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mercoledì 19 novembre 2014

Pif, il Testimone fazioso e Saviano.

Saviano e Pif, alla Feltrinelli di Napoli 
Come spesso mi capita ultimamente, alla sera guardo il programma di PIF, su MTV. Bisogna sempre sapere quello che fa il nemico, infatti.
Così, dopo aver visto una puntata in cui si metteva in dubbio la Santità di Padre Pio, ed un altra in cui prendeva in giro l' UMI (Unione Monarchica), ieri c'era Saviano. 
Dico io : che bravo Saviano, che coraggio, che vitaccia, sempre con la scorta (2 auto fisse + varianti). Che bravo, a lottare contro le Mafie ! Poi guardo e vedo che a Napoli va da Feltrinelli, presentato da Carlo (figlio del terrorista miliardario Giangiacomo...), con la compagnia di Sofri, l' assassino di Calabresi... Mah, dico io, che bravo, Saviano ! 

lunedì 9 novembre 2009

Quei comunisti italiani che celebrano la caduta del comunismo.

Siamo un paese strano, il nostro, dove nessuno è mai stato nè comunista, nè Fascista. Dove mille si riciclano, a seconda delle situazioni, dai Rutelli, ai Mastella, ai Capezzone.

Oggi, com' è noto , tutti a festeggiare il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Ma quello che mi fa sorridere che ad averlo fatto, al GR2 siano andati 3 comunistoni che senza ritegno plaudono alla ritrovata libertà.

Il primo è il filososofo/politico Massimo Cacciari. Il quale dopo aver aderito giovanissimo a Potere Operaio entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: fu responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, venne poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, fu membro della Commissione Industria della Camera. MAI STATO COMUNISTA, LUI !

Il secondo è il musicista Nicola Piovani. Il quale dopo aver aderito ad un collettivo rosso nel '68, incominciò proprio con una colonna sonora per alcuni filmati sul Movimento Studentesco. Poi collaborerà con Marco Bellocchio, Nanni Moretti e Roberto Benigni, tre registi notoriamente comunisti. NEANCHE LUI, MAI STATO COMUNISTA !

La terza è la regista Cristina Comencini, figlia di Luigi, uno dei firmatari dell' appello contro il Commissario Calabresi. La quale in un' intervista di un paio di anni fa al Giornale almeno ammise di essere stata comunista. Aggiungendo però, immediatamente, di essere una comunista pentita.

ALMENO QUALCUNO CHE AMMETTE DI ESSERLO STATO, COMUNISTA !

Un altro che oggi celebra il ventennale è Giorgio Napolitano, il cui passato è noto a tutti. Chiedere notizie agli Ungheresi. COMUNISTA LUI ? MA NO, MA NO ! Lui era, è e sarà sempre il presidente di tutti gli italiani. Ha studiato da giovane, per esserlo, e ci è riuscito. O no ?

Un altro simpaticone che oggi ho sentito festeggiare è Luca Sofri, figlio di Adriano, condannato per l' omicidio del Commissario Calabresi. MA LUCA NEANCHE SOTTO TORTURA AMMETTERA' DI ESSERE MAI STATO COMUNISTA, LUI !

Anzi, lui da bambino certi giornali che circolavano in casa non li ha mai aperti ! Mai e poi mai !

Insomma, alla fine scopriremo che l' unico comunista in Italia fu Giuseppe Bottazzi, detto Peppone. Lui si, boia d'un mond leder, era è sarà sempre fedele al partito, contro le menzogne dei clerico fascisti ! E la DDR rappresentava il fior fiore all' occhiello del meraviglioso mondo comunista che guardava con amore il grande e fraterno popolo dell' Unione Sovietica !



martedì 3 febbraio 2009

Nell' Italia nata dalla resistenza, PIETA' L' E' MORTA !

Il 29 aprile del 1945 Giorgio Amendola scrisse su L'Unità queste parole: "Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l'ora questa di abbandonarsi a indulgenze. Pietà l'è morta". Nasceva così quest' italia, nel nome del sangue e delle vendette.

Nasceva l' italia di oggi.

L' italia che vuole morta Eluana Englaro.

L' italia dove non si finisce in galera se si stupra, se si brucia un barbone alla stazione, se si è un automobilista assassino.

L' italia che vede in tre delinquenti drogati ed ubriachi tre razzisti a tutti i costi.

L' italia che vede i violentatori solo nelle famiglie e tra i preti.

L' italia dove drogarsi ed ubriacarsi è un diritto.

L' italia delle strane famiglie e delle strane coppie.

L' italia dell' aborto e dell' eutanasia.

L' italia della televisione deficiente.

L' italia delle scuole occupate.

L' italia delle Brigate Rosse, dei Battisti e delle Baraldini.

L' italia delle mafie.

L' italia dei furbetti del quartierino.

L' italia dei maleducati e degli ignoranti.

L' italia dove uccidere un Fascista non è reato.

L' italia di quelli che scavalcano le code.

L' italia che non vuole il nucleare ma sporca le strade e le campagne.

L' italia che toglie i Crocefissi da scuole ed ospedali.

L' italia che tira fuori il tricolore per le partite di calcio ma insulta chi cade per quella bandiera, preferendo stracci rossi ed iridati.

L' italia delle famiglie allargate.

L' italia dei cesaroni.

L' italia di chi insulta il Cattolicesimo ma vuole moschee in ogni paese.

L' italia di Luxuria e Odifreddi.

L' italia di "Natale a ..."

L' italia dei fannulloni e dei ripetenti.

L' italia dei "tengo famiglia".

L' italia delle pubblicità con padri deficienti ed uomini che non sanno neanche comprare le patate; con suore carognette e frati che rubano il gorgonzola.

L' italia iniqua e dei giovanitristi.

L' italia delle coop e di emergency.

L' italia dei badoglio, dei neo-antifascisti e neo-antimissini.

L' italia del camaleontismo.

L' italia che sputa su Almirante.

L' italia di Piazzale Loreto.

L' italia degli anni di piombo.

L' italia di Acca Larentia.

L' italia dell' arco costituzionale.

L' italia del grande fratello e dei giornali di gossip.

L' italia che abbandona i cani ed i nonni.

L' italia di quelli che all' estero si fanno riconoscere,sempre e comunque, in peggio.

L' italia dei cattivi maestri.

L' italia di Giuliana Sgrena.

L' italia dei libertari e del femminismo.

L' italia di Pertini, Scalfaro, Napolitano.

L' italia di Moro, Craxi, Fanfani.

L' italia di Pannella e Corona.

L' italia di Sofri.

L' italia che canta gli zingari felici.

L' italia del lifting.

L' italia della dolce morte.

L' italia che vuole morta Eluana Englaro.

Questa italia non è la Mia.

giovedì 16 ottobre 2008

Nell' Italia dei Carretta e Maso, Priebke fa ancora paura.

E' scorcertante vedere uscire di galera chi si sia macchiato di delitti allucinanti; alcuni pure premiati, come Ferdinando Carretta, con l' eredità dei propri genitori che ha ammazzato, grazie al fatto che i simpatizzanti di Franco Basaglia, tra l' altro firmatario dell' appello uscito sull' Espresso contro il Commissario Calabresi, sono garantisti a tutto tondo, ed in questo caso invece che applicare l' ergastolo non hanno voluto tenere A VITA il reoconfesso in un Manicomio; altri come Pietro Maso, che sembra bello pronto per future partecipazioni a Isole o Grandifratelli.

Ed altrettanto sconcertante è il fatto che ad un 95enne come Erich Priebke, di cui parlai ampiamente nel Giugno del 2007:

http://santosepolcro.splinder.com/post/12655699/Fucilate+Priebke+e+non+parliam

sia negata la libertà.

Questo tenendo conto che i veri responsabili della rappresaglia seguita al sanguinoso attacco di Via Rasella sono da ritenersi in via gerarchica Hitler, il Maresciallo Generale Kesserling, il Generale Von Mackensen ed il Generale Maelzer, condannati dai Tribunali Alleati alla Pena Capitale, communtata in ergastolo ed infine graziati nel 1952. Grazia o clemenza o assoluzione negata ai due sottoposti Kappler e Priebke, i quali come alternativa avevano davanti la prospettiva di finire essi stessi davanti al plotone d' esecuzione per non aver obbedito agli ordini. Da notare poi che esistono una decina di condanne per calunnia di chi in passato accusò Priebke di aver torturato i prigionieri. Condanne anche a quotidiani rinomati, ma fatte passare sotto silenzio.

Forse se Priebke si fosse iscritto a "Nessuno tocchi Caino", come Francesca Mambro, le cose sarebbero andate diversamente.

Per la cronaca, io vorrei vedere la Mambro e Fioravanti in galera a vita, anche se li considero innocenti come Ciavardini per la Strage di Bologna;ma colpevoli di terrorismo. Terrorismo per il quale Giorgio Almirante chiese la Pena di Morte.

Ma in galera vorrei pure vedere i vari Battisti, Baraldini, Scalzone, Petrella, Sofri. Ma loro vanno in TV...

PS:

Franco Basaglia morì di tumore. Al cervello.

mercoledì 31 ottobre 2007

Ed ora Sgarbi regala la farsa contro Calabresi.

Si, avete letto bene il titolo: l' assessore alla cultura della mia Povera Milano, il liberal/libertario Vittorio Sgarbi, che più volte ho criticato sia per l'appoggio dato alla Mostra blasfema sull'omosessualità che per gli elogi ai graffitari, ne ha fatta un' altra delle sue: presso gli sportelli milanesi dell' Urban Center e dell' Info Point Famiglia si regalano biglietti per andare a Teatro. Fin qui, nulla di male:il fatto è che tra gli spettacoli gratuti c' è pure "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo, già allievo Paracadutista della Guardia Nazionale Repubblicana come volontario del Battaglione Mazzarini (nella foto a fianco, alcuni Paracadutisti del Mazzarini), di scena al Teatro Leonardo. E chi è della mia generazione (ma spero molti altri), sa cosa ha rappresentato questa farsa per i Cattivi Maestri che giudicarono e condannarono a morte il povero Commissario Luigi Calabresi per una morte, come stabilirono le indagini, assolutamente accidentale dell' anarchico Giuseppe Pinelli (Così il giudice d'Ambrosio scrisse nella sentenza : "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli".) Questa farsa ispirò pure la lettera che uscì sull' Espresso firmata da 800 intellettuali, di cui alcuni di loro, ma solo alcuni, chiesero poi tardivamente scusa.

sabato 3 novembre 2007, ore 15.30
Teatridithalia
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo
con Ferdinando Bruni, Luca Toracca, Paolo Pierobon, Gianni Palladino,
Mercedes Martini, Vittorio Attene
regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
Teatro Leonardo da Vinci
via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci
capienza sala: 488 posti
ritiro inviti a partire dal 25 ottobre N. 30 inviti

Vediamo un po' di rinfrescare la memoria sul clima che decretò l' infame omicidio del Commissario Calabresi:

"Dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito (…) Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte… »
(Camilla Cederna, Lotta Continua del 6 giugno 1970).

"Quella sera a Milano era caldo
Calabresi nervoso fumava.
“Tu Lograno apri un po’ la finestra”.
Ad un tratto Pinelli cascò.
“Poche storie, confessa, Pinelli,
c’è Valpreda che ha già parlato.
È l’autore di questo attentato
ed il complice è certo sei tu”.
“Impossibile - grida Pinelli -
un compagno non può averlo fatto.
E l’autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar”.
“Stai attento indiziato Pinelli.
Questa stanza è già piena di fumo.
Se tu insisti apriam la finestra:
quattro piani son duri da far”.
Calabresi e tu Guida assassini
se un compagno avete ammazzato
questa lotta non avete fermato
la vendetta più dura sarà »
("La ballata del Pinelli", 45 giri pubblicato da Lotta Continua).

In quel periodo diversi giornalisti, non necessariamente legati a Lotta Continua, prestavano il loro nome firmando il giornale come direttore responsabile per consentirne la pubblicazione: Marco Pannella, Aloisio Rendi, Marcello Baraghini ed altri). A causa dei contenuti dei loro articoli, furono tutti inquisiti, insieme ad altri militanti, dai magistrati di Torino per "reati a mezzo stampa" come vilipendio all'esercito, istigazione alla diserzione ed a delinquere ed altri reati d'opinione.

Il settimanale L'Espresso, in tre successivi numeri apparsi in edicola a partire dal 13 giugno 1971, pubblicò la lettera di cui sopra. Tale documento, tra l'altro, definiva il commissario Luigi Calabresi «un torturatore», lo accusava quale «responsabile della morte di Pinelli» e chiedeva di ricusare i «commissari torturatori, i magistrati persecutori, i giudici indegni».

Tra i firmatari c'erano artisti, registi, editori, giornalisti, politici, accademici, filosofi, scienziati, sindacalisti e, in generale, molti tra i più noti esponenti della società e della cultura italiana del tempo. Ecco una lista con alcuni tra i più noti:

Giorgio Amendola, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti , Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini, Gillo Dorfles,Umberto Eco, Giulio Einaudi , Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini , Ugo Gregoretti, Renato Guttuso , Margherita Hack (!!!!!!), Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy, Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini, Alberto Moravia, Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono, Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella (!!!!), Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari (!!!!!!), Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani (!!!!!!!!), Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani, Emilio Vedova, Lucio Villari , Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.

A questo punto, caro assessore Sgarbi, perchè non invitare allo spettacolo anche Ovidio Bompressi, graziato da Giorgio Napolitano; Giorgio Pietrostefani, tuttora latitante; e Adriano Sofri, attualmente a piede libero per la convalescenza ? Tanto paghiamo noi, Meneghin e Cecca !

PS

Nel 1996, dopo la sconfitta alle elezioni nella circoscrizione del Veneto, Sgarbi reagì violentemente dichiarando: « [Gli elettori veneti] Sono dei deficienti. Egoisti. Str****. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. (...) Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di ca*** » Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La Casta. Rizzoli, 2007, pg 164.

giovedì 2 agosto 2007

Italasia, 2 Agosto 2007.

Italasia, 2 Agosto 2007.

Io proprio non so quale impressione vi abbiano fatto, ateniesi, le parole dei miei accusatori; quanto a me, credevo di non essere più io, tanto quei loro discorsi mi parvero persuasivi; e il bello è che non c'era una parola che rispondesse al vero. Ma fra tutte le loro menzogne una sola, soprattutto, mi ha stupito, cioè quella che voi dovete stare in guardia e non lasciarvi ingannare da me che sarei un abile parlatore.
E il fatto che costoro non si siano vergognati pensando che io, presto, li avrei smentiti dimostrando di non essere affatto quell'abile parlatore che essi sostenevano, mi è parsa la loro più grande impudenza, a meno che costoro non chiamino buon oratore chi dice la verità, nel qual caso, io stesso devo convenire di essere tale, ma non nel senso che dicono loro.
In ogni caso, ripeto, costoro non hanno detto nulla, o quasi, di vero; da me, invece, voi udrete tutta la verità. Oh, non certo, cittadini, con discorsi ricercati, come han fatto costoro, abbelliti da frasi e termini raffinati, ma con parole alla buona, come mi vengono, perché io so che quello che dico è giusto: non vi aspettate altro da me.
E, d'altronde, sarebbe indecoroso, alla mia età, venirvi a raccontare fandonie, proprio a voi, come un ragazzino. Io, però, vi chiedo una cosa e vi prego di concedermela: se nella mia difesa mi udrete parlare al mio solito, come facevo in piazza, presso i banchi dei cambiavalute o altrove, dove molti di voi si fermavano ad ascoltarmi, non vi scandalizzate, vi prego, e non protestate per questo.
Il fatto è che, a settant'anni, questa è la prima volta che entro in un tribunale e, così, sono del tutto inesperto del linguaggio forense. Del resto, io penso che voi mi perdonereste se fossi straniero e parlassi in quel dialetto e con quell'accento in cui fossi stato allevato; e, dunque, mi sembra giusto chiedervi di non badare allo stile del mio discorso, bello o brutto che sia. Quel che importa è che voi facciate attenzione se io dico cose giuste o meno perché questa è, in fin dei conti, la virtù del giudice, mentre quella dell'oratore è di dire la verità.

Ebbene, cittadini, io devo, prima di tutto, difendermi dalle false accuse che mi furono mosse per il passato e dai miei primi accusatori, poi risponderò a quelle più recenti e agli accusatori attuali.
Infatti, molti sono stati quelli che, per il passato, anzi fin da molti anni fa, mi hanno accusato davanti a voi: costoro non dicevano che menzogne, ma sono proprio questi, per me, i più pericolosi, più di Anito e compagni, che pure non scherzano, i più temibili, che cominciarono con voi, - da quei ragazzi che eravate - a spargere calunnie nei miei riguardi e ad accusarmi, dicendovi che c'era un certo Socrate, un sapientone, tutto intento a indagare sui fenomeni celesti e sui misteri che cela la terra e capace di far passare per buona anche la causa peggiore. Costoro che, sul mio conto, hanno diffuso una simile favola, sono gli accusatori più pericolosi, perché quelli che li sentono parlare in questo modo si convincono che chi fa simili indagini non crede nemmeno in dio. Aggiungete poi che sono numerosi e che vanno avanti da tanto tempo con simili accuse e che hanno incominciato a rivolgersi a voi quando eravate ancora in quell'età in cui, di solito, si crede a tutto ciò che si sente dire, quando cioè eravate ancora giovinetti, alcuni addirittura fanciulli e che, per di più, accusavano un assente, che nessuno poteva difendere.
Ma la cosa più sconcertante è che non è possibile sapere nemmeno i loro nomi e riferirveli, salvo, forse, quello di un certo scrittore di commedie. Ma gli altri, quelli che, per invidia o malvagità, vi insinuavano simili calunnie o quelli che se ne persuadevano e, a loro volta, convincevano gli altri, ebbene, costoro sono i più difficili da confutare. Infatti, non è possibile citarli in giudizio, né convincerli, ed io, se voglio difendermi, devo proprio, come suol dirsi, combattere con delle ombre, parlare senza che nessuno risponda.
Comunque, sappiate anche voi che i miei accusatori sono di due specie: quelli che mi hanno di recente accusato e quelli di cui sto parlando, che l'han fatto in passato. Capirete bene che è da questi ultimi che io, prima di tutto, devo difendermi, anche perché, tra tutti quelli che mi hanno accusato, costoro sono stati i primi che voi avete udito e molto più degli altri, che son venuti dopo.
E sta bene, cittadini: è necessario che mi difenda, che cerchi di cancellare, nel poco tempo che ho a disposizione, questa cattiva opinione nei miei riguardi che in voi s'è radicata in lunghi anni. Vorrei proprio riuscirvi, se fosse un bene per me e per voi e concludere qualcosa con questa mia difesa; ma so che non è una cosa da poco e non mi nascondo la difficoltà.
Sia, comunque, come piace a dio, io devo solo obbedire alla legge e difendermi.....

........Però, a voi che mi avete condannato, voglio antici-parvi una cosa, dato che è giunta, per me, l'ora in cui gli uomini, di solito, vedono il futuro, quando cioè stanno per morire. Ebbene, cittadini, io vi dico che su di voi che mi avete ucciso, cadrà, dopo la mia morte, un castigo molto più tremendo, per dio, di quello che avete inflitto a me. Voi avete creduto, facendo quello che avete fatto, di liberarvi dal dover rendere conto della vostra vita, ma sarà tutto l'opposto, ve lo assicuro, perché ora saranno in molti quelli che vi biasimeranno e che io un po' moderavo senza che voi ve ne rendevate conto e saranno tanto più molesti con voi quanto più sono giovani e vi daranno tanto filo da torcere. Perché se voi pensate che mettendo a morte la gente non vi sarà più nessuno a biasimare la vostra vita iniqua, voi vi sbagliate di grosso; e, oltretutto, non è il sistema più bello, questo, né il più efficace. La cosa migliore, invece, e anche la più semplice è quella di non opprimere gli altri ma di tendere ad essere, quanto più possibile, migliori.

Questo dovevo predire a quelli che mi hanno condannato. Ora possiamo anche andarcene.

Ed anche oggi non commento, se non per aggiungere che Sofri è oggi praticamente in libertà...








giovedì 17 maggio 2007

Lotta Continua:quei bravi ragazzi di 35 anni fa.

Il presidente ex-comunista Giorgio Napolitano ha oggi inaugurato 2 targhe commemorative per l' omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi. Nel discorso ha dimenticato che lo scorso anno concesse la Grazia ad Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni per quel delitto, insieme a Giorgio Pietrostefani, latitante, ed ad Adriano Sofri, ora sospeso dalla condanna per motivi di salute. Napolitano forse non ricorda che nelle ultime elezioni per la Presidenza della Repubblica Sofri ebbe 23 voti dal gruppo della Rosa nel Pugno.

Tutti e tre erano leader di Lotta Continua.

Oggi, che oltre ad essere il trentacinquesimo anniversario del Delitto Calabresi, è anche il primo anniversario del governo Prodi, voglio ricordare altri "bravi ragazzi" appartenenti in passato a Lotta Continua.

Marco Boato : più volte Deputato per la Federazione dei Verdi, dopo aver aderito a Democrazia Proletaria ed al Partito Radicale, ha attualmente i seguenti incarichi parlamentari: Segretario di Presidenza. Membro della Giunta per il Regolamento.
Membro della I Commissione (Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni).
Membro della Commissione Speciale per l'esame dei Disegni di Legge di conversione di Decreti Legge.
Membro del Commitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna.

Paolo Cento: più volte Deputato, è stato uno dei fondatori dei Verdi ed è attualmente SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALL'ECONOMIA E FINANZE dal 18 maggio 2006 del governo Prodi. In un intervista a Claudio Sabelli Fioretti ha ricordato che iniziò la sua lotta politica tappezzando i gabinetti dell' Istituto San Leone Magno con i fogli di Lotta Continua.

Enrico Deaglio: laureato in Medicina, dopo un breve periodo presso l' Ospedale Mauriziano Umberto I°, intraprese l' attività di giornalista, diventando direttore del quotidiano Lotta Continua. Passato ad altre testate giornalistiche, è approdato infine a Rai3. Da dieci anni dirige il settimanale Il Diario. Ha realizzato 2 documentari, "Quando c'era Silvio" e "Uccidete la democrazia" ; per quest'ultimo è indagato dalla magistratura per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Ieri ha presentato a Milano un nuovo documentario sui "presunti" brogli elettorali, dal titolo "L' Imbroglione".

Erri De Luca: di ottima famiglia borghese, dopo aver rinunciato alla carriera diplomatica, dopo le lotte con il movimento di Sofri, si è dedicato alla letteratura, facendo l' opinionista per Repubblica ed Il Manifesto, diventando in breve un autore "cult" della sinistra radical chic e salottiera. Dopo il G8 ha criticato aspramente l'operato della Polizia.

Gad Lerner: già vicedirettore di Lotta Continua, ha proseguito la sua attività di giornalista, sia della carta stampata che della televisione, prima su Rai3 e poi su La7, dove attualmente conduce il programma "L' Infedele". E' stato per breve tempo direttore del TG1.

Luigi Manconi: giornalista e uomo politico, nel 1996 è eletto senatore coi Verdi; iscritto ad amnesty internetional ed alla Lega Antiproibizionista Internazionale, è un convinto assertore dei diritti dei detenuti e degli omosessuali. Passato ai DS, è attualmente Sottosegretario alla Giustizia.

Marco Rizzo: Dopo esser stato componente della Direzione Provinciale del PCI di torino, è stato prima uno dei fondatori di Rifondazione Comunista e poi del Partito dei Comunisti Italiani. Deputato alla Camera, è attualmente Parlamentare Europeo. È vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.

mercoledì 17 gennaio 2007

Oreste Scalzone Ministro del Governo Prodi.

I giudici della Corte d'Assise di Milano hanno dichiarato che i reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine per cui è stato condannato Oreste Scalzone, esponente di Potere Operaio e latitante in Francia dal 1981, sono stati prescritti.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie aggiungendo che è stato anche revocato l'ordine di custodia cautelare nei suoi confronti, il che permette a Scalzone di poter rientrare in Italia.
Scalzone a Milano era stato condannato a 16 anni di carcere per partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine nell'ambito del cosiddetto processo "Primalinea-CoCoRi (Comitati comunisti rivoluzionari)".
L'imputato però non aveva scontato la pena perché la sentenza con cui era stato condannato non era mai stata eseguita in quanto annullata dalla Corte di Cassazione dopo che la Francia non aveva concesso l'estradizione.
I fatti per cui Scalzone è stato condannato risalgono al 1977.
Scalzone e altri militanti di Potere Operaio sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per una causa di risarcimento danni dalla famiglia di Stefano e Virgilio Mattei, i due ragazzi di 8 e 22 anni, figli dell'ex segretario dell'Msi di Primavalle, morti nell'incendio appiccato alla loro casa da tre esponenti del movimento il 16 aprile 1973, fatti fuggire all' estero da Scalzone, come da lui dichiarato a Radio Radicale.


Scalzone a Parigi, come del resto molti altri Cattivi Maestri degli anni di piombo, è vissuto coccolato e vezzeggiato, ed ancora oggi molti siti francesi lo propongono come un eroe perseguitato dalle autorità italiane; ed anche in Italia gode di ammirazione presso la sinistra salottiera alla Sanguineti ( il filosofo candidato da Rifondazione Comunista come Sindaco per Genova, che ha recentemente dichiarato di volere la Lotta di classe come strumento politico), insieme ai vari Sofri, Battisti, Baraldini e compagni, peraltro ben sistemati nelle strutture del paese:

"Sono usciti alla spicciolata e ora sono quasi tutti fuori. Con qualche restrizione o ormai completamente liberi. Gli ex terroristi dell'ultrasinistra sono rientrati nella società. Ci è andata bene, ha sintetizzato Maurice Bignami, ex comandante di Prima linea. Alcuni lavorano nelle cooperative, che offrono una chance di reinserimento agli ex detenuti; altri hanno preso strade diverse. C'è anche chi è entrato nelle istituzioni, buttando via il passato come uno zaino ingombrante, ed è pagato da quello Stato combattuto in gioventù. Recentemente Leonardo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br il 10 febbraio 1986, ha posto alla Regione Toscana due domande molto scomode: quanti familiari delle vittime del terrorismo lavorano per la Regione o la Provincia o enti collegati a Firenze e in Toscana? E quanti ex terroristi? Nell'attesa è il Giornale a tentare un primo censimento.

Corrado Federico Alunni Fondatore Br, 58 anni, arrestato nel 1978 dopo esser passato nelle Formazioni comuniste combattenti. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori (La rapina in banca, storia, teoria, pratica), da anni è fuori di galera, lavora in una coop informatica.

Vittorio Alvaro Antonini Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all'esterno. Presiede l'associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri d'Italia. Ha avuto l'onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l'omicidio D'Antona.

Lauro Azzolini Membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l'uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.

Barbara Balzerani Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro Compagna Luna per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell'informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta.

Silvia Baraldini Condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta Veltroni. A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro femminile, nel 2003, fu l'assessore Luigi Nieri di Rifondazione comunista. L'associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.

Marco Barbone L'assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.

Cecco Bellosi Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso che collabora con l'associazione Lila.

Vittorio Bolognese Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.

Franco Bonisoli Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.

Paola Besuschio Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc. Lavora in una cooperativa statistica.

Anna Laura Braghetti Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell'omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come signora Altobelli: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all'organizzazione di volontariato vicina ai Ds, Ora d'Aria che si interessa alle problematiche dei detenuti. Nel 2002 ottiene la condizionale.

Paolo Cassetta Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.

Geraldina Colotti Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto dove lavora anche l'ex bierre Francesco Piccioni, semilibertà dal 1999.

Anna Cotone Ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell'ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell'europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.

Renato Curcio Fondatore e ideologo delle Br, gira l'Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale Sensibili alle foglie che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest'ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993.

Alessandra De Luca Anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l'ha fatta.

Roberto Del Bello Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata.

Sergio D'Elia Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d'aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.

Adriana Faranda Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla dissociazione guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all'opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite.

Diego Fornasieri Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici Arete. Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983. Libero.

Alberto Franceschini Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all'associazione per detenuti Ora d'Aria. Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario nel 1992 dopo 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze.

Prospero Gallinari Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della prigione del popolo, è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.

Claudia Gioia Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell'economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.

Eugenio Pio Ghignoni Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell'Università Roma Tre, cura la sicurezza...

Maurizio Jannelli Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito Il mestiere di vivere, Diario Italiano, Residence Bastogi, fa parte dello staff della trasmissione sportiva Sfide. Ha scritto Princesa, libro su un transessuale suicida. Dal 2003 è in condizionale.

Natalia Ligas Nome di battaglia Angela, la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.

Maurizio Locusta Partecipa al delitto Giorgieri (24 anni di pena), viene estradato dalla Francia nel marzo 1988, dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio Basso-Issoco come assistente di sala consultazione.

Francesco Maietta Ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part time in un ente importante dal 1990. Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas. Tra gli invitati, il presidente emerito Francesco Cossiga.

Corrado Marcetti Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole.

Nadia Mantovani Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio '93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell'associazione per il reinserimento dei detenuti Verso Casa. Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl.

Mario Moretti Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica, partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala. Una volta fuori, in lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia, insieme all'associazione Geometrie variabili cerca forme di lavoro non alienanti per i detenuti. Scrive libri.

Valerio Morucci L'ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro, scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di successo (l'ultimo, La peggio gioventù) vincitori di premi letterari con Il collezionista (la VI edizione di Esperienze in giallo) lavora come consulente informatico.

Roberto Ognibene Gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora come impiegato al Comune di Bologna.

Ave Maria Petricola Quest'anno la Provincia di Roma ha assunto quest'ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali.

Remo Pancelli Killer dell'ala militarista delle Br Colonna 28 marzo, l'ex dipendente delle Poste del sequestro D'Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato, è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi).

Marco Pinna Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale Ecotopia.

Susanna Ronconi Storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle cosiddette Unità di strada. Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione. È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora alla pubblicazione del Rapporto sui diritti globali a cura dell'associazione Informazione&Società per la Cgil Nazionale. Un'interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi (Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte dell'allora ministro Livia Turco.

Giovanni Senzani Il criminologo delle Br-Partito Guerriglia, irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l'omicidio del fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione della Regione Toscana denominato Cultura della legalità democratica e inserito nel progetto Informacarcere. Nel 2001 si è scoperto che il centro poteva clonare tutti gli atti, anche quelli segreti, della commissione parlamentare sulle stragi. È coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia.

Marco Solimano Ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al Comune di Livorno. Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di Livorno come responsabile Arci.

Nicola Solimano Ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti e fra i coordinatori di un campus internazionale nell'ambito dell'iniziativa regionale Porto Franco, per conto dell'Assessorato alla cultura della Regione.


di Gian Marco Chiocci e Stefano Zurlo.

[Il Giornale - Data pubblicazione: 04/11/2006]

Scalzone, appresa la notizia, ha dichiarato di voler rientrare in Italia per occuparsi nuovamente di politica.

A questo punto, sulla scia di D'Elia, Del Bello e soprattutto di Franco Piperno, già assessore alla cultura al Comune di Cosenza e che durante le ultime elezioni per il Presidente della Repubblica prese 2 voti al secondo scrutinio e 3 al terzo, chiedo a gran voce che Oreste Scalzone sia immediatamente nominato Ministro del governo prodi, magari alla Giustizia. Che nella Bandiera Italiana venga apposto immediatamente il simbolo della falce e martello, e che l'Inno Fratelli d' Italia sia sostituito dall' inno di Potere Operaio, vero esempio di pacifismo:

"La classe operaia, compagni, è all’attacco, Stato e padroni non la possono fermare, niente operai curvi più a lavorare ma tutti uniti siamo pronti a lottare. No al lavoro salariato, unità di tutti gli operai.
Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere.
Stato e padroni, fate attenzione, nasce il Partito dell’insurrezione; Potere operaio e rivoluzione, bandiere rosse e comunismo sarà.
Nessuno o tutti, o tutto o niente, e solo insieme che dobbiamo lottare, i fucili o le catene: questa è la scelta che ci resta da fare. Compagni, avanti per il Partito, contro lo Stato lotta armata sarà;
con la conquista di tutto il potere la dittatura operaia sarà.
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
I proletari son pronti alla lotta, pane e lavoro non vogliono più, non c’è da perdere che le catene e c’è un intero mondo da guadagnare. Via dalle linee, prendiamo il fucile, forza compagni, alla guerra civile!
Agnelli, Pirelli, Restivo, Colombo, non più parole, ma piogge di piombo!
Stato e padroni...
Potere operaio e rivoluzione...
Stato e padroni, fate attenzione...
viva il Partito e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà!

giovedì 14 dicembre 2006

Presidente Bertinotti:e Calabresi ?

Martedì nella Mia Milano c'è stata l'ennesima manifestazione per l' anniversario della Strage di Piazza Fontana; dico ennesima, poichè solitamente questa manifestazione in passato è sempre servita esclusivamente per ribadire che "La Strage o è di Stato o è Fascista", nonchè,spesso, per dar vita ad incidenti che violentavano e paralizzavano la città.

Quest'anno,con le sinistre,anche estreme,al potere temporaneo in Italia, si è invece vista una partecipazione istituzionale, con il presidente temporaneo della Camera, Fausto Bertinotti. Il quale,dopo l'ultima e definitiva sentenza della Cassazione che ha mandati assolti gli ultimi imputati neri (sui quali peserà sempre e comunque il sospetto della sinistra più becera),non potendo far leva sul collante antifascista che cementa parti anche distanti, ha dichiarato che "le vittime della Strage di Piazza Fontana non furono 16,ma 17" , riferendosi ad un'altra icona della vulgata rossa, Giuseppe Pinelli, l'anarchico che si suicidò gettandosi dalla finestra della Questura di Via Fatebenefratelli durante un interrogatorio come sospetto; icona che ha sempre descritto Pinelli come vittima di bieche torture in salsa cilena,nonchè assassinato dal Commissario Luigi Calabresi;insomma, un vero desaparecido ante litteram, come racconta questa mite e caritatevole canzoncina:

La Ballata del Pinelli.

Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po' la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.

"Commissario io gliel'ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."

"Poche storie indiziato Pinelli
Il tuo amico Valpreda ha parlato
Lui è l'autore di questo attentato
E il suo socio sappiamo sei tu"

"Impossibile" – grida Pinelli –
"Un compagno non può averlo fatto
Tra i padroni bisogna cercare
Chi le bombe ha fatto scoppiar.

Altre bombe verranno gettate
Per fermare la lotta di classe
I padroni e i burocrati sanno
Che non siam più disposti a trattar"

"Ora basta indiziato Pinelli"
– Calabresi nervoso gridava –
"Tu Lo Grano apri un po' la finestra
Quattro piani son duri da far."

In dicembre a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
È bastato aprir la finestra
Una spinta e Pinelli cascò.

Dopo giorni eravamo in tremila
In tremila al tuo funerale
E nessuno può dimenticare
Quel che accanto alla bara giurò.

Ti hanno ucciso spezzandoti il collo
Sei caduto ed eri già morto
Calabresi ritorna in ufficio
Però adesso non è più tranquillo.

Ti hanno ucciso per farti tacere
Perché avevi capito l’inganno
Ora dormi, non puoi più parlare,
Ma i compagni ti vendicheranno.

"Progressisti" e recuperatori
Noi sputiamo sui vostri discorsi
Per Valpreda Pinelli e noi tutti
C’è soltanto una cosa da far.

Gli operai nelle fabbriche e fuori
Stan firmando la vostra condanna
Il potere comincia a tremare
La giustizia sarà giudicata.

Calabresi con Guida il fascista
Si ricordi che gli anni son lunghi
Prima o poi qualche cosa succede
Che il Pinelli farà ricordar.

Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po’ la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.

Ed infatti,come promesso da questa canzone,qualche anno dopo Luigi Calabresi venne ucciso da Lotta Continua, omicidio per il quale Adriano Sofri spero possa pagare fino in fondo la sua pena.

Dunque,se vogliamo, compagno Bertinotti, i morti furono 18.

Ma certi morti, come Pinelli o Carlo Giuliani, per la sinistra sono "mortipiùmorti" di altri,specialmente di veri ed ottimi servitori dello Stato come il commissario Luigi Calabresi.



martedì 26 settembre 2006

Napolitano: 1956 e 2006. Budapest, Moranino e Sofri.

1956, è l' anno della brutale invasione ungherese da parte dei carri armati sovietici, che fecero 25.000 morti e 250.000 profughi.

Il Partito Comunista Italiano, tranne pochissimi iscritti (anche perchè i dollaroni di Mosca, servivano...), approvò e benedisse quell' invasione, compreso Giorgio Napolitano, che ora dichiara d'essersi sbagliato.

Chissà che confusione provò ancora Napolitano, qualche anno dopo , quando tutto si ripetè a Praga...

Ma il 1956 è anche l'anno del processo al deputato comunista Francesco Moranino, che fu condannato per l'uccisione di sette persone, durante "le radiose giornate" : Emanuele Strassera, agente del Sud, sbarcato sulla costa ligure da un sommergibile USA, all'inizio dell'estate 1944; Gennaro Santucci, partigiano; Ezio Campasso, partigiano; Mario Francesconi, partigiano; Giovanni Scimone: partigiano. Successivamente, il 9 gennaio 1945 furono liquidate le spose di due dei partigiani uccisi, Maria Santucci e Maria Francesconi; un uomo bussò di notte alla loro porta, esse uscirono, e furono uccise con un colpo alla testa, liquidate perché stavano per scoprire la verità sulla sorte dei loro mariti. Gli assassini cercarono di far ricadere la responsabilità della morte delle due donne sui fascisti ed i loro feroci rastrellamenti. Si legge nella sentenza: «Perfino la scelta degli esecutori dell’eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione. Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso. Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un’osteria e per l’impresa compiuta ricevettero in premio del denaro». La sentenza di condanna all'ergastolo fu confermata dalla Corte d'Assiste d'Appello nel 1957.

Moranino, fuggito a Praga, vi restò fino al 1965, fino a quando il presidente Saragat, eletto anche coi voti rossi, pensò bene di concedere la Grazia.

Ma al PCI non bastava: il 19 Maggio 1968 fece rieleggere il partigiano " Gemisto" Moranino nel Collegio Senatoriale di Vercelli. Ed ancora oggi , sul sito delll' ANPI, Gemisto è onorato e glorificato, come da molti comunisti e post-comunisti.

Invece che piangere per Nagy, giustamente, prima di sbagliare ancora come cinquantanni fa, Onorevole Napolitano, non sarebbe meglio ripensare un poco, prima di concedere la Grazia ad Adriano Sofri ??? Errare è umano, perseverare ...