Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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sabato 11 giugno 2016
Il Giornale regala Mein Kampf.
"Ach so, kvi mi censurano mein libren, Mein Krapfen !".
giovedì 9 giugno 2016
Passata una legge liberticida.
Ma trovo vergognoso e stalinista vietare che rendano pubblici i loro sproloqui, fandonie e bufale. Tutte facilmente smentibili.
Una legge del genere è impensabile negli USA, dove il Primo Emendamento permette a chiunque di scrivere in libertà, alla faccia di chi critica sempre e per partito preso gli Stati Uniti.
Poi, tenendo conto che anche poche centinaia di vittime rappresentano GIA' per me un Olocausto ed un Genocidio immondo, se io scrivessi che è più corrispondente alla realtà il computo di 4 milioni di Israeliti trucidati, come si diceva in passato, invece che i 6 milioni che si vogliono far passare oggi, verrei inquisito?
No alla Scelba, alla Mancino ed alla Scalfarotto !
lunedì 21 luglio 2014
Perchè stare con Israele.
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| Araba Cristiana del Battaglione Caracal dell' Esercito d' Israele |
Queste alcune motivazioni...
1)Oltre al fatto che siano i Nostri Fratelli maggiori, pur con tanti loro errori (ma chi è immune, Pilato ? Nerone ?), sono depositari del tradizionalismo. La loro vita è pervasa dalla Tradizione.
2) Sono conseguentemente Reazionari, tant'è che molti parteciparono alla Marcia su Roma.
3) Sono indubbiamente intelligenti.
4)Con la tragedia della Shoah abbiamo regalato per anni un Popolo Tradizionalista alla sinistra.
5)Alleati della Falange Cristiana quando anche i franzosi abbandonarono i Cristiani del Libano.
6) Golia.
7)Le imprese terroristiche per il mondo, Italia compresa (Strage di Bologna in testa...) di quel Al Fatah del pederasta Arafat supportato dal boia Ceausescu e quelle di Hamas ed altri gruppi.
8) Le sciocchezze demenziali dei Negazionisti che inficiano il lavoro dei Revisionisti
9)Il mio odio per il nazionalsocialismo ma il mio grande amore per il popolo austro-tedesco
10)Ultima e prima, la Shoah.
Credo basti ed avanzi.
mercoledì 16 ottobre 2013
No al reato di Negazionismo !
Come spero sappiano i miei quattro o cinque lettori, mal
sopporto i nazionalSOCIALISTI e men che meno i negazionisti, che
rovinano il lavoro dei Revisionisti. Spesso è facile confutare le loro
tesi. Sono esaltati brufolosi o maniaci. Altre volte è meno facile,
passano il tempo sul pc frugando tra le notizie più contorte della Rete.
Quasi divertenti, quando citano il Talmud, che non esiste tradotto in
italiano, e si affidano a traduzioni parziali. Ma, nonostande io pensi
peste e corna su di loro, è vergognoso che si lavori in Commissione
Parlamentare per una legge sul Negazionismo.
Chiuderanno la bocca a tutti, su tutto, compreso critiche su aborto, eutanasia ed omosessuali...
giovedì 15 luglio 2010
Suss l' Ebreo e certi intellettuali...oggi sinistri.
Dopo aver pensato a Carlo Lizzani ed al suo passato, sono andato a scartabellare il bel libro di Mirella Serri, "I Redenti", Corbaccio.
Quanti nomi di allora, oggi celebrati a sinistra, a ben commentare quel film stomachevolmente antisemita.
Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Enzo Biagi, Gianni Puccini (regista de I sette fratelli Cervi)...
Vedasi questo articolo di Gaspare e Roberto de Caro, due storici, padre e figlio, di sinistra...
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=13273
domenica 1 marzo 2009
Chi trama contro Ratzinger.
Come avevo anticipato, ecco qualche conferma:
Feb 3, 2009 di Paolo Rodani - il Riformista
Si chiama “dossier Richard Williamson” e gira da qualche giorno nei sacri palazzi vaticani. Alcune pagine fitte che vogliono spiegare nei minimi dettagli come sia potuto accadere che la notizia della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani firmata dalla Congregazione dei vescovi lo scorso 21 gennaio e resa nota il 24, si sia tramutata in un boomerang per Papa Benedetto XVI a motivo delle dichiarazioni negazioniste sull’Olocausto rilasciate da uno dei quattro presuli, appunto Williamson.
Il dossier, che sta girando in questi giorni nelle alte sfere della curia romana e che il Riformista è riuscito ad avere, riporta date e fatti e arriva a ipotizzare che, dietro la scelta della tv pubblica svedese Svt di mandare in onda il 21 gennaio l’intervista al presule britannico che tante reazioni negative ha destato, vi sia stata una regia occulta volta a screditare Benedetto XVI. Una regia che ha agito fuori le mura vaticane grazie anche all’aiuto di qualcuno dentro, qualcuno scontento delle aperture del Pontefice agli scismatici-tradizionalisti.
In sostanza, il dossier prova a spiegare come sia accaduto che un atto di «paterna misericordia» - così una nota della Sala Stampa vaticana ha presentato il 24 gennaio il decreto di revoca della scomunica voluto da Ratzinger e firmato dal cardinale Giovanni Battista Re - e che non significa assolutamente il reintegro dei lefebvriani alla piena comunione con Roma quanto un incipit per eventuali progressi in merito - sia stato interpretato da più parti come una decisone tramite la quale il Papa riammetteva nella Chiesa cattolica un gruppo di fedeli antisemiti e negazionisti sulla Shoah.
Il dossier parla di date. Innanzitutto quella del primo novembre. Fu quel giorno, infatti, che il giornalista Ali Fegan della tv svedese intervistò Williamson. Gli chiese lumi riguardo ad alcune dichiarazioni negazioniste sulla Shoah da lui rilasciate anni addietro in Canada. E il presule rispose come tutti sanno: «Le camere a gas non sono mai esistite» e gli ebrei uccisi non furono più di trecentomila. Parole deprecabili - il dossier non lo nasconde - ma non è questo il punto. Ciò che il dossier vuole dimostrare è che la tv svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoah in modo da usarle a tempo debito e cioè tre giorni prima l’uscita della notizia della revoca della scomunica, appunto il 21 gennaio, lo stesso giorno in cui il decreto di revoca veniva fatto pervenire a Econe sulla scrivania del superiore generale della Fraternità San Pio X (FSPX) monsignor Bernard Fellay.
Il dossier ipotizza che chi ha suggerito a Fegan di domandare a Williamson qualcosa circa l’Olocausto (ricordandogli che il presule ne aveva parlato anni prima in Canada) sia stata una giornalista francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna Caroline Fourest e significativamente intitolato “Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes”, è intervenuta nell’ampio documentario dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha mandato in onda anche l’intervista a Williamson. Qui la giornalista - oltre il Tevere gli estensori del dossier giurano che la cosa non è casuale - ha accusato la FSPX di connessioni con l’ambiente politico dell’estrema destra francese, aprendo di fatto la strada alle successive accuse di fascismo e antisemitismo.
Dunque, secondo il dossier vaticano, abbiamo un’intervista registrata il 2 novembre nella quale una parte, su suggerimento di una giornalista francese poco in sintonia col mondo tradizionalista del suo paese (soprattutto col mondo lefebvriano), è dedicata alle tesi negazioniste sull’Olocausto. E poi abbiamo un buco di circa due mesi e mezzo. Ovvero, abbiamo la decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro le mura vaticane) che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in onda l’intervista registrata il 2 novembre, cioè fino al giorno esatto in cui il cardinale Re firma il decreto di revoca della scomunica ai quattro lefebvriani. Solo una coincidenza? Può darsi, ma forse no: quindi, secondo quanto ipotizza il dossier, sarebbe in Francia, ovvero nel paese dove il “cancro” lefebvriano si è maggiormente sviluppato aprendo ferite nella società e nella Chiesa oggi ancora non rimarginate, che è nata la volontà di screditare Benedetto XVI nel momento in cui prendeva una delle decisioni più dirompenti del suo pontificato. Una volontà di screditare il Papa e, quindi, di bloccare il già difficile processo di riavvicinamento dei lefebvriani alla Chiesa.
Nei giorni scorsi, il giornale tedesco Der Spiegel si è spinto sino a ipotizzare che i responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo, tra queste «il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania», fossero «stati informati» in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto successivamente, a cose fatte. Il dossier vaticano non ritiene fondati gli argomenti di Der Spiegel e non li cita, ma mette in luce aspetti controversi di una vicenda che oggi, una settimana e mezzo dopo la firma della revoca della scomunica, è ancora di là dall’essere risolta.
domenica 22 febbraio 2009
Benigni celebra a Sanremo l'antisemita Douglas !
Mezza Italia si è commossa per la lettera di Oscar Wilde al suo amante letta da Benigni a Sanremo. Meglio avrebbe fatto il comico toscano, che si diletta a leggere Dante (ed i capitoli XV e XVI della Commedia, dedicati ai Sodomiti ?), a sapere qualcosa di più su Lord Alfred Douglas, destinatario della tenera letterina.Infatti non solo Douglas aveva la passione per la calunnia, tant' è che venne condannato per aver sparlato di Churchill.Che Douglas faceva abuso di hashish. Che Douglas era uno dei Poeti Uraniani,i quali prediligevano l' amore omosessuale verso gli adolescenti, autori di libri dal titolo esemplare: "Men and boys: an anthology". Ma soprattutto Douglas fu un noto antisemita dell' epoca, famoso per aver tradotto in inglese quel vergognoso libello d'origine russa noto come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion.
Dunque il comico che ci ha fatto piangere con il film sui Lager ha celebrato in diretta un poeta notoriamente antisemita.
Insomma, si decidesse !!!
lunedì 26 gennaio 2009
Il Santo Padre perdona i Fratelli della San Pio X:sbatti il Vescovo in prima pagina.
Non si può gioire di una notizia, che subito il mondo Cattofobico cerca di gettare fango sulla Chiesa e sul Santo Padre, approffittando dell' ignoranza della Storia e di quanto i Media siano manipolabili, se ben imboccati.
Come tutti avrete saputo, Benedetto XVI, a coronamento di un dialogo lungo anni, ha perdonato i 4 Vescovi ordinati da Mons. Marcel Lefebvre nel 1988. Puntualmente, è stata tirata in ballo un' intervista, risalente a Novembre 2008, fatta alla televisione svedese, di uno di questi Vescovi, Mons. Richard Williamson;intervista che,secondo gli accordi, sarebbe dovuta rimanere su temi religiosi, mentre invece il giornalista furbetto provocò il Vescovo,peraltro ex-anglicano e dunque non molto amato dalla comunità protestante, con alcune domande sull' Olocausto, sapendo le idee critiche del Williamson su questa tragedia. Meglio avrebbe fatto a tacere quest' ultimo, ma non seppe resistere, ribadendo certe idee personali, ma condivise anche da altre persone, sul numero di Ebrei morti nei Lager. Parlando a puro titolo personale. Non proprio Negazionismo, dunque, ma lo definirei Revisionismo Incolto.
Naturalmente, non solo io, ma anche la Comunità dei miei Fratelli ex-separati ed ora riuniti a Noi Cattolici, abbiamo idee ben diverse a riguardo dei Campi di Concentramento. I cari giornalisti sempre pronti ad inalberarsi ma anche i Miei Fratelli Ebrei, così restii a ricordare che anche la Germania del dopoguerra pagò con lutti e diaspore quel grave errore, meglio avrebbero fatto ad essere più informati sulla Storia di Marcel Lefebvre. Come potrebbe infatti una Comunità da Lui fondata non dimenticare che il di Lui Padre,
Renè Lefebvre, non solo fu un esponente di spicco della resistenza francese di matrice Cattolica, arrestato dalla Gestapo il 21 Aprile del 1941; ma che fu poi inviato nel lager di Sonnenburg, uno dei più brutali e bestiali, ed infine ivi morì il 4 Marzo 1944, ed il suo corpo non fu mai ritrovato.
Padre Paul Morgan, superiore della Fraternità di San Pio X per la Gran Bretagna e Scandinavia, ha rigettato due giorni fa qualsiasi accusa di antisemitismo, ricollegandosi all' Enciclica "Mit brennender Sorge" con la quale il Papa Pio XI denunciò gli errori del nazionalsocialismo.
Ed anche Padre Franz Schmidberger, superiore della SSPX di Germania ha rintuzzato gli attacchi dello "Spiegel" (quello della pistola sugli spaghetti, vi ricordate ? E che nel 2006 definì gli Italiani "forme di vita parassite"), ricordando che Gesù,la Sua Santa Madre ed i SS. Apostoli erano Ebrei. Con l' impossibilità, per ogni Cattolico di essere antisemita.
Se a questo aggiungiamo che la Svezia ha una centenaria tradizione di Cattofobia...
giovedì 18 dicembre 2008
Fini, ovvero Talleyrand.
Ogni nuova dichiarazione del Sig. Fini prepara a nuove meraviglie, per così dire. Ma non dobbiamo ormai stupirci più di nulla da parte di questo novello Talleyrand, il quale, come si sa, servì la Monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie componenti, l'impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la Monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII. Ma sono sicuro che al Sig. Fini i libri di storia non dedicheranno praticamente nulla. Dimenticheranno le sue frasi di celebrazione del Fascismo, reperibili nel mio blog al TAG Fini, dimenticheranno il suo neoantifascismo più realista del Re, e si perderanno nell' oblio gli attacchi contro Pio XI e Pio XII e tutto quello che fecero, attraverso grandi Cardinali e Vescovi, come Ildefonso Schuster, ma anche con occasionali religiosi, per opporsi all' Olocausto. Io invece non vorrei che si perdesse la memoria di questa fotografia, e vorrei che qualche storico mi spiegasse cosa ci faceva con il microfono in mano il Sig. Fini al Funerale di Francesco Cecchin, tra una selva di braccia tese e labari con tanto di gladio e dedica a Graziani accanto al Camerata Marcello De Angelis, allora in Terza Posizione. Non provava schifo e ribrezzo verso tutti quei Fascisti dichiarati, lui novello cantore dell' antifascismo militante ? Non provava avversione verso l' incenso che proveniva dalla Chiesa ?
No, aspettiamoci di tutto, dai matrimoni tra pederasti fino alla sparizione dei Crocefissi, dal Corano nelle scuole allla cittadinanza regalata al primo che passa, dalla liberalizzazione delle droghe agli omicidi mascherati da eutanasia.
Nel nome del vvolemosebbene e della "bellademocrazia" !
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Il Brindisi di Girella
di Giuseppe Giusti
Dedicato al signor di Talleyrand buon'anima sua
Girella (emerito
Di molto merito),
Sbrigliando a tavola
L’umor faceto,
Perde la bussola
E l’alfabeto;
E nel trincare
Cantando un brindisi,
Della sua cronaca
Particolare
Gli uscì di bocca
La filastrocca.
Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.
Da tutti questi
Con mezzi onesti,
Barcamenandomi
Tra il vecchio e il nuovo,
Buscai da vivere,
Da farmi il covo.
La gente ferma,
Piena di scrupoli,
Non sa coll’anima
Giocar di scherma;
Non ha pietanza
Dalla Finanza.
Viva Arlecchini
E burattini;
Viva i quattrini!
Viva le maschere
D’ogni paese,
Le imposizioni e l’ultimo del mese.
Io, nelle scosse
Delle sommosse,
Tenni, per ancora
D’ogni burrasca,
Da dieci o dodici
Coccarde in tasca.
Se cadde il Prete,
Io feci l’ateo,
Rubando lampade,
Cristi e pianete,
Case e poderi
Di monasteri.
Viva Arlecchini
E burattini,
E Giacobini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Loreto e la Repubblica francese.
Se poi la coda
Tornò di moda,
Ligio al Pontefice
E al mio Sovrano,
Alzai patiboli
Da buon cristiano.
La roba presa
Non fece ostacolo;
Ché col difendere
Corona e Chiesa,
Non resi mai
Quel che rubai.
Viva Arlecchini
E burattini,
E birichini;
Briganti e maschere
D’ogni paese,
Chi processò, chi prese e chi non rese.
Quando ho stampato,
Ho celebrato
E troni e popoli,
E paci e guerre;
Luigi, l’Albero,
Pitt, Robespierre,
Napoleone,
Pio sesto e settimo,
Murat, Fra Diavolo,
Il Re Nasone,
Mosca e Marengo;
E me ne tengo.
Viva Arlecchini
E burattini,
E Ghibellini,
E Guelfi, e maschere
D’ogni paese;
Evviva chi salì, viva chi scese.
Quando tornò
Lo statu quo,
Feci baldorie;
Staccai cavalli,
Mutai le statue
Sui piedistalli.
E adagio adagio
Tra l’onde e i vortici,
Su queste tavole
Del gran naufragio,
Gridando evviva
Chiappai la riva.
Viva Arlecchini
E burattini;
Viva gl’inchini,
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva il gergo d’allora e chi l’intese.
Quando volea
(Che bell’idea!)
Uscito il secolo
Fuor de’ minori,
Levar l’incomodo
Ai suoi tutori,
Fruttò il carbone,
Saputo vendere,
Al cor di Cesare
D’un mio padrone
Titol di Re,
E il nastro a me.
Viva Arlecchini
E burattini
E pasticcini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La candela di sego e chi l’accese.
Dal trenta in poi,
A dirla a voi,
Alzo alle nuvole
Le tre giornate,
Lodo di Modena
Le spacconate;
Leggo giornali
Di tutti i generi;
Piango l’Italia
Coi liberali;
E se mi torna,
Ne dico corna.
Viva Arlecchini
E burattini,
E il Re Chiappini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La Carta, i tre colori e il crimen laesae.
Ora son vecchio;
Ma coll’orecchio
Per abitudine
E per trastullo,
Certi vocaboli
Pigliando a frullo,
Placidamente
Qua e là m’esercito;
E sotto l’egida
Del Presidente
Godo il papato
Di pensionato.
Viva Arlecchini
E burattini,
E teste fini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva chi sa tener l’orecchie tese.
Quante cadute
Si son vedute!
Chi perse il credito,
Chi perse il fiato,
Chi la collottola
E chi lo Stato.
Ma capofitti
Cascaron gli asini;
Noi valentuomini
Siam sempre ritti,
Mangiando i frutti
Del mal di tutti.
Viva Arlecchini
E burattini,
E gl’indovini;
Viva le maschere
D’ogni paese.
Viva Brighella che ci fa le spese.
giovedì 29 maggio 2008
Peggio Almirante o Padre Agostino Gemelli ? Nessuno dei due.
Di errori giovanili la sinistra comunista è piena zeppa, e meglio avrebbe fatto l' On. Fiano a ricordare le benedizioni ai tank sovietici o le prefazioni ai libri di Nicolae Ceausescu cui molti esponenti del PCI si dedicarono.
E' facile,oggi, col senno di poi, dopo aver appreso la tragedia della Shoah, condannare certe cose. Ma bisogna anche esaminare il contesto storico di quel periodo, e pure le azioni posteriori di chi,dopo dichiarazioni o scritti giovanili, ebbe tempi e modi per riabilitarsi. Come Giorgio Almirante.
Ma anche come il grande Medico e Benefattore Padre Agostino
Gemelli, fondatore dell' Università Cattolica del Sacro Cuore e di otto strutture sanitarie in tutta Italia, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica, il quale in gioventù ebbe a dire:
"Un ebreo, professore di scuole medie, gran filosofo, grande socialista, Felice Momigliano, è morto suicida. I giornalisti senza spina dorsale hanno scritto necrologi piagnucolosi. Qualcuno ha accennato che era il Rettore dell'Università Mazziniana. Qualche altro ha ricordato che era un positivista in ritardo. Ma se insieme con il Positivismo, il Socialismo, il Libero Pensiero, e con il Momigliano morissero tutti i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio? Sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l'acqua del Battesimo. "
Ma poi,iniziatasi ufficialmente anche in Italia la persecuzione razziale, padre Gemelli protesse, salvò, aiutò nella fuga o nella sistemazione all’estero, o clandestina, in patria molti Ebrei, fra i quali si possono ricordare per il loro valore scientifico e per la loro fama il prof. Carlo Foà, il chirurgo Prof. Mario Donati, il Prof. G. Todesco, il Prof. Rodolfo Allers, il Prof. Gino Sacerdote, in collaborazione con il quale egli pubblicò anche un lavoro scientifico nel 1941, quando il solo nome di autori Ebrei non si poteva citare neppure in libri scientifici, e il farlo poteva comportare gravi sanzioni.Ed è documentato che padre Gemelli si prodigò per aiutare concretamente anche dopo l'introduzione in Italia delle leggi razziali molti Ebrei che persero il lavoro e si vennero a trovare in gravi difficoltà. È il caso, insieme a molte altri, di Cesare Musatti e del già citato Carlo Foà.
Dunque, Onorevole Fiano, se la Repubblica Italiana ha insignito della più alta onoreficenza questo insigne scienziato e benefattore, nonostante qualche errore giovanile, lasci in pace Almirante che risparmiò all' Italia ulteriori lutti, e che durante la sua vita politica ebbe pure il pregio di recarsi a visitare la salma del ricchissimo Nobiluomo Enrico Berlinguer.
Nella speranza che la Comunità Italiana di Religione Israelita prenda le distanze dalla componente sinistra ormai sempre più minoritaria, perchè tale Religione è di matrice Conservatrice per una serie infinita di ragioni legate alla Storia stessa del Popolo Ebraico.
Israeliti Italiani, è ora delle decisioni forti e decise:basta coi pregiudizi per la Destra ed il nostro passato. Guardate avanti, e ricordatevi che i vari Perlasca, senza l'avvallo di Mussolini, non avrebbero potuto fare nulla !
La sinistra italiana Israelita non vuole la pacificazione
Davanti all' attacco in Parlamento portato dal deputato Emanuele Fiano, segretario nazionale di Sinistra per Israele ed esponente di spicco della piccolissima comunità Israelita milanese, che ben ricordo all' inaugurazione a Milano dei Giardini Ramelli, tutto impegnato a farsi intervistare dai giornalisti a parlar di anni '70 e pacificazione, in un contesto che non era il suo, dimostrandosi già allora un esperto di comunicazione e marketing, ed all' ambivalente replica del sig. Fini contro il passato di Giorgio Almirante, riprendo a scrivere, con la raccomandazione per tutti di ricordare che la Destra unita fa paura a molti di questo neo-regime.
All' Onorevole Fiano consiglio, contro l'intestazione della via a Giorgio Almirante, di riprendere lo sciopero della fame che cominciò tempo fa contro il corteo della Fiamma a Milano; oppure di ritirarsi nuovamente nel kibbuz che lo ospitò per un anno, così da assistere al rogo dei Vangeli e di altri scritti Cristiani cui alcuni militanti Sefarditi si sono dedicati recentemente a Or Yehuda.
sabato 19 aprile 2008
Sig.ra Nirenstein,come giornalista dovrebbe essere informata sui fatti...
Continua l'altalena a Roma di notizie sull' apparentamento o meno de "La Destra" con le liste per Gianni Alemanno. Premesso che sono favorevole SOLAMENTE NEL CASO APPARISSE IL SIMBOLO SULLA SCHEDA, e nettamente contrario in risposta negativa, vorrei commentare come l' esigua Comunità Israelita della capitale si trinceri su vetuste posizioni. Non parlo tanto delle dichiarazioni di Riccardo Pacifici, capo della Comunità stessa, quanto a quelle della neo-eletta del PdL Fiamma Nirenstein, che in passato ho apprezzato e sostenuto per certe sue affermazioni, che ieri ha dichiarato:"Non dimentichiamoci che il PdL è un partito antifascista e sfido chiunque a dimostrare il contrario.". "La Destra estrema dovrebbe liberarsi di un passato che posso solo definire ignobile". Neo-deputata la quale, come giornalista, dovrebbe essere informata sui fatti e non ignorare (oppure omettere, che sarebbe peggio...) alcune cose,e cioè:
1)In futuro riuscirà a far cantare "Bella Ciao" al Compagno di partito Ciarrapico, magari in occasione di qualche anniversario del 25 Aprile, elogiando "gli alti valori della resistenza, che ci ha liberato dalla barbarie nazi-fascista, ispirando i padri della nostra costituzione a creare le basi della repubblica" (!!!!!!!!!!!) ? Credo proprio di no. Ma mi posso sbagliare, no ????
2)Era al corrente, oltre alla candidatura sopracitata, sempre a Roma, nella lista "Il Popolo della Vita per Alemanno" come indipendente dell'esponente di Forza Nuova, Daniele Pinti ? Il quale ha preso 253 voti antifascistissimi, naturalmente. Pinti il quale, dirigente giovanile di Forza Nuova, è stato arrestato in Febbraio con grande rumore mediatico per gli scontri al concerto di Villa Ada della scorsa estate; peraltro scarcerato dal giudice istruttore senza la medesima forza mediatica. Attendo con curiosità la gentile signora Nirenstein recarsi in visita ad Anzio con il candidato Pinti per celebrare lo sbarco degli eserciti liberatori angloamericani. (!!!!).
3)E' al corrente che il Segretario Organizzativo Nazionale de La Destra, il Senatore Stefano Morselli è da oltre dieci anni componente del gruppo di amicizia Italia-Israele ed ha sulla sua scrivania la medaglia del Knesset, ricevuta in occasione di una visita a Gerusalemme ?
4)E' al corrente del viaggio in Israele del Senatore Storace ben prima del sig. Fini, nel 2002, con gli elogi del Ministro Israeliano Dahan: "Il viaggio di Storace in Israele è importante per continuare un dialogo e far capire che la collaborazione tra Italia e Israele è continua e non saltuaria".
5)E' a conoscenza che nello Statuto de La Destra, all' Articolo 1, vi è scritto: "Il Movimento ripudia qualsiasi forma di violenza e discriminazione basata sulle differenze sociali, economiche, religiose o etniche" ?
6)Ignora o non ignora che La Destra ha candidato a Roma la Sig.ra Paola Ferrari De Benedetti ?
7) Ed infine, come giornalista e scittrice, è al corrente della differenza tra la parola antifascista ed afascista, coniata da Giorgio Amirante ?
Spiace che quanto alcuni di noi facciano per il riavvicinamento tra la VERA Destra ed il mondo Israelita possano essere spesso vanificate dall' arroccarsi su posizioni così antiche e passatiste. Ancora una volta vere tragedie come la Shoah, una dei moltissimi olocausti della Storia dell' Umanità, vengono a frapporsi tra noi ed una comunità che meglio dovrebbe guardarsi dalla sinistra antisionista piuttosto da chi vede negli Israeliti Italiani alcuni tra i depositari della Tradizione Giudaico-Cristiana e che ricorda moltissimi esponenti di detta Comunità Italiana come partecipanti alla Marcia su Roma ed aderenti al Fascismo.
venerdì 29 febbraio 2008
Statalisti: e noi candidiamo Pagliarini. Antisemiti: e noi candidiamo Paola Ferrari De Benedetti.
Quando i beccaccioni neoantifascisti non sanno cosa dire e scrivere, specialmente i soliti tocquevillani sempre più tristi ed iniqui, cominciano con le solite menate dannatamente trite e ritrite, che partono dall' accusa di socialismo a quella di statalismo per approdare infine a quella di antisemitismo per chi non si adegua a questo vento di inciucio da Arco Costituzionale neo-centrista che spira in questa Italasia. Sulle accuse di socialismo, ormai ci rido sopra, Oggi, con l' annunciata adesione alla Destra della giornalista di Rai Uno, Paola Ferrari De Benedetti annunciata in un' intervista al Corriere della Sera, cade d-e-f-i-n-i-t-i-v-a-m-e-n-t-e ogni possibile accusa di antisemitismo ruotante intorno alle solite, sbagliatissime ed inique, Leggi Razziali. Perchè, per chi non lo sapesse, la conduttrice della Domenica Sportiva, che oggi lascia la trasmissione televisiva, è felicemente sposata con l' Italiano di Religione Israelita Marco De Benedetti, figlio del più noto Carlo.
Dunque, senza andare a Gerusalemme con tanto di kippah in testa, bollando il Fascismo come Male Assoluto, ecco che questa adesione e candidatura come numero 2 nel Lazio è come un macigno in testa a chi voglia rimestare nel torbido. Soprattutto per i vari Italiani Israeliti, sempre più rarissimi, che si oppongono alla pacificazione tra le vittime dell' Olocausto e chi non vuole rinnegare un Passato che vide l' Italia rispettata e temuta, amata e copiata, e che solo per colpa della Società delle Nazioni fu costretta, per real-politik, a gettarsi in un' alleanza sbagliata, varando Leggi che colpirono anche tanti Fascisti. Leggi che furono all' acqua di rose, se pensiamo solamente a quelle che il vicino Governo di Vichy varò durante la Guerra.
Ci aspettiamo inoltre nuove ed importanti adesioni alla Destra Tricolore, che sarà la vera e forse UNICA novità e sorpresa di queste elezioni. Contro le Caste dei benpensanti e dei passatisti di ogni schieramento, nonostante gli sbarramenti mediatici e culturali, La Destra è l'unica vera alternativa al Sistema, che già ci copia idee partorite con largo anticipo dalle Nostre File, come il Mutuo Sociale e gli aiuti alle giovani coppie italiane.
No all' inciucio di ogni colore:Vota Destra Tricolore !
giovedì 14 giugno 2007
Fucilate Priebke e non parliamone più !
In Italasia un condono, un indultino, un' amnistia non la si nega a nessuno, diciamolo: dai grassatori e corruttori vari, ai rapinatori fino a Brigatisti e terroristi rossi. Per i quali prima o poi arriverà anche qualche pensione da ex-combattente come alcuni partigiani titini infoibatori ricevono tuttora. Ma per il detenuto più anziano del mondo, Erich Priebke, quasi novantaquattrenne, non c'è perdono di sorta. Già nel 1996 avrebbe dovuto essere scarcerato, perchè il Primo Agosto di quell' anno il Tribunale Militare dichiarò estinto l'eventuale reato ma una vera sollevazione sinistra impose una sentenza annunciata. Dimenticando che il 20 Luglio 1948 nel processo che condannò il Tenente Colonnello (nè Maggiore nè Colonnello, come tante inesatte fonti indicano) Herbert Kappler all' ergastolo, furono assolti 5 subordinati, il Maggiore Domizlaff Borante, il Capitano Clemens Hans, il Maresciallo Capo Quapp Johannes, il Maresciallo Ordinario Schutze Kurt ed infine il Sergente Maggiore Wiedner Karl dal reato di omicidio continuato indicato nel primo capo d'imputazione in quanto agirono per ordine di un superiore. Priebke non fu giudicato perchè irreperibile. Tale sentenza, confermata poi nei vari gradi, trovò, come riferisce il Corriere della Sera di quei giorni, il pieno gradimento dei familiari delle vittime.
Ora non occorre essere un dilettante appassionato di guerre come il sottoscitto per capire che è assai curiosa l' assoluzione di un superiore e di un pari grado come il Maggiore Domizlaff ed il Capitano Clemens e la condanna del Priebke: era evidente cosa sarebbe aspettato ai vari subordinati di Kappler se non avessero obbedito. Ma chissà perchè, forse per vendicarsi della fuga del Tenente Colonnello nel 1977, l' Italasia ha voluto accanirsi contro questo vecchio Ufficiale, nonostante la Storia insegni che di Eroi e Martiri come Salvo d' Acquisto ce ne siano stati pochi, durante la Seconda Guerra Civile Europea.
E così, alla notizia di una semilibertà per il Maggiore Tedesco, c' è stata una vera rivolta in certi ambienti sinistri, ma, mi spiace dirlo, anche in certi ambienti degli Italiani di religione Israelita evidentemente troppo legati al Vecchio Testamento.
In prima linea tra gli strepitanti sinistri troviamo il Presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra: "Voglio esprimere la ferma condanna e l'inquietudine mia personale e dell'Amministrazione Provinciale per l'autorizzazione a lasciare gli arresti domiciliari concessa a Erich Priebke. Oggi si corre il rischio che il mondo si distragga, dimenticando o negando l'orrore nazista. Non dobbiamo lasciare spazi ai cattivi maestri mantenendo sempre alta l'attenzione e il ricordo. In questo momento il mio pensiero va a tutti i famigliari delle vittime della violenza nazi-fascista ed alla Comunita' Ebraica della città". Gasbarra che nel Marzo di quest'anno però non ebbe nulla da obiettare sulla conferenza Negazionista delle Foibe (nella seconda foto, il manifesto), cui la vicepresidenza della Provincia dette un iniziale patrocinio, poi ritirato per le numerose proteste (cercare tra i miei Tags sotto "Foibe").
Tanto vale invocare la Pena di Morte per Priebke, mediante fucilazione, magari da eseguirsi a Norimberga. Anzi, fucilazione di tutti gli Ufficiali, i Sottufficiali e l' intero Esercito Tedesco...
sabato 27 gennaio 2007
E malediranno l'ora in cui partorirono.
Oggi è la giornata della Memoria. E' giusto e doveroso ricordare 6 milioni di Ebrei morti nei Lager. Ed oggi tutti lo stanno facendo. Ma esistono altri Olocausti, e non solo quello parimenti noto degli Armeni.
Olocausti di cui nessuno parla, come quello del Popolo Tedesco tra il 1944 ed il 1949. In quel periodo 16.555.000 cittadini tedeschi della Prussia Orientale, del Memel, della Prussia Occidentale,di Danzica, della Pomerania Orientale, del Wartegau, del Governatorato Generale, della Slesia, dei Sudeti, e di lingua tedesca della Jugoslavia, dell' Ungheria e della Romania furono espulsi e deportati dai territori in cui vivevano da secoli. Di questi 2.409.000 (DUEMILIONIQUATTROCENTONOVEMILA) risultarono dispersi o deceduti per stenti, maltrattamenti,esecuzioni capitali. (fonte: Marco Picone Chiodo "E Malediranno....." Mursia,1987).
I vincitori Polacchi, Cechi, Russi fecero a gara per martirizzare nel modo più abbietto i civili ed i soldati tedeschi:migliaia le donne violentate (cinquecentomila), centinaia inchiodati a croci oppure ai carri armati.
Konigsberg (oggi Kalilingrad, territorio russo isolato dal resto dello stato per via della Polonia e della Lituania), città culla della Prussia centenaria, subì un martirio senza pari: i sovietici s'inoltrarono nella città e subito da ogni dove l'eco delle urla di terrore dei civili si confuse con le loro urla di trionfo. Uomini cadevano uccisi e donne invocavano aiuto dai soldati che passavano avviati in prigionia e che nessun soccorso potevano ormai più dare; il fuoco si accompagnava ai saccheggi, i saccheggi alla furia distruggitrice. L'indomani i cittadini furono stanati dai loro rifugi e radunati nelle vie e nelle piazze e, sotto stretta sorveglianza, posti in marcia per le vie sconnesse della città e per le strade che dalla città si diramavano nelle zone limitrofe. Colonne di donne e colonne di uomini cominciarono a camminare in direzioni diverse senza sapere dove, sempre spinti in avanti dalle guardie che li scortavano, affrontavano un percorso e poi tornavano indietro, passavano per una località e poi ci ritornavano finché affrontarono percorsi più lunghi che li portarono nel Samland o a Labiau. A dover peregrinare in questo modo non erano solo adulti, ma pure ragazzi, neonati in carrozzella, malati portati avanti su carriole, e su di loro scese per prima la morte. I sovietici pareva avessero in programma nient'altro che di farli marciare, di trascinarli, spettatori coatti, sugli scenari della lotta, per luoghi minati e ancora seminati di cadaveri; non davano loro da mangiare né da bere, non interessava loro se trascorrevano la notte all'aperto, dietro cespugli o qualche albero per ripararsi dal freddo o in qualche stalla o fienile delle fattorie demolite dalla guerra. Loro preoccupazione principale era di farli marciare a bastonate, se necessario, e a notte andare a disturbare le donne.
L'odissea di Konigsberg é evidenziata dalle seguenti cifre: al momento dell'assedio, nella città erano rimasti circa 100.000 abitanti. A causa dei combattimenti e delle marce dei primi giorni d'occupazione morirono circa 30.000 persone (dati sovietici). Diverse migliaia morirono nei lager organizzati dall'autorità sovietica. Questo vuoto venne colmato nei mesi di giugno-luglio 1945 dai rimpatriati, cosicché, in base ai certificati di registrazione, gli abitanti raggiunsero il numero di circa 70.000. Due anni dopo, nell'estate 1947, secondo valutazioni fatte da medici e dal clero, rimanevano ancora circa 24.000 tedeschi; in detto periodo 2.300 persone avevano potuto lasciare la città. In totale, sotto dominazione sovietica, a fine 1947, erano decedute quasi 50.000 persone, a cui vanno aggiunti i 30.000 del periodo bellico e delle “marce di propaganda” .
Nè sorte migliore subirono i tedeschi da parte dei Polacchi e dei Cechi:
"Quel giorno, Ludek Pachmann, campione ceco di scacchi, si trovò a passare per le vie e le piazze cittadine e con fatica riuscì a dominare l'orrore che provava. Ai lampioni, appesi per i piedi, vide ardere uomini in divisa, mentre dalle case venivano trascinati fuori civili e condotti, con impietosi maltrattamenti e schiamazzi, nelle prigioni o nei Lager improvvisati in scuole, cinematografi, seminterrati. All'imbocco della Wassergasse si trovò davanti tre salme nude, mutilate sino all'irriconoscibile, i denti totalmente sradicati con bastonate, la bocca null'altro che un foro sanguinolento. Infilò la Stefangasse e incontrò alcuni tedeschi che trascinavano fuori i corpi inanimati di loro connazionali. "To jacu prece vasi bratri ted'je polibetjeo!" (Sono ben vostri fratelli, baciateli!) ordinava loro la Revolucni Garda. E loro si chinavano e, comprimendo le labbra, baciavano quei morti. Pachmann non ebbe il coraggio di proseguire e fuggì da quello spettacolo dove anche vecchi, donne, bambini venivano mutilati, bastonati a morte, violentati, mentre Radio Praga non cessava di incitare: "Uccidete, uccidete i tedeschi ovunque li incontrate. Non abbiate riguardo per bambini, donne, vecchi. Estirpateli alla radice". [...] Nella città, frattanto, la Revolucni Garda ed il popolo, sia uomini che donne, garantiti dalla definitiva scomparsa delle forze tedesche, infierivano sugli 80.000 loro concittadini tedeschi: invasero gli ospedali e bastonarono, strozzarono, evirarono, affogarono nei lavandini i feriti, trascinarono in strada per farli calpestare dai soldati a cavallo gli infermi, facendosi beffe degli emblemi della Croce Rossa che spiccava sui fabbricati a loro protezione. Non risparmiarono neppure i loro connazionali sospetti. A Praga-Weinberge tagliarono i seni e aprirono il ventre di una ragazza in stato di gravidanza fidanzata ad una SS, la fecero fotografare dalla stampa e ne attribuirono l'atto ai tedeschi. Altri all'ingresso della stazione Wilson se la presero con un'avvenente bionda, troppo bionda, a loro giudizio, per essere una ceca; le corsero incontro e la circondarono e, nonostante che la ragazza in perfetto ceco urlasse di non essere una tedesca, la denudarono e infierirono sul suo corpo. Era ancora viva quando un pesante carro di birra passò da quelle parti: con un gran vociare lo fermarono e staccarono i cavalli, poi li legarono alle braccia e alle gambe della loro vittima e, incitando gli animali, li fecero muovere in opposta direzione. La domenica, 13 maggio, arrivò il presidente del loro governo in esilio, Edvard Benes. Lo accolsero con plauso ed in suo onore schierarono dei tedeschi sul suo percorso e li arsero vivi. (da "E malediranno l'ora in cui partorirono", pag.152-153).
Ma di questo Olocausto nessuno ne parla:per questo oggi l'ho ricordato.
sabato 20 gennaio 2007
Il prode Mastella fermerà Ahmadinejad !
Signori, giù il cappello davanti al prode e clemente Ministro della Giustizia Mastella, così clemente che presto firmerà la grazia per Adriano Sofri. Infatti, mentre il mondo intero trema davanti ad Ahmadinejad, e gli Stati Uniti si trovano ancora una volta SOLI a fronteggiare questo pericoloso individuo, ebbene, il principino di Ceppaloni ha dimostrato una grinta degna di Rambo e Terminator. Infatti, prima ha lanciato un appello pochi giorni fa perché il Negazionismo della Shoah diventi reato in tutti i paesi dell'Unione Europea. A Dresda, durante il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni europei, il Guardasigilli, incontrando la sua omologa Brigitte Zypries, ha sottolineato l'importanza di una iniziativa comune in questa direzione. Al rientro in Italia ha ieri dichiarato che presentera' al prossimo Consiglio dei ministri ''un disegno di legge che riguarda il delitto alla negazione dell'Olocausto''. Ma è un passo fondamentale ! Il prode difensore di tanti poveri Caino liberati grazie all' indulto, ministro di uno stato che si sta dimostrando un inflessibile cacciatore di nazionalsocialisti cui non lascia scampo, come testimonia la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia contro alcuni pericolosissimi pluriottantenni colpevoli di aver eseguito gli ordini di Walter Reder (per non finire a loro volta davanti al plotone d'esecuzione...), che ha condannato 9 sottufficiali ed un soldato (non UFFICIALI, come la maggior parte dei media ha riportato...) all' ergastolo, questo prode Ministro, appunto, si erge come un
gigante a difesa dell' Occidente e dei suoi Valori, pronto a sfidare il Presidente Iraniano Mahmoud Ahamadinejad ! Infatti, in barba ai mezzi violenti degli Stati Uniti che vorrebbero allargare la base di Vicenza per bombardare lo scavezzacollo di Teheran, il pacifista e clemente Mastella, una volta approvata la Legge, farà emettere , magari dal giudice spagnolo Garzòn, un mandato di arresto internazionale per Mahmoud per Negazionismo. Il quale, ha dichiarato di voler farsi prontamente arrestare, in cambio di un trattamento simile a Scalzone, la Baraldini e molti altri cattivi maestri italiani...
Scherzi a parte, non così si combattono i nazionalsocialcomunisti di ogni colore:non creando l'ennesima legge contro la libertà di pensiero (negare la Shoah è come dire che la Terra è quadrata), ma favorendo l' integrazione e l' ingresso di Israele e del Libano nella Nato e nell' Unione Europea.

