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martedì 7 ottobre 2014

Ciao, Papà, sono nove anni...

Nove anni fa, oggi, Festa della Madonna del Rosario, alla bella età di 98 anni ed in pieno possesso delle facoltà mentali, andava a raggiungere (spero) in Purgatorio Benito Mussolini e Giorgio Almirante, quel Fascistone di Mio Padre. 
Chi ha voglia, reciti qualche prece, che qualche peccatuccio ce l'ha. Non così grave come per quel Frate Cappuccino che una volta gli negò l' Assoluzione perché Fascista (cambiò Chiesa e l' ottenne...). Qualcuno di voi ricorderà questo particolare... 
A Lui debbo molto, ma soprattutto il fatto che per me la parola Fascista non è sinonimo di violento (come ho visto,purtroppo, anche in questi giorni, come commenti alle violenze subite dalle SiP), ma di Integrità Morale ed Onestà. E Fedeltà alla Parola, Lui che pagò con l' Epurazione il fatto di non aver tradito.
Anzi, Mio Padre durante il Ventennio fu spesso critico o si disinteressò di politica. Ma, come mi insegnò, dopo il 25 aprile, vedendo riciclarsi tante Camicie nere in Rosse, divenne veramente Fascistone. Ciao, Papà !

domenica 9 marzo 2014

La DESTRA è DESTRA, cara Giorgia...

Come da anni, concordo con Marcello Veneziani. Ed aggiungo, in basso, il mio commento...

"Il diritto di essere ancora di destra.
Ma cosa dovrebbero fare quelli di destra, legarsi una pietra al collo e buttarsi a mare ?"di M. Veneziani.

"Ma cosa dovrebbero fare quelli di destra, legarsi una pietra al collo e buttarsi a mare? Ingrillirsi, impadanirsi, irrenzirsi, neoberlusconizzarsi? Dovrebbero suicidarsi per seguire anche nella sventura il loro leader, muoia la destra con tutti i finistei?

Non voglio far polemiche né coi fratellini d'Italia né col fiuggi fiuggi dalla destra. E nemmeno mettermi a dire che così si fa il gioco di qualcuno; ormai i giochi sono finiti e l'età dei giochi pure. Mi limito a dire che la scelta è tra il nulla e chi invece pensa che sia meglio qualcosa piuttosto che il nulla. Meglio il nulla meno meno che il nulla e nulla più. Poi si può essere severi, e giustamente, sulle scelte e sulle stature, sugli errori commessi al potere e rivendicati pure oggi, sulla paura di scommettere tutto sul formare una nuova destra di domani.

Ma non si può chiedere a quelli di destra l'eutanasia collettiva per espiare, facendo sparire del tutto i temi della sovranità nazionale e della tradizione.

Su Fini mi limito a una diagnosi asettica del suo errore politico: dichiarò guerra nello stesso tempo alla sua destra in tutte le sue anime e a Berlusconi che l'aveva portato a Palazzo. Pensò di disfarsi della prima e sfasciare il secondo. Avrebbe potuto fare una delle due cose, ma mai aprire due fronti insieme.

Fu questa la sua presunzione, che bastasse lui, perché pensava che Berlusconi sarebbe finito e che lui, Fini, da solo valesse più della sua destra, di cui si riteneva prigioniero politico. Ma erano i suoi polmoni e non le sue catene." .

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"Sono di DESTRA da quando sono nato. A casa mi definirono "Nato col Fez".
A 13 anni mi scolvolse il Maggio francese, a 14 anni un compagno, anche di ginnasio, D.D. , mi disse: "Non avrai MAI il coraggio di farlo...". Ed il giorno dopo mi presentai in sede e mi iscrissi alla Giovane Italia. A 16 anni (prima non si poteva...), al MSI. Invece che odiare i genitori, li amavo, crebbi col Mito del Padre Fascista e ONESTO, che pagò la scelta di non cambiare casacca il 26 aprile con una dura epurazione. Sono riconoscente a Mio Padre dell' Educazione Patriarcale, Agraria, Italiana e Cattolica. A Mia Madre di quella Monarchica e Delle Piccole Cose. Sono arciconvinto che il MSI non avrebbe mai dovuto sciogliersi, avendo vinto noi la Guerra contro DC, PCI,PSI e partitocrazia. Sono di DESTRA, orgogliosamente; credo che Pasolini, Che Guevara, Gramsci, Il Fascismo immenso e rosso, il bolivarismo, il vietnam comunista, siano agli antipodi con il Mio Mondo; non amo la democrazia, almeno questa fittizia, che ha fatto anni di lutti, odi, furti, grasserie. Mi stanno sui piedi i furbetti che dicono "Destra e sinistra sono concetti superati". NO ! Non per me. A DESTRA c'è e ci sarà sempre DIO,PATRIA E FAMIGLIA. A sinistra il vuoto, il nulla, il Diavolo. Non ho conosciuto MAI, nè in Italia, nè in Romania, nè nel resto del mondo, "comunisti buoni". Vorrei essere aFascista, come insegnatomi da Giorgio Almirante. Ma quando sento parlare gli antifascisti, i libertari, i cattocomunisti, i buonisti, la Boldry, la Kiengy, i nazionalbolscevichi ed altri simpaticoni, corro al mio armadio ad indossare la Mia Camicia NERA, quella con Croce Celtica davanti, e dedica ad Aldo Resega sulla spalla. 

Sono Nero, Nero come il Lutto, come diceva una Nostra Canzone. Nero come certa Aristocrazia Reazionaria Cattolica Romana. Nero da voler essere sepolto con quella Camicia e la mia fascia del Servizio d'Ordine del MSI che ancora conservo. Questa è la MIA DESTRA, altre sono tentativi di incollare un giocattolo che noi semplici Militanti non avremmo mai rotto..."

giovedì 23 giugno 2011

Berlusconi guardi a Cameron, per arrivare alla gente.

Come molti sanno, non sono molto filo-inglese, anzi, ma proprio dall' Inghilterra arrivano segni a cui il Governo e Berlusconi dovrebbero ispirarsi, per ridare ossigeno al PdL/Destra,dopo che l' elettorato ha manifestato delusione e dissenso culminato con l' alta astensione. David Cameron, dopo un annetto di assestamento dovuto alla situazione di forzata collaborazione coi liberali (conoscersi per amarsi ?), in questi giorni giunge alla ribalta delle cronache per alcuni decisi interventi sulle cose di tutti i giorni, quelli che passano per le pance della gente. Così, dopo essere intervenuto sulle pagine d' un giornale, il Sunday Telegraph, il giorno della festa del Papà inglese, Cameron ha definito la Famiglia Tradizionale come «una pietra angolare della nostra società», ha rinnovato l'impegno ad introdurre sgravi fiscali per le coppie sposate, arrivando a paragonare i padri indegni a coloro che guidano ubriachi.
E notizia recentissima è che Cameron vuole riformare la giustizia, garantendo il diritto dei cittadini a difendere le proprie case, i propri negozi, le proprie Famiglie e le proprie cose, senza rischiare di essere condannati per aver usato le armi. Non solo, ma vuole introdurre pene maggiori per squatters e gangs, ergastolo per i recidivi nei reati di violenza sessuale, risarcimento per le vittime tramite il lavoro del carcerato e rientro forzato e definitivo al proprio paese di origine agli stranieri che lo preferiscano piuttosto che affrontare un giudizio penale. Insomma, qualcosa di Destra a cui guardare !

giovedì 7 ottobre 2010

Ciao Papà, sono gia 5 anni !!!

Ciao, Papà, sono già 5 anni. Di già. Il tempo vola, qui sulla terra, ed anche nel Purgatorio, credo. Tua Nipote è cresciuta, non so se la vedi, ma se riesci a vedere quello che accade in Italia, Ti prego, aiutala e proteggila. Aiutala nello studio, nella sua nuova avventura chiamata Università. E proteggila dalle carogne maledette da Dio e dagli uomini come l'assassino della piccola Sarah !

giovedì 25 giugno 2009

Ciao, Mia Piccola ma Grande Zia Pina !

Beh, Zia, questo non me lo dovevi fare... Andartene mentre avevo preso una piccola vacanza per premiare Mia Figlia per la bella pagella ed i suoi 18 anni ! Insomma, sono partito che avevi superato anche la polmonite, in seguito al tuo ictus di qualche mese fa. Si, lo so che non ce l' avresti fatta a venire da noi come le ultime estati, ma speravo proprio di festeggiare i tuoi 100 anni il prossimo Marzo ! Lo sai che adesso non potrò mai più giocare a Scala 40 con Mia Moglie d' Agosto mentre tu ci guardavi felice dalla poltrona verde ? E accarezzavi Charlie, dicendogli che ruba il bene, quel cagnetto ! Chi ci dirà più "chi inscì l'è sempre festa" oppure "poca roba, nana" quando ti preparavo la pizza o le lasagne la sera ? Chi guarderà rapita Mia Figlia crescere di anno in anno, buttarsi in piscina, dove tu timidamente immergevi i piedini, magari sognando di entrarci ? E quelle ultime estati con Papà, a ricordare il passato, la Famiglia, i Vivi ed i Morti ?

Mi dicono che te ne sei andata nel sonno, in silenzio; con discrezione, senza voler disturbare, come in tutta la Tua Vita. La Notte tra il Sacro Cuore di Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria, cui eri tanto devota, continuando le coincidenze che hanno fatto sì che Papà se ne andasse per la Beata Vergine del Rosario, che recitavi ogni giorno, nella speranza della Salvezza.

Sempre discreta, sempre ubbidiente, come quando dovesti rinunciare al Tuo Primo ( e forse unico) Amore, perchè non all' altezza del rango, ma che poi finalmente sposasti ad oltre ottantanni, celebrando il tuo sogno, una storia così simile a quella Mia e di Mia Moglie, anche se noi ci divise la politica che poi ci riunì, sedici anni dopo l' ultimo nostro incontro. Ora lo ritroverai, il Tuo Caro Attilio ! E non vi lascerete mai più, questa volta.

Quanti ricordi, Zietta: il mio primo grande dolore, quella ferita in bicicletta, con quel taglietto di cui conservo il segno sul piede destro. Ma anche mille gioie, di quel bimbo felice che arrivava da Milano, non vedendo l' ora di passare quei mesi in campagna, per giocare coi figli dei contadini, per partire all' alba sul trattore col Neno, per buttarsi fino al collo nei mucchi dei chicchi di mais stesi sull' aia al sole, per fingere di avere una spada fatta con le foglie verdi degli spadoni, a mangiare fichi e cachi del giardino oppure il mitico polpettone, per rubacchiare (ma tu lo sapevi...) la pasta sfoglia cruda, fatta di burro, zucchero, farina ed uova, per vedere togliere ogni giorno la panna dal latte, finendo poi per essere trasformata a mano in burro dalla Nonna. Ed infine per tornare a casa sporco come un maialino, per essere lavato e stirato ed infine finire nel letto reso accogliente dallo scaldino fatto colle braci ! Per ricominciare la giornata col venditore di gelati che veniva al Castello, dove lo versava nei bicchieri, o quello dei giornali; con le figurine dei soldatini della Pasta Gazzola, i panini col salame all' aglio, il dipinto sui muri, vicino alla pompa dell' acqua, di un signore con elmetto che mi sarebbe divenuto molto familiare qualche anno dopo...Con lo spauracchio del Pozzo delle Taglie, che non ho mai scoperto dove fosse, ma che salvò la vita al Nonno ed al Papà quando i partigiani della Stella Rossa li cercavano solo per denaro, non avendo commesso nulla di grave, anzi !

Secoli, secoli fa, Buon Tempo Antico che non tornerà mai più, bei ricordi che nulla potrà cancellare, di cui qualche volta ho parlato in questo ed altri blog, parlando di Papà, il cui discorso funebre che scrissi riuscì a commuovere persino un mio cugino che militò sul fronte comunista negli anni '70, che alla fine del Funerale mi si avvicinò con le lacrime dicendomi: "Vorrei che mio figlio possa scrivere su di me quello che hai scritto su Tuo Padre". I ricordi felici di un bimbetto felice, prima della Stagione degli Odi della Terza Guerra Civile Italiana.

Me l' hai fatta grossa, Zietta, ad andartene via senza che potessi ancora ringraziarti di quelle stagioni meravigliose. Io,Ti Ringrazio, e non sei tu a farlo come in quella letterina datata Dicembre 2003 che mi è stata consegnata ieri al mio rientro. Grazie anche per aver amato subito Doina, fin dal primo momento al Nostro Matrimonio, Lei che aveva lasciato in Romania i Suoi Parenti, i Suoi Affetti ed i Suoi Ricordi: un amore a prima vista e subito ricambiato tra due donnine così piene d' Amore e Dolcezza.

Grazie a te, Zietta, ed ora da lassù (dove dovrai aspettare ancora qualche annetto Papà, preso dalle solite marcette con Mussolini ed Almirante un pochino più in basso) recita quelle Preghiere per Noi di cui parli nella letterina; e come concludi la stessa:

Arrivederci in Cielo, Zia Pina !

martedì 7 ottobre 2008

Ciao Papà,tre anni dopo. Ovvero La Recherche...

Ciao, Papà, sono tre anni. E ti faccio una sorpresa, la foto che ti piaceva tanto, dove ci siete tutti:Tu, il Nonno Libero, la Zia Pina, lo Zio Lorenzo, lo Zio Mario e la Nonna Adele. Una famiglia di altri tempi. Una vera Famiglia No-strana. Decisamente tempi migliori: i delinquenti finivano in galera, la Patria era amata, c' era pace e concordia sociale, l' antifascismo non era un valore imposto e la democrazia non era necessaria, perchè tutti si collaborava per il bene comune. Le banche e la finanza non erano così importanti, e senz' altro meno di una fabbrica, di un' impresa e soprattutto della Terra. La Nostra Terra Lombarda e grassa, che non tradiva mai ai cambi di stagione. Così come non tradivano i Nostri Contadini, non ancora indottrinati dal comunismo. Eppoi i Nostri son rimasti gli stessi:credo che la Zia Maria che da poco è venuta a trovarti in Purgatorio ti avrà raccontato le feste che mi hanno fatto al Suo Funerale. Quanti ricordi ! Eppoi Nazareno, il NENO ! Il NENO !Rimasto uguale, anche se saranno passati trent'anni dall' ultima volta che l'ho visto. Che spensieratezza, allora ! Quei mesi passati al podere da bambino non li potrò mai dimenticare. Si partiva al mattino, col trattore, FIAT oppure OM, e via nei campi, il Neno che guidava quella macchina enorme, tra il granturco e l' erba, ed io al suo fianco, su quella piccola porzione laterale del trattore, felice come poteva esserlo un bimbo di città. Quanto mi sarebbe piaciuto guidarne uno, col fumo che usciva dallo scappamento in alto ! Mi sembravano enormi, quelle macchine, per non parlare delle mietitrebbie Massey Ferguson. Era una felicità immensa ! Eppoi i giochi con i figli dei Contadini, saltare nel grano sull' aia messo ad asciugare, con i chicchi che entravano dappertutto, nei calzini e nel coppino ! E vederli fare il bucato nei tinozzoni pieni d'acqua al fuoco: quello era un modo divertente, per farlo, altro che la noiosa macchina della Mamma a Milano ! Ed infine tornare a casa, dove la Zia Pina mi aspettava per lavarmi da capo a piedi, lercio com' ero, e magari riuscivo a rubacchiare la pastasfoglia cruda, anche se Lei lo sapeva. Eppoi il Polpettone della Nonna, che bontà ! E la sera, a nanna: quel letto riscaldato dallo scaldino era la cosa più bella che si potesse aspettare, prima di addormentarsi lievemente !

Bei tempi, Papà ! Lì come va ? Ti annoi vero ? Be, lo sai che devi portare pazienza; lo so che la Luce di là è forte, calda, meravigliosa ed infinita, ma devi aspettare. Eppoi mi dicono che sei riuscito a trovare Almirante, che è sempre più incaspitato con quel sacripante del sig. Fini: state buoni, nel Purgatorio bisogna aver pazienza, anche con chi tradisce qui in terra. Altrimenti San Pietro vi aggiunge un' altro centinaio d'anni !

Noi stiamo bene, V. tra qualche giorno parte per una settimana a Vienna con la scuola, ed è sempre indaffarata. Prodi non c' è più, ma qualcuno s'è venduto l' Identità; non fa niente, possiamo attendere. Per il resto, tutto bene: Ti mando un bell' abbraccio e Ti saluto forte forte: vorrei farlo Romanamente, ma mi dicono che non si può più...

Ciao Papà !!!!!!!!!!!!

TAG: Papà.

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domenica 7 ottobre 2007

Ciao, Papà !

Caro Papà, come stai ? Dai, abbi pazienza, ancora qualche tempo, e vedrai che le Tue Tribolazioni in Purgatorio finiranno. Lo so, lo so, che non è il massimo della vita, ma d' altronde pensa che io dovrò sostarci molto più di te, sperando poi di meritarmelo, il Purgatorio. E che comunque, essere lì, Ti da già le certezza della Salvezza e della Luce Eterna.

E così son già due anni che ci hai voluto fregare. Non potevi aspettare, no ? Sai che bella festa ti avrei preparato quest' anno, per i Tuoi Centanni ? Ci sarebbero stati sicuramente le rappresentanze delle 4 Squadre di Calcio nelle quali hai militato, so che ci tenevi. No, guarda che anche se sei peggiorato l'ultimo mese, non era il caso di andartene, perchè poi ti sei sempre ripreso, ed a 98 anni eri in gambissima, leggevi il giornale e ricordavi il Tuo Passato. Cosa dici ? Che hai voluto andartene un 7 Ottobre, Festa della Madonna del Rosario e della Battaglia di Lepanto proprio per lasciarmi un segno ? Si, vabbè, però potevi aspettare ancora un po' ! La Mamma ? Non sta bene, lo sai, e sai che non amo troppo parlare delle Sue Condizioni, a colpa di quella orrenda malattia che ruba l' anima e la memoria. Parliamo d' altro... Mia Moglie e Mia Figlia stanno benone: vedessi V. com' è cresciuta, è ormai una signorina, coi Suoi Sedici Anni ! A scuola va bene, ha cominciato la Terza, è già andata in Germania ed Inghilterra da sola, con la classe, e tra qualche giorno avremo un' ospite inglese, che ricambierà a Marzo.

Prodi ? Eh, qui c'è sempre, purtroppo. Magari se Tu ti muovessi ad andare in Paradiso potresti intercedere per mandarlo via, perchè sta facendo sempre più danni. I comunisti ? Ci sono sempre, mica capiscono sai ? Se Tu potessi tornare in Terra, magari gli racconteresti di come soffrono, giù giù, al Piano inferiore al Tuo: ma tanto non capirebbero, come spiegava il Vangelo di Domenica scorsa. Cosa dici ? Ah, che ogni tanto, quando sollevi lo sguardo verso la Luce, vedi sempre più Bambini Mai Nati con le Ali. Dici che sono bellissimi e con l' aria felice ? Beh, pensa che qui in terra li chiamano Feti ed Embrioni, e vorrebbero fare con loro dei gran pasticci...

Ah, son contento che mi dici di aver trovato i Tuoi Amici Mussolini e Montanelli, cosa fai, giochi a calcio con loro ? Cosa ? Ah, Mussolini è sempre imbronciato, dice che, siccome ha da passare in Purgatorio un bel po' di anni, vorrebbe che il Signore gli concedesse di tornare qui in Italia a dare un po' di manganellate ed olio di ricino ? Ma non si può, non si può più ! Qui c' è la democrazia, no ? Cosa dici, su Montanelli ? Ah, che è rimasto malissimo quando ha visto che c'è qualcosa di là ? Beh, consolalo, digli che almeno lui è salvo, mentre qua ci sono sempre più Atei ed Anticlericali che mica è detto che si salveranno, per quello che stanno facendo contro Dio e la Sua Chiesa...

Cos' è che dici ancora ? Ah, che è arrivata da poco un' altra che si è stupita ma non tanto. E' sempre imbronciata per come va l' Italia ed il Mondo, fuma come un turco ma non ama i turchi ? Papà, ma è l' Oriana !

Cos'è che dici, adesso ? Che ogni tanto vedi la Luce, che è Splendida e Caldissima, ma non riesci a raggiungerla ? Abbi pazienza, Papà, lo sai che devi aspettare ancora...

Beh, Papà, son contento di averti trovato bene: tra poco devo andare a Messa, dove pregherò la Madonna del Rosario per Te, per farti arrivare alla Luce prima possibile. E domani c' è una Messa tutta per Te. Tu, Ti prego, proteggi la Nostra Fammigli Tutta.

Ti voglio bene, Papà.

Tuo Figlio.

giovedì 7 giugno 2007

Mio Padre compie 100 anni !

Ciao, Papà ! No, non importa che un anno e mezzo fa, in un giorno per me caro, il 7 Ottobre, Madonna del Rosario, te ne sei andato in Purgatorio a mondare i tuoi peccati; per me Tu oggi compi Cento Anni. Attraverso due secoli ne hai viste di cose, e sei stato un gran curioso della Vita, lasciandomi in eredità questa curiosità. E ti voglio ricordare con questa foto, dove segni un bellissimo goal. Il mondo è cambiato, Papà, da quegli Anni Trenta. Dicono in meglio, la chiamano democrazia; sarà, ma a Te non piaceva troppo, troppo sangue e troppo odio aveva fatto nascere questa repubblica. La repubblica degli opportunisti, dove tanti fascisti, quelli con la "f" minuscola, si riciclarono prontamente chi come democristiano, chi come comunista, arrivando persino al Premio Nobel, da subito, in quel macello di Piazzale Loreto dove le bestie ululavano incuranti del gallo che cantava,una,due, tre volte. Macello che si sarebbe ripetuto a dismisura anche a guerra finita, dove tanti Fascisti, con la "F" maiuscola, ma anche tanti a-Fascisti trovarono la morte. Altri Fascisti ed a-Fascisti subirono chi il carcere, chi l' epurazione, e tu con 2 splendide Lauree dovesti ricominciare dal basso. E mentre i fascisti della "f" minuscola si facevano largo, Tu diventasti in modo anomalo, Fascista dopo il 1945. Ma si,pensavi: meglio il "Testone", che aveva pagato con la vita la sua voglia di fare gli Italiani. Meglio le canzoni di una volta, ascoltate alla luce soffusa. Meglio le Donne di una volta, che erano timidamente felici del focolare. Meglio le Famiglie d' una volta, Famiglie no-strane, come chiamo io, dove il Nonno era riverito e rispettato, e con lui la Moglie, magari con 4,5,6 figli. Meglio le persone d'una volta, quelle a cui bastava una stretta di mano per mantenere un' impegno, altro che notai ed avvocati ! Meglio la Chiesa ed i Preti d'una volta, che non correvano dietro al Mondo perchè sapevano che il Mondo di Cristo è un' altro.

Papà, dicono che oggi c' è la democrazia: ma Tu stai vedendo quello che accade in Italia, anzi, in Italasia, da un po' di tempo ? Non credo ti piacerebbe, per questo te ne sei andato: prodi schioppettanti che stanno impadronendosi di tutta lo Stato, incuranti del volere della Nazione.

Papà, dicono che oggi c'è la libertà: ma che libertà è quella che permette di insultare il Papa e la Chiesa ? Quella che vuole imporre nuovi matrimoni, droga libera, eutanasia e aborto per tutti ?

Basta, però, rischio di essere troppo polemico. Invece voglio ricordare Te, oggi, i Tuoi Baffi Bianchi, quel tuo modo di sorridere inarcando il sopraciglio con aria furbetta: dicono che ti assomiglio molto, come Tu assomigliavi al Nonno. Forse è vero, sai, mi trovo male in questa repubblica, in questa democrazia, tra tanta gente senza Ideali e Valori; e devo preoccuparmi di Tua Nipote,Mia Figlia, che cresca bene e senza problemi. Papà, sai è alta e grande, ed a scuola è proprio brava (tanto Lei non lo legge, questo Blog); è difficile crescerLa, ma con il Tuo aiuto, quello di Dio e di Mia Moglie ( che Ti saluta tanto), spero di farcela.

Papà, so che lì non si sta molto comodi, e non vedi l'ora di salire più in Alto: per quello spero che le mie preghiere ti possano aiutare; Tu guarda ogni tanto qui, proteggi la Mia Famiglia, soprattutto loro. E pensa alla Mamma, alla sua sofferenza per la Sua Malattia. E quando Vi ritroverete, il Vostro Amore sarà eterno.

Ciao, Papà !

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sabato 7 ottobre 2006

Il FASCISMO raccontato da Mio Padre.

Un anno fa Mio Padre moriva. Per una Grande Destra a-fascista ma NON antifascista lo voglio ricordare con la visione del Fascismo che volle darmi, molto lontana dal sinonimo di violenza e dittatura che ancoroggi gli si vuole dare; non piacerà ad alcuni, ma perdonateci, io e Lui, in fondo siamo due romantici ancora innamorati, come Almirante, della "Nostalgia dell' Avvenire", senza essere affetti da nostalgite , credendo che però non possa esserci futuro per una Nazione che non conosca il proprio passato per intero, e non solo quello raccontato dai "vincitori" di una Guerra perduta.

Le memorie di R.

Sono nato nel 1907.Molto,molto tempo fa,non trovate ?
Ciò non di meno,come molti vecchi,ho buona memoria di cose assai lontane.
Mi chiamo R, primo figlio di quattro fratelli di una famiglia benestante che,originaria del milanese,dopo aver comprato alcuni terreni,si trasferì nella bassa padana.
Mia Madre si chiamava Adele,Mio Padre Libero,di nome e di fatto.
Avevo passato gli undici anni quando,tornando a casa da scuola,Mio Padre mi accolse raggiante:
"E' finita,abbiamo vinto !". In effetti qualcosa di strano l'avevo notato : le campane della chiesa del paese e di quelli vicini avevano suonato a festa a lungo;e sulla via del ritorno, in calesse col fattore,avevo notato che le finestre ed i balconi delle case erano ornate da sempre più bandiere.
La sera Nostro Padre a cena,dopo la preghiera,ci spiegò che la Grande Guerra, quella che ci aveva fatto tremare qualche mese prima,quando si paventava che lo Straniero sarebbe dilagato in tutta la pianura,era finita. E l'Italia,la Nostra adorata Patria,l'aveva vinta,per Grazia di Dio e volontà del Re e della Nazione.Ora si sarebbe finalmente concluso il Risorgimento,Trieste e Trento erano italiane,e presto lo sarebbero state altre città fino a rendere l'Adriatico un mare solo italiano. E riprese a raccontarci di fiabe che conoscevamo già,ma che sempre c'incantavano:Solferino,Garibaldi,Cavour,Tito Speri,ed altri ancora.
I giorni che seguirono furono memorabili:oltre ai fratelli di Mio Padre (che,ferito ,era stato congedato prima),ogni settimana il treno riportava a casa centinaia di soldati,stanchi ma felici.Le donne gettavano fiori ai militari, e persino gli insegnanti chiudevano un occhio sui nostri compiti.Mio Zio Umberto,nella sua bianca divisa da ufficiale di marina ,mi affascinava coi suoi racconti di battaglie con corazzate e sommergibili.
Poi,lentamente,il clima cambiò:Mio Padre e Mio Zio ,per quello che capivo,presero a parlar male dei francesi e degli americani,che non volevano mantenere i patti:"Perbacco,con tutto il sangue che abbiamo versato,cosa vogliono quel Clemenceau e quel Wilson ?Che ci dessero quello che ci avevano promesso !"
Dalle città ci arrivarono notizie di tumulti e saccheggi,anche a causa del malcontento dei reduci cui erano state promesse nuove terre e che avevano visto cadere molti commilitoni per quelle terre;Mio Padre cominciò ad usare due parole strane che non conoscevo:comunisti e bolscevichi.Ed anche a Messa,il curato usava quelle parole.
Un giorno in campagna arrivò un’altra parola nuova:Sciopero.
Mio Padre aveva sempre trattato bene i suoi salariati:era stato socialista e da giovane portava la cravatta alla Lavallière come uno stemma,ed il suo nome,Libero, era la sua bandiera;le loro case erano a ridosso della nostra e noi tutti giocavamo fin da piccoli con i loro figli ,divertendoci molto.Io poi adoravo la polenta che spesso ci offrivano.Nonostante tutto questo anche i nostri contadini cominciarono a scioperare (da adulto appresi che molti furono obbligati ad aderire controvoglia da alcuni sindacalisti arrivati da fuori):per giorni sentii le mucche urlare disperatamente per il dolore che il latte non munto provocava loro;alcune cominciarono a morire di setticemia.Di notte qualche nostro contadino si presentava di nascosto per aiutarci,ma non bastava.Poi Mio Padre cominciò a far venire da Cremona,Parma e Piacenza alcuni disoccupati reduci della Grande Guerra:erano meridionali,gran lavoratori,e si diedero subito da fare.
Sembrava che il peggio fosse passato,quando un contadino,uno di quelli che ci aiutava in segreto ,ebbe la casa date alle fiamme.”Comunisti,bolscevichi !!!”,sentii Mio Padre usare di nuovo quelle 2 parole.
Ed una mattina il camion che portava i lavoratori dalle città venne prese a pistolettate da individui col fazzoletto rosso al collo,ci furono alcuni feriti ed altri vennero malmenati.
“Comunisti !Bolscevichi !!!” sentii urlare Mio Padre.
Di nuovo la paura serpeggiava tra i casolari e riprese la morìa delle mucche;nei campi la gramigna dilagava.
Ma un giorno lo Zio Umberto arrivò a casa con alcuni suoi ex-commilitoni:alcuni indossavano ancora la divisa,chi da fante di marina chi da Ardito,altri,pur mantenendo i pantaloni grigioverdi, indossavano una camicia nera,da dove spuntavano alcune medaglie ,e disse a Mio Padre: ”Lo stato non ci protegge?D’ora in avanti ci penseremo noi !Abbiamo vinto in guerra,vinceremo ora !”.
Da quel momento la paura tra i contadini cominciò a diminuire,molti ripresero a lavorare e si ripresentavano anche in Chiesa,la Domenica Mattina,alla Messa che per alcuni momenti aveva visto solo donne e vecchi.Alcuni di loro incominciarono ad indossare la camicia nera.
Intanto avevo iniziato le superiori:la città era immensa,per me,caotica,piena di bici.
La scuola era bellissima,eppoi le prime ragazze….
Anche nel mio Istituto c’erano molti studenti che indossavano quella camicia nera:soprattutto quelli degli ultimi due anni.Un giorno uno di loro stava raccogliendo i fondi per gli orfani di guerra:gli si avvicinarono una decina di tipi mai visti,con al collo dei fazzoletti rossi.”Sporco fascista,per te qui non c’è posto. Grida: Evviva il comunismo e la libertà !”
“Mai,”rispose il ragazzo,Mio Padre è morto per l’Italia e per il Re,e non per la sovversione dei senzaiddio !!“
Subito quello che aveva parlato gli mollò un pugno in pieno volto che lo fece cadere,e gli altri gli furono sopra a calci .Poi,contenti,se ne andarono cantando “Bandiera rossa”.
Molti anni dopo quel ragazzo partì volontario per la Guerra di Spagna con altre camicie nere,e raggiunse suo padre nel cielo.
A casa sentii parlare per la prima volta di Mussolini:era un giornalista,dicono il migliore,anche lui socialista,come Mio Padre. E spesso sentivo il Babbo discutere con entusiasmo con lo Zio:”Solo lui può fermarli,solo lui può salvare l’Italia dal disastro !”.
Ed un giorno,avevo appena iniziato la II Geometri,notai del trambusto in casa:Papà e lo Zio stavano attaccati al telefono,in casa arrivarono persone mai viste,la notte il Babbo e suo fratello non dormirono:il giorno dopo la radio a galena di casa annunciò: “Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III ha dato incarico di formare il governo a Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini.”.Lo Zio prese a saltare come un matto,corse a prendere il grammofono,mise l’Inno Reale a tutto volume,spalancò le finestre e appese il Tricolore,urlando “Evviva il Re ! Evviva Mussolini !!!!”.Era ottobre:il 28 Ottobre 1922.

Da quel giorno ,pure occupato dagli studi e dal gioco del calcio,vidi la serenità ritornare in casa.Non si parlò più di scioperi e bolscevichi,l’Italia cresceva e presto avrebbe fatto pagare il tradimento ai Francesi ed agli Americani.
La gente per le strade riprese a sorridere,le discussioni e gli odi tra le classi sociali vennero meno,e si collaborava per trasformare l’Italia in una Grande Nazione,degna delle nostre tradizioni.

Mi iscrissi all’Università a Milano ed anche ai GUF,Gruppi Universitari Fascisti,ma non mi occupai di politica,preso dallo studio e dal football che mi avrebbe portato a vincere i Campionati Mondiali Universitari nel 1928 a Parigi con la Nazionale Italiana ed a militare in diverse squadre di serie A. Conobbi alcuni dei grandi campioni che portarono l’Italia a vincere i Campionati del Mondo nel 1934 a Roma come Meazza e Combi.
Portare la Maglia Azzurra (anche se per noi della Nazionale Universitaria era nera…..)era un onore ed un vanto:l’Italia spesso veniva accolta all’estero non benissimo;ricordo le radiocronache di Niccolò Carosio dei Mondiali del 1938 quando in Francia ogni partita della nostra Nazionale,a cominciare dall’Inno ,venne accompagnata dai fischi degli spettatori francesi:non solo quando dominammo la Francia nei quarti di finale per 3 a 1,ma in ogni incontro.Solo in finale ,dopo il quarto goal segnato agli ungheresi ,i fischi lasciarono il posto agli applausi ;e TUTTA l’Italia si sentì Campione contro il Mondo Intero.
Come qualche anno prima,quando Italo Balbo venne accolto negli Stati Uniti come un eroe dopo la Trasvolata Atlantica a bordo dei nostri aerei.
Dopo la seconda Laurea vinsi un importante concorso a Roma presso il Ministero dell’Agricoltura dove rimasi ad alti livelli,nonostante non mi iscrissi mai al Partito Nazionale Fascista.
Mi sposai nel settembre del 1939,quando Germania ed Unione Sovietica,invadendo la Polonia diedero inizio alla Seconda Guerra Mondiale.Le successive vittorie inarrestabili della Germania contro francesi ed inglesi portarono tutta l’Italia ad uno stato di euforia indescrivibile:tutti si chiedevano quando anche noi saremmo entrati in guerra per ottenere quel “posto al sole” che ci negarono gli alleati alla fine della Grande Guerra non mantenendo le promesse.Posso affermare che TUTTA l’Italia volle entrare in guerra,come dimostrarono le grandi manifestazioni di giubilo che accompagnarono nel maggio 1940 la Dichiarazione di Guerra a Francia ed Inghilterra.
Dopo il 25 luglio 1943 ritornai a seguire l’azienda agricola di famiglia. Non aderii alla Repubblica Sociale Italiana anche perché nessuno mi obbligò.Ma nonostante questo,alla fine della guerra,sia io che Mio Padre dovemmo restare nascosti per parecchio tempo,perché alcuni gruppi di cosiddetti “patrioti” dalla stella rossa ci minacciarono di morte o ci richiedevano soldi.
Finimmo anche in cella per qualche giorno,fino a quando non fummo scagionati di ogni colpa,anche grazie alle testimonianze di molti nostri salariati che ci volevano bene.Ma non a tutti andò così bene:qualcuno venne prelevato nel carcere dai partigiani per sparire per sempre.
Mi ricordo bene un episodio:c’era un milite delle Brigate Nere che ogni giorno veniva prelevato tre o quattro volte al dì e portato davanti al plotone d’esecuzione,e regolarmente veniva riportato in cella .Un giorno tornò,ma con i capelli tutti bianchi.
Naturalmente persi il posto al Ministero che avevo ottenuto solo per i miei meriti:e così,come tanti italiani dovetti ricominciare dal basso,con due lauree,a rifarmi una vita,a 38 anni .

A chi mi chiede ancor’oggi se io sia mai stato fascista,rispondo:beh,non più di tanto della totalità degli Italiani di allora:e se anche non lo fui durante il ventennio,lo divenni ,per reazione,dopo il 25 aprile del 1945. "






Alcune note all’intervista.

Questo breve riassunto è stato redatto in base ai racconti di Mio Padre R. che ,nonostante sia vicino ai 98 anni ,possiede ancora ottima memoria,tanto da essere stato recentemente intervistato da alcuni giornali per le vicende calcistiche.
Mi sono permesso di mettere in risalto la retorica tipica di quell’epoca,che non si distacca poi di molto da quella resistenziale.
Trattandosi di un memoriale,è normale che presenti una visione di parte dei fatti. Così come però dovrebbe essere considerato ogni racconto che veda prevalere la “memoria” di chi visse quei fatti da una parte o dall’altra rispetto alla “storia” imparziale.
Se un giorno riusciremo a consegnare alla “storia” il Fascismo,con i difetti ed i pregi che ebbe,forse riusciremo a mettere la parola fine alle Tre Guerre Civili Italiane che insanguinarono il Nostro Paese nel Novecento fino alla mia generazione,che vide ancora molti giovani cadere nei due schieramenti:allora,solo allora,potremo parlare di Pacificazione.

Ciao Papa' e GRAZIE.

7 Giugno 1907 - / 7 Ottobre 2005, Madonna del Rosario.

Nell' altro mio blog, Mortidimenticati, pubblico il mio ricordo al Suo Funerale.

lunedì 24 aprile 2006

Le Memorie di R.

Ripubblico il testo composto lo scorso anno prima che Mio Padre mancasse:una visione del Fascismo e della Storia del Novecento che non troverete nei libri di scuola.

Le memorie di R.

Sono nato nel 1907.Molto,molto tempo fa,non trovate ?
Ciò non di meno,come molti vecchi,ho buona memoria di cose assai lontane.
Mi chiamo R****,primo figlio di quattro fratelli di una famiglia benestante che,originaria del milanese,dopo aver comprato alcuni terreni,si trasferì nella bassa padana,in provincia di XXXXXX.
Mia Madre si chiamava A****,Mio Padre Libero,di nome e di fatto.
Avevo passato gli undici anni quando,tornando a casa da scuola,Mio Padre mi accolse raggiante:
"E' finita,abbiamo vinto !". In effetti qualcosa di strano l'avevo notato : le campane della chiesa del paese e di quelli vicini avevano suonato a festa a lungo;e sulla via del ritorno, in calesse col fattore,avevo notato che le finestre ed i balconi delle case erano ornate da sempre più bandiere.
La sera Nostro Padre a cena,dopo la preghiera,ci spiegò che la Grande Guerra, quella che ci aveva fatto tremare qualche mese prima,quando si paventava che lo Straniero sarebbe dilagato in tutta la pianura,era finita. E l'Italia,la Nostra adorata Patria,l'aveva vinta,per Grazia di Dio e volontà del Re e della Nazione.Ora si sarebbe finalmente concluso il Risorgimento,Trieste e Trento erano italiane,e presto lo sarebbero state altre città fino a rendere l'Adriatico un mare solo italiano. E riprese a raccontarci di fiabe che conoscevamo già,ma che sempre c'incantavano:Solferino,Garibaldi,Cavour,Tito Speri,ed altri ancora.
I giorni che seguirono furono memorabili:oltre ai fratelli di Mio Padre (che,ferito ,era stato congedato prima),ogni settimana il treno riportava a casa centinaia di soldati,stanchi ma felici.Le donne gettavano fiori ai militari, e persino gli insegnanti chiudevano un occhio sui nostri compiti.Mio Zio U*****,nella sua bianca divisa da ufficiale di marina ,mi affascinava coi suoi racconti di battaglie con corazzate e sommergibili.
Poi,lentamente,il clima cambiò:Mio Padre e Mio Zio ,per quello che capivo,presero a parlar male dei francesi e degli americani,che non volevano mantenere i patti:"Perbacco,con tutto il sangue che abbiamo versato,cosa vogliono quel Clemenceau e quel Wilson ?Che ci dessero quello che ci avevano promesso !"
Dalle città ci arrivarono notizie di tumulti e saccheggi,anche a causa del malcontento dei reduci cui erano state promesse nuove terre e che avevano visto cadere molti commilitoni per quelle terre;Mio Padre cominciò ad usare due parole strane che non conoscevo:comunisti e bolscevichi.Ed anche a Messa,il curato usava quelle parole.
Un giorno in campagna arrivò un’altra parola nuova:Sciopero.
Mio Padre aveva sempre trattato bene i suoi salariati:era stato socialista e da giovane portava la cravatta alla Lavallière come uno stemma,ed il suo nome,Libero, era la sua bandiera;le loro case erano a ridosso della nostra e noi tutti giocavamo fin da piccoli con i loro figli ,divertendoci molto.Io poi adoravo la polenta che spesso ci offrivano.Nonostante tutto questo anche i nostri contadini cominciarono a scioperare (da adulto appresi che molti furono obbligati ad aderire controvoglia da alcuni sindacalisti arrivati da fuori):per giorni sentii le mucche urlare disperatamente per il dolore che il latte non munto provocava loro;alcune cominciarono a morire di setticemia.Di notte qualche nostro contadino si presentava di nascosto per aiutarci,ma non bastava.Poi Mio Padre cominciò a far venire dalle province limitrofe alcuni disoccupati reduci della Grande Guerra:erano meridionali,gran lavoratori,e si diedero subito da fare.
Sembrava che il peggio fosse passato,quando un contadino,uno di quelli che ci aiutava in segreto ,ebbe la casa date alle fiamme.”Comunisti,bolscevichi !!!”,sentii Mio Padre usare di nuovo quelle 2 parole.
Ed una mattina il camion che portava i lavoratori dalle città venne prese a pistolettate da individui col fazzoletto rosso al collo,ci furono alcuni feriti ed altri vennero malmenati.
“Comunisti !Bolscevichi !!!” sentii urlare Mio Padre.
Di nuovo la paura serpeggiava tra i casolari e riprese la morìa delle mucche;nei campi la gramigna dilagava.
Ma un giorno lo Zio U***** arrivò a casa con alcuni suoi ex-commilitoni:alcuni indossavano ancora la divisa,chi da fante di marina chi da Ardito,altri,pur mantenendo i pantaloni grigioverdi, indossavano una camicia nera,da dove spuntavano alcune medaglie ,e disse a Mio Padre: ”Lo stato non ci protegge?D’ora in avanti ci penseremo noi !Abbiamo vinto in guerra,vinceremo ora !”.
Da quel momento la paura tra i contadini cominciò a diminuire,molti ripresero a lavorare e si ripresentavano anche in Chiesa,la Domenica Mattina,alla Messa che per alcuni momenti aveva visto solo donne e vecchi.Alcuni di loro incominciarono ad indossare la camicia nera.

Intanto avevo iniziato le superiori:la città era immensa,per me,caotica,piena di bici.
La scuola era bellissima,eppoi le prime ragazze….
Anche nel mio Istituto c’erano molti studenti che indossavano quella camicia nera:soprattutto quelli degli ultimi due anni.Un giorno uno di loro stava raccogliendo i fondi per gli orfani di guerra:gli si avvicinarono una decina di tipi mai visti,con al collo dei fazzoletti rossi.”Sporco fascista,per te qui non c’è posto. Grida: Evviva il comunismo e la libertà !”
“Mai,”rispose il ragazzo,Mio Padre è morto per l’Italia e per il Re,e non per la sovversione dei senzaiddio !!“
Subito quello che aveva parlato gli mollò un pugno in pieno volto che lo fece cadere,e gli altri gli furono sopra a calci .Poi,contenti,se ne andarono cantando “Bandiera rossa”.
Molti anni dopo quel ragazzo partì volontario per la Guerra di Spagna con altre camicie nere,e raggiunse suo padre nel cielo.
A casa sentii parlare per la prima volta di Mussolini:era un giornalista,dicono il migliore,anche lui socialista,come Mio Padre. E spesso sentivo il Babbo discutere con entusiasmo con lo Zio:”Solo lui può fermarli,solo lui può salvare l’Italia dal disastro !”.
Ed un giorno,avevo appena iniziato la II Geometri,notai del trambusto in casa:Papà e lo Zio stavano attaccati al telefono,in casa arrivarono persone mai viste,la notte il Babbo e suo fratello non dormirono:il giorno dopo la radio a galena di casa annunciò: “Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III ha dato incarico di formare il governo a Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini.”.Lo Zio prese a saltare come un matto,corse a prendere il grammofono,mise l’Inno Reale a tutto volume,spalancò le finestre e appese il Tricolore,urlando “Evviva il Re ! Evviva Mussolini !!!!”.Era ottobre:il 28 Ottobre 1922.
Da quel giorno ,pure occupato dagli studi e dal gioco del calcio,vidi la serenità ritornare in casa.Non si parlò più di scioperi e bolscevichi,l’Italia cresceva e presto avrebbe fatto pagare il tradimento ai Francesi ed agli Americani.
La gente per le strade riprese a sorridere,le discussioni e gli odi tra le classi sociali vennero meno,e si collaborava per trasformare l’Italia in una Grande Nazione,degna delle nostre tradizioni.

Mi iscrissi all’Università a Milano ed anche ai GUF,Gruppi Universitari Fascisti,ma non mi occupai di politica,preso dallo studio e dal football che mi avrebbe portato a vincere i Campionati Mondiali Universitari nel 1928 a Parigi con la Nazionale Italiana ed a militare in alcune squadre in serie A.Conobbi alcuni dei grandi campioni che portarono l’Italia a vincere i Campionati del Mondo nel 1934 a Roma come Meazza e Combi.
Portare la Maglia Azzurra (anche se per noi della Nazionale Universitaria era nera…..)era un onore ed un vanto:l’Italia spesso veniva accolta all’estero non benissimo;ricordo le radiocronache di Niccolò Carosio dei Mondiali del 1938 quando in Francia ogni partita della nostra Nazionale,a cominciare dall’Inno ,venne accompagnata dai fischi degli spettatori francesi:non solo quando dominammo la Francia nei quarti di finale per 3 a 1,ma in ogni incontro.Solo in finale ,dopo il quarto goal segnato agli ungheresi ,i fischi lasciarono il posto agli applausi ;e TUTTA l’Italia si sentì Campione contro il Mondo Intero.
Come qualche anno prima,quando Italo Balbo venne accolto negli Stati Uniti come un eroe dopo la Trasvolata Atlantica a bordo dei nostri aerei.

Dopo la seconda Laurea vinsi un importante concorso a Roma presso il Ministero dell’Agricoltura dove rimasi ad alti livelli,nonostante non mi iscrissi mai al Partito Nazionale Fascista.
Mi sposai nel settembre del 1939,quando Germania ed Unione Sovietica,invadendo la Polonia diedero inizio alla Seconda Guerra Mondiale.Le successive vittorie inarrestabili della Germania contro francesi ed inglesi portarono tutta l’Italia ad uno stato di euforia indescrivibile:tutti si chiedevano quando anche noi saremmo entrati in guerra per ottenere quel “posto al sole” che ci negarono gli alleati alla fine della Grande Guerra non mantenendo le promesse.Posso affermare che TUTTA l’Italia volle entrare in guerra,come dimostrarono le grandi manifestazioni di giubilo che accompagnarono nel maggio 1940 la Dichiarazione di Guerra a Francia ed Inghilterra.
Dopo il 25 luglio 1943 ritornai a seguire l’azienda agricola di famiglia .Non aderii alla Repubblica Sociale Italiana anche perché nessuno mi obbligò.Ma nonostante questo,alla fine della guerra,sia io che Mio Padre dovemmo restare nascosti per parecchio tempo,perché alcuni gruppi di cosiddetti “patrioti” dalla stella rossa ci minacciarono di morte o ci richiedevano soldi.
Finimmo anche in cella per qualche giorno,fino a quando non fummo scagionati di ogni colpa,anche grazie alle testimonianze di molti nostri salariati che ci volevano bene.Ma non a tutti andò così bene:qualcuno venne prelevato nel carcere dai partigiani per sparire per sempre.
Mi ricordo bene un episodio:c’era un milite delle Brigate Nere che ogni giorno veniva prelevato tre o quattro volte al dì e portato davanti al plotone d’esecuzione,e regolarmente veniva riportato in cella .Un giorno tornò,ma con i capelli tutti bianchi.
Naturalmente persi il posto al Ministero che avevo ottenuto solo per i miei meriti:e così,come tanti italiani dovetti ricominciare dal basso,con due lauree,a rifarmi una vita,a 38 anni .
A chi mi chiede ancor’oggi se io sia mai stato fascista,rispondo:beh,non più di tanto della totalità degli Italiani di allora:e se anche non lo fui durante il ventennio,lo divenni ,per reazione,dopo il 25 aprile del 1945.


Alcune note all’intervista:



Questo breve riassunto è stato redatto in base ai racconti di Mio Padre che ,nonostante sia vicino ai 98 anni ,possiede ancora ottima memoria,tanto da essere stato recentemente intervistato da alcuni giornali per le vicende calcistiche.
Mi sono permesso di mettere in risalto la retorica tipica di quell’epoca,che non si distacca poi di molto da quella resistenziale.
Trattandosi di un memoriale,è normale che presenti una visione di parte dei fatti. Così come però dovrebbe essere considerato ogni racconto che veda prevalere la “memoria” di chi visse quei fatti da una parte o dall’altra rispetto alla “storia” imparziale.
Se un giorno riusciremo a consegnare alla “storia” il Fascismo,con i difetti ed i pregi che ebbe,forse riusciremo a mettere la parola fine alle Tre Guerre Civili Italiane che insanguinarono il Nostro Paese nel Novecento fino alla mia generazione,che vide ancora molti giovani cadere nei due schieramenti:allora,solo allora,potremo parlare di Pacificazione.