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mercoledì 4 marzo 2015

Nicola Calipari ed i giornalisti senza vergogna...

Questa sinistra senza vergogna, questa sinistra con memoria alterata, questa sinistra che crede alle proprie menzogne, questa sinistra con il monopolio dell' intelligenza, questa sinistra partigiana, questa sinistra che odia insieme a Dax, questa sinistra pauperista ma milionaria, questa sinistra degli utili idioti, questa sinistra dell' antimafia di professione, questa sinistra clandestina, questa sinistra delle "sedicenti br colluse con lo stato", questa sinistra pacifinta, questa sinistra alla carlo giuliani, questa sinistra delle sgrenelle in cerca d' avventura.
Questa sinistra senza vergogna, come sempre...
Voglio ricordarti così, Nicola Calipari, Nobile Servitore dello Stato, con il giornale peggiore che senza vergogna ti mostra...
Onore e Gloria per Te, infamia per gli Ipocriti.

martedì 6 novembre 2012

Ed ecco il risultato cercato da Fini.

Come in un libro scritto male, come direbbe Francesco Guccini, arriva immediatamente il risultato cercato e voluto dal provocatore Fini: un giornalista collaboratore del Manifesto ed ex militante di Lotta Continua ha reso noto oggi di aver depositato una denuncia plurima contro ignoti per apologia di Fascismo per i Saluti Romani contro Fini fuori la Chiesa ai Funerali di Pino Rauti. 
Questo il comunicato:
"Indegna gazzarra di saluti romani, insulti antisemiti e quant'altro" in un "Paese sciagurato, che non ha memoria storica". Questo il commento di Sergio Sinigaglia, giornalista di Ancona, a quanto visto ieri durante il funerale di Pino Rauti, ex segretario del Movimento Sociale Italiano, ieri a Roma. Per "apologia del fascismo" ha dunque presentato un esposto contro ignoti alla procura della Repubblica. "Non si può sempre assistere passivi", dice il giornalista, ora collaboratore del 'Manifesto' con un passato in Lotta continua, e anche impegnato in comitati per la difesa dei diritti dei cittadini, e sottolinea come "la pietas e il rispetto di fronte alla morte vanno oltre qualunque credo politico e religioso. Capisco che in questo sciagurato Paese stia ormai irrimediabilmente sbiadendo la memoria storica del ventennio fascista. Tra libri di Pansa, discutibili fiction e sdoganamenti vari, ormai la dittatura mussoliniana è presentata come un qualcosa di indefinito con 'luci e ombre', e chi lottò e morì per la libertà e la democrazia viene risucchiato in improbabili 'triangoli della morte'. Una ricostruzione parziale e superficiale dei cosiddetti 'anni di piombo' - aggiunge - ha rimosso il significato della strategia della tensione, delle stragi fasciste, e i tentativi di colpo di Stato (tutte vicende che videro Rauti protagonista), tanto che capita di leggere che non pochi studenti delle superiori pensano che la Strage di Piazza Fontana fu opera delle Brigate Rosse. Ma a tutto c'è un limite".

Ecco che il cerchio si chiude, ed arriva l' ennesimo insulto, anche dopo la morte, a Pino Rauti; il quale solo pochi giorni prima di morire aveva appreso che contro di lui, rigettato il ricorso in Cassazione dalla Pubblica Accusa, ogni sua vicenda giudiziaria  era finalmente terminata, con la completa assoluzione. E' morto da Uomo Libero, come aveva vissuto.

Ma questa Italia è veramente spaventosa.



giovedì 17 maggio 2007

Lotta Continua:quei bravi ragazzi di 35 anni fa.

Il presidente ex-comunista Giorgio Napolitano ha oggi inaugurato 2 targhe commemorative per l' omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi. Nel discorso ha dimenticato che lo scorso anno concesse la Grazia ad Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni per quel delitto, insieme a Giorgio Pietrostefani, latitante, ed ad Adriano Sofri, ora sospeso dalla condanna per motivi di salute. Napolitano forse non ricorda che nelle ultime elezioni per la Presidenza della Repubblica Sofri ebbe 23 voti dal gruppo della Rosa nel Pugno.

Tutti e tre erano leader di Lotta Continua.

Oggi, che oltre ad essere il trentacinquesimo anniversario del Delitto Calabresi, è anche il primo anniversario del governo Prodi, voglio ricordare altri "bravi ragazzi" appartenenti in passato a Lotta Continua.

Marco Boato : più volte Deputato per la Federazione dei Verdi, dopo aver aderito a Democrazia Proletaria ed al Partito Radicale, ha attualmente i seguenti incarichi parlamentari: Segretario di Presidenza. Membro della Giunta per il Regolamento.
Membro della I Commissione (Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni).
Membro della Commissione Speciale per l'esame dei Disegni di Legge di conversione di Decreti Legge.
Membro del Commitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna.

Paolo Cento: più volte Deputato, è stato uno dei fondatori dei Verdi ed è attualmente SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALL'ECONOMIA E FINANZE dal 18 maggio 2006 del governo Prodi. In un intervista a Claudio Sabelli Fioretti ha ricordato che iniziò la sua lotta politica tappezzando i gabinetti dell' Istituto San Leone Magno con i fogli di Lotta Continua.

Enrico Deaglio: laureato in Medicina, dopo un breve periodo presso l' Ospedale Mauriziano Umberto I°, intraprese l' attività di giornalista, diventando direttore del quotidiano Lotta Continua. Passato ad altre testate giornalistiche, è approdato infine a Rai3. Da dieci anni dirige il settimanale Il Diario. Ha realizzato 2 documentari, "Quando c'era Silvio" e "Uccidete la democrazia" ; per quest'ultimo è indagato dalla magistratura per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Ieri ha presentato a Milano un nuovo documentario sui "presunti" brogli elettorali, dal titolo "L' Imbroglione".

Erri De Luca: di ottima famiglia borghese, dopo aver rinunciato alla carriera diplomatica, dopo le lotte con il movimento di Sofri, si è dedicato alla letteratura, facendo l' opinionista per Repubblica ed Il Manifesto, diventando in breve un autore "cult" della sinistra radical chic e salottiera. Dopo il G8 ha criticato aspramente l'operato della Polizia.

Gad Lerner: già vicedirettore di Lotta Continua, ha proseguito la sua attività di giornalista, sia della carta stampata che della televisione, prima su Rai3 e poi su La7, dove attualmente conduce il programma "L' Infedele". E' stato per breve tempo direttore del TG1.

Luigi Manconi: giornalista e uomo politico, nel 1996 è eletto senatore coi Verdi; iscritto ad amnesty internetional ed alla Lega Antiproibizionista Internazionale, è un convinto assertore dei diritti dei detenuti e degli omosessuali. Passato ai DS, è attualmente Sottosegretario alla Giustizia.

Marco Rizzo: Dopo esser stato componente della Direzione Provinciale del PCI di torino, è stato prima uno dei fondatori di Rifondazione Comunista e poi del Partito dei Comunisti Italiani. Deputato alla Camera, è attualmente Parlamentare Europeo. È vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.

mercoledì 21 marzo 2007

I radical chic sdoganano Eliade ? Ma se i comunisti lo volevano morto !

Premetto che questo post interesserà a pochi, ma se mi toccano Eliade, non posso tacere. Dunque ieri sera dopo cena stavo leggendo la pagina culturale de "Il Giornale" quando all' improvviso ho fatto un salto sulla poltrona leggendo questo breve ma interessante articolo di Giuseppe Conte:

«Sdoganare» Eliade? Grazie, non c’è bisogno.

Ci sono parole che subiscono un ben strano destino. Prendiamo il termine sdoganare. In un buon vocabolario (lettura che temo sia del tutto passata di moda, ovvero nessuno più consideri trendy e glamour) si legge la seguente definizione: «levar di dogana le mercanzie, pagando il dovuto dazio». Oggi invece sdoganare vuol dire nel gergo della cronaca culturale che uno scrittore (ma anche un regista, un giornalista, un cantante) considerato di destra, reazionario, infido, indegno, all'improvviso viene redento e benedetto da qualche mezzo guru della stampa sedicente di sinistra. Da allora quell'autore godrà di stima e rispetto. Io stimo e rispetto un autore per quello che produce e per la sua visione del mondo. Non mi chiedo in che parte del Parlamento italiano di siederebbe. Anche perché i problemi capitali dell'umanità oggi sfiorano appena quella non illustre sede. Ma certi hanno un bisogno modaiolo, mondano, da chiacchieroni e faccendieri, di mettere etichette, prendono quella facile di destra/sinistra e con essa timbrano le mercanzie (culturali). E così le levano di dogana. Naturalmente si dimenticano di pagare qualunque dazio. A quanti sdoganamenti abbiamo assistito. In tutti i campi. Ma quello di Mircea Eliade no, quello è troppo. Mircea Eliade è un gigante, mica uno del giro di Nuovi Argomenti. È un maestro che qualcuno di noi scoperse negli anni Settanta, e se ne vide cambiata la vita. La fenomenologia del sacro che Eliade mette in scena è un poderoso strumento per interpretare il mondo, oggi che il sacro e il religioso vi hanno fatto un ritorno che condiziona storia, economia, politica dell'Occidente e dell'Oriente. Credevo che per lo sdoganatore eccellente di Eliade, il critico romano Emanuele Trevi, il sacro fosse da liquidare come New Age. Mi compiaccio che non sia così. Ma il dazio? Trevi lo ha dimenticato, anche lui? Allora proviamo a immaginare che dazio dovrebbe pagare chi rivaluta Eliade soltanto oggi. Primo: ammettere di non aver capito niente per decenni del rapporto tra il mito, il sacro e la storia. Secondo: ammettere di non aver capito niente per decenni del bisogno dell'Occidente di abbeverarsi alle fonti del sapere orientale. Terzo: ammettere di non aver capito niente per decenni della crisi del modello interpretativo freudiano, su cui si è fondato, mescolandolo col marxismo, tanto superato Novecento. E si potrebbe continuare. Ma dazi così la gente preferisce ignorarli. Richiederebbero di fare sul serio, di tormentarsi. Trevi invece è un critico fico, trendy, glamour, almeno così me lo ricordo un giorno che l'ho visto a Capri, e preferirà sicuramente restarlo, e sdoganare come gli pare (tanto non frega niente quasi a nessuno).

Orbene, io non conosco questo Trevi, ma Nuovi Argomenti purtroppo si. Pallosissima rivista letteraria fondata da Moravia ed ora diretta da Dacia Maraini (ma guarda un po' !), non mancava mai negli anni '70 nei salotti radicalchic italiani ma anche nel tascapane di molti annoiati molotovisti che giocavano a fare i rivoluzionari, magari insieme al Manifesto, a Lotta Continua ed al Quotidiano dei Lavoratori. Purtroppo in quel tascapane spesso e volentieri c'era qualche sanpietrino, qualche chiave inglese Hazet 36 e, perchè no, appunto qualche Molotov. Spesso figli di papà, come quel Giangiacomo (Giangi) Feltrinelli dalla miccia corta, per sua sfortuna.

Questa rivista era un contenitore di coccio per spiegare il comunismo a noi occidentali, per farci intendere il lato buono del marxismo; e giù, nei salotti, interminabili discussioni su Lucaks, il Maggio francese, Mao ed Ho-chi min... Altro che la corazzata Potiomkin !

Francamente non pensavo esistesse ancora, ma ho scoperto essere di Mondadori.

Dunque, questo sig. Trevi vorrebbe sdoganare Eliade ? Ma si rende conto di parlare non solo di un grandissimo scrittore, ma di uno dei più grandi eruditi del Novecento e soprattutto del maggior storico e comparatore di religioni di tutti i tempi ? Di un genio che dormiva una o due ore a notte, impegnato a tradurre dal sanscrito al ebraico un testo ? E, bontà sua lo vorrebbe sdoganare ?

Ma è a conoscenza il sig. Trevi che Mircea Eliade fu in lizza ben 10 VOLTE per il Premio Nobel per la Letteratura, ma altrettante volte questo Premio gli fu negato per i veti non solo provenienti da Israele, ma da tutta la sinistra mondiale per il suo passato nella Guardia di Ferro di Codreanu ?

E' a conoscenza il sig. Trevi dei tentativi da parte della Securitate comunista di Ceausescu di uccidere Eliade in più riprese ?

Ed è infine a conoscenza tutta la sinistra radical-chic che invoca la libertà dell' assassino terrorista Cesare Battisti che il discepolo e continuatore dell' opera di Mircea Eliade, Ioan Culianu venne ucciso il 21 Maggio 1991 in modo misterioso dopo aver parlato male di Ion Iliescu e del regime neo-comunista che si era impossessato della Rivoluzione Rumena ?

Lasciate in pace Eliade, che non potete nè comprendere nè tantomeno sdoganare, voi che appartenete ad un mondo distante anni luce da una persona unica come Mircea Eliade.

Voi, tenetevi Gianni Vattimo.


giovedì 22 febbraio 2007

Elezioni subito !

Ma che inciucio e coalizione del piffero. Ma stiamo dimenticando l'arroganza della mattina dopo le elezioni, quando i prodi ulivisti erano prima alla canna del gas e poi sono diventati leoni, compresi certi margheritini alla Lusetti ?

Questi bisogna mandarli a casa senza sè e senza ma, con tutti i danni che hanno fatto e vogliono continuare a fare. Del resto, un' inchiesta dell' istituto di ricerca FN&G parla chiaro: tra i molto e gli abbastanza favorevoli alle elezioni, siamo al 79,7 %.

O dobbiamo dimenticare le frasi di Prodi, pure quelle sul Papa, le pacatezze di Diliberto, le presenze in parlamento di Franca Rame, Heidi Giuliani, Vladimiro Guadagno e di Franceschiello Caruso ?

Dobbiamo dimenticare gli insulti ai Nostri Soldati, i dico e non dico, i digiuni pannelliani, i rientri in Italia dei vari Cattivi Maestri come Scalzone e terroriste come la Baraldini ?

Dobbiamo dimenticare l' Annunziata che aggredisce verbalmente Berlusconi, Santoro che piagnucola mostrando un' italasia di parte a sua immagine e somiglianza ?

Dobbiamo dimenticare gli attacchi alla Chiesa dai laicisti della prima ed ultima ora ? Le calunnie dei giornali al Santo Padre ?

Dobbiamo dimenticare cosa insegnano durante le lezioni di storia nelle scuole italiane ? Gli autori che impongono nelle lezioni di lettere ? Gli insulti e le feste alla morte della Fallaci ? Le manifestazioni per impedire a Magdi Allam ed a Pansa di tenere dibattiti ? Le nefandezze che ancora osano scrivere sulle Foibe alcuni tristi personaggi sinistri ? La faccia di Casarini che esce dalla stazione di Vicenza a braccetto col servizio d' ordine ?

E soprattutto dobbiamo dimenticare le facce di Prodi con tutte le sue dichiarazioni "seeerieee" di questi mesi ?

Ogi come non mai, valga il titolo del mio blog:

NON PORGIAMO L' ALTRA GUANCIA ! E mandiamoli a casa !