- Il presidente della Repubblica è comunista, e benedisse l' invasione dei carri armati sovietici a Budapest nel 1956.
- Il capo del governo è comunista, dimostrato dal regime di tasse che ci impone.
- Alcune leggi che vogliono imporci sono comuniste, come la Legge Scalfarotto contro la Libertà di Pensiero, che si aggiunge alla Scelba ed alla Mancino.
- La violenza rossa è sempre quella degli Anni di Piombo, come dimostrato dalle aggressioni alle Sentinelle in Piedi ed a Matteo Salvini.
- Uno dei partiti di presunta opposizione è zeppo di comunisti, incominciando dal capo, Grillo Beppe.
- Il sindacato della pasionaria comunista Susanna Camusso vuole imporre leggi, riscoprendosi partito.
- In Vaticano, sede di quella prestigiosa Chiesa Cattolica i cui Papi si sono sempre distinti per la lotta al comunismo, siede l' argentino Bergoglio, che se dichiara di non essere comunista, sicuramente è peronista di sinistra (in passato spiegai a lungo le differenze dei due volti del Peronismo...); il quale recentemente ha ricevuto in Udienza molti "antagonisti e no-global" di tutto il mondo, compreso il tristemente famoso Centro Asociale milanese Leonkavallo; spronandoli a "continuare la lotta".
Coi risultati che Matteo Salvini ha sperimentato ieri.
Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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domenica 9 novembre 2014
Il Muro a Berlino è crollato, in Italia, non ancora.
sabato 10 maggio 2014
Ed ora la Russia provoca apertamente la Romania...
"L'inviato speciale della presidenza russa per la Transnistria, il vice primo ministro russo Dmitry Rogozin, che si trova in visita a Tiraspol, ha rivelato che l'Ucraina e la Romania hanno negato il proprio spazio aereo al suo aeromobile. La Romania, su richiesta degli Stati Uniti, ha chiuso il suo spazio aereo. L'Ucraina non lascia nuovamente passare. La prossima volta volerò su un Tu-160," - ha scritto oggi su Twitter Rogozin.
In precedenza era stato riferito che l'8 maggio all'aereomobile di Rogozin, diretto a Kishinev, non era stato concesso lo spazio aereo dell'Ucraina. Il “Tu-160” è l'unico bombardiere strategico supersonico russo."
Razza di provocatore imbecille, tu non andare nello Stato Canaglia della Transnistria ! Giù le mani dalla Romania !
domenica 27 aprile 2014
Quella Bandiera Bielorussa vista oggi in San Pietro. Contro il Boia Lukashenko.
Questa bandiera, bianco,rossa, bianco, è attualmente usata dagli oppositori del regime comunista e filorusso, a dimostrazione che anche a Minsk la voglia di libertà ed indipendenza resta.
Sloboda Ucraina, Sloboda Belarus, Sloboda Basarabia !
giovedì 27 marzo 2014
Romania-Bessarabia: UNIONE SUBITO !
La Bessarabia (Moldavia) si riunisce con la Madrepatria Romania.
Presto NUOVAMENTE l' UNIONE per contrastare il nazionalbolscevismo di DUGHIN e RasPutin. Giù le mani da Transnistria e Gagauzia !
sabato 22 febbraio 2014
Cari Camerati, quanta disinformazione, sull' Ukraina...
Oggi, finalmente, sembra che il corrotto comunista filorusso e protetto da Putin sia in fuga.
Ed allora bisogna fare qualche precisazione, perchè da troppo tempo leggo commenti non solo disinformati, ma anche buffi, e che mi farebbero sorridere, se la situazione non fosse drammatica.
Dunque:
- Putin non è il "difensore della Fede e della Tradizione Cristiana" come molti, abboccando alle sirene moscovite, credono. Ma pensa solamente a ricreare il vecchio Impero Sovietico/Zarista, crollato miseramente. Dopo aver facilmente ripreso la Bielorussia, controlla praticamente lo Stato Canaglia della Transnistria, che riconosce, unica nazione al mondo. Sta pure fomentando una ulteriore scissione in Gagauzia. Vuole riprendersi sia Moldavia che Stati Baltici, che Armenia, Georgia e molti altri stati ex-sovietici. Occupa senza motivo Konigsberg, Patria di Kant, tedeschissima. Non disdegnando il sogno zarista di congiungersi con Serbi e Bulgari, arrivando al Mediterraneo. Come scrivo da anni.
- In Piazza Maidan, oltre agli iniziali gruppi spontanei europeisti, sono scesi subito Partiti Nazionalisti come Svoboda, di Oleh Thianybok, vicino all' italiana Forza Nuova. E molti, molti altri. Tutti decisamente antirussi, come da tradizione polacco/lituano/ucraina. (nella foto, il simbolo del Partito Svoboda.)
- Come ben descritto non da giornali USA o filoamericani, non è proprio l' adesione all' Europa, a questa Europa delle banche, che i manifestanti di Kiev (ed ora di molte altre province) vogliono: sognano invece di affrancarsi da Mosca, che li tiene sotto il giogo energetico del gas.
sabato 8 febbraio 2014
La Russia NON è la soluzione al marciume d' Europa.
Se l' Occidente è MARCIO, la Russia NON è la soluzione. E non me ne frega niente se Putin si fa fotografare con Icone Sacre o lanci strali contro i pederasti. Se qualcuno non crede alle mie parole, prenda la valigetta, ci ficchi dentro spazzolino, registratore e kway, e vada in quei posti.
STOP. Non morirò americano, ma, perbacco, men che meno russo !
venerdì 30 novembre 2012
L' europa e l' italasia appoggiano uno Stato Canaglia.
Stato Canaglia che è sempre stato al centro del terrorismo internazionale attraverso i propri vertici, con connivenze con i Servizi Segreti comunisti di mezzo mondo, Securitate in testa; con possibili implicazione nelle stragi che colpirono il nostro paese. Che ha espresso un premietto nobel a chi è tuttora indicato da molte parti come ladro ed affamatore del popolo palestinese stesso.
Stato Canaglia che anche recentemente si fa scudo dei bambini per poi ucciderne altri. E che tarocca molte foto per dar le colpe ad Israele.
Con il voto colpevole di mezza europa, Francia in testa (famosa per aver abbandonato il Libano Cristiano e francofono al proprio destini.). Italasia compresa, la cui importanza della proria politica estera è ridotta a zero con l' attuale governo, vedasi il caso allucinante dei Nostri Marò ancora illegalmente detenuti dal Kerala, con l' avvallo del governo centrale indiano.
Italasia che continua a ritenere Ciavardini, Mambro e Fioravanti responsabili della Strage di Bologna, mentre crescono le richieste di revisione processuale.
Prossimo invito ONU ??? Alla Transnistria.
sabato 14 agosto 2010
I comunisti non cambiano mai, anche se presidenti...
Passano gli anni, si rivestono da democratici, grazie alla caduta della prima repubblica riescono ad arrivare ad alte cariche della repubblica fondata sul lavoro e nata dalla resistenza, ma restano gli stessi di sempre, quelli che plaudivano agli interventi dell' armata rossa a Budapest e che ora ammoniscono di non essere disposti a concedere la possibilità di tornare alle urne, com'è giusto e normale che sia. E forse vedono di buon occhio un "intervento fraterno e congiunto delle truppe della Corea del Nord, della Bielorussia, della Transnistria, di Cuba e del Venezuela per ripristinare i valori antifascisti messi a dura prova dai nuovi Fascismi"...
venerdì 31 luglio 2009
Traiasca Basarabia Libera si Romana !
Vittoria ! Anche questa volta il PCM, il Partito Comunista Moldavo, quello che si è pure inventato una inesistente lingua moldava della Bessarabia Rumena temporaneamente amministrata da russofili neocomunisti, le aveva tentate tutte:elezioni di mercoledì ed a fine Luglio, oltre ad i soliti brogli che avevano falsato le elezioni presidenziali di Aprile, senza i quali, invece che al 44,76 % (con 48 seggi) di questa tornata elettorale, i comunisti non avrebbero superato nemmeno il 30 %, nonostante le migliaia di activisti sguinzagliati in tutto il territorio.
Invece questa volta gli elettori di Chisinau hanno dimostrato che è giunto il momento del cambiamento, voluto dagli elettori di lingua rumena, e non da minoranze importate nel dopoguerra che nulla c'entrano con la storia della Terra Bessaraba, legata alla Mia Seconda Patria da vincoli eterni di Terra, Sangue, Cultura e Religione. I quattro partiti dell' opposizione hanno riportato una sofferta vittoria con 53 seggi così ripartiti: al Partito liberal-democratico il 16,55% (18 seggi), al Partito liberale il 14,61% (15 seggi), al Partito democratico il 12,55% (13 seggi), all'Alleanza “Moldavia nostra” il 7,35% (7 seggi). Dopo otto anni che hanno visto la Bessarabia precipitare nelle classifiche economiche del continente, riportando indietro l' orologio della storia ai momenti bui e dolorosi dell' oppressione sovietica, i comunisti non sono in grado di governare, ed il Leader dell' Opposizione, Vlad Filat, del
PLDM (liberal-democratici) si è congratulato con la popolazione e dichiarato pronto a formare immediatamente il nuovo governo.
Speriamo che la polizia ed i reparti speciali non ripetano gli atti intimidatori, le perquisizioni accompagnate da pestaggi e gli arresti immotivati dello scorso Aprile. Speriamo che i comunisti accettino questa volta di mollare il potere. Ancora una volta, come racconta Renato Farina su Libero di oggi, nei seggi di campagna si è assistito a quello visto in Romania dell' immediato dopo-Rivoluzione: seggi presieduti da comunisti, con scrutatori comunisti che osservavano gli elettori uno per uno; alcuni, tremebondi, uscendo mostravano la scheda aperta con il "voto giusto". Speriamo che il nuovo-governo non solo sia formato in fretta, ma che proceda spedito verso il processo di riunificazione alla Romania, unico modo per uscire da altri tentativi di russificazione forzata del paese od avventure neo-comuniste.
OGGI COME SEMPRE:LA BESSARABIA E' RUMENA.
L' ISTRIA E' ITALIANA. PER SEMPRE !
LIBERTATE PENTRU BASARABIA ! JOS COMUNISMUL ! BASARABIA ESTE ROMANA SI ISTRIA ESTE ITALIANA !
giovedì 23 aprile 2009
Vlad Filat: "Europa, non abbandonarci !"
Diventa sempre più difficile raggiungere i siti liberi della Bessarabia, tra cui quelli personali di Vlad Filat, il quarantenne Presidente del PLDM, PartitoLiberalDemocraticoMoldavo ed ex-Ministro. Uno dei primi ad aver denunciato i brogli elettorali e che nuovamente chiede l' annullamento del voto ed il ritorno alle urne. Nei pochi siti raggiungibili, Filat ha inoltre attribuito le responsabilita' degli atti vandalici ad agenti ed attivisti del Partito Comunista.
Recentemente intervistato sul riconteggio dei voti, ha così dichiarato: "L'unica cosa che chiediamo è la verifica delle liste elettorali, poiché solo lì ci sono le prove delle frodi, e lo dimostreremo. Siamo riusciti a scannerizzare gran parte delle liste e abbiamo quindi iniziato a verificarle. Abbiamo scoperto persone morte da oltre 15 anni che però hanno votato, una marea di liste con nome e cognome senza nessun documento che attesti l'identità delle persone iscritte. Abbiamo scoperto gente con più carte di identità. Si tratta di qualche centinaio di migliaia di votanti fantomatici che hanno assicurato la vittoria del PCRM. Poi, su richiesta del PCRM, la Corte di Appello ha proibito ai partiti dell'opposizione di fotocopiare le liste elettorali. Abbiamo bisogno soltanto di un po' di tempo. Presenteremo le nostre prove alla Corte Costituzionale e chiederemo l'annullamento del voto e la ripetizione delle elezioni.". Inoltre il leader dell' opposizione ha anche accusato di evidente scorrettezza i giornalisti russi, i quali hanno tentato di far pesare sulla Romania un tentativo di Colpo di Stato.
Alcora una volta appare chiaro inoltre che il regime comunista di Voronin sembra intenzionato ad obbligare i giovani Bessarabi di Lingua Rumena ad espatriare in futuro,spinti dalla fame e dall' oppressione che li aspetta, per incrementare la percentuale dei russofoni, attualmente minoranza.
Intanto oggi a Strasburgo al Parlamento Europeo sono in discussione le Elezioni della Bessarabia: speriamo che si parli anche dei moltissimi casi di torture, arresti e processi farsa di questi giorni.
giovedì 16 aprile 2009
Voronin insiste, Diaconescu si fa sentire.
Come previsto, il riconteggio dei voti è la farsa annunciata. E mentre Voronin rialza la voce, il ministro degli Esteri Rumeno, Christian Diaconescu, ha finalmente alzato i toni, dichiarando a Bruxelles che le autorità della Bessarabia hanno oltrepassato ogni limite, dopo l' introduzione del visto per i cittadini di Bucarest, l' espulsione dei giornalisti Rumeni e le limitazioni alla libera circolazione introdotte dai comunisti. Mercoledì prossimo la sessione Affari Esteri del Parlamento Europeo si riunirà per un accurata analisi della situazione attuale a Chisinau.
martedì 14 aprile 2009
Bessarabia:i colpevoli silenzi dell' Europa.
Ecco in questa foto le facce dei Fascisti/Teppisti/Golani/Uligani. In realtà, come si vede, agli studenti dei primi giorni, molti dei quali finiti in galera e condannati senza uno straccio di processo, si stanno sostituendo i genitori degli stessi, ed impiegati, pensionati, casalinghe e lavoratori che chiedono la liberazione degli incarcerati, che sono centinaia. E che chiedono la verità sulla morte di Valeriu Boboc, di 23 anni, trovato morto in una strada della capitale della Bessarabia dopo che era stato arrestato. Il "teppista", sposato, lascia un bimbo di un anno e mezzo.
Ma i Bessarabi di Lingua Rumena, la stragrande maggioranza della popolazione, si sente abbandonata da un' Europa colpevole; la stessa Europa che tacque su Budapest, Praga, Danzica, che volle chiudere gli occhi sulle Foibe e sull' italianità dell' Istria. Troviamo più notizie dalla lontanissima Thailandia, mentre invece ben poco spazio a quello che accade a Chisinau. Ma, nonostante le censure ed i media locali, per l' 85 % in mano ai comunisti, giungono notizie di quotidiane manifestazioni, anche dopo la decisione della Corte Costituzionale di ricontare i voti. Si parla di circa 400.000 "morti" che abbiano votato, secondo un osservatore occidentale. Alcuni cittadini del paese hanno scoperto di condividere la propria abitazione con illustri sconosciuti. Negli ultimi 2 anni, nonostante il tasso di natalità, gli iscritti alle Liste Elettorali sono aumentati in modo anomalo del 10 %.
I tre partiti dell' opposizione (Liberali, Liberaldemocratici e Partito della Nostra Moldavia) hanno finalmente fatto fronte comune e non intendono mollare, anche se le intimidazioni contro molti loro esponenti ed i pochissimi giornalisti indipendenti crescono di ora in ora.
Ma da Chisinau giunge in continuazione un appello: NON LASCIATECI SOLI CON GLI ULTIMI COMUNISTI D' EUROPA !!!
E l' Europa, cosa risponde ?
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A fost o data ca-n povesti
A fost in Romania,
O mare gasca de golani,
Ce-au alungat sclavia.
Noi nu ne-am confundat nicicind
Cu "oamenii de bine",
Numiti si neocomunisti
Cu fara de rusine.
Mai bine haimana,
Decit tradator,
Mai bine huligan,
Decit dictator,
Mai bine golan,
Decit activist,
Mai bine mort,
Decit comunist.
Vrem libertate
Nu comunism
Si nici schimbari de forme
Si deaceea, securisti,
Sa nu ne puneti norma.
Noi nu vrem neocomunism,
Nici neolibertate,
"Democratii" originale
Si nici minciuni sfruntate.
Ne-ati intrebat ce vrem aici
Dar stie toata tara,
Noi sustinem punctul 8
De la Timisoara.
Sa cada patru-sapte-trei
Ce tine TVR,
Legînd in lanturile ei,
Chiar si cuvintele !
Alegeri fara comunisti,
Fara nomenclatura,
Si nu va temeti de golani
Fara coloratura.
Din cei care au murit
Ne-am reintors naluci
Sa nu mai fie cum a fost
Macelul de atunci
Mai bine haimana,
Decit tradator,
Mai bine huligan,
Decit dictator,
Mai bine golan,
Decit activist,
Mai bine mort,
Decit comunïst.
giovedì 9 aprile 2009
Cresce la tensione tra Moldavia e Romania.
Non accenna a calmarsi la situazione a Chisinau:manifestazioni spontanee continuano ad accendersi, nonostante sia sempre più difficile ogni tipo di comunicazione con la Bessarabia (Rep. Moldavia). Aumenta il sospetto che Voronin si senta spalleggiato da Mosca, anche per le dichiazioni di alcuni ufficiali russi che appoggiano le accuse dei comunisti presunti vincitori; i quali non fanno mistero di dare la colpa alla Romania, tant' è che l' Ambasciatore di Bucarest in Bessarabia, Filip Teodorescu, con il Consigliere d' Ambasciata Ioan Gaborean, sono stati dichiarati persona non grata, con 24 ore di tempo per lasciare il paese. Inoltre è stato introdotto il visto per i cittadini rumeni. Dure le repliche di Bucarest, che giudica tali decisioni aberranti ed un attacco allo Stato Rumeno.
Come non vedere dei parallelismi con le provocazioni verso la Georgia di qualche mese fa ? Provocazioni maldestralmente recepite da Tbilisi, che credeva nella protezione americana.
Attenzione,però: la Romania è parte integrante della Nato e, soprattutto, con tutto il rispetto, l' Esercito di Bucarest non è quello della Repubblica del Caucaso. Ed i russi hanno imparato nei secoli, a loro spese, quanto pungano le Baionette Tricolori !
REFUZ ! RESIST ! SUNT ANTICOMUNIST !
UNA MOLDAVIA, RUMENA E LIBERA !
(se multumeste ziarului "Romania Libera" pentru fotografii)
martedì 7 aprile 2009
Dopo vent'anni, ritorna il grido "JOS COMUNISMUL !" nelle strade Rumene !
Il gravissimo lutto che ha colpito l' Italia rischia di far passare in secondo piano quello che sta accadendo a Chisinau, dove il Partito Comunista avrebbe vinto le elezioni di cui ho parlato domenica. Avrebbe, perchè da ieri migliaia e migliaia di studenti manifestano in piazza, denunciando brogli ed irregolarità. I manifestanti, oltre alle bandiere rumene hanno innalzato quelle dell' Europa, e gridano che vogliono riunirsi alla Madrepatria Rumena, non potendone più del regime comunista e russofilo di Vladimir Voronin. Attualmente sono riusciti ad entrare nel Parlamento della Bessarabia (vero nome della Repubblica Moldava), negli Uffici del Governo e della Presidenza; oggi come vent'anni orsono il grido "JOS COMUNISMUL !" risuona nelle strade dove si parla il Rumeno. E l' Europa, cosa farà ? Non risponderà come nel 1990 quando assistette senza fiatare alla controrivoluzione comunista di Iliescu ed al massacro degli Studenti Anticomunisti in Piazza dell' Università a Bucarest da parte dei Minatori ? Lasciando sola la Romania e frenando lo sviluppo del paese, in balia di neocomunisti e capitalisti d' assalto ?
Traiasca Romania, Traiasca Basarabia Noastra si Libera !
domenica 5 aprile 2009
Elezioni farsa in Bessarabia.
Dopo una campagna elettorale all' insegna delle intimidazioni verso la popolazione di lingua rumena da parte degli attivisti comunisti e russofoni ( minoranza linguistica che è sul 16 %, ma è ben addentro nel potere politico, militare e securista),che vogliono impedire in tutti i modi il giusto processo di riunificazione della Bessarabia, vero nome dell' attuale Repubblica di Moldavia, alla madrepatria Romania,
giungono le elezioni a Chisinau e dintorni. In realtà, come si vede dalla piantina, la Moldavia (in giallo) è una regione storica da sempre appartenente alla Mia Seconda Patria, un tempo antico Principato; parte della Moldavia è oggi parte integrante della Repubblica Latina dell' Est, mentre la restante è spartita da Ucraina e sedicente Moldavia. La Lingua Moldava, inoltre non esiste, ma è una variante dialettale del Rumeno. Mentre i sondaggi danno in testa il Partito Comunista, fino in fondo le irregolarità sono agli occhi dell' opinione pubblica rumena e degli osservatori internazionali. Fra il 27 e il 30 marzo, circa 300 cittadini romeni, invitati in Moldavia per concerti e celebrazioni, sono stati costretti a fare marcia indietro una volta giunti al confine. Il 27 marzo, 150 persone, che volevano celebrare il novantunesimo anniversario dell'annessione della Bessarabia con la Romania, avvenuta nel 1918, sono state fermate alla dogana e rispedite indietro senza poter attraversare il confine. A tutti i passeggeri è stato permesso di proseguire il viaggio, con l'eccezione di chi aveva il passaporto romeno, costretto a scendere dal pullman o dal treno senza una precisa spiegazione. Diversi artisti romeni, che dovevano recarsi ad un concerto, hanno ricevuto analogo rifiuto dagli ufficiali moldavi, sempre senza spiegazioni e nonostante avessero tutti i documenti in ordine. Cinquanta studenti moldavi che frequentano università rumene sono decisi a portare in giudizio le autorità di Chisinau , che ha negato loro l'ingresso nel paese. Il 22 marzo, erano diretti nella capitale per la campagna “Vote without fear”, organizzata dal partito liberal-democratico in vista delle elezioni parlamentari di domenica 5 aprile. Gli studenti saranno rappresentati in tribunale dagli avvocati dei vari partiti d'opposizione.
Il governo comunista di Chisinau al potere in questi anni non ha fatto nulla per impedire la pseudosecessione della Transnistria, vero stato canaglia all' interno dell' Europa ed eventuale cavallo di troia del revanscismo nazionalbolscevico russo. Ed anzi si sospettano connivenze tra i due partiti comunisti al di qua ed al di là del Fiume Nistro.
D' altro canto, l' attuale Ministro degli Esteri di Bucarest, Diaconescu, così preoccupato di difendere gli zingari rumeni in Italia, non sembra così altrettanto preoccupato di difendere a fondo gli interessi dei Bessarabi di Moldavia, forse timoroso di non minare troppo la fragilissima maggioranza destro-sinistra del Parlamento di Bucarest. E di non irritare le simpatie russofile dei neocomunisti del PSD, dove Iliescu ha ancora influenza e potere;per chi non lo sapesse o ricordasse, Iliescu fu infatti molto più vicino al KGB che alla Securitate.
Vedremo nei prossimi giorni l'esito di queste elezioni, nella speranza che i sondaggi diramati dal PCM siano pilotati e farlocchi, e che non vi siano brogli.
mercoledì 25 marzo 2009
Il Fascismo Immenso e Rosso.
Il panorama politico Italiasiatico diventa ogni giorno più sconcertante. Mentre da una parte assistiamo al totale scioglimento di idee, quelle poche (e confuse)che restavano in AN, confluendo verso il Nulla che avanza come nella "Storia Infinita" del mio post precedente. Alla parziale rinuncia alle promesse elettorali fatte dalla Lega sulla sicurezza in nome di un federalismo fiscale da operetta ( e che sarà tale dal 2016...), sempre restando a Destra non riusciamo a scorgere forze aggregatrici tali da poter far rinascere il mio MSI. Nel mio Partito, La Destra, ogni tanto qualche dirigente, ammaliato dalle sirene del PdL, Partito dei Livellati, prende e se ne va, come ultimamente Luisa Regimenti; spingendo, per contraccolpo, il Partito stesso a fughe estremistiche che mi hanno fatto sobbalzare (vedasi filo Hamas...). In altre formazioni, come da una recente visita in un altro post, vedo rispuntare certe anomalie stile anni '70 da me ben conosciute. Con oscillazioni tra il nazimaoismo della vecchia OLP (una sigla che è una festa...), Organizzazione Lotta di Popolo (la quale dovette autosciogliersi perchè, pur non riconoscendosi nell' anticomunismo, pigliava mazzate in testa dai vari comunisti...Mazzate vere, non figurate)passando per il Nazionalbolscevismo di quell' Eurasia di Alexandr Dugin di cui in passato mi occupai, ricordando una sua frase che dovrebbe far riflettere i suoi estimatori, che riscrivo: "Il Nazional-Bolscevismo
deve ritornare a pensare per classi... io sono un proletario e sono per la lotta di classe. Il Nazional-Bolscevismo sceglie lo strumento di lotta dell'antifascismo". Marzo 1997, "Apologia dell' antifascismo". "Eurasia" italiana nella quale vedo, con mia grosso dispiacere, una persona di alta cultura come il Prof. Claudio Mutti. Il quale, già da tempo, con la sua conversione all' Islàm, mi aveva già dato grande tristezza. Eurasia che, suppongo, sia decisamente a favore della riannessione della Bassarabia oggi denominata Moldavia e del riconoscimento di quell' autentico staterello canaglia autoproclamatosi Transnistria alla Russia. Io direi loro, perchè non far arrivare le truppe Serbe a Trieste, allora, dato che i Fratelli Slavi del Sud (questa la denominazione dei panslavisti russi per Serbi e Bulgari)in passato dichiararono "Trieste Città Serba "? No, non ci siamo. Non ci siamo proprio.
Così come in passato dovetti rispedire al mittente le accuse di Fascismo socialista fatte dai giovanitristi libertari ed antifassisti, a mia volta ammonisco che il Fascismo fu un movimento transpartitico dove i socialisti furono una componente (ed i comunisti, uno solo, quel birbante di Bombacci, che pagò con la vita a Dongo la Fedeltà ad un amico...), ben presto minoritaria e legata a qualche intellettuale che poi rivedremo sotto ben altre bandiere dopo il 1945. O elitari antiborghesi come Robert Brasillach che per primo parlò di "Fascismo Immenso e Rosso" proprio tornando dal Congresso del Partito Nazionalsocialista a Norimberga ( e non come viene gli viene attribuito da Dugin stesso guardando all' URSS...). Un Fascismo che, privato delle componenti Liberali, Monarchiche, Reazionarie, Conservatrici, Cattoliche e, vogliamo mettercele dentro, pensando a Margherita Sarfatti (per tacere dei tantissimi Israeliti Fascisti), Giudaiche, si riduce ad essere quel Nazionalsocialismo che tanto ha in comune con il Nazionalbolscevismo oggi tornato in auge. Un Fascismo Totalitario piuttosto che Autoritario come fu invece quello Italiano. Fascismo Italiano che tranne, come più volte ricordato, i Ruinas ed i Niccolai, mondato dalla componente socialista trasmigrata in massa nel PCI nel dopoguerra, diede vita a quel Movimento Sociale Italiano che fu inequivocabilmente di "Destra". Anticomunista da sempre, per la legge e l' ordine, che a Valle Giulia seppe dove schierarsi. Per la Famiglia e per la Patria, Cattolico ma antidemocristiano. Tutti quei Valori oggi non rappresentati appieno in Parlamento, non parlo certo per quanto concerne il PD. Ma neanche dal presente e futuro PdL, dove libertari come Benedetto Dalla Vedova già reclamano leggi sulle coppie. Antifascisti alla Fini preparano il voto per gli immigrati. Parlamento sempre più lontano dai cittadini che vedono ogni giorno sparire nel nulla la sicurezza ed i propri risparmi.
A questi Valori la Vera Destra deve guardare, oggi più che mai, per rinascere e ridare fiducia a quest' Italia a pezzi.
Non certo ad Ernesto Che Guevara...
martedì 14 ottobre 2008
La Transnistria alle Iene.
Stasera alle ore 21.10 su Italia vedremo un servizio di Luigi Pelazza che si e' recato nella Transnistria, di cui ho spesso parlato,che dimostrerà come sia possibile acquistare qualunque tipo di arma o bomba a cifre irrisorie. Arrivata nella capitale Tiraspol, la Iena riesce a mettersi in contatto con un trafficante che garantisce, in
meno di due settimane, di potergli procurare anche un centinaio di armi da fuoco tra pistole e mitragliatrici. Nel prezzo pattuito e' inoltre incluso il trasporto oltre le frontiere dello stato. Le connivenze russe sono internazionalmente note, ma c' è a Destra chi, malinformato, continua a stravedere per Putin e soci. Poi, non dite di non essere stati avvertiti...
venerdì 29 agosto 2008
Putin, Moldova este Tara Romaneasca !
Come avevo preannunciato nei post precedenti, l' Orso neo-bolscevico non intende fermarsi, l' Abkhazia e l' Ossezia Meridionale sono solo l' antipasto di quella che vuole essere un lauto pasto. Lo ha confermato ieri il Ministro degli Esteri della Francia, Bernard Kouchner. Ma l' Ucraina e la Romania, quest' ultima nella NATO, non intendono stare a guardare. L' Ucraina ha un' esercito di oltre 300.000 soldati ben addestrati e non ha ceduto tutti i missili a testata nucleare e la Romania fa parte a tutti gli effetti della NATO, partecipando con onore e tributo di sangue alle ultime campagne antiterrorismo in Afghanistan ed Irak. E così come Kiev non intende cedere di un passo sulla Crimea, Bucarest considera la Moldavia Terra Rumena, dove una minoranza russa di recente importazione alla fine dovrà o andarsene oppure accettare l' inevitabile ricongiungimento alla Madrepatria Rumena. Compresa il Territorio Canaglia, Comunista e Terrorista della Transnistria che è rifugio anche di Islamici filo-Bin Laden.
Gli USA e l' Europa tutta non possono accettare ricatti dai risvolti futuri impensabili. O sarà l' inizio di una vera catastrofe !

lunedì 18 agosto 2008
Ucraina e Georgia subito nella NATO per fermare GasPutin.
L' Europa e gli USA mantengano subito le promesse, facendo entrare prima possibile l' UCRAINA e la GEORGIA nella Nato. Il volpone GasPutin, dopo aver piazzato alla Presidenza Neobolscevica un pezzo grosso di Gazprom, Dmitri Medvedev, che in passato ha ricoperto varie cariche di questa società potentissima (da non confondersi con Alexander Medvedev, attuale vicepresidente e responsabile esteri della compagnia), forse non pensava di trovarsi di fronte ad una risposta così pronta da parte di Sarkozy, Bush e di una ritrovata Merkel. Ho visto la faccia sorpresa proprio di D. Medvedev in televisione (quasi faceva un salto !)
quando il Premier Tedesco ribadiva, pur essendo ospite a Soci sul Mar Nero del Presidente Figlio di Putin, che la Georgia sarà membro dell' Alleanza Atlantica, cambiando finalmente idea. Affermazione poi ribadita successivamente a Tbilisi due giorni dopo. Dimostrando che l' Europa non dimentica non solo le guerre create da Abkhazia ed Ossezia Meridionale nel 1990/1991 con conseguente espulsione di migliaia di Georgiani spaventati dalle pulizie etniche che li colpirono, ma anche tutte le provocazioni russe, comprese quelle del 2006, in coincidenza con la crisi russo-ucraina. Come l' arresto di 4 spie
russe nell' Ottobre di quell' anno in territorio georgiano ed il conseguente annuncio della Russia di sospendere i collegamenti stradali, ferroviari, aerei e postali e la minaccia di fermo alle transazioni bancarie con la Georgia, con forti problemi per i circa cinquecentomila lavoratori di Tbilisi emigrati in terra moscovita, che annualmente mandano in patria circa un miliardo di dollari. Non contenta del blocco, dopo la riconsegna degli ufficiali del GRU, l' intelligence militare,tramite l' OSCE da parte delle autorità di Tbilisi, ecco l' espulsione di oltre 130 georgiani da parte russa ed altre ritorsioni. Non bisogna poi dimenticare che già nel Gennaio dello stesso anno "strani attentati" avevano fatto saltare il gasdotto russo che fornisce la Georgia, in coincidenza con uno dei più freddi inverni mai patiti a Tbilisi. E che come per l' Ucraina GasPutin e Gazprom raddoppiarono il prezzo delle forniture di gas per la piccola ma fiera repubblica caucasica.
Dunque solo una rapida adesione alla NATO può salvare Ucraina e Georgia dall' aumento della russificazione selvaggia (Mosca concede il passaporto russo a chiunque in Abkhazia ed Ossezia Meridionale ne faccia richiesta), con conseguente riassorbimento cruento. Eppoi, come ho scritto, via via alle altre invasioni: Moldavia, Lituania, Lettonia, Estonia, Armenia, Azerbaigian, Polonia, Finlandia. E Trieste, Monfalcone fino a Venezia ed oltre...,secondo un copione già visto.
Del resto, non era forse Hitler a dire che la Germania era ovunque ci fosse un cittadino Tedesco ? Nazionalsocialismo ieri, Nazionalbolscevismo oggi.
giovedì 14 agosto 2008
Tutti i Paesi ex-comunisti sono con la Georgia.
Dalla Polonia alla Romania, tutti i paesi ex-comunisti, esclusi Bielorussia e Serbia, sono con il Governo di Tbilisi. Non solo il Presidente Estone Toomas Ilves, quello Polacco Lech Kaczynski, quello Lituano Valdas Adamkus ed il Premier Lettone Ivars Godmanis in visita nella capitale georgiana si sono schierati con Saakashvili, ma anche la Romania, il cui Presidente Traian Basescu ha convocato d' urgenza il Consiglio Supremo per la Difesa del Paese. I conflitti congelati della zona del Caucaso e del Mar Nero interessano da vicino la politica estera romena ma, soprattutto, hanno appassionato il presidente
Basescu che in passato non ha esitato ad accusare la Russia di voler trasformare il Mar Nero in “un lago russo”. In effetti, la sicurezza del Mar Nero è stata oggetto di frequenti dibattiti, come al summit Nato tenuto a Bucarest lo scorso Aprile, dove le aspirazioni della Georgia ad entrare nell’Alleanza nord atlantica sono state congelate da Francia e Germania.
Come si sa, la Romania confina con la Moldavia neo-comunista, dove esiste una minoranza russa importata da Stalin. Minoranza che nell' autoproclamata repubblica di
Transnistria è divenuta agguerrita ed aggressiva. Transnistria diventata crocevia dei terroristi e contrabbandieri di mezzo mondo. E che è in situazione di belligeranza sospesa con la Moldavia. La cui rumenità non è mai stata in discussione, come dimostra il fatto d' aver voluto adottare una bandiera simile alla Madrepatria.
La Transnistria è presidiata tuttora da reparti russi, nonostante gli impegni internazionali hanno stabilito da tempo il loro ritiro, come in Ossezia Meridionale e l' Abkhazia. Logico che Basescu paventi provocazioni da parte dei reparti russi sia di qua che di là del Nistro, il fiume che divide lo Stato di Chisinau dalla Transnistria.
Perchè non è solo un conflitto etnico, a differenza del Kosovo, o geopolitico,ma è soprattutto energetico, di gasdotti ed oleodotti. La Russia, intervenendo in difesa dei separatisti dell’Ossezia del Sud, ha voluto anche dimostrare che la Georgia non è un'alternativa seria per il transito degli idrocarburi e neanche un potenziale membro della Nato. Così facendo, ha colpito direttamente lo sforzo della Romania e di altri stati Ue di ridurre la propria dipendenza energetica da Mosca. La guerra ha messo a rischio la sicurezza del sistema di trasporto energetico. Sono in pericolo futuri progetti, tra quali anche il gasdotto Nabucco. In questi giorni sono diminuite le quantità di gas e petrolio verso l’Europa che non transitano sul territorio russo. Tra l'altro, era appena stato inaugurato l’oleodotto Baku -Tbilisi-Ceyhan che trasporta oltre l’1% della quantità mondiale del petrolio dalla zona caspica all'Europa, diminuendo gli export della Russia verso il mercato occidentale. Da questo punto di vista anche il progetto Nabucco costituisce per la Russia una vera minaccia . Bucarest è interessata da anni a promuovere il progetto Nabucco, che dovrebbe trasportare gas dall’Iran e Turkmenistan verso l’Europa. I principali attori sono l’Unione europea da una parte e le compagnie multinazionali OMV (Austria) e Mol (Ungheria) dall'altra. Il progetto, sponsorizzato dagli USA, punta a tagliare fuori la Russia aggirandola. E nelle moderne ”guerre energetiche” si fa più spazio, per l’ennesima volta nella storia, il ruolo delle divisioni etniche, spesso usate per difendere interessi politici e geostrategici.
Anche il Presidente dell' Ucraina, Viktor Juščenko, ha immediatamente decretato restrizioni alla flotta Russa presente in Crimea, dove sussistono problemi simili, con la popolazione russofona sobillata da Mosca.
Il paragone con il Kosovo è dunque improponibile, e la crisi è da attribuirsi esclusivamente al rinato Nazionalbolscevismo di cui ho parlato in precedenza. Anche perchè la russificazione di tutte queste terre ricorda molto la jugoslavizzazione avvenuta in Istria e Dalmazia, anche se in modo meno cruento.

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