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venerdì 2 agosto 2013

L' italia di Piazzale Loreto non cambia mai.

Non entrerò nel merito, se non forse più tardi, della sentenza annunciata di condanna del Primo Ministro Cavalier Silvio Berlusconi, ma voglio parlare delle reazioni dei comunisti di ogni specie. Incominciando da Guglielmo Epifani, socialista di tessera, ma comunista "dentro", ora segretario del PD, che con le sue dichiarazioni "la sentenza va eseguita" ha ricordato l' articolo di Giorgio Amendola del 29 Aprile 1945 (di cui mi occupai più volte in passato) apparso sull' Unità: "Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l'ora questa di abbandonarsi a indulgenze. Pietà l'è morta".  
Giacobina, appunto. 
Passando per i vari giornalisti di regime che da ieri sputano ancor più odio e veleno di prima, liberi di scrivere i titoli più infami. O per i pagliacci e le ballerine che già pregustano torbidi spettacoli in televisione, al cinema o in teatro.
Arrivando infine a quei poveri imbecilli che come corvi a Piazza Loreto o tricoteuses davanti alla ghigliottina hanno gioito davanti alla Corte di Cassazione, pieni di odio ed invidia, prima di tornare alle loro squallide vite di sempre. 
Non ci sarà mai pacificazione, finchè l' italia di Piazzale Loreto non cesserà di covare odio tribale. 

(naturalmente non ho inserito le immagini da macelleria che disonorano la memoria italiana..., ma solo la targa della piazza.)

 

1 commento:

Massimo ha detto...

Mai fidarsi di un comunista. E' la prima regola che imparammo tanti anni fa. Berlusconi ha fatto tanti errori, ma quello che ripete continuamente è ascoltare le colombe che si fanno irretire dai Napolitano di turno. Poi arrivano queste sentenze. Fuori dal governo subito ed elezioni a ottobre !