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sabato 11 giugno 2016

Don Babbalone, Episodio 7: il Brexit

Da qualche giorno, Don Babbalone, Parroco di Vattelapesca, è preso da una frenesia senza pace: ha letto che tra pochi giorni ci sarà il referendum sul Brexit. Ed ha dunque pubblicato una lunga lettera sul giornalino parrocchiale, “L’ Osservatore Vattelapescano”. Attaccando duramente non solo tutta la Provincia e la Città di Brescia, ma pure Salvini e l’ intera Lega Nord: “E’ scandaloso che, dopo una dura lotta per la libertà d’ Italia, culminati nella coraggiosa insurrezione delle radiose giornate che permisero agli anglo-americani, peraltro foraggiati dalle derrate alimentari sovietiche e da casse di Rubli, di battere le soverchianti forse nazifassiste, ripeto, è scandaloso che movimenti xenofobi, omofobi, paciofobi ed anti-italiani vogliano solamente ipotizzare l’ uscita della Provincia della Leonessa dalla nostra Patria tramite codesto referendum; personalmente mi recherò alle urne per controllare la regolarità del voto, insieme a molti parrocchiani, ed inviterò le maggiori testate giornalistiche Cattoliche, dall’ Unità all’ Avvenire, da Repubblica a Famiglia Cristiana, per una loro presenza massiccia per controllare che non vengano eretti Nuovi Muri, in contrasto da quanto affermato da Sua Santità Francesco. Il separatismo non passerà !”
Nella mattinata di oggi, però, Don Babbalone ha ricevuto una telefonata. Dalla vecchietta dell’ episodio 3 (La resistenza), già maestrina di Vattelapesca ( ogni riferimento ad altri romanzi è voluto...), che gli ha spiegato che il Brexit trattasi di referendum riguardante non la bella provincia lombarda, ma la Gran Bretagna.
Saputo ciò, Don Babbalone è esploso in un “Dio stramaledica Albione!”, come gli insegnava da piccolo il nonno, tenendolo sulle ginocchia.
Il fatto è che il nonno non gli precisava di essere stato volontario in Africa, in Spagna e prigioniero dopo la battaglia di El Alamein. 

domenica 5 maggio 2013

Nigel Farage, altro che grillini...

Due anni fa lo scoprii e scrissi su di lui. Oggi è il giorno del suo primo trionfo elettorale nelle amministrative inglesi e gallesi. Il leader inglese dell' UKIP, il partito indipendentista britannico, ultra-conservatore ed euroscettico, è il vincitore delle elezioni appena terminate con il 26 %, lasciando basiti gli altri 3 partiti inglesi. Farage da sempre segue il pensiero popolare, è contro l' immigrazione clandestina, contro l' Euro, ha attaccato casta, poteri forti, banche, Prodi, Monti e centralismo europeo; ha pure difeso Berlusconi dagli attacchi interni ed esterni. Ma non chiamatelo grillino, potrebbe spaccarvi una pinta di birra in testa (metaforicamente...) perchè è fortemente identitario, conservatore, contrario ai matrimoni strani (e per questo ha sorpassato i tories, che hanno tradito l'elettorato...). 
Ha promesso un referendum per uscire dall' europa. 
Bene così....

venerdì 2 dicembre 2011

Da Ferrara a Nigel Farage un solo grido: GOLPE !

In attesa della stangatona, si moltiplicano le voci, in Italia ed all' Estero, che indicano che quello che è successo nel Bel Paese sia un vero e proprio golpe tecnocratico. Mentre la sera il noto ateo-devoto anti-usura (nonostante le note origini...) Giuliano Ferrara lo urla dal suo programma su RAI1 "RadioLondra", il simpaticissimo Euroscettico deputato Nigel Farage, già protagonista di un discorso all' Euro Parlamento Bolscevico pro-Berlusconi, che ha fatto il giro del mondo, ritorna alla carica con alcune interviste che chiariscono il suo pensiero su quanto accaduto al Governo Italiano legittimamente eletto e sostituito senza nessuna vera volontà maggioritaria, in nome del solito antiberlusconismo da operetta; esattamente come avrebbe voluto fare il golpista Salvador Allende in Cile; fortunatamente ci pensò il Generale Augusto Pinochet a contrastare quello che sarebbe stata la rovina bolscevica dello Stato Sudamericano. Pinochet che riuscì successivamente a far uscire, grazie a leggi veramente liberali, Santiago dalla crisi economica voluta da anni di malgoverni socialcomunisti. A questo punto, come avevo previsto tempo fa, golpe per golpe, meglio sarebbe stato che a risolvere il tutto fosse stato Berlusconi; purtroppo, a differenza del sottoscritto, Silvio è troppo democratico...