli; madre augusta di trecento città e di trenta milioni di figli, io, fanciullo, che ancora non ti comprendo e non ti conosco intera, io ti venero e t'amo con tutta l'anima mia, e sono altero d'esser nato da te, e di chiamarmi figliuol tuo. Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali; amo la tua gloria e la tua bellezza; t'amo e ti venero tutta come quella parte diletta di te, dove per la prima volta vidi il sole e intesi il tuo nome. V'amo tutte di un solo affetto e con pari gratitudine, Torino valorosa, Genova superba, dotta Bologna, Venezia incantevole, Milano possente; v'amo con egual reverenza di figlio, Firenze gentile e Palermo terribile. Napoli immensa e bella, Roma meravigliosa ed eterna. T'amo, patria sacra! E ti giuro che amerò tutti i figli tuoi come fratelli; che onorerò sempre in cuor mio i tuoi grandi vivi e i tuoi grandi morti; che sarò un cittadino operoso ed onesto, inteso costantemente a nobilitarmi, per rendermi degno di te, per giovare con le mie minime forze a far sì che spariscano un giorno dalla tua faccia la miseria, l'ignoranza, l'ingiustizia, il delitto, e che tu possa vivere ed espanderti tranquilla nella maestà del tuo diritto e della tua forza. Giuro che ti servirò, come mi sarà concesso, con l'ingegno, col braccio, col cuore, umilmente e arditamente; e che se verrà giorno in cui dovrò dare per te il mio sangue e la mia vita, darò il mio sangue e morrò, gridando al cielo il tuo santo nome e mandando l'ultimo mio bacio alla tua bandiera benedetta.

giovedì 10 agosto 2006

Il nemico è in casa. E sarà italiano.

Non possiamo nascondere la verità, e nemmeno negarla. Come dimostrano gli arresti di Londra che hanno evitato un' altra strage di incalcolabile rilevanza, tutti pachistani ma con passaporto britannico, il nemico non solo è penetrato in Occidente grazie alla dabbenaggine stessa dell' Europa, ma è all' interno dei singoli stati, dove nuclei ben organizzati del terrorismo, grazie anche alla Tukyia, la Dissimulazione consentita dall' islamismo, sono ben radicati, si muovono e tramano per massacrarci con le armi che gli regaliamo, e sono o si apprestano a diventare cittadini ,via via, francesi, britannici, tedeschi, italiani.

Spallegiati dalle leggi che questo governo vara o promulgherà, dall' indulto alla cittadinanza dopo 5 anni, anche in Italia la loro arroganza e la loro sicumera diventa ogni giorno più lampante.

Spesso hanno già occupato Chiese; incuranti dei Nostri Morti hanno sequestrato, lo scorso giorno, il Cimitero di san Lazzaro, vicino a Padova, chiudendo il cancello, scacciando i parenti dei sepolti ed usando i servizi e le fontanelle come docce, lavandini e quant'altro, aggirandosi tra le tombe in mutande, in spregio alle Croci del Camposanto. Padova che ormai è costretta a tirar su Muri di Berlino, con la resa incondizionata della propria giunta di sinistra alle bande di casseurs.

Il Partito ( o forse i partiti) Islamico si sta già organizzando, in vista delle valanghe di cittadinanze che l' Unione, terrorizzato dalle prossime IMMINENTI elezioni, si appresta ad elargire.

A Milano gli Sciti manifestano contro Israele.

L' ITALASIA è cominciata.

sabato 10 giugno 2006

Pacifisti di Governo:l' Esercito si ribella.

Al funerale di Alessandro Pibiri, Bertinotti è stato attaccato verbalmente da un Generale, ex-comandante della Brigata "Ariete", Che, incontrandolo davanti alla basilica di San Paolo, al termine delle esequie di Stato , gli dà del "presidente opportunista". Fausto Bertinotti, presidente della Camera, non replica. Dice solo: "Lei si qualifica con le parole che dice".

L'incidente si colloca al termina di una mattinata cupa contraddistinta dal dolore per la morte del caporal maggiore in Iraq. La bara sta passando, tra gli applausi dei tanti che sono venuti a rendere omaggio al militare caduto, nel piazzale antistante la basilica. Bertinotti, intercettato dai giornalisti, rilascia una dichiarazione di cordoglio.

Ed è proprio a questo punto che si fa avanti il Generale Gianalfonso Davossa: "Ecco il presidente opportunista, ecco l'opportunista di turno", ripete più volte davanti ai giornalisti. Fausto Bertinotti non si scompone, limitandosi a commentare: "Lei si qualifica per le parole che dice".

La polemica sembra chiusa lì. Se non fosse che il militare in congedo, successivamente, vuole spiegare le ragioni del suo gesto. Rincarando la dose.

Secondo D'Avossa Bertinotti "è stato abile a farsi eleggere Presidente della Camera per poi ricattare la maggioranza di centrosinistra, quello è stato un suo merito, ma certamente non ha rispetto per i militari". Non è finita, secondo il Generale il Presidente della Camera "si è permesso di candidare e poi far eleggere una senatrice (Lidia Menapace, ndr) che, per fortuna, non è stata eletta presidente della commissione Difesa secondo cui la vita militare è una vita di m....".

Il militare non ha affatto digerito che Bertinotti abbia sfoggiato, il giorno della parata del 2 Giugno, "una spilletta della pace dimostrando infantilismo politico". Poi l'affondo: "La sera frequenta i salotti romani, gli stessi dove vado anch'io, ma quando lo incontro me ne vado immediatamente. Fa tanto l'uomo di mondo - conclude D'Avossa - ma non si può scherzare sul sangue dei nostri soldati".

Aggiungo che poco dopo, il Generale è stato affiancato da una volante di Polizia; gli agenti sono scesi e gli hanno detto: "Bravo Generale: magari tutti i Generali fossero come Lei !"

venerdì 5 maggio 2006

Al Qaeda sceglie D'Alema.

Ancora sangue italiano versato dai terroristi.Due militari italiani sono morti oggi in un attentato avvenuto vicino a Kabul dopo essere rimasti gravemente feriti.I militari morti in seguito all'attacco sono il Tenente Manuel Fiorito, del 2° Reggimento Alpini di Cuneo, e il Maresciallo ordinario Luca Polsinelli, del 9° Reggimento Alpini dell'Aquila. Fiorito, di Verona, aveva 27 anni. Polsinelli, 28 anni, era nato a Orbetello e risiedeva a Sora, in provincia di Frosinone.
L'attentato si è verificato a pochi chilometri dalla capitale in direzione sud-est, nella zona si Musay Valley di responsabilità italiana e dove gli alpini operano da tempo senza aver mai registrato particolari problemi, come ha spiegato un portavoce italiano da Kabul.
I feriti, che facevano parte di una pattuglia costituita da 12 uomini a bordo di due veicoli blindati Puma 6x6 VBL, sono stati recuperati da mezzi tedeschi e trasportati all'ospedale militare tedesco.
Sembra che l'ordigno fosse piazzato sul ciglio della strada e sia stato fatto brillare al passaggio della pattuglia alle 16.20 locali, le 13.50 italiane. I militari coinvolti si trovavano tutti sul primo mezzo.
Gli altri quattro militari rimasti feriti, tutti in modo lieve, appartengono al 2° Reggimento alpini di Cuneo: sono i caporali maggiori scelti Giarracca, Clementini, Rivano e il primo caporale maggiore Mastromauro.

Obbedienti all' infame slogan che urlano i prodi partecipanti ai cortei sinistri, i terroristi tornano a colpire.

Forse vedono di buon occhio l' elezione a Presidente della Repubblica di quel Massimo D'Alema che ,come racconta il suo biografo ufficiale Giovanni Fasanella , era abituato alle Molotov del '68 all'Università Pisana...

Che Dio protegga l' Italia !


giovedì 27 aprile 2006

Blog in lutto.

QUESTO BLOG E' IN LUTTO PER IL VILE ATTENTATO CHE HA COLPITO A NASSIRYA I MIEI DUE PAESI,ITALIA E ROMANIA.