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lunedì 21 luglio 2014

Apologia della pena di morte.

Ricevo e volentieri pubblico:


Apologia della pena di morte (by Carmine Bellezza)

Nel Natale 1998, l’associazione «Nessuno tocchi Caino», sorta da una costola
del Partito radicale, ha organizzato una marcia in Piazza San Pietro, per
chiedere l’intervento del Pontefice nella sua battaglia contro la pena di
morte. Associazioni come «Amnesty International» hanno dato il loro
appoggio. Proprio la presenza di tale associazione che, più correttamente
andrebbe chiamata «Amnesy Interational», perché ha sempre dimenticato,
volutamente, di fare campagne a favore di condannati di gruppi di destra,
per non parlare del suo appoggio a campagne filo-abortiste [finalmente,
meglio tardi che mai, se ne sono resi conto anche in Vaticano- nota di
lello-] dovrebbe dar da pensare. Il comprendere la lotta contro l’istituto
della pena capitale nell’impegno contro la «cultura della morte», come
stanno facendo molti ecclesiastici, è frutto d’una bella confusione d’idee.
Cominciamo a sfatare un assunto che l’attuale pseudo-buonismo dà per
scontato. La pena di morte, una bella cosa certo non è, ma non è illecita! 
È un madornale equivoco confondere l’inviolabile diritto alla vita
dell’innocente con la situazione del colpevole che, nel momento in cui ha spento una vita
altrui, immediatamente ha implicitamente rinunciato al proprio diritto alla
vita. Questo in astratto. Poi, in concreto, ci sono da valutare tante
situazioni. In primo luogo, ovviamente, l’accertamento della colpa, poi
l’opportunità.
Tanto per dirne una, sorprenderò qualcuno, ma nell’attuale situazione
italiana, ringraziamo il Signore che i politici e certa magistratura che ci
ritroviamo non possiedono anche quest’altra arma. Dato, come abbiamo visto,
che molti rappresentanti del mondo cattolico sono in prima fila contro tale
istituto, ricordiamo qual è il reale insegnamento della Chiesa Cattolica,
presente anche nel Catechismo del 1992. Seguiremo in quest’analisi due opere
fondamentali: «Iota Unum» di Romano Amerio (ed. Ricciardi, Milano – Napoli
1986) e, soprattutto: «Pena di morte e Chiesa Cattolica» di Catholicus (ed.
Volpe, Roma 1990).
Catholicus era uno pseudonimo usato dal defunto Padre passionista
Enrico Zoffoli. Un cattolico non può sottoscrivere l’elogio della pena di
morte, fine a se stessa, che ne fa Baudelaire (chissà se lo sanno i suoi
ammiratori). Di tutt’altro sapore è quanto ne dice Joseph de Maistre, autore
di quell’indimenticabile «Elogio del boia», secondo il quale anche l’essere
chiamato a spegnere la vita altrui è una vocazione.
La Chiesa ha sempre fondato, con Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino e
Taparelli d’Azeglio, il giudizio non negativo su tale somma pena sui
seguenti testi del Nuovo Testamento: ? 1) «Vuoi tu non dover temere
l’autorità? Fai il bene e avrai lode da essa (.) Ma se fai il male allora devi temere
poiché il magistrato non porta la spada inutilmente, essendo ministro di Dio
e vendicatore dell’ira divina» (San Paolo Lettera ai Romani XIII,4). ? 2)
«Ma chi avrà indotto al male uno di questi piccini (.) sarebbe meglio per
lui che gli fosse appesa una macina da mulino al collo e fosse sommerso nel
profondo del mare» (Gesù nel Vangelo di San Matteo XVIII,6).
In effetti, proprio San Tommaso molto si dilunga su cosa comporta la
morte per il condannato. Certo che, a una cultura che esclude ogni
riferimento metafisico, quindi, che reputa un’altra vita solo pallida
eventualità, è normale che la condanna a morte sembra il massimo affronto.
Non a caso la massoneria, società che ha sempre diffuso l’indifferentismo
religioso, è in prima fila in tale impegno (non nei paesi anglosassoni,
però, dove influenza la vita pubblica in modo esplicito e diretto, là gli
sta bene che ci sia, eccome!).
L’Aquinate proprio circa la condanna a morte, raccomanda la massima
cura nell’assistere spiritualmente tali galeotti. Questo perché la pena
capitale paga in un colpo solo tutti i debiti residui con l’umana e la
divina giustizia, cosa che la semplice morte naturale non fa. Pertanto al
colpevole che, sinceramente pentito delle proprie colpe, offra la propria
punizione in espiazione d’esse colpe, s’applicano in pieno le parole di Gesù
al Buon Ladrone: «Oggi sarai in Paradiso con me».
Non si deve dimenticare che, secondo la cultura cristiana, prima che
cominciasse a girare il sofisma della «rieducazione» (il Senatore Pisanò,
che in carcere c’era stato, sia come giornalista sia da detenuto, raccontava
che v’aveva conosciuto ogni razza d’uomini: il rassegnato, il disperato, il
vendicativo, il tutto sommato soddisfatto, ma il «rieducato» no!), il fine
della condanna è triplice. Tanto per incominciare deve servire a proteggere
e difendere la società dai propri membri cattivi. Poi deve far espiare il
colpevole. Infine deve riparare le ingiustizie da lui commesse. La
«rieducazione» è un tipico frutto dell’utopia di Rousseau, secondo cui
l’uomo nasce buono per natura ed è la società a guastarlo. Pertanto, in ultima
analisi, il reo è innocente! Quando l’assassino Buffet salì sulla
ghigliottina, gridò la sua speranza d’essere l’ultimo ghigliottinato di
Francia. Avrebbe dovuto gridare quella d’esserne l’ultimo assassino! La
punizione del delitto, pertanto, risulta essere più detestabile del delitto
stesso e per la vittima non c’è che l’oblio.
Di recente [1999, epoca cui risale il presente testo, più volte
spedito alla "Sant'Egidio" da cui mai ebbe risposta. SE C'è CHI SI VUOLE
ASSUMERE L'ONORE & l'ONERE DI RI-Inviarglielo, mi farà cosa grata-nota di
Lello-] si è molto parlato di quel condannato che ha ottenuto, grazie
all’intercessione papale, la grazia. Preferisco ricordare un altro personaggio. 

Alcuni anni fa, un «serial killer» che aveva stuprato e ucciso numerosi bambini,
condannato a morte, non volle assolutamente che s’organizzassero campagne in
suo favore. Pretese che la pena fosse eseguita al più presto (normalmente
tra quando la sentenza è pronunciata, e quando è eseguita passano decenni)
proprio perché era sinceramente pentito di ciò che aveva fatto e non vedeva
l’ora di ricevere la giusta punizione. Chiese solo di poter girare una
video-cassetta, con la quale narrare la sua storia. E ciò allo scopo di
mettere le famiglie in guardia dalla pornografia, di cui era stato gran
consumatore fin dall’infanzia. Tale film si può reperire in Italia,
rivolgendosi alla piccola casa editrice protestante EUN di Marchirolo
(Varese)
La Chiesa, ripeto, non solo non fa sua, ma al contrario respinge la
celebrazione della pena capitale fine a se stessa, come atto sacro e
altamente religioso, che ne fa Baudelaire. Che la reputi cosa non bella
traspare dal codice di diritto canonico del 1917 che colpiva d’irregolarità
perpetua cioè, salvo speciale dispensa papale, rendeva permanentemente
inabili a ricevere il sacerdozio non solo il boia, non solo il giudice che
aveva comminato la pena capitale, non solo il PM che l’aveva chiesta, ma
persino i testimoni, che con le loro dichiarazioni l’avevano resa possibile
(l’Ordine francescano, poi, estendeva tale provvedimento anche ai figli di
tutti costoro, rifiutandosi d’accettarli). Però, non è illecita. Il concetto
che il reo ha rinunciato di per sé al proprio diritto alla vita, è espresso
pari pari a come l’ho scritto io, da Pio XII nei suoi discorsi ai neurologi
francesi del 14 settembre 1952 e al congresso internazionale dei giuristi
cattolici del 5 febbraio 1955.
Che Dio proibisca la vendetta privata, perché se ne vuol riservare
l’esclusivo monopolio è verissimo. Ma che, sulla base del versetto di Romani XIII,4 da
me citato, che – sempre secondo le dichiarazioni di Pio XII in quelle
occasioni – ha valore universale, tanto nel tempo che nello spazio, sia lo
Stato sia il ministro incaricato d’eseguirla, è altrettanto vero. Che la
redenzione del reo sia un evento a carattere metafisico, è una verità ormai
taciuta da tutti. Lo ripeto. Se un’altra vita è vista solo come remota
eventualità, è normale che la pena capitale sia il massimo affronto. Ma chi
sa che la vita non finisce quaggiù, sa che vita e morte sono mezzi per
unirsi a Dio. La compagnia di San Giovanni decollato era una congregazione
incaricata di curare l’assistenza spirituale ai condannati a morte. Quante
conversioni ha operato San Giuseppe Cafasso. Quante lettere di condannati a
morte della Resistenza (e della RSI) sono esempi di conversioni solenni! Da
Nicola di Tauldo, assistito sul patibolo da Santa Caterina da Siena, a
Felice Robol, confortato da Antonio Rosmini, a Jacques Fesch, ghigliottinato
nel ’57, quanti delinquenti hanno avuto necessità della suprema condanna per
raggiungere un commovente grado di perfezione spirituale. Il fatto che la
pena capitale paghi in un colpo solo tutti i debiti residui con l’umana e la
divina giustizia è una sentenza di San Tommaso D’Aquino (Summa theologica,
voce «mors»).
La pena di morte e ogni pena, se per questo, se non si degradano a pura
difesa, o peggio ancora, ad arbitrio d’un tiranno, presuppongono sempre una
sorta di «diminuzione morale» del reo. La società non priva un colpevole del
diritto alla vita o alla libertà.
Si limita a prendere atto che, tali diritti, inviolabili nell’innocente,
lui reo, depravando la volontà, li ha già, in un certo senso «scemati». In
conclusione: la pena di morte, anzi ogni pena, è illegittima se si pone
l’indipendenza dell’individuo verso la legge morale, se i concetti di bene e male, giusto e
sbagliato, sono messi solo sul piano soggettivo. Se esistono in modo
oggettivo, allora anche le pene sono legittime per i violatori volontari.
Non c’è alcuno diritto incondizionato ai beni della terra. L’unico diritto
simile è quello ai mezzi necessari per la felicità eterna. Nessuna pena li
può togliere, nemmeno la pena capitale. Se poi, rinchiudiamo tutto nel campo
dell’orizzonte terreno, è normale che sembri barbara.


domenica 20 luglio 2014

La Palestina, il Prefetto Mori e la Mafia.

Mentre è in corso la controffensiva di Israele nei territori controllati dai terroristi palestinesi, le tante celebrazioni farlocche che si tengono in Italia per celebrare i troppi caduti tra i Servitori dello Stato, pongono in primo piano il fatto che la Mafia, nelle sue quattro diramazioni, è ancora viva; dormicchia, forse, ma è pronta nuovamente ad espandersi come un cancro. La Mafia organizza i viaggi della morte dei clandestini; la Mafia prospera nello spaccio della morte; la Mafia avvelena le terre con scorie micidiali; la Mafia si insinua al nord nel mercato immobiliare; la Mafia invia ancora troppi adepti nell' amministrazione statale e politica; la Mafia prospera nel terrore grazie all' omertà. 
Con questa premessa, è lecito accostare l' opera di doverosa bonifica del territorio ostile da parte di Israele a quanto fatto positivamente in Sicilia dal Prefetto Cesare Mori durante il Ventennio. A cui riuscì di sconfiggere la Mafia con metodi che a qualche anima candida potrebbero far storcere il naso, ma che si rivelarono efficaci. 
La Mafia è terrorismo odioso, esattamente come Hamas. La Mafia governa un controstato grazie alla paura omertosa, esattamente come Hamas. La Mafia ruba, esattamente come Hamas. La Mafia si infiltra nella religione, come abbiamo visto recentemente, esattamente come Hamas. La Mafia mira a distruggere lo Stato, esattamente come Hamas vorrebbe distruggere Israele.
Dunque, per non continuare a piangere altre vittime della Mafia in Italia, l' unico modo è ripristinare i metodi vincenti del Prefetto di Ferro, oggi ripresi da Israele: arrestare e deportare i capi mafiosi; abbattere con i bulldozer le case e le proprietà dei mafiosi. Deportare i parenti conniventi. Creare un clima in cui si capisca che eventuali nuove azioni terroristiche darebbero inizio ad ulteriori inasprimenti delle misure repressive. 

"Chi sollecita il vostro perdono mira soprattutto a disarmare il vostro spirito ed a sopire la vostra diffidenza per colpire ancora meglio."  Cesare Mori

sabato 19 luglio 2014

Un Travaglio lungo per un parto finito male...

Come sapete quasi tutti (o dovreste saperlo...) non ho mai votato Berlusconi.
Però dovreste sapere tutti che mi è sempre stato simpatico, nonostante alcune cantonate (tipo quando scelse Fini invece che la Destra. Oppure quelle recenti di apertura a Renzi e pederasti). L' ho spesso difeso. Ultimamente è mal consigliato da pascalina e checchi pavoncello.
Però vedere le reazioni becere di Travaglio, Santoro, Lerner, Guzzanti e sodali mi riempie il cuore... SSC Sono sempre comunisti....

venerdì 18 luglio 2014

Ma ciao !

Ed ora, chi paga ?

Ditelo a Francesco.

Arrestati in Gran Bretagna 660 pedofili.
Secondo i calcoli di Francesco dovrebbero esserci almeno 13/14 Sacerdoti tra di loro.
Manco l' ombra di mezzo Prete. 
O Vescovo. O Cardinale...
Telefonategli..

Renzi e la Sicurezza...

Il Governo Renzi pensa alla sicurezza degli Italiani: STOP alle assunzioni di Carabinieri e Polizia. In pensione 150 effettivi al mese...

Ukraina !


Oggi più che mai: Avanti, Ucraina !



giovedì 17 luglio 2014

Ancora pseudoliberali usano termini impropri. Come per Vattimo.

Mattinata rovinata da articolo di tal Matteo Borghi che sull' Intraprendente definisce CAMERATA il noto pederasta comunista gauchecaviarista Gianni Vattimo, per alcune sue frasi contro Israele. 
Come ho scritto ieri, a volte è dura sopportare pure certi democratici liberali. Invece di usare parole a vanvera, usando termini che per me hanno un valore, pensassero a tutti i segretari rossi avuti dal PLI dopo l' onesto Malagodi e che massacrarono il loro partito. Lasciate perdere cose che non conoscete, essere Camerati significa Onore e Fedeltà.

Scelba, Mancino e Scalfarotto.

Quando i Cattolici capiranno che hanno bisogno di pessimi elementi come il sottoscritto, che NON SARA' MAI ANTIFASCISTA, e che la Legge Scalfarotto è la propaggine liberticida della Scelba e della Mancino, non sarà mai troppo tardi. Se non si combattono le ultime 2, anche contro la Scalfarotto si parte battuti in partenza. Prendete esempio il Primo Emendamento USA che rende IMPENSABILI tutte e tre le Leggi...
Pensare che io, da ANTICOMUNISTA sono contrario persino alla messa al bando del partito comunista. Chi ha vissuto gli anni '70 sa cosa significhi essere perseguitato come Noi Ragazzi Impresentabili di allora ed oggi.
Io non cambio e non mollo il Mio Onore e la Mia Gioventù; l' antifascismo è un disvalore, per me.

martedì 15 luglio 2014

Nel continente negro...

Ancora qualche sassolino fuori dalle pantofole sui Mondiali appena terminati...

Italia 2006, Spagna 2010, Cermania 2014...
Ma non doveva arrivare l' era dei paesi africani ? La nuova razza destinata a dominare il mondo...

Aspetta e spera... 

Balotelli e fratelli di Mandela, Malcom X e Martin Luther King, datevi pace...

sabato 12 luglio 2014

Zanzara.

Insetto fastidiosissimo, ti succhia il sangue, se potesse te lo succhierebbe tutto; se potesse ti farebbe a pezzi, se fosse grande come te, ben armato come te, intelligente come te. Insetto carico di odio potenziale. Vorrebbe cancellarti dalla faccia della Terra, se potesse. Però succede che se spesso ti punge, con i suoi kassam, ma non riesce ad uccidere perchè tu hai forti difese, costruite con l' ingegno, poi se reagisci e le schiacci, si lamentano pure, piangendo che li schiacci, o usi lo spray o altro.
Che mondo curioso, quello delle ZANZARE...

venerdì 11 luglio 2014

Verrà un giorno...

Come volevasi dimostrare...
Secondo un giudice australiano, Garry Neilson, già discusso in passato per aver assolto uno stupratore accertato di nipote, per aver praticato, nell' atto, il "coitus interruptus", ed altre amenità del genere, presto incesto e pedofilia saranno accettate come norma. Così ha scioccato il suo paese con queste dichiarazioni: "Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay". Come si vede, il diavolo pone le basi di partenza, ma l' arrivo è ben distante, purtroppo...

sabato 5 luglio 2014

"Cosa resterà di questi anni 80...."

Nella foto: Mauro di Francesco (che mi sta cordialmente antipatico, però...), il Vero "terruncell" Giorgio Porcaro, pure lui morto. Massimo Boldi, Diego Abbatantuono e Giorgio Faletti. Al gruppo mancano i deceduti Beppe Viola ed Ernst Thole (che, contrariamente al suo personaggio, non era pederasta...)

Ciao, Milano Mia, ciao Derby....

CIAO, GIORGIO !

martedì 1 luglio 2014

Il noto travestito Vladimiro Guadagno invoca la Legge e l' Ordine....

Il noto travestito di sesso maschile Vladimiro Guadagno è stato minacciato ed insultato sotto casa. Subito si penserà ad un vile attacco omofobo/nazi/fascio. Niente di tutto questo: ad aggredirlo è stata una banda di spacciatori nordafricani, probabilmente irregolari, per via di una "proclamata" lotta contro lo spaccio del Guadagno. Il quale ha pure chiesto a gran voce la presenza di maggior polizia nel quartiere.
Qualche precisazione:

1) La Legge Italiana, invocata a gran voce dal noto invertito, con l'esclusione del periodo carnascialesco, vieta il travestimento in pubblico. Il sig. Guadagno non si è mai castrato cambiando sesso.
2)Gli spacciatori che lo hanno aggredito sono sicuramente clandestini o ex-clandestini che girano liberamente grazie alla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina voluta dalla sinistra. 
Poichè in Italia ormai tutto si mischia, dopo l' iscrizione di Feltri e Pascale all' ARCI-Gay e relativa apertura di Silvio Berlusconi a pederasti e lesbiche, sarebbe auspicabile l' iscrizione del Sig. Guadagno alla Lega Nord, da sempre contro droga e clandestini.
Non credo però che Salvini approverebbe....