Verso le dieci sono ripresi i lavori con una breve nota del Presidente Buontempo; parlano diversi Portavoce (che, a richiesta, torneranno a chiamarsi "Segretari") Regionali: Napoli, Perugia. Poi un appassionato Adriano Tilgher in qualità di Ospite.
Un breve ma intenso filmato, realizzato dalla federazione abruzzese, infiamma la platea, tra musiche alternative, foto e filmati Identitari.
Alle 11,05 Storace legge la lettera rivolta a Napolitano, il quale ha risposto ringraziando e facendo molti auguri. Giunge un saluto da Berlusconi.
Alle 11,10 interviene Quagliarello, Parlamentare emergente del PdL, che auspica ancora una volta la confluenza de La Destra nel loro progetto comune.
Storace a Napolitano:
Il messaggio inviato al Presidente Napolitano da parte del segretario Storace era improntato ad un ringraziamento sul modo in cui il Presidente della Repubblica è intervenuto recentemente sulla questione della Riforma della Legge Elettorale per l' Europee. A nome degli oltre 900.000 elettori che hanno scelto La Destra alle ultime Elezioni Poilitiche e che non risultano rappresentati a causa di una legge ingiusta. Napolitano ha risposto di aver apprezzato tale messaggio.
Alle 12,20 è intervenuto come Ospite il Senatore Giorgio Tonini del Partito Democratico, il quale dopo i ringraziamenti di rito, dichiara di non essere naturalmente d' accordo sull' antifascismo, a sinistra ritenuto sempre valore portante.
====================================
Di mio aggiungo che nulla di nuovo sotto il sole, perchè è proprio il Senatore del PD che recentemente è duramente intervenuto contro le dichiarazioni di Marcello Dell' Utri, che ha definito "obsoleto" l' antifascismo: "Questo vuole dire, aggiunge Tonini, che ''il ventennio vada quindi preso come modello per il governo berlusconiano? Anche le persecuzioni, gli assassini, la fine della liberta' di associazione politica e di stampa sono, agli occhi dello storico sodale del premier, meriti di Mussolini, 'uomo di grande valore umano e culturale'?''. ''E' questa la destra moderna e liberale che vorrebbe riformare l'Italia? -
=========================
Un caricatissimo Massimo Abbatangelo,deputato dal 1979 al 1994, Europarlamentare e componente dell' Assemblea Nazionale di AN che il 4 Novembre ha aderito a La Destra, avanguardia di quei molti dirigenti e militanti che dopo lo scioglimento di Alleanza Nazionale previsto nel 2009 aderiranno al Partito di Storace ha preso la parola alle 15,50.
Dimostrandosi quel leone di sempre, nonostante le vicissitudini giudiziarie che avrebbero ammazzato un elefante, ma non lui. Il 23 dicembre 1984 il rapido «904» proveniente da Napoli e diretto a Milano esplodeva nella galleria di S. Benedetto Val di Sambro, proprio mentre sopraggiungeva sul binario opposto un altro convoglio, provocando la morte di 17 persone e il ferimento di altre 250.Le indagini si indirizzavano immediatamente dapprima verso la pista dell'estrema destra e della camorra, quindi verso la mafia; in questo contesto, veniva ingiustamente perseguito l'allora deputato del Msi-Dn, onorevole Massimo Abbatangelo il cui ruolo, secondo l'allora procuratore di Firenze,Piero Luigi Vigna, sarebbe stato quello di consegnare l'esplosivo al gruppo camorrista di Giuseppe Misso;per questa ragione, sostanzialmente sulla base delle dichiarazioni di due sedicenti pentiti, Lucio Luongo e Mario Ferraiuolo, l'onorevole Massimo Abbatangelo veniva accusato di strage e condannato, in primo grado all'ergastolo per essere poi prosciolto dall'infamante accusa sia in secondo grado, sia in Cassazione; tale vicenda causava di fatto una sorta di criminalizzazione della Destra e costava all'onorevole Massimo Abbatangelo complessivamente un anno e 7 mesi di detenzione effettiva, più di due anni di affidamento ai servizi sociali. Sempre in base alle accuse dei pentiti, subì una condanna per violazione alle leggi sulla detenzione di armi con l' interdizione dai pubblici uffici che ne troncò la carriera parlamentare.
Abbatangelo nel suo intervento si è chiesto dove stia effettivamente la Camorra, alludendo chiaramente anche a molte stanze dei bottoni. Dotato di una mimica che sarebbe piaciuta ad Eduardo de Filippo e padrone di una notevole eloquenza, l'ex-parlamentare è riuscito ad infiammare più volte la platea, ricevendo moltissimi applausi.
A mettere a dura prova la pazienza del Congresso interviene Marco Pannella. Verso il quale la contestazione, a dispetto del titolo del Corriere della Sera di ieri, si dimostrerà fin troppo blanda e civile, a mio parere. Perchè, nonostante le continue provocazioni dell' anziano esponente Radicale, oltre qualche fischio ed un isolato "Frocio !", l' assemblea non ha dato in escandescenza.
Con un confuso intervento, all' insegna del salto dal palo in frasca, ha spaziato su tanti, troppi temi, in cerca di un facile appluso. Ricordando le visite in carcere a Mambro e Fioravanti ed il comportamento dei Radicali in Parlamento quando parlava Almirante. Salvo dimenticare che non mi risulta nessuna proposta di Legge Radicale per l' abolizione dellle leggi Scelba e Mancino.
Notevoli le provocazioni:ignorando di trovarsi davanti una folla a maggioranza Cattolica e Cristiana ha insultato uno dei Misteri cardini della Nostra Fede, cioè il Concepimento, definendolo "una sorta di fecondazione eterologa", bestemmiando e nominando a vanvera persino l' Immacolata Concezione. Ha parlato di tante eutanasie a pagamento praticate per l' eredità, omettendo casi specifici.
Poi si è definito anticomunista; peccato che in tutta questa confusione, forse retaggio delle tante battaglie per la liberazione delle droghe o dai tanti scioperi della fame che avrebbero portato alla fossa persino Terminator, si sia scordato che nel 1959, su "Paese Sera", quotidiano comunista, propose l'alleanza di tutte le sinistre e
l'ipotesi di un governo che comprendesse anche il PCI. Che si sia scordato d' aver fatto comunella coi comunisti per ottenere la legge sul Divorzio. Che si sia scordato di aver fatto eleggere Toni Negri, poi scappato in Francia, rifugio ancor' oggi di tanti, troppi, terroristi (vero M.me Sarkozy ? Pensi alle vergogne transalpine, prima di parlare...). Che si sia scordato d'aver fatto parte del Governo Prodi, dove i comunisti non mancavano. E nel definirsi anticomunista ha pure offeso Storace (ed implicitamente tutti gli astanti), negandogli tale qualità perchè, secondo lui: "non si può essere anticomunista se non si è antifascista".
Ha inoltre ancora una volta portato avanti la patetica difesa delle cosiddette "Droghe leggere", quando molti anche a sinistra stanno finalmente capendo la pericolosità reale di queste bombe. A partire, per esempio, da Barbara Palombelli che su Radio Due, nella trasmissione da lei condotta alle 13,30, Ventottominuti, supportata dal Vicedirettore del Messaggero, Alessandro Barbano, ha incominciato una vera e propria campagna contro queste "cosiddette" leggere, sostenendo finalmente che esse spappolano il cervello, a dimostrazione che tutte le Droghe sono pesanti e micidiali.
Insomma, una provocazione continua, fino alla conclusione confusa all' insegna del "Viva l' antifascismo ! Viva l' anticomunismo !" che ha dimostrato come i Delegati della Destra siano persone estremamente civili. E democratiche. Ma non antifascisti.
Dalla conferenza stampa odierna:
Un' altra parte di Storia Italiana se n' è andata. Dimenticato da molti ma non da me, si è spento in silenzio, al Pio Albergo Trivulzio,
Tempo d' autunno, tempo d' okkupazioni: niente di nuovo, da quarant' anni a queste parti. Fioccano le prime interrogazioni, ed i somari cominciano a paventare i 2 in Greco ed i 4 in Latino. Così, supportati da qualche somarone con laurea sessantottina, quella del 30 Politico (1 esaminando unico e voto collettivo ad altri 100 !), cui non par vero di rispolverare Eskimo e Kefiah per ritornare l' imbecille di sempre, con molotov e sanpietrino in mano come in gioventù, invece di pensare ad insegnare l' Adelchi e l' Antigone, ora che in cattedra dovrebbero capire che l' insegnamento non è parlar di Mandela, Protocollo di Kjoto e Che Guevara, ecco che i somari pensano bene di rispolverare un rito annuale.
Come ho scritto anche di recente, ogni giorno che passa Famiglia Cristiana si sposta ulteriormente a sinistra, semmai fosse possibile. Chissà se vorra mettere in risalto curiose figure del passato, come quella di Don Gigetto, al secolo il Sacerdote Giacomo Sbarboro. Questo personaggio venne agli onori della cronaca verso la fine della Seconda Guerra Civile Italiana, quando ricevette all' Hotel Crespi di Genova, come autoproclamatosi Cappellano partigiano, la figlia del Vice Federale di Genova, Alfredo Grazzini, che cercava notizie di suo padre e del fratello, il Capitano Adelindo Paolo Grazzini. Don Gigetto si presento all' apuntamento con la ragazza nel Maggio del 1945 con una Croce sul petto ma un berretto con una falce e martello. Subito la Grazzini rimase interdetta, e chiese come mai portasse due simboli così contrastanti. Don Gigetto, di rimando, rispose che lui si riteneva un buon Sacerdote ed un buon comunista. Eppoi, alzando la voce, aggiunse: "Ragazzina, stai attenta, che rischi di fare la stessa fine di tuo fratello...".
Ciao, Papà, sono tre anni. E ti faccio una sorpresa, la foto che ti piaceva tanto, dove ci siete tutti:Tu, il Nonno Libero, la Zia Pina, lo Zio Lorenzo, lo Zio Mario e la Nonna Adele. Una famiglia di altri tempi. Una vera Famiglia No-strana. Decisamente tempi migliori: i delinquenti finivano in galera, la Patria era amata, c' era pace e concordia sociale, l' antifascismo non era un valore imposto e la democrazia non era necessaria, perchè tutti si collaborava per il bene comune. Le banche e la finanza non erano così importanti, e senz' altro meno di una fabbrica, di un' impresa e soprattutto della Terra. La Nostra Terra Lombarda e grassa, che non tradiva mai ai cambi di stagione. Così come non tradivano i Nostri Contadini, non ancora indottrinati dal comunismo. Eppoi i Nostri son rimasti gli stessi:credo che la Zia Maria che da poco è venuta a trovarti in Purgatorio ti avrà raccontato le feste che mi hanno fatto al Suo Funerale. Quanti ricordi ! Eppoi Nazareno, il NENO ! Il NENO !Rimasto uguale, anche se saranno passati trent'anni dall' ultima volta che l'ho visto. Che spensieratezza, allora ! Quei mesi passati al podere da bambino non li potrò mai dimenticare. Si partiva al mattino, col trattore, FIAT oppure OM, e via nei campi, il Neno che guidava quella macchina enorme, tra il granturco e l' erba, ed io al suo fianco, su quella piccola porzione laterale del trattore, felice come poteva esserlo un bimbo di città. Quanto mi sarebbe piaciuto guidarne uno, col fumo che usciva dallo scappamento in alto ! Mi sembravano enormi, quelle macchine, per non parlare delle mietitrebbie Massey Ferguson. Era una felicità immensa ! Eppoi i giochi con i figli dei Contadini, saltare nel grano sull' aia messo ad asciugare, con i chicchi che entravano dappertutto, nei calzini e nel coppino ! E vederli fare il bucato nei tinozzoni pieni d'acqua al fuoco: quello era un modo divertente, per farlo, altro che la noiosa macchina della Mamma a Milano ! Ed infine tornare a casa, dove la Zia Pina mi aspettava per lavarmi da capo a piedi, lercio com' ero, e magari riuscivo a rubacchiare la pastasfoglia
Vivere Davvero: