No, non ci siamo proprio, qualcuno dovrebbe parlargli, spiegargli le cose, ed anche consigliarlo meglio. Ma come si fa ad andare al Carcere Minorile di Nisida a dire, dopo un loro concertino in suo onore, che sono "Ragazzi sveglissimi e pieni di talento: gli ho augurato di trovare presto la loro strada" e parlare di "Costituzione vivente" ? Con tanti ragazzi che studiano, lavorano, si fanno un mazzo tanto, senza per questo finire a delinquere ? Perchè i talentuosi ragazzi di Nisida non sono dei santi, ma dei condannati e non certo degli esempi per i loro coetanei.
Risolvere il problema delle carceri ? Farne costruire dei nuovi ai condannati in via definitiva !
Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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domenica 2 ottobre 2011
Napolitano elogia i giovani carcerati di Nisida: e gli onesti ?
venerdì 12 marzo 2010
Clandestini: ccà nisciune è fesse !
La sentenza della Cassazione numero 5856 di ieri sui clandestini fuorilegge, se non sarà poi ribaltata dai giudici democratici, stabilisce un principio irrinunciabile:le norme che consentano la permanenza per motivi d’emergenza anche a chi è clandestino, finirebbero con il "legittimare l’inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l’infanzia". In pratica è la chiara dimostrazione che in Italia qualcuno che non si faccia abbindolare dai pianti buonisti sinistri ci sia ancora. O, perlomeno, qualcuno che si sia ricordato di uno dei tre episodi dell' impareggiabile film di Vittorio de Sica "Ieri, oggi, domani", che vinse il premio Oscar come miglior film straniero nel 1963. Scritto da Eduardo de Filippo, questo episodio, ispirato dalla storia vera della contrabbandiera napoletana Concetta Muccardi, rimasta in cinta 19 volte, narra la vicenda di Adelina Sbaratti, venditrice abusiva ed illegale di sigarette nel quartiere napoletano di Forcella che, per evitare il carcere, passa da una maternità all' altra, continuando a delinquere impunemente.
Ed è questo che ancora una volta va sottolineato: in un paese allo sbando non si può più continuare ad essere presi in giro dai clandestini che, imbeccati da sindacalisti, attivisti di partito e solerti avvocati, trovano centomila appigli per sfuggire ad ogni controllo; sia fingendo di non capire quando vengono beccati sparapanzati sul treno privi di biglietto oppure in Prima Classe, oppure per evitare la confisca delle merci tarocche. Sia per essere puniti anche col carcere, se recidivi, in base ad una legge dello stato che definisce la clandestinità un reato.
E se molti Comuni amministrati dai cattocomunisti, a cominciare da Torino dove già Chiamparino si straccia le vesti, non saranno d' accordo, auguriamoci che tanti privati cittadini si incarichino, nella giusta maniera, di far rispettare Sentenze e Leggi di uno Stato Legittimo.
sabato 1 dicembre 2007
E brava la Baraldini:terza cittadinanza onoraria !
Ogni giorno che passa la vicenda di Silvia Baraldini si arricchisce di nuovi episodi stupefacenti. La terrorista rimpatriata dal Ministro di Giustizia di allora, il comunista Oliviero Diliberto che, invece di terminare di scontare la pena di 43 (quarantatre !) anni di galera per le condanne avute negli Stati Uniti, in particolare per l'evasione dell' assassina terrorista Assata Shakur :
http://mortidimenticati.blogspot.com/2006_09_01_archive.html
ed uscita come scrissi in quel post nell' altro mio blog grazie all' indulto da oltre un anno, nonostante le assicurazioni date al Governo di Washington, ha ricevuto, dopo quella di Cazzago San Marino (Bs) e di Pieve Emanuele (Mi), la terza Cittadinanza Onoraria dal Paese di Venaria Reale (To), "restituendo quei diritti di cittadinanza che le sono stati strappati tanti anni fa", come ha dichiarato il Sindaco diessino (anzi, Democratico) Nicola Pollari. "La storia di Silvia Baraldini - aggiunge Franco Izzo, presidente del Consiglio comunale di Rifondazione comunista- evidenzia i limiti, le contraddizioni, le ingiustizie e il mancato rispetto dei diritti umani anche negli Usa e in gran parte dell’Occidente. Noi riteniamo che la storia di Silvia ci possa aiutare a comprendere questi limiti ma soprattutto a trovare il modo per superarli".
Proprio a Venaria, recentemente, il 13 Ottobre, è stata riaperta al pubblico l' imponente e storica Reggia Reale, alla presenza del caro, carissimo lupodelupis (Silvio, nun te fidà !) Veltroni. Mi piacerebbe sapere un parere dei parenti dell' agente Werner Foerster, ucciso da Assata Shakur sul neo-presidente del Partito Democratico ed in corsa per governare questa povera italasia in futuro.
Si potrebbe persino adattare all' occasione il discorso pronunciato da Veltroni in quella occasione, mettendo la Baraldini come soggetto al posto della Reggia.Proviamo:
"Oggi l'Italia ritrova uno dei suoi figli migliori. Oggi e' una giornata bella non solo per Venaria - ha sottolineato Veltroni - non solo per il Piemonte, ma per il Paese intero. Questo e' uno degli spettacoli della storia e dell'identita' italiana". Rivederla cosi' rispetto a come l'avevo vista la prima volta e' una soddisfazione per tutti. Spero che Venaria possa diventare un luogo di incontri e di visita per migliaia di italiani".
Sia chiaro: avevo intenzione di portare la Mia Famiglia a visitare la Reggia; manco per la capa ! Ed invito chiunque a fare altrettanto ! Cancellate quella città dai vostri viaggi e dalle vostre mete turistiche.
venerdì 2 novembre 2007
Traiasca Romania ! Viva la Romania !
In questi momenti la mia pazienza è messa a dura prova dall' ignoranza colossale intorno a quello che sta accadendo. Ma ci dimentichiamo che è successo anche a Noi Italiani, anzi succede ancora: siamo e saremo Mafiosi, chissà per quanto tempo ancora, come ce l' ha ricordato una recente sentenza di un tribunale tedesco.
E succede così che venga diffamato sempre di più un Popolo Meraviglioso come quello Rumeno, che ha in comune con l' Italia le Origini, la Lingua ed il Sangue, e che ha preservato per secoli l' Identità Romana e Latina da ogni invasione prima barbarica, poi magiara, poi slava ed infine musulmana, spesso pagando in vite umane od oro il fatto di essere ultimo avamposto della Civiltà Occidentale e Romana lasciata a difesa dell' Europa, spesso ultimo Fosso di Helm a difesa di Gondor, con la promessa ultima dei Romani che si ritiravano davanti alle orde avanzanti: "Torneremo !" a coloro che rimanevano. E così per secoli, i discendenti delle Antiche Legioni Romane si batterono, fieri di quella Antica Alleanza che aveva visto crescere insieme Romani e Daci, come millenni prima aveva visto, in altre ere ed altri luoghi, combattere e crescere insieme gli Elfi ed il Popolo degli Uomini. Numerosi furono gli Imperatori di sangue Daco-Romano-Illirico, su
tutti Gaio Galerio Valerio Massimiano, Tetrarca insieme a Costantino, che un mese prima di morire, pentitosi, diede l' ordine di porre fine alla persecuzioni anti Cristiane con l' Editto di Sarnica, ponendo così le basi per il successivo Editto Costantiniano. E per secoli ancora i Rumeni, fedeli alla Parola data, riconobbero l' autorità più alta non nei Re o Voivodi, ma solo all' Imperatore, anche se non c' era più, tant' è che molte favole rumene cominciano così: "C' era una volta un Imperatore...".
Nei secoli successivi i rapporti tra l' Italia ed i territori Rumeni furono strettissimi; e terminate le invasioni barbariche, i Principi e Re Valachi e Moldavi arginarono in battaglia o con balzelli pesantissimi l' avanzata Turca in Europa. Compreso Vlad Tepes, le cui imprese vennero spesso esagerate in truculenza da Turchi, Magiari e Sassoni, tanto da passare alla storia prima come Impalatore e poi come Vampiro. In realtà, piuttosto che impalatore vero e proprio, pratica del resto diffusa a quei tempi, il Principe Vlad fece mettere la testa di 20.000 Turchi, già morti in battaglia, sopra dei pali per terrorizzare l' esercito ottomano che aveva invaso la Valacchia.
Poi, per secoli il Popolo Rumeno, come quello Italiano, subì la dominazione straniera; tutti i tentativi di riconquistare l' Indipendenza furono sedati nel sangue. Famosissimi e veri eroi Nazionali sono Horia, Closca e Crisan, massacrati dagli Ungheresi nel 1784 col supplizio della ruota. E dovettero difendersi, oltre che da Magiari e Turchi, dall' avanzare dei russi, che miravano a ricongiungesrsi con gli Slavi del Sud, i Bulgari, cercando di impadronirsi della Bessarabia. Creando un problema secolare che oggi si chiama Repubblica di Moldavia e Trasnistria.
Finalmente nel 1859 Alexandru Ioan Cuza riuscì a riunire le 2 corone, quella di Moldavia e Valacchia, senza colpo ferire, senza cioè quella Guerra fratricida che scelse casa Savoia ispirata dal massone Cavour per conquistare il Cattolicissimo Regno delle Due Sicilie. E fu poi un Re di sangue Tedesco ed Imperiale, Karl Eitel Friedrich Zephyrinus Ludwig von Hohenzollern-Sigmaringen, Carlo I, a dare la completa indipendenza dalla Sublime Porta.
Questa lunga premessa storica era necessaria per spiegare le notevoli difficoltà economiche della Mia Seconda Patria nei secoli, a causa dei pesantissimi tributi pagati alla Sublime Porta ed alla Russia, e successivamente accentuate dal comunismo di Gheorghe-Gheorghe Dej prima e di Ceausescu poi.
Nonostante queste difficoltà, il Popolo Rumeno ha generato molti geni, a partire da Mihail Eminescu, il più grande poeta rumeno, che fu pure un esponente politico Conservatore e profondamente Cristiano; il grande drammaturgo Ion Luca Caragiale; il francesizzato Eugene Ionescu; le due pietre miliari del '900, Emil Cioran ed il più grande conoscitore mondiale della Storia comparata delle Religioni, Mircea Eliade, uno dei miei padri spirituali,otto volte proposto per il Nobel per la letteratura ed otto volte bloccato dal veto dello Stato d' Israele, che però non si oppose al Nobel del Paracadutista della GNR Fo Dario. E poi il grande musicista George Enescu; il celeberrimo direttore d' orchestra Sergiu Celibidache; il famosissimo scultore Costantin Brancusi; ed infine gli attori Emmanuel Goldenberg (Edward G. Robinson) e Johnny Weissmuller (Tarzan). Per tralasciare i tanti atleti di ogni sport.
Ebbene, questo popolo che diede i natali infine agli Eroi che combatterono e morirono per la libertà e la Cristianità della
Spagna a fianco dei Camerati Italiani, Ion Motza e Vasile Marin, nonchè a Corneliu Zelea Codreanu, ispiratore di una Terza Via alla Rumena, superamento spirituale del materialismo marxista e capitalista, oppositore tenace del profitto estremo e creatore delle Banche Legionarie che riportavano all' origine l' istituto bancario, eliminando la visione usurara, e riproponendone la versione medieval-rinascimentale Cristiana, ebbene questo popolo è oggi svillaneggiato ed offeso da una campagna senza eguali.
Perchè assistiamo ad ogni giorno all equazione Rrom-Zingaro= RUMENO. Mentre invece la maggior parte degli efferati delitti di questi ultimi tempi sono compiuti da Zingari (o Rrom) delle varie nazionalità: Italiane, Rumene, Macedoni, Bosniache ed altre ancora. La stragrande maggioranza dei Rumeni lavora duro, spesso sfruttata in nero come manovalanza nei cantieri, magari, come raccontò Carlo Verdone in una recente intervista, avendo pure una Laurea in Filosofia. La stragrande maggioranza dei Rumeni ha una cultura enorme, essendo cresciuta andando a Teatro fin da piccoli, parla spesso tre o quattro lingue, tra cui la nostra. La stragrande maggioranza dei Rumeni ha un amore profondo verso l' Italia e gli Italiani. Italiani che negli ultimi 60 anni hanno spesso sfruttato la povertà del Popolo Rumeno, recandosi in Romania non per conoscere il comunismo come feci io nel 1972 ma per trovare sesso per calze, saponette e profumi, sfruttando la situazione con l' IGNOBILE cambio al mercato nero, anche dopo la Rivoluzione. Arrivando anche a rimpiangere, come sentii io all' aereoporto di Bucarest un imprenditore italiota, il regime di Ceausescu perchè esempio di ordine. Italiani che dopo la Rivoluzione esportarono in Romania personcine come Giorgio Mendella (ve lo siete dimenticato ?) ed altri simpaticoni.
Certo, oggi l' Italia ha in atto una collaborazione imprenditoriale seria, grazie non solo alle politiche di detassazione finalmente avviate, alla scarsa presenza del sindacato conflittuale, ma anche dovuta alla serietà di come si lavora in Romania. Ma al tempo stesso, dopo i danni del comunismo, le esasperazioni capitalistiche spinte da assordanti pubblicità fanno si che spesso gli stipendi rumeni, intorno ai 200 euro mensili (e sono generoso), non bastino neanche per il mangiare, spingendo all' emigrazione molti lavoratori qualificati e specializzati. Tant' è che la Romania deve importare manodopera a sua volta dalla vicina Moldavia, dall' Ucraina e persino dalla Cina.
Certo, oltre alla criminalità della Mafia Rrom che ha basi solide in Timisoara ( e che spesso ho denunciato), città di confine dove molti capi cosca hanno ville incredibili con piscina e annessi, c' è anche qualche Rumeno che delinque: ma ci dimentichiamo che spesso, oltre ad onesti e bravi lavoratori, abbiamo noi creato ed esportato nel mondo la Mafia ?
Dunque, sono il primo a dire: chi delinque, in galera, magari in Romania, dove non ci sono indulto e carceri modello, ma CERTEZZA DELLA PENA. Dico basta al tempo stesso che una sinistra doppiamente colpevole si coccoli dovunque i Rrom, gridando al razzismo ogni volta che si vuole smontare i loro campi regni dell' abusivismo di ogni tipo.
Ma al tempo stesso, conosciamo di più ed impariamo ad amare i Rumeni, che della Romanità e della Latinità hanno fatto il loro mito e modus vivendi.
Traiasca Romania !
giovedì 1 novembre 2007
USA, nascita di una Nazione.
Da mezzo Rumeno, sto preparando un mio articolo forte su quanto sta accadendo in Italia a causa della criminalità di moltissimi appartenenti all' Etnia Rrom di nazionalità Italiana, Rumena, Serba, Macedone, Bosniaca e sugli errori che l'attuale governo, i buonisti e la stampa continuano a fare. Nel frattempo, ritorno a parlare di Ellis Island.
Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale militare, dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stata la maggiore frontiera d'ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. Il porto di Ellis Island ha accolto più di 20 milioni di aspiranti cittadini statunitensi, che all'arrivo dovevano esibire i documenti di viaggio con le informazioni della nave che li aveva portati a New York. Medici del Servizio Immigrazione controllavano brevemente ciascun emigrante, contrassegnando sulla schiena con un gesso, quelli che dovevano essere sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute (ad esempio: PG per donna incinta, K per ernia e X per problemi mentali).Chi superava questo primo esame, veniva poi accompagnato nella Sala dei Registri, dove erano attesi da ispettori che registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, professione e precedenti penali. Ricevevano alla fine il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan. I "marchiati" venivano inviati in un'altra stanza per controlli più approfonditi. "I vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano" rammentava il vademecum destinato ai nuovi venuti. Tuttavia risulta che solo il due percento degli immigranti siano stati respinti. Per i ritenuti non idonei, c'era l'immediato reimbarco sulla stessa nave che li aveva portati negli Stati Uniti, la quale, in base alla legislazione americana, aveva l'obbligo di riportarli al porto di provenienza. Dal 1917, modifiche alle norme d'ingresso, limitano i flussi immigratori. Viene introdotto il test dell'alfabetismo e dal 1924 vengono approvate le quote d'ingresso: 17.000 dall'Irlanda, 7.000 dal Regno Unito, 5.800 dall'Italia e 2.700 dalla Russia. La Depressione del 1929 diminuisce ulteriormente il numero degli immigrati, dai 241.700 del 1930 diventano 97.000 nel 1931 e 35.000 nel 1932. Contemporaneamente Ellis Island diventa un centro di detenzione per i rimpatri forzati: dissidenti politici, anarchici, senza mezzi e senza lavoro vengono obbligati a tornare al loro paese d'origine. Gli espulsi a forza dagli Stati Uniti sono 62.000 nel 1931, 103.000 l'anno successivo e diventano 127.000 nel 1933.
Ora si può essere d' accordo o meno su certi metodi, forse relativi a quel periodo storico, ma è indubbio che il rimpatrio forzato di comunisti, anarchici, malati contagiosi, senza mezzi e senza lavoro abbiano contribuito allo sviluppo degli Stati Uniti d' America, oggi Potenza incontrastata mondiale. Al tempo stesso la Libertà vera, non quella piagnina dei sinistri e dei libertari di destra e sinistra, ha permesso che all' interno degli Stati Uniti le Identità Nazionali venissero preservate e sviluppate.
L' Italia prodiana, invece, alza la voce volendo occuparsi di una cosa di cui in realtà non potrà mai farsi voce, la SICUREZZA. E mentre a parole promette mari e monti, all' interno delle proprie strutture sostiene associazioni che sostengono le solite tesi cieche, sorde e mute:
"DIRITTI, LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE E SUPERAMENTO DEI CAMPI NOMADI
di Nando Sigona, osservAzione
Al meeting antirazzista dell'Arci (Cecina, 8-15 luglio) quest'anno c'era un clima diverso dagli anni passati. Il successo elettorale di Prodi e compagni (colleghi e amici) ha ovviamente aperto nuove possibilità e spazi di intervento per un'organizzazione come l'Arci. Il meeting è stato quindi l'occasione per fare conoscenza con alcuni dei nuovi interlocutori al governo (con una discreta rappresentanza di ministri e sottosegretari), per testarne capacità, disponibilità e volontà politica, ma anche per lanciare proposte concrete sui temi storicamente cari all'organizzazione. Anche quest'anno si è parlato di rom e sinti con un'intera giornata (12 luglio) dedicata ad affrontare il tema: ad un incontro mattutino aperto e ricco di interventi da varie parti d'Italia con il prezioso contributo di alcuni rom presenti, ha fatto seguito una tavola rotonda a cui hanno partecipato Cristina De Luca (Margherita), sottosegretaria del ministero alla solidarietà sociale, Gianni Salvadori, assessore alle politiche sociali della Regione Toscana, Lucia de Siervo, assessore all'immigrazione del comune di Firenze, Demir Mustafà dell'associazione Amalipè Romanó e il sottoscritto per OsservAzione - Centro di Ricerca Azione contro la Discriminazione di Rom e Sinti. Al centro di entrambi gli incontri c'era il tema dell'abitare, in particolare "il superamento della logica dei campi nomadi", uno slogan che negli ultimi anni si è affermato nel mondo delle associazioni ma che fatica a trovare concreta attuazione. D'altro canto, va notato che l'espressione finisce con essere tanto vaga da prestarsi talvolta a facili manipolazioni da parte della destra, che fa dell'eliminazione tout court dei "campi nomadi" uno dei suoi cavalli di battaglia nelle campagne elettorali per le elezioni amministrative, quanto di un certo centrosinistra che vede in termini come "logica" e "superamento"' un'autorizzazione implicita ad infiniti rinvii e non una concreta direzione di intervento. E non sempre le associazioni che si occupano di rom e sinti e che collaborano che queste amministrazioni riescono (o volendo essere un po' cinici, vogliono) a spingere verso un superamento reale dei campi. Superamento verso dove? La domanda è lecita, troppo spesso si immergono in un unico calderone gruppi e comunità molto diverse tra loro. Mentre per la maggior parte dei rom superare i campi dovrebbe significare promuovere attivamente l'inserimento abitativo nell'edilizia pubblica e privata, per molte famiglie sinte, superare i "campi nomadi" dovrebbe significare creazione di microaree attrezzate e flessibili dove sostare con la propria roulotte o casa mobile o la conversione di aree private agricole in terreni per servizi dove sostare senza la continua minaccia degli uffici urbanistici e delle ruspe. Può lo slogan "superare la logica dei campi" includere situazioni tanto diverse? La risposta è: forse. A patto che a questa frase si accompagnino azioni concrete centrate sulla partecipazione reale ed effettiva delle comunità, gruppi, famiglie interessate. Solo così, l'astrattezza di questa espressione può trovare una sua dimensione reale, ancorandola ai bisogni e alle esigenze di rom e sinti. Ma, ha ricordato Nicola Solimano (Fondazione Michelucci), bisogna tenere conto anche del fatto che oggi l'emergenza abitativa in Italia non sono più solo i campi nomadi. Baraccopoli, spazi occupati, insediamenti improvvisati appaiono e scompaiono da un giorno all'altro, alcuni si radicano, altri si spostano, altri si espandono. Si tratta di una nuova realtà di cui il rapporto di UN-Habitat (2003) - The challenge of slums - ha rivelato la portata: 54 milioni di persone in Europa vivono in insediamenti precari e con standard abitativi insufficienti. È una realtà in crescita, acuita, dice UN-Habitat, dal forte ridimensionamento dello Stato voluto dalla dottrina neoliberale e che la mobilità interna nell'Unione Europea allargata potrà ulteriormente incentivare. È necessario allora ripensare le politiche sociali e abitative tenendo conto di questa realtà, riconoscendo al contempo la specificità dei gruppi e dei contesti e la portata globale dei fenomeni che si vanno ad affrontare. D'altra parte, è stato sottolineato all'ncontro, nei campi nomadi, nei centri di accoglienza, nei campi profughi c'è uno spaccato del mondo e dei suoi conflitti, cui i paesi occidentali non possono certo ritenersi estranei. Nel suo intervento la sottosegretaria Cristina De Luca ha affermato che il Governo si impegna intraprendere tre iniziative specifiche per affrontare la situazione di rom e sinti:
la costituzione di un osservatorio permanente sulle condizioni di rom e sinti in Italia (in realtà nell'intervento pubblico la sottosegretaria non ha citato l'osservatorio, che ha fatto la sua comparsa invece nel comunicato stampa post-incontro);
l'insediamento di un tavolo di coordinamento tra enti locali e organizzazioni della società civile per il superamento dei campi nomadi;
una mappatura delle buone pratiche di intervento da parte di enti locali e organizzazioni.
Per quanto si tratti di segnali importanti, è evidente che mancano ancora loro, rom e sinti, e che l'attenzione è tutta alle organizzazioni della società civile, possibili bacini elettorali. Manca la volontà di elaborare una strategia nazionale, un piano d'azione che coordini e monitori gli interventi locali, come invece ci viene richiesto dall'Europa.
Nella giornata successiva, dedicata alla lotta alla discriminazione, i rom sono spariti, nonostante siano, lo mostra il nostro rapporto "Cittadinanze imperfette" (Edizioni Spartaco) e la recente condanna del Consiglio d'Europa, tra i gruppi più discriminati in Italia, insieme agli immigrati musulmani.
Questa assenza rivela un'attitudine di fondo ben radicata in Italia che considera le questioni relative a rom e sinti come un caso a parte. E dire che tra i partecipanti al dibattito sulla discriminazione c'era anche l'UNAR che ha, tra i suoi assi di intervento prioritari, la lotta alla discriminazione razziale contro rom e sinti.
Questa assenza ci rinforza nella convinzione che per incidere realmente sulle attuali condizioni di vita di rom e sinti in Italia sia fondamentale mettere al centro la questione dei diritti e della lotta alla discriminazione. Le due cose vanno di pari passo. Non si può contrastare la discriminazione senza un riconoscimento sostanziale di rom e sinti in quanto portatori di diritti.
Dare centralità ai diritti è anche un antidoto contro il mercato della politica, degli interessi di bottega, partito, associazione, alla concertazione, in cui rom e sinti hanno raramente la parola, schiacciati in meccanismi e logiche in cui è difficile inserirsi.
Mettere al centro i diritti significa, infine, ridare senso alla battaglia per una giustizia sociale, che non sia un'etichetta vaga, aperta a mille negoziati - ai quali spesso proprio le vittime non sono invitate, ma di una giustizia strictu sensu, ancorata nei principi e nelle norme dell'ordinamento giuridico e che sia valida per tutti, rom e sinti compresi. "
Ai compagni dell' ARCI presenti al meteng antirazzista di Cecina auguro di cuore di avere una visita in CASA da parte dei vari "calderari"...
Claudio Lolli scrisse molti anni addietro una canzone: "Ho visto anche degli zingari felici" che fu presa a sigla dal Movimento "77 e che ancora oggi ci presenta il mondo Rrom come un' isola idilliaca di libertà; ma per ogni zingaro felice, quanti Italiani pagano di persona ? E quanti Rumeni vengono confusi con essi ???
mercoledì 31 ottobre 2007
Ed ora Sgarbi regala la farsa contro Calabresi.
Si, avete letto bene il titolo: l' assessore alla cultura della mia Povera Milano, il liberal/libertario Vittorio Sgarbi, che più volte ho criticato sia per l'appoggio dato alla Mostra blasfema sull'omosessualità che per gli elogi ai graffitari, ne ha fatta un' altra delle sue: presso gli sportelli milanesi dell' Urban Center e dell' Info Point Famiglia si regalano biglietti per andare a Teatro. Fin qui, nulla di male:il fatto è che tra gli spettacoli gratuti c' è pure "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo, già allievo Paracadutista
della Guardia Nazionale Repubblicana come volontario del Battaglione Mazzarini (nella foto a fianco, alcuni Paracadutisti del Mazzarini), di scena al Teatro Leonardo. E chi è della mia generazione (ma spero molti altri), sa cosa ha rappresentato questa farsa per i Cattivi Maestri che giudicarono e condannarono a morte il povero Commissario Luigi Calabresi per una morte, come stabilirono le indagini, assolutamente accidentale dell' anarchico Giuseppe Pinelli (Così il giudice d'Ambrosio scrisse nella sentenza : "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli".) Questa farsa ispirò pure la lettera che uscì sull' Espresso firmata da 800 intellettuali, di cui alcuni di loro, ma solo alcuni, chiesero poi tardivamente scusa.
sabato 3 novembre 2007, ore 15.30
Teatridithalia
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo
con Ferdinando Bruni, Luca Toracca, Paolo Pierobon, Gianni Palladino,
Mercedes Martini, Vittorio Attene
regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
Teatro Leonardo da Vinci
via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci
capienza sala: 488 posti
ritiro inviti a partire dal 25 ottobre N. 30 inviti
Vediamo un po' di rinfrescare la memoria sul clima che decretò l' infame omicidio del Commissario Calabresi:
"Dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito (…) Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte… »
(Camilla Cederna, Lotta Continua del 6 giugno 1970).
"Quella sera a Milano era caldo
Calabresi nervoso fumava.
“Tu Lograno apri un po’ la finestra”.
Ad un tratto Pinelli cascò.
“Poche storie, confessa, Pinelli,
c’è Valpreda che ha già parlato.
È l’autore di questo attentato
ed il complice è certo sei tu”.
“Impossibile - grida Pinelli -
un compagno non può averlo fatto.
E l’autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar”.
“Stai attento indiziato Pinelli.
Questa stanza è già piena di fumo.
Se tu insisti apriam la finestra:
quattro piani son duri da far”.
Calabresi e tu Guida assassini
se un compagno avete ammazzato
questa lotta non avete fermato
la vendetta più dura sarà »
("La ballata del Pinelli", 45 giri pubblicato da Lotta Continua).
In quel periodo diversi giornalisti, non necessariamente legati a Lotta Continua, prestavano il loro nome firmando il giornale come direttore responsabile per consentirne la pubblicazione: Marco Pannella, Aloisio Rendi, Marcello Baraghini ed altri). A causa dei contenuti dei loro articoli, furono tutti inquisiti, insieme ad altri militanti, dai magistrati di Torino per "reati a mezzo stampa" come vilipendio all'esercito, istigazione alla diserzione ed a delinquere ed altri reati d'opinione.
Il settimanale L'Espresso, in tre successivi numeri apparsi in edicola a partire dal 13 giugno 1971, pubblicò la lettera di cui sopra. Tale documento, tra l'altro, definiva il commissario Luigi Calabresi «un torturatore», lo accusava quale «responsabile della morte di Pinelli» e chiedeva di ricusare i «commissari torturatori, i magistrati persecutori, i giudici indegni».
Tra i firmatari c'erano artisti, registi, editori, giornalisti, politici, accademici, filosofi, scienziati, sindacalisti e, in generale, molti tra i più noti esponenti della società e della cultura italiana del tempo. Ecco una lista con alcuni tra i più noti:
Giorgio Amendola, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti , Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini, Gillo Dorfles,Umberto Eco, Giulio Einaudi , Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini , Ugo Gregoretti, Renato Guttuso , Margherita Hack (!!!!!!), Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy, Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini, Alberto Moravia, Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono, Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella (!!!!), Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari (!!!!!!), Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani (!!!!!!!!), Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani, Emilio Vedova, Lucio Villari , Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.
A questo punto, caro assessore Sgarbi, perchè non invitare allo spettacolo anche Ovidio Bompressi, graziato da Giorgio Napolitano; Giorgio Pietrostefani, tuttora latitante; e Adriano Sofri, attualmente a piede libero per la convalescenza ? Tanto paghiamo noi, Meneghin e Cecca !
PS
Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando: « [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Str****. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di ca*** » Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164.
sabato 6 ottobre 2007
Le proposte di Storace sulla sicurezza.
Sul Blog del Senatore Francesco Storace: http://vps.serverstudio.eu/storace/ , che vi ricordo non era favorevole all' Indulto, sono postati i sette punti che il Segretario della Destra vorrà proporre quando finalmente si discuterà il Pacchetto Amato. Eccoli:
1) restituire autorevolezza alle forze di polizia reintroducendo il reato di oltraggio
2) stop alle condanne in comodita’ con scarcerazioni facili legate all’affidamento ai servizi sociali
3) rilevazione delle impronte digitali per gli stranieri con permesso di soggiorno per evitare le false generalita’
4) numero chiuso nelle citta’ agli stranieri - previa applicazione di una direttiva comunitaria sui loro DOVERI praticamente ignorata - che non sono in grado di dimostrare come mantengono se stessi e la loro famiglia (e’ specialmente il caso delle comunita’ rom) ed espulsione dal territorio nazionale
5) divieto di indossare il velo nelle scuole
6) le moschee si edificano solo se c’e’ il nulla osta del Viminale, non puo’ piu’ bastare l’autorizzazione del sindaco rosso di turno
7) come i sacerdoti italiani predicano in altri paesi nelle lingue locali, anche da noi deve accadere che l’imam che vomita odio contro gli
occidentali debba farlo con sermoni pronunciati in lingua italiana.
Mi sembrano Sette Punti totalmente condivisibili:per esempio, gli Stati Uniti all' arrivo in aereoporto già prendono l' impronta di un dito. Si potrebbe aggiungere: il rispetto della Legge già esistente che impedisce il mascheramento del volto, escluso Carnevale, e già estesa da una vecchia norma antiterrorismo risalente agli anni '80 al Casco che i No-Global usano spesso e volentieri ed ai Vetri Scuri delle auto che troppi SUV ostentano impuniti. Collaborazione maggiore con la Polizia ed i Governi dei Paesi di provenienza degli immigrati (avviso: chi usa nel mio blog il termine "migrante" non sarà pubblicato...
). Punire l' omicidio tramite incidente stradale da parte di chi sia trovato in guida in stato d' ebbrezza alcolica (ma aumentando l'attuale limite, assolutamente inesatto e troppo oneroso) e da stupefacenti non più come Omicidio Colposo o Preterintenzionale, ma come Omicidio Doloso Volontario di Primo Grado, con pena fino all' Ergastolo. Estensione del diritto all' autodifesa in Casa o in Azienda, a tutela delle Persone e del Patrimonio, con possibilità di risposta immediata senza preavviso ad eventuali intrusi. Reintroduzione della Pena di Morte per il Codice Militare e per i delitti più gravi ed efferati (contento, Massimo ?
).
giovedì 3 agosto 2006
E vai con l'indulto ! Ma non per Giusva...
San Daniele del Friuli:Pietro Melis, condannato per maltrattamenti familiari. Scarcerato, corre a casa per abbracciare e strangolare la moglie. Riarrestato mentre sbatte la testa della consorte ripetutamente contro il marciapiede.
Macomer:Massimiliano Fortuna e Raimondo Muntoni, dopo essere stati scarcerati, alle 22 sono già ubriachi in un bar del centro. Alla richiesta dei documenti da parte di una pattuglia di polizia giunta sul posto, reagiscono con calci e pugni;riarrestati ,alle 23 sono di nuovo in cella. Scena simile a Siena.
Trieste:Giampaolo Monteduro,scarcerato da 12 ore, è riarrestato mentre cerca di aprire una Fiat 500 con un paio di forbici.
Genova: Giovanni Calassi ,esce dal carcere di Marassi alle 22,30, riarrestato alle 3 di notte mentre cerca di sfondare la vetrina di una pizzeria.
E poi Bologna, dove una donna appena scarcerata viene riarrestata con tre jeans firmati in borsa rubati in un negozio. Palermo, dove un tunisino viene riarrestato mentre molesta alcuni bambini. Milano, Bollate, Napoli: in tutta Italia i delinquenti festeggiano in questo modo il regalo dei prodi sinistri.
Ma il grave è che alcuni fiancheggiatori del terrorismo islamico beneficeranno dell' indulto.
Tutti fuori, ma in Italia c' è chi è ancora convinto che Fioravanti e la Mambro siano gli autori della Strage di Bologna...
domenica 30 luglio 2006
LIBERI TUTTI !
Usciranno. Usciranno e saranno oltre 12.000. Anche di più. Qualcuno pronto a colpire di nuovo, e poi ci saranno i soliti articoli sui giornali, i servizi ai tiggì, parole e parole e parole. Ma ci saranno altri Abele sacrificati nel nome del perdonismo a senso unico, che apre la gabbia a tutti senza sincerarsi, caso per caso, se chi sarà scarcerato sia veramente cambiato e pronto per essere inserito di nuovo nella società.
Fra un anno uscirà Erika De Nardo, già celebrata dal furbetto rapper Fabri Fibra; pronto per lei un posto sull' Isola dei Famosi. Tra 5 anni potrà uscire Pietro Maso, tra tre anni Annamaria Botticelli e Maria Filomena Sica, che uccisero l'amica Nadia Roccia. Ed in anticipo uscirà anche Gianfranco Stevanin. E molti, molti altri. Questa è l' Italia che le sinistre vogliono. Un' Italia che fa paura. Un' Italia che non mi piace. Un' Italia allo sbando.