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sabato 1 agosto 2009

Nel Vietnam comunista essere Cattolici è un reato.

Non ho tempo per esultare per la sconfitta comunista in Bessarabia (Moldavia), che mi giungono notizie di scontri, arresti e persecuzioni contro i Cattolici in Vietnàm, dove risiedono oltre sei milioni di Fedeli alla Nostra Fede. 26 Diocesi constantemente in crescita, come testimoniano gli oltre 9000 Battesimi di adulti a Saigòn nell' ultimo anno e le crescenti vocazioni religiose e monastiche. Da due anni imponenti e pacifiche manifestazioni sono frequentemente organizzate in nome della Libertà di Culto dai Cattolici vietnamiti, superiori di numero di gran lunga a quelle dei monaci birmani e tibetani. Ma in Europa e nel Mondo queste manifestazioni (e le repressioni realtive) hanno scarsissima eco nei Media; certo, grave colpa non essere Buddisti...

L'ultima protesta ha avuto per epicentro ciò che resta della storica Chiesa di Tam Toa, 300 chilometri a sud di Hanoi, eretta nel XVII secolo, ricostruita alla fine dell'Ottocento e semidistrutta dai bombardamenti americani nel 1968. I fedeli continuarono a celebrarvi a cielo aperto, ma nel 1996 l'area fu requisita dal governo con l'intento di farne un memoriale della guerra contro gli Stati Uniti. Lo scorso 20 luglio migliaia di Cattolici hanno rioccupato la zona erigendo una Croce e un Altare al centro delle rovine. La processione è stata dispersa con la forza, con arresti e percosse di sacerdoti e fedeli. Il vescovo della diocesi di Vinh in cui sorge la chiesa di Tam Toa, Paul-Marie Cao Dinh Thuyen, ha immediatamente chiesto il rilascio degli arrestati. La domenica successiva, 26 luglio, in tutte le chiese del Vietnam si è pregato e si è osservato un minuto di silenzio. Lo stesso giorno, nella diocesi di Vinh sono sfilati pacificamente in corteo mezzo milione di cattolici. È stata la più grande manifestazione religiosa a memoria d'uomo, in Vietnam.

Ma in Italia, niente bandiere pacifinte alla finestra...

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