Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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sabato 20 febbraio 2016
Indovinala grillo !
nel 1971 fu tra i 757 firmatari della lettera aperta a L'Espresso sul caso Pinelli e successivamente della autodenuncia di solidarietà a Lotta Continua, in cui una cinquantina di firmatari esprimevano solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale, inquisiti per istigazione a delinquere ?
domenica 19 gennaio 2014
Fassina senza vergogna...
Senza Vergogna, saranno sempre COMUNISTI !
martedì 6 novembre 2012
Ed ecco il risultato cercato da Fini.
Questo il comunicato:
Ecco che il cerchio si chiude, ed arriva l' ennesimo insulto, anche dopo la morte, a Pino Rauti; il quale solo pochi giorni prima di morire aveva appreso che contro di lui, rigettato il ricorso in Cassazione dalla Pubblica Accusa, ogni sua vicenda giudiziaria era finalmente terminata, con la completa assoluzione. E' morto da Uomo Libero, come aveva vissuto.
Ma questa Italia è veramente spaventosa.
lunedì 9 novembre 2009
Quei comunisti italiani che celebrano la caduta del comunismo.
Siamo un paese strano, il nostro, dove nessuno è mai stato nè comunista, nè Fascista. Dove mille si riciclano, a seconda delle situazioni, dai Rutelli, ai Mastella, ai Capezzone.
Oggi, com' è noto , tutti a festeggiare il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Ma quello che mi fa sorridere che ad averlo fatto, al GR2 siano andati 3 comunistoni che senza ritegno plaudono alla ritrovata libertà.
Il primo è il filososofo/politico Massimo Cacciari. Il quale dopo aver aderito giovanissimo a Potere Operaio entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: fu responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, venne poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, fu membro della Commissione Industria della Camera. MAI STATO COMUNISTA, LUI !
Il secondo è il musicista Nicola Piovani. Il quale dopo aver aderito ad un collettivo rosso nel '68, incominciò proprio con una colonna sonora per alcuni filmati sul Movimento Studentesco. Poi collaborerà con Marco Bellocchio, Nanni Moretti e Roberto Benigni, tre registi notoriamente comunisti. NEANCHE LUI, MAI STATO COMUNISTA !
La terza è la regista Cristina Comencini, figlia di Luigi, uno dei firmatari dell' appello contro il Commissario Calabresi. La quale in un' intervista di un paio di anni fa al Giornale almeno ammise di essere stata comunista. Aggiungendo però, immediatamente, di essere una comunista pentita.
ALMENO QUALCUNO CHE AMMETTE DI ESSERLO STATO, COMUNISTA !
Un altro che oggi celebra il ventennale è Giorgio Napolitano, il cui passato è noto a tutti. Chiedere notizie agli Ungheresi. COMUNISTA LUI ? MA NO, MA NO ! Lui era, è e sarà sempre il presidente di tutti gli italiani. Ha studiato da giovane, per esserlo, e ci è riuscito. O no ?
Un altro simpaticone che oggi ho sentito festeggiare è Luca Sofri, figlio di Adriano, condannato per l' omicidio del Commissario Calabresi. MA LUCA NEANCHE SOTTO TORTURA AMMETTERA' DI ESSERE MAI STATO COMUNISTA, LUI !
Anzi, lui da bambino certi giornali che circolavano in casa non li ha mai aperti ! Mai e poi mai !
Insomma, alla fine scopriremo che l' unico comunista in Italia fu Giuseppe Bottazzi, detto Peppone. Lui si, boia d'un mond leder, era è sarà sempre fedele al partito, contro le menzogne dei clerico fascisti ! E la DDR rappresentava il fior fiore all' occhiello del meraviglioso mondo comunista che guardava con amore il grande e fraterno popolo dell' Unione Sovietica !
sabato 4 ottobre 2008
Nel nome dell' antifascismo e dell' antirazzismo,2 negri hanno aggredito la Santanchè.
Non guardo Santoro, ma l' altro giorno ero curioso di ascoltare l' Onorevole Santanchè. Così ho assistito ad un revival del clima da anni '70 presente nello studio, alimentato da Gad Lerner, che era letteralmente inviperito contro l' esponente politica ancora iscritta alla Destra, anche se non più portavoce per scelta personale.
L' ex di Lotta Continua (il quale continuo a chiedermi cosa ci facesse alla presentazione milanese del libro "Cuori Neri" di qualche tempo addietro al fianco di un La Russa colpevolmente troppo amichevole verso questo signore), che ad "Anno Zero" ha mostrato il suo antico volto di sempre, quello di Sofri e compagni, ha fatto salire la tensione a livelli altissimi, tant' è che in un intervallo pubblicitario, due ragazzi negri, la cui nazionalità non è nota, hanno assalito la Santanchè, tentando di picchiarla ed insultandola pesantemente: "Bastarda, delinquente, figlia di p******, tr**** !". Dopo essere stati cacciati, con la scusa di voler chiedere scusa all' Onorevole, hanno invece inscenato una nuova gazzarra, ma per fortuna la Parlamentare di Cuneo, a causa delle minacce dei terroristi islamici, ha la scorta che ha provveduto al caso.
E' deplorevole il clima da tentativo di clima da Guerra Civile (e sarebbe la Quarta !)che la sinistra, ormai agonizzante e sconfitta su tutto, oltre che dalla storia, sta imponendo al paese, grazie ai soliti pennivendoli dai rinnovati Eskimo presenti nelle varie redazioni. Soffiando sul fuoco di singoli episodi di violenza non certo ascrivibili al razzismo, ma via via a scontri tra bande rivali o a controllo di possibili sospetti sfociati in episodi ancora poco chiari. Certo, nel clima di tensione, qualche imbecille ed utile idiota può portare acqua al mulino rosso, come la vile aggressione al signore cinese da parte di quatto bulli. Ma, come sempre, la sinistra pur di non mollare il potere, non si ferma davanti a niente, e cerca di far rivivere quegli anni "per niente formidabili".
VERGOGNATEVI !
PS: gli stessi pennivendoli con Eskimo mica hanno reclamizzato l' aggressione: non è razzismo all' inverso ?
lunedì 19 maggio 2008
Cattivi Maestri:il Cavalier Ufficiale Daniele De Rossi.
L' invidia, si sa, è uno dei sette peccati capitali. E' un brutto tarlo, che ti rosica dentro. A Roma è un virus diffuso, ultimamente. Passi per giornalisti come Franco Melli, che dovrebbe occuparsi di coda alla vaccinara o pajata piuttosto che di calcio, o come Paolo Liguori, dai non dimenticati trascorsi in Lotta Continua, i quali però, proprio per il mestiere che svolgono dovrebbero essere obiettivi. Ma quando chi ne è colpito è un milionario come Daniele De Rossi, per giunta Cavaliere Ufficiale della repubblica, con i tempi che corrono, è assai triste. Soprattutto in vista di una finale di Coppa Italia che si giocherà NON IN CAMPO NEUTRO, e neanche con andata e ritorno, ma a Roma. Per la quale io manderei neanche la formazione Primavera, come minaccia Moratti, ma gli Allievi. Triste perchè chi ha preso parte alle Olimpiadi ed è anche Cav/Uff repubblicano (cosa che rinforza il mio credo Monarchico) dovrebbe essere non solo sportivo, ma anche conscio di come certe dichiarazioni possano contribuire a buttare benzina sul fuoco in un mondo calcistico che ogni domenica è pieno di veleni; salvo poi, quando ci sono incidenti, ecco tutti prendersela col mondo ultrà, cattivissimo.
Che dire: al Cav/Uff rispondo solo che ieri, mentre passavo da San Siro, ho trovato in Tribuna Arancione un pallone giunto colà direttamente dall' Old Trafford il 9 Aprile di quest' anno, dopo aver fatto il giro del pianeta. Con i saluti di un certo Brian McBride, il quale, pur non essendo Cav/Uff, ha una Laurea in Arte e non usa i gomiti...
mercoledì 31 ottobre 2007
Ed ora Sgarbi regala la farsa contro Calabresi.
Si, avete letto bene il titolo: l' assessore alla cultura della mia Povera Milano, il liberal/libertario Vittorio Sgarbi, che più volte ho criticato sia per l'appoggio dato alla Mostra blasfema sull'omosessualità che per gli elogi ai graffitari, ne ha fatta un' altra delle sue: presso gli sportelli milanesi dell' Urban Center e dell' Info Point Famiglia si regalano biglietti per andare a Teatro. Fin qui, nulla di male:il fatto è che tra gli spettacoli gratuti c' è pure "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo, già allievo Paracadutista
della Guardia Nazionale Repubblicana come volontario del Battaglione Mazzarini (nella foto a fianco, alcuni Paracadutisti del Mazzarini), di scena al Teatro Leonardo. E chi è della mia generazione (ma spero molti altri), sa cosa ha rappresentato questa farsa per i Cattivi Maestri che giudicarono e condannarono a morte il povero Commissario Luigi Calabresi per una morte, come stabilirono le indagini, assolutamente accidentale dell' anarchico Giuseppe Pinelli (Così il giudice d'Ambrosio scrisse nella sentenza : "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli".) Questa farsa ispirò pure la lettera che uscì sull' Espresso firmata da 800 intellettuali, di cui alcuni di loro, ma solo alcuni, chiesero poi tardivamente scusa.
sabato 3 novembre 2007, ore 15.30
Teatridithalia
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo
con Ferdinando Bruni, Luca Toracca, Paolo Pierobon, Gianni Palladino,
Mercedes Martini, Vittorio Attene
regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
Teatro Leonardo da Vinci
via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci
capienza sala: 488 posti
ritiro inviti a partire dal 25 ottobre N. 30 inviti
Vediamo un po' di rinfrescare la memoria sul clima che decretò l' infame omicidio del Commissario Calabresi:
"Dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito (…) Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte… »
(Camilla Cederna, Lotta Continua del 6 giugno 1970).
"Quella sera a Milano era caldo
Calabresi nervoso fumava.
“Tu Lograno apri un po’ la finestra”.
Ad un tratto Pinelli cascò.
“Poche storie, confessa, Pinelli,
c’è Valpreda che ha già parlato.
È l’autore di questo attentato
ed il complice è certo sei tu”.
“Impossibile - grida Pinelli -
un compagno non può averlo fatto.
E l’autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar”.
“Stai attento indiziato Pinelli.
Questa stanza è già piena di fumo.
Se tu insisti apriam la finestra:
quattro piani son duri da far”.
Calabresi e tu Guida assassini
se un compagno avete ammazzato
questa lotta non avete fermato
la vendetta più dura sarà »
("La ballata del Pinelli", 45 giri pubblicato da Lotta Continua).
In quel periodo diversi giornalisti, non necessariamente legati a Lotta Continua, prestavano il loro nome firmando il giornale come direttore responsabile per consentirne la pubblicazione: Marco Pannella, Aloisio Rendi, Marcello Baraghini ed altri). A causa dei contenuti dei loro articoli, furono tutti inquisiti, insieme ad altri militanti, dai magistrati di Torino per "reati a mezzo stampa" come vilipendio all'esercito, istigazione alla diserzione ed a delinquere ed altri reati d'opinione.
Il settimanale L'Espresso, in tre successivi numeri apparsi in edicola a partire dal 13 giugno 1971, pubblicò la lettera di cui sopra. Tale documento, tra l'altro, definiva il commissario Luigi Calabresi «un torturatore», lo accusava quale «responsabile della morte di Pinelli» e chiedeva di ricusare i «commissari torturatori, i magistrati persecutori, i giudici indegni».
Tra i firmatari c'erano artisti, registi, editori, giornalisti, politici, accademici, filosofi, scienziati, sindacalisti e, in generale, molti tra i più noti esponenti della società e della cultura italiana del tempo. Ecco una lista con alcuni tra i più noti:
Giorgio Amendola, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti , Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini, Gillo Dorfles,Umberto Eco, Giulio Einaudi , Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini , Ugo Gregoretti, Renato Guttuso , Margherita Hack (!!!!!!), Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy, Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini, Alberto Moravia, Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono, Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella (!!!!), Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari (!!!!!!), Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani (!!!!!!!!), Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani, Emilio Vedova, Lucio Villari , Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.
A questo punto, caro assessore Sgarbi, perchè non invitare allo spettacolo anche Ovidio Bompressi, graziato da Giorgio Napolitano; Giorgio Pietrostefani, tuttora latitante; e Adriano Sofri, attualmente a piede libero per la convalescenza ? Tanto paghiamo noi, Meneghin e Cecca !
PS
Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando: « [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Str****. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di ca*** » Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164.
giovedì 17 maggio 2007
Lotta Continua:quei bravi ragazzi di 35 anni fa.
Il presidente ex-comunista Giorgio Napolitano ha oggi inaugurato 2 targhe commemorative per l' omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi. Nel discorso ha dimenticato che lo scorso anno concesse la Grazia ad Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni per quel delitto, insieme a Giorgio Pietrostefani, latitante, ed ad Adriano Sofri, ora sospeso dalla condanna per motivi di salute. Napolitano forse non ricorda che nelle ultime elezioni per la Presidenza della Repubblica Sofri ebbe 23 voti dal gruppo della Rosa nel Pugno.
Tutti e tre erano leader di Lotta Continua.
Oggi, che oltre ad essere il trentacinquesimo anniversario del Delitto Calabresi, è anche il primo anniversario del governo Prodi, voglio ricordare altri "bravi ragazzi" appartenenti in passato a Lotta Continua.
Marco Boato : più volte Deputato per la Federazione dei Verdi, dopo aver aderito a Democrazia Proletaria ed al Partito Radicale, ha attualmente i seguenti incarichi parlamentari: Segretario di Presidenza. Membro della Giunta per il Regolamento.
Membro della I Commissione (Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni).
Membro della Commissione Speciale per l'esame dei Disegni di Legge di conversione di Decreti Legge.
Membro del Commitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna.
Paolo Cento: più volte Deputato, è stato uno dei fondatori dei Verdi ed è attualmente SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALL'ECONOMIA E FINANZE dal 18 maggio 2006 del governo Prodi. In un intervista a Claudio Sabelli Fioretti ha ricordato che iniziò la sua lotta politica tappezzando i gabinetti dell' Istituto San Leone Magno con i fogli di Lotta Continua.
Enrico Deaglio: laureato in Medicina, dopo un breve periodo presso l' Ospedale Mauriziano Umberto I°, intraprese l' attività di giornalista, diventando direttore del quotidiano Lotta Continua. Passato ad altre testate giornalistiche, è approdato infine a Rai3. Da dieci anni dirige il settimanale Il Diario. Ha realizzato 2 documentari, "Quando c'era Silvio" e "Uccidete la democrazia" ; per quest'ultimo è indagato dalla magistratura per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Ieri ha presentato a Milano un nuovo documentario sui "presunti" brogli elettorali, dal titolo "L' Imbroglione".
Erri De Luca: di ottima famiglia borghese, dopo aver rinunciato alla carriera diplomatica, dopo le lotte con il movimento di Sofri, si è dedicato alla letteratura, facendo l' opinionista per Repubblica ed Il Manifesto, diventando in breve un autore "cult" della sinistra radical chic e salottiera. Dopo il G8 ha criticato aspramente l'operato della Polizia.
Gad Lerner: già vicedirettore di Lotta Continua, ha proseguito la sua attività di giornalista, sia della carta stampata che della televisione, prima su Rai3 e poi su La7, dove attualmente conduce il programma "L' Infedele". E' stato per breve tempo direttore del TG1.
Luigi Manconi: giornalista e uomo politico, nel 1996 è eletto senatore coi Verdi; iscritto ad amnesty internetional ed alla Lega Antiproibizionista Internazionale, è un convinto assertore dei diritti dei detenuti e degli omosessuali. Passato ai DS, è attualmente Sottosegretario alla Giustizia.
Marco Rizzo: Dopo esser stato componente della Direzione Provinciale del PCI di torino, è stato prima uno dei fondatori di Rifondazione Comunista e poi del Partito dei Comunisti Italiani. Deputato alla Camera, è attualmente Parlamentare Europeo. È vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.
mercoledì 21 marzo 2007
I radical chic sdoganano Eliade ? Ma se i comunisti lo volevano morto !
Premetto che questo post interesserà a pochi, ma se mi toccano Eliade, non posso tacere. Dunque ieri sera dopo cena stavo leggendo la pagina culturale de "Il Giornale" quando all' improvviso ho fatto un salto sulla poltrona leggendo questo breve ma interessante articolo di Giuseppe Conte:
«Sdoganare» Eliade? Grazie, non c’è bisogno.
Ci sono parole che subiscono un ben strano destino. Prendiamo il termine sdoganare. In un buon vocabolario (lettura che temo sia del tutto passata di moda, ovvero nessuno più consideri trendy e glamour) si legge la seguente definizione: «levar di dogana le mercanzie, pagando il dovuto dazio». Oggi invece sdoganare vuol dire nel gergo della cronaca culturale che uno scrittore (ma anche un regista, un giornalista, un cantante) considerato di destra, reazionario, infido, indegno, all'improvviso viene redento e benedetto da qualche mezzo guru della stampa sedicente di sinistra. Da allora quell'autore godrà di stima e rispetto. Io stimo e rispetto un autore per quello che produce e per la sua visione del mondo. Non mi chiedo in che parte del Parlamento italiano di siederebbe. Anche perché i problemi capitali dell'umanità oggi sfiorano appena quella non illustre sede. Ma certi hanno un bisogno modaiolo, mondano, da chiacchieroni e faccendieri, di mettere etichette, prendono quella facile di destra/sinistra e con essa timbrano le mercanzie (culturali). E così le levano di dogana. Naturalmente si dimenticano di pagare qualunque dazio. A quanti sdoganamenti abbiamo assistito. In tutti i campi. Ma quello di Mircea Eliade no, quello è troppo. Mircea Eliade è un gigante, mica uno del giro di Nuovi Argomenti. È un maestro che qualcuno di noi scoperse negli anni Settanta, e se ne vide cambiata la vita. La fenomenologia del sacro che Eliade mette in scena è un poderoso strumento per interpretare il mondo, oggi che il sacro e il religioso vi hanno fatto un ritorno che condiziona storia, economia, politica dell'Occidente e dell'Oriente. Credevo che per lo sdoganatore eccellente di Eliade, il critico romano Emanuele Trevi, il sacro fosse da liquidare come New Age. Mi compiaccio che non sia così. Ma il dazio? Trevi lo ha dimenticato, anche lui? Allora proviamo a immaginare che dazio dovrebbe pagare chi rivaluta Eliade soltanto oggi. Primo: ammettere di non aver capito niente per decenni del rapporto tra il mito, il sacro e la storia. Secondo: ammettere di non aver capito niente per decenni del bisogno dell'Occidente di abbeverarsi alle fonti del sapere orientale. Terzo: ammettere di non aver capito niente per decenni della crisi del modello interpretativo freudiano, su cui si è fondato, mescolandolo col marxismo, tanto superato Novecento. E si potrebbe continuare. Ma dazi così la gente preferisce ignorarli. Richiederebbero di fare sul serio, di tormentarsi. Trevi invece è un critico fico, trendy, glamour, almeno così me lo ricordo un giorno che l'ho visto a Capri, e preferirà sicuramente restarlo, e sdoganare come gli pare (tanto non frega niente quasi a nessuno).
Orbene, io non conosco questo Trevi, ma Nuovi Argomenti purtroppo si. Pallosissima rivista letteraria fondata da Moravia ed ora diretta da Dacia Maraini (ma guarda un po' !), non mancava mai negli anni '70 nei salotti radicalchic italiani ma anche nel tascapane di molti annoiati molotovisti che giocavano a fare i rivoluzionari, magari insieme al Manifesto, a Lotta Continua ed al Quotidiano dei Lavoratori. Purtroppo in quel tascapane spesso e volentieri c'era qualche sanpietrino, qualche chiave inglese Hazet 36 e, perchè no, appunto qualche Molotov. Spesso figli di papà, come quel Giangiacomo (Giangi) Feltrinelli dalla miccia corta, per sua sfortuna.
Questa rivista era un contenitore di coccio per spiegare il comunismo a noi occidentali, per farci intendere il lato buono del marxismo; e giù, nei salotti, interminabili discussioni su Lucaks, il Maggio francese, Mao ed Ho-chi min... Altro che la corazzata Potiomkin !
Francamente non pensavo esistesse ancora, ma ho scoperto essere di Mondadori.
Dunque, questo sig. Trevi vorrebbe sdoganare Eliade ? Ma si rende conto di parlare non solo di un grandissimo scrittore, ma di uno dei più grandi eruditi del Novecento e soprattutto del maggior storico e comparatore di religioni di tutti i tempi ? Di un genio che dormiva una o due ore a notte, impegnato a tradurre dal sanscrito al ebraico un testo ? E, bontà sua lo vorrebbe sdoganare ?
Ma è a conoscenza il sig. Trevi che Mircea Eliade fu in lizza ben 10 VOLTE per il Premio Nobel per la Letteratura, ma altrettante volte questo Premio gli fu negato per i veti non solo provenienti da Israele, ma da tutta la sinistra mondiale per il suo passato nella Guardia di Ferro di Codreanu ?
E' a conoscenza il sig. Trevi dei tentativi da parte della Securitate comunista di Ceausescu di uccidere Eliade in più riprese ?
Ed è infine a conoscenza tutta la sinistra radical-chic che invoca la libertà dell' assassino terrorista Cesare Battisti che il discepolo e continuatore dell' opera di Mircea Eliade, Ioan Culianu venne ucciso il 21 Maggio 1991 in modo misterioso dopo aver parlato male di Ion Iliescu e del regime neo-comunista che si era impossessato della Rivoluzione Rumena ?
Lasciate in pace Eliade, che non potete nè comprendere nè tantomeno sdoganare, voi che appartenete ad un mondo distante anni luce da una persona unica come Mircea Eliade.
Voi, tenetevi Gianni Vattimo.
martedì 26 dicembre 2006
26 Dicembre 1946:IL DOMANI APPARTIENE A NOI !
Sessant'anni fa nasceva il Movimento Sociale Italiano. Nessun partito in Italia potrà ridarmi l'orgoglio di essere appartenuto a quel branco di pazzi ed inguaribili romantici che non accettarono l'idea del tradimento del 25 Luglio e dell' 8 Settembre, e della sconfitta conseguenziale del 25 Aprile. Ma soprattutto innamorati di un' idea che fu definita dal Suo Creatore, Benito Mussolini, la più rivoluzionaria del XX Secolo, tesa a superare Capitalismo e Comunismo ed a cercare la concordia ed il dialogo tra le parti sociali, piuttosto che lo scontro classista.
Il 26 Dicenbre del 1946, nello studio romano di Arturo Michelini, Giorgio Almirante (nell'immagine un manifesto che esalta l'onestà del MSI), Pino Romualdi, Roberto Mieville, Giorgio Pini, Biagio Pace, Francesco Galante, Gian Luigi Gatti, Nicola Foschini, Giovanni Tonelli, Cesco Giulio Baghino e naturalmente Arturo Michelini, diedero vita a questo partito che ancora mi fa sentire giovane e voglioso di lottare nel pieno rispetto degli ideali dei fondatori; ideali che ancora oggi sono attuali, così come lo saranno domani. Ideali ben descritti in questo manifesto del Fronte della Gioventù: TRADIZIONE, UNITA' , IDENTITA' NAZIONALE, EUROPA. Manifesto dove la famosa immagine dei Marines americani dimostra la volontà di pacificazione vera, non quel falso pacifintismo che ha sempre caratterizzato l' Italia dell' arco costituzionale, dove i nemici di ieri vengono accettati come amici di oggi, pur avendo sempre in mente la Nostra Identità.
Identità che si può riassumere rievocando le parole di Giorgio Almirante nella relazione alla Direzione Nazionale il 25-26 Luglio 1970,dopo il clamoroso successo elettorale alle Regionali:
"...un partito non classista, quale il nostro ha l'onore di essere e proclamarsi, non può sollecitare nell'elettorato spinte di classe; cioè non può identificarsi con il ceto borghese o con il ceto proletario...". Parole attualissime, come si vede, in un Italia dove la sinistra sia con l' ultima campagna elettorale, sia con l'attuale Legge Finanziaria spinge per lo scontro sociale.
Identità e Valori ribaditi nella stessa Relazione:
"La gente viene con noi per trovare o RITROVARE qualche cosa: una garanzia, un retaggio, una bandiera, una disciplina, una moralità; un modulo di Civiltà; qualche cosa di ANTICO e di NUOVO, qualche cosa di diverso. Il grande tema dell' alternativa di sistema ci rende credibili da parte di un popolo che vuole autorità e libertà, ordine e giustizia, pulizia e pace civile".
Relazione attualissima, a dimostrazione della lungimiranza di Almirante:
"Durante la campagna elettorale abbiamo osservato che la lotta politica in Italia si era radicalizzata... Chi non lo ha capito prima delle ELEZIONI, lo ha capito SUBITO DOPO, quando il centrosinistra, facendo cadere ogni delimitazione nei confronti dei comunisti, ha inserito la sovversione nello Stato, il caos nella società, il disordine MORALE e POLITICO all'interno della stessa coalizione di governo...". Sembrano parole scritte oggi.
Così come incredibilmente contemporanee, che dovrebbero far riflettere tanti cari neo-antifascisti, casinisti ed un tantino follini, orfani dalle vedove radicali e giovanitristi paperellanti, risultano essere queste:
"La battaglia non si vince e non si conduce SENZA di NOI; ma da soli non la possiamo condurre e tantomeno vincere. Ciò NON SIGNIFICA che dobbiamo andare alla ricerca di compromessi e di patteggiamenti. Essere NOI STESSI significa incontrare gli altri sulla buona strada.".
Queste idee affascinarono molti giovani, come me ed altri, che non si riconoscevano allora nella cultura dell' odio della sinistra che cullava i loro figliocci di Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Potere Operaio e delle SEDICENTI Brigate Rosse. Molti, troppi pagarono con la vita l'impegno di allora; tantissimi ebbero la vita segnata per sempre dalle ferite e dagli agguati. Per loro ed in loro nome, per il ricordo ed il rispetto che devo loro, la mia battaglia per l'unione di TUTTE le Destre, continua e continuerà, nello spirito delle parole che Giorgio Almirante volle lasciarci:
"Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiti e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito, Pensa come se tu non dovessi morire mai" .
Perchè:
"Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria !".
giovedì 14 dicembre 2006
Presidente Bertinotti:e Calabresi ?
Martedì nella Mia Milano c'è stata l'ennesima manifestazione per l' anniversario della Strage di Piazza Fontana; dico ennesima, poichè solitamente questa manifestazione in passato è sempre servita esclusivamente per ribadire che "La Strage o è di Stato o è Fascista", nonchè,spesso, per dar vita ad incidenti che violentavano e paralizzavano la città.
Quest'anno,con le sinistre,anche estreme,al potere temporaneo in Italia, si è invece vista una partecipazione istituzionale, con il presidente temporaneo della Camera, Fausto Bertinotti. Il quale,dopo l'ultima e definitiva sentenza della Cassazione che ha mandati assolti gli ultimi imputati neri (sui quali peserà sempre e comunque il sospetto della sinistra più becera),non potendo far leva sul collante antifascista che cementa parti anche distanti, ha dichiarato che "le vittime della Strage di Piazza Fontana non furono 16,ma 17" , riferendosi ad un'altra icona della vulgata rossa, Giuseppe Pinelli, l'anarchico che si suicidò gettandosi dalla finestra della Questura di Via Fatebenefratelli durante un interrogatorio come sospetto; icona che ha sempre descritto Pinelli come vittima di bieche torture in salsa cilena,nonchè assassinato dal Commissario Luigi Calabresi;insomma, un vero desaparecido ante litteram, come racconta questa mite e caritatevole canzoncina:
La Ballata del Pinelli.
Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po' la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.
"Commissario io gliel'ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."
"Poche storie indiziato Pinelli
Il tuo amico Valpreda ha parlato
Lui è l'autore di questo attentato
E il suo socio sappiamo sei tu"
"Impossibile" – grida Pinelli –
"Un compagno non può averlo fatto
Tra i padroni bisogna cercare
Chi le bombe ha fatto scoppiar.
Altre bombe verranno gettate
Per fermare la lotta di classe
I padroni e i burocrati sanno
Che non siam più disposti a trattar"
"Ora basta indiziato Pinelli"
– Calabresi nervoso gridava –
"Tu Lo Grano apri un po' la finestra
Quattro piani son duri da far."
In dicembre a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
È bastato aprir la finestra
Una spinta e Pinelli cascò.
Dopo giorni eravamo in tremila
In tremila al tuo funerale
E nessuno può dimenticare
Quel che accanto alla bara giurò.
Ti hanno ucciso spezzandoti il collo
Sei caduto ed eri già morto
Calabresi ritorna in ufficio
Però adesso non è più tranquillo.
Ti hanno ucciso per farti tacere
Perché avevi capito l’inganno
Ora dormi, non puoi più parlare,
Ma i compagni ti vendicheranno.
"Progressisti" e recuperatori
Noi sputiamo sui vostri discorsi
Per Valpreda Pinelli e noi tutti
C’è soltanto una cosa da far.
Gli operai nelle fabbriche e fuori
Stan firmando la vostra condanna
Il potere comincia a tremare
La giustizia sarà giudicata.
Calabresi con Guida il fascista
Si ricordi che gli anni son lunghi
Prima o poi qualche cosa succede
Che il Pinelli farà ricordar.
Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po’ la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.
Ed infatti,come promesso da questa canzone,qualche anno dopo Luigi Calabresi venne ucciso da Lotta Continua, omicidio per il quale Adriano Sofri spero possa pagare fino in fondo la sua pena.
Dunque,se vogliamo, compagno Bertinotti, i morti furono 18.
Ma certi morti, come Pinelli o Carlo Giuliani, per la sinistra sono "mortipiùmorti" di altri,specialmente di veri ed ottimi servitori dello Stato come il commissario Luigi Calabresi.
