Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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lunedì 2 luglio 2012
TEX fuorilegge ???
lunedì 26 settembre 2011
Tex e Kit sono un po' più soli, da oggi. Ed anch'io.
Se n'è andato Sergio Bonelli, che aveva ereditato dal padre Gianluigi e dal disegnatore Aurelio Galeppini il fumetto Tex Willer, un successo che prosegue da decenni. Oltre ad aver fortuna come imprenditore del ramo, creò altri personaggi di successo, diventando inoltre anche sceneggiatore col nome d' arte di Guido Nolitta. Alla famiglia vanno tutte le mie più sentite condoglianze, con un "grazie" per tutte le avventure passate fin dalla mia infanzia con Tex (detto anche Aquila della Notte, essendo anche capo di tutti gli Indiani Navajos) ed i suoi pards, il figlio Kit (Piccolo Falco), il brontolone Kit Carson (ispirato al vero Ranger del Texas) e l' indiano Tiger Jack.
lunedì 15 giugno 2009
Tempo di Revisionismi, anche per Tex Willer.
Chi mi conosce bene sa che sono un appassionato da sempre di fumetti, di cui ne posseggo ancora una bella collezione, da Mandrake a Topolino, dai Marvel a Zio Tibia, fino a Gordon, che ho fatto rilegare. Ma Tex Willer è presente al completo in casa mia, dal numero 1, "La Mano Rossa" fino all' ultimo uscito pochi giorni fa, "I due guerriglieri", N.584; Almanacchi, Texoni e supplementi vari compresi.
Tex, al contrario di quanto affermato dai vari estimatori sinistri, ha sempre incarnato valori di Destra. Tant' è che pure Lanna e Rossi nel da me pluricitato "Fascisti Immaginari" gli dedicarono un capitolo. Dal Cameratismo verso i propri Pards, al senso dell' Onore; dal rispetto verso la parola data al Grande ed Unico Amore ( e pure sfortunato, dato che era vedovo); dal disprezzo verso i politicanti di professione fino al rispetto per la Tradizione, rappresentata dagli Indiani con le loro Gerarchie e Religiosità.
Unico neo: nonostante fosse nato in Texas, Tex dovette abbassarsi al politicamente corretto, arruolandosi nell' Esercito Nordista, pure se come semplice Esploratore e con l' impegno a non dover sparare verso gli Starsandbars se non per legittima difesa. Ma eravamo negli anni '70, anzi,per la precisione nel Marzo ed Aprile del 1970, quando uscirono "Tra due bandiere" e "Quando tuona il cannone". Posso dunque capire la Famiglia Bonelli, che stimo moltissimo, che doveva pur cercare di non farsi assaltare la sede in nome dell' antifascismo militante. E, d' altro canto, pure il grandissimo Hugo Pratt, l' autore di Corto Maltese, dovette celare per anni le proprie idee.
A distanza di tanti, molti e troppi anni, ecco l' uscita che aspettavo, due numeri pieni di Revisionismo per nulla velato, dove le bande di Jayhawkers, criminali nordisti per la maggior parte del Kansas che assaltavano villaggi del Missouri o case isolate solo per il semplice sospetto di simpatie verso il Sud, seminando orrore e morte, ricordano tanto, tantissimo certe bande dalla stella rossa che si resero famose in Italia verso la fine della Seconda Guerra Civile Italiana. Tant' è che a pag. 29 di "Missouri", Tex dichiara:"I metodi dei PARTIGIANI della libertà si rivelarono non molto diversi da quelli degli schiavisti". E nel corso dell' album, abbiamo una strage sommaria solo per le idee di alcuni secessionisti che tanto ricorda quelle del Triangolo Rosso emiliano.
Era un atto dovuto, che attendevo da anni. Grazie.
venerdì 2 febbraio 2007
Compagni,una volta per tutte:giù le mani da Tex Willer !
Willer !
Confesso che non ho resistito, ho dovuto comprare "Repubblica". Da accanito collezionista possessore completo di Tex Willer (anche se il numero 1, "La Mano rossa" ed altri 4 o 5 album sono a tre *** , cioè sono ristampe, ma anche quelle oggi introvabili, che risalgono al 1962...), più Texoni, MaxiTex ed Almanacchi vari, oggi ho stupito il mio edicolante, lesto a porgermi ogni giorno "Giornale" e "Libero", facendogli richiesta del giornale sinistro, che omaggiava "Il Totem Misterioso", ristampa a colori proprio de "La Mano rossa" e di "Uno contro venti" (parziale).
Leggendo (a fatica, che sacrificio...) il quotidiano scalfaresco, sapevo, ero certo, sarei arrivato ad imbattermi nel sindaco di Bologna sindacalista e rosso, Sergio Cofferati, che da troppo tempo spiattella in giro non solo di essere un lettore e collezionista (ahimè...) del fumetto di Bonelli e Galeppini, ma vuol convincere e convincersi che Aquila della Notte (il nome Navajo di Tex) appartenga al progressismo.
Balle ! Balle colossali ! Sapevo che prima o poi sarei arrivato a questa resa dei conti, caro sindaco, in puro stile western ! Tralasciamo che Tex ha avuto diversi predecessori, da Dick Fulmine al bonelliano Furio Almirante (per tacer di Lucio l' Avanguardista...), che incarnavano la sintesi di eroe Fascista col mito americano (prima che il compagno Roosevelt rompesse tale idilio), Tex ha tutte, ma dico tutte le caratteristiche di Eroe caro alla Destra, tant'è che persino Julius Evola lo teneva sul comodino, come ricordano Lanna e Rossi nel loro celebre "Fascisti immaginari". Individualista, circondato da pochi ma fidatissimi Camerati (Kit Carson, Tiger Jack, il figlio Kit e pochi altri), sempre abituato a combattere contro molti nemici (con molto onore...), - "Uno contro venti", "Due contro cento", sembra di essere in pieno negli anni settanta...- , fedele ad un Unica Donna tragicamente scomparsa di cui onorerà sempre il ricordo, desideroso della Vera Pace, non quella dei pacifinti/pacifisti, ma quella del Reduce, ben rappresentata dalla quiete familiare e bucolica ne "Il Gladiatore" di Ridley Scott, ma pronto a disotterrare l'ascia di guerra per correre in soccorso dei più deboli, anche in paesi lontani, caro al motto "La Mia Patria è là dove si combatte per le mie idee" della Mia Generazione. Tex, dopo un passato burrascoso ai limiti della Legge che
ingiustamente lo perseguitava (come i Fascisti che "dovettero" marciare su Roma...), ne divenne un accanito e strenuo difensore, spesso contro politicanti ed affaristi venuti da Washington. Amico degli Indiani, molto prima dei films politicamente corretti holliwoodiani, Indiani cultori della Tradizione ed in armonia con la Natura, appartenenti a quel mondo "dei vinti" rivalutato solo dalla Destra. Tex non si è mai fatto condizionare dal politicamente corretto, trattando allo stesso modo banditi bianchi, cattivi pellerossa, perfidi cinesi e negri seguaci del voodoo, ma anche extraterrestri malvagi e satanisti alla Mefisto. Cavalcava assieme all'esercito, ma spesso si scontrava con il solito ottuso Custer di turno, ricordando in questo Junio Valerio Borghese.
Che cosa di sinistro Cofferati ci trovi in Tex, il Ranger che spesso si trovava circondato dalla codardia della massa nei villaggi, sottomessi timidamente ai prepotenti di turno, pronti però, una volta liberati da Tex ed i suoi Pards, a saltar fuori con il nodo scorsoio per i Piazzali Loreto di turno, proprio non lo riesco a comprendere. Tex genuino che mai siederebbe a tavola con il "Lobster radical", ma ama, con il fido Carson, "una bistecca alta quattro dita con una montagna di patate fritte". Tex che dorme quasi sempre sotto le stelle, come "la Balda Gioventù" . Tex che ricordava troppo John Wayne eroe del West ma anche l' anticomunista che girò "Berretti Verdi" che i compagnucci contestarono fuori dai cinema ai tempi del Viet-Nam. Quel John Wayne che mette in bocca ad un suo attore nella "Battaglia di Alamo" una frase che manifesta il rispetto per il nemico (Peccato dover uccidere tanti bravi soldati...) che a sinistra difficilmente conoscono. Tex che spediva i vari Caini o all' inferno o nei penitenziari a spaccar pietre,proteggendo solo gli Abele. Tex che non ha mai bruciato una bandiera americana... Mah !
giovedì 9 marzo 2006
Addio vecchio West...
Comprando il mio numero di Tex Willer (ho la collezione completa) ho appreso con tristezza che il 2 Febbraio a Roma è scomparso all' età di 80 anni Guglielmo Lettieri.
E così un altro pezzo di Tex se ne è andato, dopo la scomparsa dei 2 padri , Gianluigi Bonelli ed Aurelio Galleppini.
Il nome di Lettieri rimarrà per sempre legato ad El Morisco ed al suo servitore meticcio, per chi è addentro nella storia del fumetto.
Addio, vecchio G.Lettieri, come ti conooscevamo noi lettori. In un mondo dove hanno inserito artificiosamente l'omosessualità per fare spettacolo e vincere Oscar con l'appoggio della potente lobby che sbandiera pacs e pride con tracotanza, i tuoi personaggi normali c'entavano ormai poco.
Ora stai cavalcando tra Sam e John, nella Monumental Valley del Paradiso.