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venerdì 8 marzo 2024

NIENTE MIMOSE.

Nelle 2 foto, da giovane e poco prima della morte, Teresa Mattei, la partigiana comunista che indicò ai gappisti Giovanni Gentile, che poi, poco tempo dopo, lo uccisero, incuranti del fatto che con lui scomparve uno dei maggiori filosofi del '900.

Fu la Mattei, insieme alle compagne del PCI Teresa Noce e Rita Montagnana, a volere la Festa della Donna l' 8 marzo con relative mimose. Un fiore sporco di sangue.



 

domenica 7 febbraio 2021

MAI COI COMUNISTI, OVUNQUE SIANO.

MAI COI COMUNISTI, OVUNQUE SIANO. OVVERO, IL MIGLIORE DEI LORO E' SEMPRE IL PEGGIORE.

L'altro giorno, insieme ad una foto di Togliatti ("Il migliore"), sentendo parlare di govern(icchio) dei migliori, avevo pubblicato anche una foto di Gennaro Migliore, ora in Italia Viva di Renzi, ma con un passanto da militante di estrema sinistra. Dopo un inizio  nei movimenti studenteschi, nel 1993 si iscrive a Rifondazione Comunista; l'anno dopo è tra gli organizzatori dell' AntiG7 a Napoli, coi vari Don Vitaliano, Caruso, Casarini etc. 

Arriva ai vertici del partito, manifestando più volte il proprio antifascismo viscerale.

Nel 2014 passa al PD, arrivando alla carica di sottosegretario alla Giustizia. Infine, nel settembre 2019 passa ad Italia Viva.

L' alleanza della Lega con questo peggior Migliore é, per me, devastante. MAI CON I COMUNISTI !

martedì 8 dicembre 2020

UN PARTITO NAZIONAL CRISTIANO TRIONFA IN ROMANIA. MA IN ITALIA I MEDIA TACCIONO.

Come annunciato ieri su Facebook, il Partito Alleanza per l'Unione dei Rumeni,AUR (Oro), nato SOLAMENTE nel settembre 2019, è il vero vincitore delle Elezioni del Parlamento Rumeno di Domenica,passato dallo 0 % ad un 9-12 %. Nella foto, ecco il Vicepresidente Claudiu Tarziu (col pizzetto) ed il Presidente George Simion nella conferenza stampa di ieri,dove hanno annunciato di essere già stati contattati sia dai neo-comunisti del PSD che dal centroDestra del PNL, cui hanno risposto picche,non volendo partecipare al solito balletto di partiti tradizionali.

Il programma di AUR è molto strutturato: euroscetticismo, difesa della Famiglia Tradizionale,contrario ad altri matrimoni, contrario ad adozioni da parte di coppie omosessuali,contrario all'aborto,difesa di ogni Cittadino Rumeno, in Patria o all' Estero, rientro della Bassarabia (Rep. Moldova) nei Confini Nazionali,con cessazione delle ingerenze russe nella politica moldava, con sgombero delle truppe e degli agenti di Mosca dalla Transnistria e dalla Gagauzia.
Anticomunismo (Simion ha conseguito una Laurea con Tesi sui Crimini Comunisti) ma pure anticapitalismo per un Sindacalismo Nazionale sono altri Valori di AUR.
Sembra tutto quello che ho auspicato in questi anni, mi sembra di sognare.
Ma se non vi informo io, non sapreste nulla...

martedì 19 maggio 2020

Come morì un Italiano: ALMERIGO GRILZ.

Queste foto a molti, diranno poco.
Si tratta di Almerigo Grilz, il primo giornalista italiano morto su un campo di battaglia dal 1945, il 19 maggio 1987.
Non aveva santi, in patria, nè aerei personali che lo riportavano a casa, nè, tantomeno, pur frequentando i Mujaiddin musulmani antisovietici in Afghanistan, non pensò mai di convertirsi all' Islàm.


E sapete perché ? Nessuno gli perdonava di essere stato un dirigente del Fronte della Gioventù e del MSI, poi Consigliere Comunale a Trieste.

Nessuno gli perdonava di stare sempre dalla "parte sbagliata", quella ANTICOMUNISTA.Cadde infatti durante uno scontro in Mozambico tra i Patrioti della RENAMO e l' esercito filosovietico.
A lui, Trieste ha intitolato una strada. Mentre nessun riconoscimento gli è stato dato dall' Ordine dei Giornalisti della Città Giuliana.

Gyula Grosics, il grande portiere NazionalCattolico che combattè il comunismo magiaro.

Parlo oggi di un Morto Dimenticato in occidente, non certo in Ungheria, dove é noto come "Pantera Nera",perché fu il primo portiere al mondo ad indossare la maglia di quel colore.
Nato nel 1926 da padre protestante e madre Cattolica, studiò da giovane, per volere di quest'ultima, come sacerdote.
Ma il suo destino era un altro: diventare uno dei più grandi portieri di tutti i tempi. Dopo alcuni anni giovanili in squadre minori, approdò nella mitica Honved nel 1950, inventandosi il ruolo di "portiere volante" o "secondo libero", poi patrimonio di altri portieri, come l' olandese Jan Jongbloed ed il colombiano René Higuita. Divenne presto una colonna portante della Nazionale, quella che, negli anni '50 sbaragliò tutte le altre squadre, tra cui l' Inghilterra, battuta 6 a 3 a Wembley e 7 a 1 in casa. 4 anni e 33 partite senza sconfitte. Era la formazione di Puskas, Hidegkuti, Kocsis e Czibor: la Squadra d'Oro.
Quella Nazionale era destinata a vincere i Mondiali in Isvizzera del 1954: 9 a 0 al Giappone, 8 a 3 alla Germania, 4 a 2 al Brasile, stesso risultato in semifinale all' Uruguay, Campione del Mondo in carica.
Mancò la vittoria, invece, in Finale, contro la Germania Ovest, un po' per aver sottovalutato i tedeschi, già mazziati in apertura del torneo, e molto per l' arbitraggio, con un goal validissimo annullato a Puskas nel finale, perdendo 2 a 3. 
Anticomunista e nazionalista fin da ragazzo, pur non militando, come qualcuno imprudentemente ed erroneamente ancora afferma, nelle Croci Frecciate, partito d'ispirazione nazionalsocialista, si arruolò nella 25 divisione SS Hunyadi Páncélgránátos Hadosztály, ma in funzione anti-sovietica. Non ebbe il tempo di effettuare rastrellamenti, infatti, perchè il loro Campo d'Addestramento fu evacuato in Austria, dove combattè contro gli americani, finendo poi loro prigioniero.
Ad ulteriore conferma della non appartenenza alle Croci Frecciate, è il fatto che, tornato in patria, non subì processo per Crimini di Guerra. Una vergognosa calunnia, dunque.
Nel 1949 fu arrestato mentre cercava di fuggire dal regime comunista, fu messo agli arresti domiciliari per spionaggio e tradimento, ma fu liberato dopi pochi mesi perchè ritenuto colonna della Nazionale Ungherese. 

Tifoso da sempre del Ferencvaros, squadra della Destra Cattolica e Nazionalista, in cui avrebbe voluto giocare, fu costretto a passare nel club del Ministero della Difesa magiaro.
E proprio nella Honved insieme agli altri giocatori, dopo la partita della Prima Coppa dei Campioni nel 1956, giocata contro l' Atletico Bilbao in Campo Neutro a Bruxelles per via dei carri armati sovietici a Budapest, fu protagonista del clamoroso rifiuto di rientrare in patria. Dopo un tour per il mondo, la squadra fu dichiarata illegale e, mentre Czibor, Kocsis e Puskas si fermarono fra Barcellona e Madrid, Grosics ed altri fecero rientro in Ungheria, dove furono arrestati. Il calciatore stesso trasformò la propria casa in deposito di armi per i Patrioti Anticomunisti.
Il portiere venne accusato di Alto Tradimento, ma, a furor di popolo, dopo pochi mesi fu liberato e fu richiamato dalla Nazionale, giocando altri 2 Mondiali; anche se fu costretto a trasferirsi nel Tatabanya, messo al bando dalla Honved.

Ma, una volta caduto il comunismo, il Ferencvaros volle regalargli il suo sogno: convocò Grosics all' età di 82 anni e lo fece giocare in porta per 40 secondi contro gli inglesi dello Sheffiel United, ritirando poi la Maglia Numero Uno.
Il giovane vecchio giocatore si commosse fino alle lacrime per i pochi attimi passati nella Squadra del Cuore.
Grosics ha raggiunto in Cielo i propri Fratelli della Squadra d'Oro nel giugno del 2014. Tutta l' Ungheria lo pianse come Eroe Nazionale. 

martedì 4 febbraio 2020

Morto il Comandante Mike Hoare, l' Ultimo dei Mercenari.

E' prematuramente scomparso, alla tenera età di 100 anni tondi tondi, il Comandante Mike Hoare, che contese a Bob Denard il titolo di Mercenario più famoso al mondo. Sebbene Irlandese (nato il giorno di San Patrizio), combatté la II GM nell' esercito inglese.
Successivamente partecipò, praticamente, ad ogni guerra in Africa contro i comunisti, sia locali che importati dall' URSS, da Cuba e dal mondo islamico.A lui era ispirato il personaggio del Colonnello Alan Faulkner nel famosissimo film "I 4 dell' Oca Selvaggia.". A chi, intervistandolo, gli chiedesse se non avesse rimorso di tutti i morti sulle spalle, rispondeva: "Amico mio, le posso giurare di aver ucciso solamente comunisti.".

giovedì 30 maggio 2019

I 7 Vescovi Greco Cattolici Rumeni uccisi dal comunismo sono Beati.

In questo fine settimana saranno proclamati Beati 7 Vescovi Greco-Cattolici Rumeni, uccisi dal regime comunista: si tratta dei servi di Dio Vasile Aftenie (1899-1950), vescovo titolare di Ulpiana e vescovo ausiliare dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș; Valeriu Traian Frenţiu (1875-1952), vescovo di Oradea; Ioan Suciu (1907-1953), amministratore apostolico dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș; Tit Liviu Chinezu (1904-1955) vescovo ausiliare dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Făgăraș; Ioan Bălan (1880-1959), vescovo di Lugoj; Alexandru Rosu (1884-1963), vescovo di Maramureș; Iuliu Hossu (1885-1970), vescovo di Cluj Gherla.
Il regime comunista romeno annientò con il terrorismo le due anime del Cattolicesimo locale: quella latina e quella di rito orientale, greco-cattolica, che nel 1948 contava 6 diocesi e oltre un milione e mezzo di fedeli. La Chiesa romena, privata dei beni e delle chiese, analogamente a ciò che era accaduto in Ucraina: i vescovi, dapprima incarcerati, subirono il martirio a motivo della loro fedeltà alla Chiesa di Roma.
Nel 1948 la Chiesa greco-cattolica fu soppressa con un decreto legge. Furono i sette vescovi a non accettare di rompere con Roma e categoricamente rifiutarono l’abolizione del culto Cattolico in Romania. Tre di questi vescovi morirono in un lager e il più giovane, Ioan Suciu, aveva 46 anni. «La nostra fede è la nostra vita» era il loro motto: essi non hanno violato la Chiesa e non hanno violato la loro coscienza. Uno di loro, monsignor Iuliu Hossu, fu creato cardinale in pectore.

giovedì 1 dicembre 2016

Votare NO contro il neo-comunismo renziano.

Oggi, nel giorno della Festa Nazionale della Romania, vi ricordo che per mandare a casa i comunisti a volte ci vuole una Rivoluzione, con molti lutti. 
A Noi, a Voi, domenica basterà un NO !

lunedì 28 novembre 2016

venerdì 30 settembre 2016

Grazie, Silvio, comunque.

Ho aspettato apposta che passasse la giornata di ieri, per far sfogare i pro ed i contro. Oggi, non avendo mai votato per lui, posso esprimere a Silvio Berlusconi tutta la mia gratitudine per il suo anticomunismo che ci accomuna. Se non fosse per lui, saremmo precipitati nel baratro della "gioiosa macchina da guerra". Non credendo io nella democrazia parlamentare, posso solo rimproverargli di non aver creduto nel progetto politico della Destra, cui io aderii pur NON appartenendo io alla destra sociale. Si sarebbe risparmiato il tradimento di Finoglio. Ed avremmo un grande
partito di destra,con tutte le varie anime e partitini riuniti, alleati con Forza Italia. Non essendo io democratico, posso solo rimproverargli di non aver risposto, ai vari golpe da lui subiti, con altrettanta fermezza Reazionaria, con un controgolpe in salsa cilena, tanto più che godeva dell' appoggio di Bush e Putin.
Comunque, ripeto, grazie per essere stato fieramente anticomunista, il male assoluto. e grazie, da Cattolico, per aver cercato di salvare Eluana.

PS: ho scritto questo post PRIMA del filmato augurale di Toni Capuozzo...

martedì 15 dicembre 2015

Non prego per Cossutta.

Sono un pessimo Cattolico, lo so. Ma non ipocrita: dunque, non pregherò per Cossutta. Già a colloquio con Baffone, Pol Pot, Che, Mao ed il Migliore.
Così mi hanno riferito...

martedì 6 ottobre 2015

Nanni De Angelis, 35 anni ieri. N'è valsa la pena ? Sì.

Pensavo a Nanni, 35 anni...ieri...
Cosa ne sanno , i ragazzi, oggi, di quegli anni.
Cosa ne sanno , che tra il 1970 ed il 1980 si moriva, per un' Idea.
Che si cadeva, fianco a fianco, con una stampa infame e governi che ci criminalizzavano. Cosa ne sanno...
E che ne sanno quei politici farlocchi, che sfoggiavano Croci Celtiche al collo, ma poi da sindaci hanno celebrato il 25 aprile...
Che ne sanno quei Missini di allora poi antifascisti, neo-Badoglio della Storia che non finisce...
Ma poi penso a tanti piccoli attivisti di allora, che piangono davanti a certi nomi, a certe foto,a certe date, come quel piccolo cretino idealista che sono io, con le lacrime in tasca,e penso che n'è valsa la pena, e che noi, Ciclostilatoriinproprio di allora, con le mani sporche d'inchiostro, se siamo sopravvissuti è perchè dobbiamo ogni tanto ricordare ai giovani, ai ragazzi di oggi, che l' Onore, la Fede, la Patria, l' Idea sono degne di essere vissute.
Ed oggi, come allora, piccolo attivista che non cresce ma non abiura, da dentro il cuore, mi sorge ancora il grido:Boia Chi Molla, è il grido di battaglia.
Dalle Rovine di oggi, ritornerà l' Uomo. N' è valsa la pena: io, non ho tradito !

sabato 16 maggio 2015

Altre zecche contro Salvini.

SVEGLIATI, alla tua età, kompagno !
Il comunismo è morto, e tu hai perso. 
Arrenditi, siete stati giudicati e condannati.
Oggi come allora:
"Nelle scuole, nelle fabbriche, nelle università:
il comunismo NON passerà !"

sabato 11 aprile 2015

L' intervista di Oriana Fallaci a don Helder Camara

DA INTERVISTA CON LA STORIA:


ORIANA FALLACI: ".... Ma torniamo a quel soprannome di “arcivescovo rosso”: quali sono, oggi, le sue scelte politiche? È socialista come si dice, o no?


HELDER CAMARA: "...Certo che lo sono! Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza perché fosse suo cocreatore e no perché fosse uno schiavo: come si può accettare che la maggioranza degli uomini siano sfruttati e vivano da schiavi? Io non vedo soluzione alcuna nel capitalismo........ Qualche esempio del socialismo posso tentare di vederlo, forse, in alcuni paesi fuori dell’orbita russa o cinese: la Tanzania, forse, la Cecoslovacchia prima che la schiacciassero. Ma neanche. Il mio socialismo è un socialismo speciale, un socialismo che rispetta la persona umana e si rifà agli Evangeli. Il mio socialismo è giustizia...."


"....L’eternità incomincia qui sulla terra, non in Paradiso...."


..........................


ORIANA FALLACI: "Don Helder, a quella giustizia alcuni intendono giungere con la violenza. Cosa pensa della VIOLENZA quale strumento di lotta?


HELDER CAMARA: "LA RISPETTO. Ma qui c’è un ragionamento da fare. Quando si parla di violenza non si deve dimenticare che la violenza numero uno, la violenza madre di tutte le violenze, nasce dalle ingiustizie. Si chiama ingiustizia. Così i giovani, che tentano di interpretare gli oppressi, reagiscono alla violenza numero uno con la violenza numero due, cioè la violenza corrente, e questa provoca la violenza numero tre, cioè la violenza fascista. È una spirale. Io, come religioso, non posso e non devo accettare nessuna di queste tre violenze, però la violenza numero due posso comprenderla: appunto perché so che ad essa si giunge attraverso le provocazioni. Io detesto chi resta passivo, chi tace, e amo solo chi si batte, chi osa. I giovani che in Brasile reagiscono alla violenza con la violenza sono idealisti che ammiro. Purtroppo la loro violenza non conduce a nulla e così devo aggiungere: se vi mettete a giocare con le armi, gli oppressori vi schiacceranno. Pensare di affrontarli sul loro piano è pura follia."


FALLACI: " Don Helder, qual è il suo giudizio su Che Guevara?"


CAMARA: "Guevara fu, a Cuba, il genio della guerriglia. Lo dimostrò a Cuba perché fu lui e non Fidel Castro a riportare la straordinaria vittoria.  Dico straordinaria perché io non ho mica dimenticato, sa, quel che era Cuba ai tempi di Batista! Gli altri sì, io no................
...........Quando penso al Vietnam penso a un popolo eroico che si batte contro una superpotenza, giacché non credo affatto che gli Stati Uniti siano lì per difendere il mondo libero."

FALLACI: "E Camilo Tores?"


CAMARA: "Lo stesso. Camilo era un prete sincero, ma a un certo punto, pur restando un prete e un cristiano, perse ogni illusione sul sogno che la chiesa sapesse e volesse realizzare i suoi bellissimi testi. E pensò che il partito comunista fosse il solo in grado di fare qualcosa."

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FALLACI: "Accidenti, Don Helder, ma Paolo VI lo sa che lei dice anche queste cose?"


CAMARA: "Lo sa, lo sa. E non disapprova. È che lui non può mica parlare come fo io, ha una certa gente intorno, pover’uomo."

FALLACI:  "Senta, Don Helder, ma oggi come oggi lei crede davvero che la Chiesa possa avere un ruolo  nella ricerca e nell’applicazione della giustizia?"

CAMARA: "Oh, no. Togliamoci dalla testa che dopo avere combinato tanti guai la Chiesa si possa permettere un simile ruolo. Abbiamo il dovere di rendere quel servizio, sì, ma senza boria. Senza dimenticarci che le colpe più gravi appartengono a noi cristiani. Io l’anno scorso ho partecipato per una settimana, a Berlino, a una tavola rotonda di cristiani buddisti induisti marxisti. Qui abbiamo discusso dei grandi problemi del mondo, esaminato ciò che avremmo fatto, e abbiamo concluso che le religioni sono in gran debito verso l’umanità ma il debito più grosso ce l’hanno i cristiani, anzi i cattolici. Come si spiega che quel pugno di paesi i quali hanno in mano l’ottanta per cento delle risorse terrestri siano paesi cristiani e spesso cattolici? Dunque concludo: se una speranza esiste, questa è lo sforzo di tutte le religioni messe insieme. Non nella Chiesa cattolica e basta, o nelle religioni cristiane e basta. Non esiste una sola religione, ormai, che abbia molte possibilità."

............................

FALLACI: "...don Helder, non le capita mai d’essere un po’ meno monaco e un po’ meno prete? Di arrabbiarsi insomma con gli uomini che valgono meno di un pomodoro e sognare di prenderli almeno a pugni?"

CAMARA: " Se mi capitasse sarei un prete col fucile in spalla. E io rispetto molto i preti col fucile in spalla, non ho mai detto che usare le armi contro l’oppressore sia immorale o anticristiano. Ma non è la mia scelta, non è il mio cammino, non è il mio modo di applicar gli Evangeli. Così, quando mi arrabbio, e lo noto dal fatto che le parole non mi escono più dalla bocca, mi freno e dico: “Calma, Don Helder!”. Sì, comprendo, lei non riesce a mettere insieme ciò che le ho appena detto con ciò che ho detto prima: da una parte il convento, dall’altra la politica. Ma ciò che lei chiama politica per me è religione. Cristo non faceva il gioco degli oppressori, non si piegava a coloro che gli dicevano: se difendi i giovani che rapiscono l’ambasciatore, se difendi i giovani che rapinano le banche per comprare le armi commetti un crimine contro la patria e lo stato. La chiesa vuole che mi occupi della liberazione dell’anima: ma come fo a liberare un’anima se non libero il corpo che contiene quell’anima? Io in cielo ci voglio mandare uomini, non cagnolini. Tanto meno cagnolini con lo stomaco vuoto e i testicoli schiacciati." 

Recife, Agosto 1970

mercoledì 14 gennaio 2015

Finalmente Napo da Budapest ci ha lasciato...

Non lo è mai stato, ma solo una ingombrante presenza imposta dai comunisti e dai neo-comunisti. E da oggi la CLIO ritorna ad essere una automobile...

lunedì 5 gennaio 2015

Ad ogni paese, la religione che si merita...

Michel Houellebecq, scrittore anarchista Fascista cui piace da anni scandalizzare i sinistri franzosi alla maniera di Cèline, nel suo prossimo libro in uscita, ipotizza un presidente mussulmano nella Francia del 2022.
Embè, noi non abbiamo da anni un presidente comunista, che sempre religione resta ?

Quell' Isola comunista che piaceva a Pino Daniele.

La canzone Isola Grande è dedicata al terrorista criminale, nonchè creatore di Gulag per bambini, Ernesto Che Guevara. 
Indovinate di chi è ???

Noia questa noia mortale 
Fumerò un sigaro cubano 
In ricordo di vecchi tempi 
E dell'Avana vera 
Noia questa noia mortale 
Non c'è niente di più noioso 
Di un nostalgico di sinistra come me 
Limpida e trasparente acqua 
C'era una volta un'isola grande 
C'era un comandante 
Storie di barche e pescatori 
La penna di un grande scrittore 
Noia questa noia mortale 
Se ci fosse Ernesto 
Lui saprebbe cosa fare 
Ma non c'è un 'altro Che 
Noia questa noia mortale 
Ho lasciato il mio nome 
In una casa di cultura nel 1983 
Limpida e trasparente acqua 
C'era una volta un'isola grande 
C'era un comandante 
La grande musica nel cuore 
Che parla di rivoluzione 
Aqur sierra maestra 
Aqur sierra maestra

domenica 21 dicembre 2014

21 Dicembre 1989 - 21 Dicembre 2014, inizia la fine di Ceausescu.

Nicolae Ceausescu e Giorgio Napolitano 
Dopo gli avvenimenti precedenti di Timisoara ( e quelli meno conosciuti in Occidente di Brasov), oggi alle 12,30 Ceausescu pronunciava il suo ultimo discorso. Ai primi fischi, rispondeva promettendo 200 Lei (una bazzecola..) di aumento del salario minimo, da 2000 a 2200, e delle pensioni minime. Questo acuiva la protesta, la folla che stava dietro il cordone dei fedelissimi delle prime file, incomincia ad aggirarlo, sorprendendo la polizia, giungendo sotto il palco. Alcuni soldati consigliano il satrapo rumeno di ritirarsi. Lui ed Elena scappano dietro la tenda della finestra centrale. In piazza Gheorghiu Dej, teatro del discorso, i sostenitori si ritirano, ed i protestatari, poche decine all' inizio, diventano prima centinaia, poi migliaia. Inizia così la fine di uno dei regimi comunisti più criminali ed odiosi. Ditelo anche a Benigni....

venerdì 19 dicembre 2014

"Con quella bocca,può dire ciò che vuole".

"Con quella bocca, può dire ciò che vuole". Quelli della mia generazione ricorderanno sicuramente lo slogan del dentifricio Chlorodent pubblicizzato in Carosello dalla bella, brava ed intelligente attrice Virna Lisi, scomparsa ieri a 78 anni.
Ed è proprio così: pochi mesi fa, in una intervista non conforme, oltre a definire orrendo il film di Sorrentino "La grande bellezza", ebbe il coraggio di dichiararsi anticomunista da sempre, aggiungendo questa frase: "In Italia, se non sei di sinistra, non lavori". 
Parole giuste, chiare, sincere.
Vero, Benigni ?