Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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venerdì 30 settembre 2016
Elogio della leggerezza.
Dicono che non fosse un fulmine di guerra: sarà, io me lo ricordo, quando io, da bambino prima ed adolescente poi, andavo in vacanza a Capri. Persona molto buona e molto credente. Stimata da tutti. Protagonista di un' Italia che non c'è più, lontano da urla, strilli in tibbù, insulti, canottiere e tatuaggi, deodoranti ascellari al posto di Carosello, tronisti e grandifratelli.
Dove le amanti non era volgari, e non facevano divorziare.
Dove gli omosessuali erano tollerati, non avendo pretese impossibili come matrimonio e figli. Dove i Preti erano Preti, la Chiesa era Chiesa, i Papi erano trionfalmente rappresentanti di Pietro.
Non posso che rimpiangere quell' Italia Perduta...
Adieu !
sabato 26 marzo 2016
martedì 8 ottobre 2013
Scovato il volto dell' Antonio Rossi che mi perseguita....
Il terzo, con il cartello "FASCISTI PORCHI" è lo zio grasso di Fassino. Il quarto è un cugino di seconda di Ugo Tognazzi, noto giornalista (W L Unità è semplicemente un refuso).
Il simpatico Antonio Rossi è quello con il cartello "Morte LA MSI", probabilmente dovuto ad un francesismo.
lunedì 30 settembre 2013
MODERATO A CHI ?????
A 14 in Quarta Ginnasio dopo che un compagno (!!!) di classe mi disse: "Non avrai mai il coraggio di iscriverti alla Giovane Italia !", mi presentai in sede per la mia prima tessera il giorno dopo.
A 14 o 15 anni, alla vista del primo corteo di scioperanti, mi affacciai al balcone di mia sorella in Viale Tunisia a Milano e feci il Saluto Romano, davanti a decine di migliaia di zecche. Finendo sul "Corriere" e rischiando di brutto.
Non sono mai stato MODERATO. E non morirò MODERATO.
sabato 28 settembre 2013
E noi bocottiamo l' Althea.
Dimostrando, ancora una volta, dove stiano i VERI intolleranti.
Ma la figura peggiore, in tutta questa faccenda la fa una ditta di sughi pronti, l' Althea, sempre di Parma. Raggiunse una certa notorietà a cavallo degli anni '60/'70, tanto da suscitare l' interesse della multinazionale UNILEVER, che l' acquistò, facendola poi cadere nel semianonimato. Ricomprata da una società napoletana nel 1990, ha pensato bene di ritagliarsi un angolino di notorietà postando in Faccialibro una foto politicamente corretta con due pederasti che si baciano e la scritta: "Dove c'è Althea c'è famiglia". Guadagnandosi subito il consenso degli italioti ("bravi !" "evviva !")
Veramente viene da dire cosa non si faccia per il marketing !
Che spariscano di nuovo nell' anonimato, per quanto mi riguarda !
venerdì 6 settembre 2013
Quando dottrina era Dottrina, porca paletta ! Con premi e castighi.
domenica 16 settembre 2012
Se la FIAT fosse un' azienda normale, ma non lo è.
Se la FIAT fosse un' azienda normale, sarebbe logico che facesse gli interessi padronali, ed essendo in questo caso una SpA, degli azionisti. Spostando la produzione a proprio piacimento, senza dover render conto nè allo Stato nè ai sindacati.Ma la FIAT è un fenomeno tutto italiano, impensabile in altri paesi Occidentali, avendo ricevuto per decine di anni i contributi degli Italiani, riuscendo così non solo a non fallire, ma pure a fagocitare via via tutte le marche automobilistiche italiane, assassinate dalle lotte sindacali degli anni '60 e '70, che solo sfiorarono il colosso della famiglia Agnelli.
E non è normale che ancora oggi il contribuente italiano debba preoccuparsi degli starnuti di Marchionne, quando in un Paese Normale la FIAT sarebbe potuta fallire da tempo e senza rimpianti.
E' ora dunque di dire basta al foraggiamento da parte dello Stato di chi pensa solo a mungerlo. O si danno una calmata, o la si nazionalizzi. O vada sul pero...
domenica 26 agosto 2012
Quel 21 Luglio 1969, quando gli USA schiaffeggiarono l' URSS.
Io vorrei invece ricordare il periodo storico. Eravamo in piena Guerra Fredda, all' inizio di quegli Anni di Piombo ed Anni '70 che tanto odio e tanti morti regalarono all' Italia, grazie ai Servizi Segreti comunisti ed arabi di mezzo mondo, che interagivano sul nostro suolo. Morti di Stragi e Morti dovuti all' antifascismo militante che vedeva nell' avversario politico il Fascista da abbattere, fisicamente e moralmente. Ed anche nel mondo il KGB, il servizio di spionaggio russo, con le varie Quinte Colonne, cercava di propagandare l' odio antiamericano, riuscendo a penetrare anche negli USA, iniettando il pacifismo tra i giovani grazie alla diffusione delle droghe e vari messaggi disgreganti. Nasceva negli anni '60 la contestazione globale che poi avrebbe contaminato l' Europa, nascevano le manifestazioni antipatriottiche contro la GIUSTA guerra anticomunista nel Vietnam. E grazie a pennivendoli, scrittori e cantanti si ponevano le basi per rischiare di perdere quella Terza Guerra Mondiale.
Attorno a quegli anni, anche su altri fronti era combattuta quella guerra: oltre alla Propaganda di cui sopra, uno era la Conquista dello Spazio. Ad un certo punto l' URSS sembrò vincente in entrambi. Gagarin era stato il primo uomo dello Spazio, e molti pennivendoli e pseudo intellettuali erano pronti a celebrare la vittoria Sovietica nella corsa alla Luna.
Ma restarono come "quelli della Mascherpa" (di sasso), come si dice a Milano, per il grande sorpasso, poi vittorioso, fortemente voluto dal grande Presidente anticomunista Richard Nixon.
Ero quattordicenne, allora, ed ero in vacanza a Capri. Con grande attenzione si era seguito quel momento. Ricordo che con la famiglia decidemmo di attendere quella notte nella Sala TV dell' Hotel Quisisana, pieno di turisti americani, con i quali fraternizzai. Ricordo come fosse oggi il grande applauso e le manifestazioni di giubilo patriottiche al momento del magico tocco lunare di Neil Armstrong, ex-pilota pluridecorato nella Guerra di Corea. Mentre già, pur giovanissimo, conoscevo l' odio comunista verso la Patria e la Bandiera in Italia (che Napolitano sembra aver dimenticato...).
Anche per quello non potrò mai dimenticare quella magica notte del 1969, e Collins, Armstrong ed Aldrin (nella foto con Bush nel 40esimo anniversario dell' Apollo 11). Quella storica vittoria di tutto l' Occidente sull' Unione Sovietica !
mercoledì 9 maggio 2012
Veniamo agli arretrati: la Polverini antifascista...
Devo dire che leggendo le dichiarazioni sul 25 aprile di Renata Polverini, eletta Governatore del Lazio GRAZIE ai Nostri Voti de La Destra, ho fatto un balzo sull' aereo da farlo tremare e sobbalzare. Lei, contestata aspramente solo un anno prima dalle zecche (così chiamate da lei stessa) proprio con la stessa canzone, si mette a cantare alla radio "Bella Ciao" ???Con tutti i sindacalisti CISNAL pestati, sprangati, insultati negli anni '60 e '70 nel nome dell' antifascismo, si definisce "antifascista" ??? E definisce il Fascismo il male assoluto esattamente come fece Fini...
Mai stata iscritta a Movimenti ispirati al Fascismo ???
Chissà cosa ne pensano i poveri Giuseppe Landi (Presidente prima della Confederazione Nazionale Fascista dei Lavoratori del Credito e dell' assicurazione eppoi di quella dell' Industria) e Giovanni Roberti (prigioniero non cooperante ad Hereford) ? I primi due Segretari CISNAL, per chi non lo ricordasse...
Se non avessi chiesto conferma ad amici, non ci avrei creduto.
Fini, Alemanno, Polverini...
Se la prossima sarà Flavia Perina, esploderò come un pallone !!!!
sabato 1 ottobre 2011
Riesumate il cadavere di Gianni Brera ed arrestatelo !!!
Il clima politico è ormai sempre più acceso, e non ne è esente più nessuno, nemmeno chi dovrebbe essere super partes per il ruolo istituzionale che ricopre, ricordandosi altresì che l' Italia NON è una Repubblica Presidenziale, come avrebbe invece voluto Giorgio Almirante. Ed ecco che le recenti esternazioni di Giorgio di Budapest riecheggiano con clamore, rivelando ancora una volta l' anima da comunista che resta incancellabile nel proprio patrimonio vitale.
Dunque, per stemperare un pochino gli animi, meglio metterla sull' ironia: a questo punto suggerirei a qualche esponente di Magistratura Democratica di far riesumare il cadavere del giornalista Gianni Brera, mirabile raccontatore di pedatori infranti, abile coniatore di neologismi cui, indegnamente, mi sono ispirato anch'io per inventarmi termini come giovanitristi e tocquevillani; e, come avvenne in passato, di portarlo a SanVitùr a ciapà i bott, in catene, e processarlo. Perchè è a lui che si deve l' invenzione del termine Padania. La quale esiste, tant'è che, dopo l' introduzione di questa parola del Giuanìn negli anni '60, fu poi ripresa, oltre da tanti altri, anche da Indro Montanelli. Piaccia o non piaccia.
Fosse vivo oggi, credo che l' Arcimatto si farebbe delle crasse risate, insieme al suo inseparabile amìs Beppe Viola...
"Ho scritto con ringhi edipici di Po che è soltanto la seconda ascissa delle coordinate equoree d'Europa: si capisce che l'ordinata è il Reno e che la prima ascissa è il Danubio. Ho scritto e penso tuttora che l'Italia non sia mai nata perché Po non era un fiume, altrimenti Venezia l'avrebbe risalito più in forze - dico con navi idonee -e avrebbe sottratto la Padania alle ricorrenti follie papaline e alemanne del Sacro Romano Impero, avrebbe avuto sufficienti derrate alimentari, ineguagliabili artigiani del ferro e tessitori di lana e di seta raffinatissimi; avrebbe avuto ottimo vino da esportare in tutta Europa e sarebbe stata la più ricca nazione del mondo. Invece si è sempre inghiaiata a valle di Cremona e non ce l'ha mai fatta a sottomettere Milano (200.000 abitanti) e le altre verdi contrade padane fino a Torino, vezzoso borgo di 12.000 anime (inalora). Tutto questo io scrivo avendo chiaro il concetto della storia ma a che dei brutti ricordi che Po mi ha lasciato nel sangue. Così ne ho paura, una religiosa e fottuta paura: ma raccontare fole con l'aria di dir cose seriose non mi garba. E se ti sembro matto, o mio cortese lettore, pensa che anch'io sono figlio di Po. Da un padre simile, chi volete che nasca ! " Gianni Brera.
martedì 14 settembre 2010
C'era una volta il Postino...
Ieri Monsoreau ha fatto un ottimo punto sulla situazione della scuola italiana, http://blacknights1.blogspot.com/2010/09/cera-una-volta-la-scuola.html#links
ma non è l' unica nota dolente italiana. Per esempio, ho appreso in questi giorni che presto la Posta cesserà di essere consegnata al Sabato. Dal 20 Settembre in alcuni comuni pilota, poi dall' 11 Ottobre piano piano si estenderà a tutto il resto della penisola. E così una figura un tempo mitica nei piccoli centri, il Postino, colonna portante della ruralità insieme al Barbiere, la Maestra, il Maresciallo dei Carabinieri, il Capostazione ed il Parroco, perderà ulteriore importanza, valore e significato. Si, d' accordo, già ora non è più quello dei vecchi film in bianco e nero che recapitava una missiva anche tra un metro di neve, con la vecchia bici e la tracolla trabordante di posta; già da tempo i pacchi te li recapita un corriere menefreghista, spesso peruviano o nordafricano; che quasi sempre ti infila la cartolina di "mancata consegna" già furbescamente preparata la sera prima. Lo stesso postino è un mestierante sindacalizzato che ti lancia la busta nella feritoia e scappa, magari col pensiero al secondo (ed a volte pure al terzo...)lavoro. A volte accorpa la posta, e così un giorno o due o tre la casella è vuota, ed a volte straripa di buste. Sotto le Feste, poi, i ritardi sono stratosferici, quando poi la cronaca non ci informa della scoperta del Postino infido trovato a buttare la posta tra i rifiuti oppure che s'era intascato assegni e Carte di Credito.
Già non c' era più il Postino d' un tempo, spesso invitato da un' anziana sola soletta a bersi un caffettino ristoratore od un nocino fatto in casa. Anziana in attesa della lettera da un parente lontano. Già sostituita dalla posta elettronica era precocemente scomparsa la Busta d' Amore, profumata, contenente piccoli ricordi, petali di rose, che innamorati romantici ma divisi dalla lontananza attendevano con trepidazione. Quelle Buste che io e Mia Moglie ci siamo scambiate a centinaia, prima da giovani adolescenti, eppoi quasi ventanni dopo, ancora copiose, per riprendere un discorso interrotto per colpe non nostre. Buste che ancora conserviamo ed ogni tanto rileggiamo insieme, con gioia.
Anche i quotidiani cesseranno d' essere consegnati, e più non conforteranno i pensionati in cerca di notizie dal mondo. E di ciò se n'è lamentato l' Osservatore Romano.
Dice: ma se non sai usare Internet, hai la televisione ! Già: Il Grande Fratello, Santoro, TG3, Uomini e Donne, l' Isola dei Famosi...!!! 


domenica 14 marzo 2010
Arridatece Tonino Carino !
Non mi sono mai piaciuti anticipi, posticipi ed orari strampalati voluti ultimamente per esigenze televisive. Per me le partite dovrebbero iniziare tutte insieme, alle 14,30 d' inverno, ed un po' più tardi man mano che arriva la bella stagione. Mantenendo così il ritmo della festa domenicale di una volta: sveglia tardi, S. Messa con Papà, passaggio obbligato in pasticceria per le paste e rientro a casa. Poi, Tutto il calcio minuto per minuto alla radio, da seguire a casa oppure allo stadio, quando c' erano solo i popolari a £. 2.200, i distinti a 3.500, le tribune a 10.000 ed il cambio del dollaro fermo a 625 lire. Ed infine la rassegna dei goals con molti punti fermi tra i mezzobusti della RAI; uno di essi, sicuramente, era Tonino Carino, mitico telecronista da Ashcoli (pronunciato così, naturalmente...), morto pochi giorni fa. Insieme a Bubba da Genova, Gard da Verona e Necco da Napoli ed Avellino era la rappresentazione del giornalismo di provincia parziale, ruspante ma non fazioso, assai lontano dalle troppe trasmissioni urlate, sportive e non, del giorno d' oggi. Nonostante la sua idiosincrasia per i nomi dei calciatori stranieri, era uno dei volti più noti di allora. Oggi, purtroppo, la Domenica non è più così, ed a volte, quando non gioca la propria squadra, i pomeriggi sono lenti e noiosi.
Capita così che uno, sul divano, si metta a fare zapping come ho fatto oggi io, preso dalla pigrizia dal non voler puntare sui vari canali satellitari oltre il 400 (Discovery, History e similari) che normalmente guardo la sera per evitare gli scadenti programmi sempre più presenti sui 7 canali nazionali. Quanto mai !
Come si fa, dunque, a non rimpiangere Toninocarinodaashcoli quando RAI1 mi propina un Cristiano Malgioglio in bella vista, RAI2 mi impone un Aldo Busi sempre più destinato ad un meritatissimo inferno (in cui non crede...) per quei discorsi di alcuni anni fa sulla prostituzione minorile maschile e Canale5 incentra il primo pomeriggio della suffraggetta omofila Barbara D' Urso che ci offre (per la visione da parte dei bambini troppo spesso lasciati con il telecomando in mano, in fascia domenicale protettissima), un digestivo a base di Maicol, Cecchi Paone ed una tenera coppietta di omosessuali con il loro filmato, con tanto di bacetti, sulla loro cerimonia di coppia celebrata in nave fuori dalle acque territoriali di Savona pochi giorni fa, sulla validità della quale spero sarà presto una magistratura coraggiosa (come quella che ha deliberato sull' illeggittimità per i clandestini ad essere legalizzati grazie a cavilli giuridici) a pronunciarsi ?????
Arridatece Tonino Carino !
domenica 13 dicembre 2009
Una strage "per forza" Fascista.
Continua il doppiopesismo della giustizia all' italiana che ha caratterizzato questo paese dal 1945 ad oggi. Come si fa a mandare definitivamente assolti con la sentenza della Cassazione del 3 Maggio 2005, con l' obbligo del pagamento delle spese processuali assegnato ai parenti delle vittime, dei vari imputati Freda, Ventura, Maggi, Zorzi e Rognoni, per poi bollarli come responsabili morali e storici dell' attentato ? Se sono colpevoli, in galera a marcire. Anzi, come invocato da Giorgio Almirante, Pena di Morte ! Se assolti, si lascino in pace, e si cerchino altrove i responsabili.
Ma stiamo scherzando ? Qui mi sembra di assistere alle dichiarazioni di certe sentenze su Berlusconi, il quale "non poteva non sapere.".
Anzi, dopo le ultime "bombe atomiche", credo che al Capo del Governo verrà presto imputato anche l' 11 Settembre e pure Piazza Fontana, Bologna ed Italicus !
giovedì 5 novembre 2009
Cent' anni fa:Angelo Moratti.
Il 5 novembre 1909 nasceva Angelo Moratti, l'indimenticabile presidente della Mia Beneamata, la squadra di cui mi innamorai da bambino, la Grande Inter che dominava il mondo con una formazione passata alla storia:Sarti, Burgnich, Facchetti..., che si
recitava a memoria come una poesia del Carducci o del Pascoli. Classico esponente dell' imprenditoria meneghina di una volta, si fece da solo, incominciando a lavorare a 16 anni, per contrasti con la matrigna. Entrando nel campo petrolifero, prima come rappresentante, poi come titolare di una piccola azienda, fino alla creazione della SARAS. Nell' anno della mia nascita rilevò l' Inter, arrivando con l' ingaggio del Mago, Helenio Herrera, a dominare l' Europa ed il Mondo. Era un' Italia migliore, senza tanti fronzoli e senza menate: tv in bianconero, Carosello "etuttiananna". Un' Italia dove a San Siro potevi urlare "vai negro !!!!!!!!!" senza beccarti del razzista
(e magari pure il DASPO !) alle sgroppate di quel fenomeno di Jair, che partiva sulla fascia destra, lanciato da Suarez, e non lo fermavi più, neanche a schioppettate ! Eppum, GOAL, come urlava Nicolò Carosio al microfono o raccontava Giuanin Gianni Brera sui giornali. E tutto lo stadio col fiato sospeso. Un' Italia ancora non inquinata da quella peste bubbonica che fu il sessantotto, i cui guasti sono ancora visibili oggi.
Un Italia dove si festeggiava San Francesco, il IV Novembre e l' 11 Febbraio e dove tuttti pensavano fosse normale avere il Crocefisso in Tribunale e nelle Scuole.
Un' Italia, non l' italasia.
giovedì 10 settembre 2009
Camerata Michele Placido, il '68 è stata una boiata !
Da "La Peggio Gioventù":
Dopo un bel riassetto all' archivio, riprendiamo in mano questo mio blog secondario. E l' occasione è ghiotta, prendendo spunto dalla presentazione del film sul '68 al Festival di Venezia del Camerata Michele Placido, guardacaso un giorno dopo l' 8 Settembre. Si, Camerata, perchè il regista/attore/ex-poliziotto, nonostante urli ai quattroventi la sua ammirazione per quel periodo, per i "maestri" e per la sinistra, ha un bel passato giovanile nella "Giovane Italia" (Abruzzo), la formazione dei ragazzi del MSI dove mi onoro di aver militato. Come ben ricorda Luca Telese in "Cuori Neri" con una mini-intervista: "Ho iniziato a far politica da ragazzo, proprio nella Giovane Italia, come credo la metà degli uomini della mia generazione, al sud.Da noi era molto attiva la sezione sportiva, la Fiamma Tricolore, molto forte il radicamento nei paesi. Si viveva uno spirito allegro, a tratti goliardico, ho un ricordo scanzonato ed
allegro.". Ma quasi a mettere le mani avanti, aggiunge: "Non mi sono mai considerato di Destra.". Come no, lo sappiamo bene, anche Alemanno ha appena celebrato l' 8 Settembre dichiarando di non essere MAI stato Fascista. Chissà se il Sindaco di Roma ha ancora al collo quella Croce Celtica appartenuta a Francesco Cecchin...
Ed ecco infatti che, appena emigrato a Roma, voilà, il salto della quaglia da parte del nostro aspirante attore, per entrare nell' Accademia del Cinema senza rischiare posto e soprattutto la pelle, naturalmente. Come tanti altri attori e personaggi dello spettacolo.
Camerata Placido, tu che celebri oggi Dino Boffo come erede dello spirito del '68, oggi che quasi ti vergogni ad ammettere di essere prodotto da Medusa, e che mostri comprensione per chi scelse la lotta armata, lascia che te lo dica uno che non si vergogna del proprio passato e che non ha nulla da nascondere, che quel periodo lo conosce bene, che ha visto tanti Veri Camerati cadere morti o feriti, e se feriti, spesso rovinati per sempre; da uno che ha visto tanti Veri Camerati finire ingiustamente in carcere. Lascia che te lo dica con le parole di un altro attore:
per me, il sessantotto è stata una boiata pazzesca !
venerdì 29 maggio 2009
Berlusconi e l' invidia. Degli italioti.
Da quando gli invidiosi italioti pensarono di autoassolversi dal Fascismo con l' infamia di Piazza Loreto, per oltre sessantanni hanno imperversato nel nostro povero paese i CalzaCorta e le FinteBionde, 2 categorie scaturite da un vecchio libro oggi introvabile di Renzo Barbieri, giornalista de La Notte, quotidiano milanese del pomeriggio diretto dal mitico Nino Nutrizio, uno dei pochi giornali anticomunisti degli anni 60/70, critico spesso contro quell' italietta ben descritta da Longanesi e Flaiano. Barbieri dovette pagare il suo anticonformismo come molti altri che non si schierarono sotto l'ombrello protettivo del PCI, finendo a scrivere anche per i fumetti erotici che tanta fortuna fecero in quegli anni. Bisognava pur vivere, allora, ed accettare quel poco che passava il convento, come Renzo Montagnani, ottimo attore di teatro che dovette fare molti film del filone sexi, dopo aver recitato egregiamente ne "I sogni muoiono all' alba" di Indro Montanelli sia in teatro che al cinema.
Ebbene, i CalzaCorta e le FinteBionde sono tornati prepotentemente in auge in questi giorni, in occasione degli attacchi che queste categorie di personaggi hanno portato al Primo Ministro Silvio Berlusconi, vomitando insulti generati dall' invidia, un peccato che, come ho spiegato, ha spesso caratterizzato l' "italiaantifascistanatadallaresistenza". Invidia del successo ed odio verso chi riesca a svettare sui mediocri.
E per meglio descivere i CalzaCorta (che di solito si sposavano con le FinteBionde), mi farò aiutare da un aneddoto di cui fui testimone nella Mia Città tra la fine degli anni 60 e l' inizio degli anni '70.
Esisteva allora in Via Sant' Andrea, nei pressi di Via Montenapoleone, un piccolo american bar che si chiamava "Il Baretto", vero tempio della Milano Bene di allora, lontana anni luce dai "coronabelem" odierni. Classe vera, buon gusto ed eleganza erano naturali per i clienti del Baretto.
Un giorno arrivò un notissimo gioielliere/playboy di quegli anni, a bordo di una fiammante Ferrari rossa. Abbronzato e ben curato, parcheggiata la macchina, se ne entrò al Baretto, al braccio di una splendida donna.
Dall' altra parte del marciapiede due CalzaCorta, dopo aver assistito alla scena, così conclusero:
"Mmmmmm. Magari ce l'ha piccolo così..."
L'invidia è la base della democrazia (Bertrand Russell).
L'uguaglianza è l'utopia degli invidiosi (Jules Renard)-




