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domenica 1 febbraio 2009

Quel "buon governo" del Brasile...

Il ministro Genro ci manda a dire che l' Italia è ancora "chiusa negli anni di piombo". Non è colpa nostra, noi i terroristi cerchiamo di sbatterli in galera, se poi riescono a scappare in Brasile dove ci sono personaggi come Dilma Roussef, Josè Dirceu e Fernando Gabeiro...

Dilma Roussef: nata dal comunista rivoluzionario bulgaro Petàr (Pedro) Russev (Roussef),ha fatto parte in gioventù di simpatici gruppi come Vanguarda Armada Revolucionária, Comando de Libertação Nacional e Política Operária, con i vari nomi di battaglia di Companheira Estela, Luísa e Vanda,

Nell' attuale Governo di Lula è il Ministro della Casa Civile Brasiliana.

Josè Dirceu de Oliveira: ha incominciato la propria carriera nell' Ação Libertadora Nacional (ALN), uno dei tanti gruppuscoli dell' armata rivoluzionaria comunista brasiliana, con il nome di battaglia di Daniel. Arrestato, fu uno dei 15 prigionieri chiesti in cambio dell' Ambasciatore USA Charles Elbrick, rapito dal MR8 e dal ALN. Dopo la liberazione fece la spola tra Cuba ed il Brasile, sotto il nome di Carlos Henrique Gouveia de Mello; amnistiato nel 1980.

E' stato Capo di Gabinetto di Lula tra il 2003 ed il 2005 prima di aver dato le dimissioni in seguito ad uno scandalo.

Fernando Gabeira: come appartenente al MR8 (Movimento Revolucionário 8 de Outubro), prese parte direttamente al rapimento dell' Ambasciatore USA Elbrick, e ne scrisse pure un libro,da cui fu poi tratto un film del regista Bruno Barreto, "4 giorni a Settembre", con Alan Arkin. Pure lui godette dell' amnistia.Ritornato in patria, è stato uno dei fondatori del Partito Verde, battendosi per la liberalizzazione di prostituzione e maconha (marijuana...).

E' attualmente Deputato al Parlamento di Rio per lo stesso partito dal 1995.

Un bel trio, non c'è che dire...

martedì 27 gennaio 2009

Boicottiamo il Brasile, compresa l' amichevole di calcio a Londra.

Come avevo anticipato, non avevo dubbi sulle risposte che Lula e c. avrebbero dato a proposito del terrorista assassino Cesare Battisti, prossimo alla scarcerazione. D' ora in avanti sarà possibile trovarlo sulla spiaggia di Copacabana a fare footing. Magari in compagnia di uno dei tanti trans locali, specialità brasiliana di cui faremmo volentieri a meno tra i tanti extracomunitari che ci deliziano della loro presenza.

L' invito a tutti i miei amici e lettori è quello di boicottare tutti i prodotti brasiliani, sull' esempio di quanto proposto dal mio Vicesindaco,Riccardo De Corato (tra l'altro, in questi giorni, spiato nei vari spostamenti da alcuni "bravi ragazzi" dei Centri Asociali)ed altri esponenti politici, come i Consiglieri Comunali di Verona Stefano Casali e Matteo Gasparato.

Inoltre, oltre a scrivere lettere di vibrata ma civile protesta all' Ambasciata del Brasile, in Piazza Navona 14 a Roma

info@ambrasile.it

invito a scivere alla Federazione Italiana Gioco Calcio, non certo per sperare nell' annullamento dell' amichevole Italia- Brasile del prossimo 10 Febbraio a Londra all' Emirates Stadium,cosa auspicabile ma impossibile per via degli sponsor miliardari, ma per annunciare non solo il proprio sdegno, ma anche l'intenzione di non assistere alla partita, invitando la Nazionale Italiana a giocare con il lutto al braccio per le 4 vittime del terrorista; incominciando da Buffon, assai sensibile ai temi della Patria.

figc.segreteria@figc.it

Si può trovare il testo da inviare all' Ambasciata al seguente indirizzo:

http://www.vittimeterrorismo.it/iniziative/battisti/battisti09.htm

che comunque ripropongo:

All’Ambasciata del Brasile
Piazza Navona, 14
00186 Roma
via e-mail info@ambrasile.it


Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha scritto al Vostro Presidente Inàcio Lula da Silva, esprimendo «stupore e rammarico» a proposito della decisione del governo brasiliano di riconoscere lo stato di “rifugiato politico” al terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti, rendendosi interprete della vivissima emozione e della comprensibile reazione che una così grave decisione ha suscitato nell’intera comunità nazionale ed in tutte le forze politiche italiane.
Noi cittadini italiani, europei e italo-brasiliani, l’Associazione Italiana Vittime del terrorismo-Aiviter, che rappresenta i familiari degli assassinati e le vittime superstiti degli anni di piombo in Italia, subiamo da anni le conseguenze di una distorta rappresentazione dei fatti originata in Francia dalla “dottrina Mitterrand”, che pare ora estendersi anche al Brasile.
Il terrorismo ha causato in Italia, tra attentati e stragi, circa 500 morti e migliaia feriti. Questi crimini sono stati frutto di un delirio ideologico che nulla aveva a che fare con il confronto politico democratico. Infatti, negli Anni ’70, non vi fu in Italia una guerra civile, né un' insurrezione antifascista, poiché il paese era governato da un esecutivo democraticamente eletto, retto da leggi democratiche garantite da un sistema giudiziario imparziale e garantista. I terroristi non furono pertanto i vinti di una presunta guerra, ma scellerati delinquenti organizzati in gruppuscoli che cercarono di coprire i loro delitti con pretese giustificazioni politiche. La responsabilità di questi atti delittuosi non può che essere e restare individuale.
Battisti, come altri terroristi latitanti in Francia o in altri paesi, non può essere scambiato per una vittima. Queste sono ben altre e hanno i nomi di Santoro, Campagna, Sabbadin e Torregiani, cioè gli uomini di cui lui, direttamente o con altri, ha pianificato ed eseguito l’assassinio. Battisti è stato giudicato in tre gradi di giudizio e condannato sulla base non solo delle confessioni di complici, ma sulla base di altre molteplici prove e testimonianze. La sentenza, confermata in appello e parzialmente riformata in Cassazione, fu l'ergastolo.
Il fatto che in Francia Cesare Battisti sia diventato scrittore, che siano passati decenni dai fatti di cui si è reso responsabile, che quasi tutti gli ex terroristi rimasti in Italia siano ormai fuori dal carcere, non implica che il futuro di un cittadino italiano debba essere deciso dalla dottrina Mitterrand o dagli imputati medesimi e dai loro amici intellettuali: l’omicidio non si prescrive e i killer latitanti spesso dimostrano di non considerare sbagliata la loro antica condotta, come nel caso di Battisti. La sua vita e la sua salute sono più che garantite, come possono testimoniare i suoi antichi compagni terroristi. Il loro futuro può essere definito solo in Italia, perché qui sono stati commessi i delitti e qui sono sepolti i morti che hanno provocato.
Vi invitiamo pertanto a tornare sulla vostra decisione ! Vi chiediamo il rispetto della nostra giustizia che, in questo caso, ha dalla sua la forza del diritto naturale al rispetto della vita umana, che non può essere barattato con assurde pretese « umanitarie ».

lunedì 26 gennaio 2009

Il Santo Padre perdona i Fratelli della San Pio X:sbatti il Vescovo in prima pagina.

Non si può gioire di una notizia, che subito il mondo Cattofobico cerca di gettare fango sulla Chiesa e sul Santo Padre, approffittando dell' ignoranza della Storia e di quanto i Media siano manipolabili, se ben imboccati.

Come tutti avrete saputo, Benedetto XVI, a coronamento di un dialogo lungo anni, ha perdonato i 4 Vescovi ordinati da Mons. Marcel Lefebvre nel 1988. Puntualmente, è stata tirata in ballo un' intervista, risalente a Novembre 2008, fatta alla televisione svedese, di uno di questi Vescovi, Mons. Richard Williamson;intervista che,secondo gli accordi, sarebbe dovuta rimanere su temi religiosi, mentre invece il giornalista furbetto provocò il Vescovo,peraltro ex-anglicano e dunque non molto amato dalla comunità protestante, con alcune domande sull' Olocausto, sapendo le idee critiche del Williamson su questa tragedia. Meglio avrebbe fatto a tacere quest' ultimo, ma non seppe resistere, ribadendo certe idee personali, ma condivise anche da altre persone, sul numero di Ebrei morti nei Lager. Parlando a puro titolo personale. Non proprio Negazionismo, dunque, ma lo definirei Revisionismo Incolto.

Naturalmente, non solo io, ma anche la Comunità dei miei Fratelli ex-separati ed ora riuniti a Noi Cattolici, abbiamo idee ben diverse a riguardo dei Campi di Concentramento. I cari giornalisti sempre pronti ad inalberarsi ma anche i Miei Fratelli Ebrei, così restii a ricordare che anche la Germania del dopoguerra pagò con lutti e diaspore quel grave errore, meglio avrebbero fatto ad essere più informati sulla Storia di Marcel Lefebvre. Come potrebbe infatti una Comunità da Lui fondata non dimenticare che il di Lui Padre, Renè Lefebvre, non solo fu un esponente di spicco della resistenza francese di matrice Cattolica, arrestato dalla Gestapo il 21 Aprile del 1941; ma che fu poi inviato nel lager di Sonnenburg, uno dei più brutali e bestiali, ed infine ivi morì il 4 Marzo 1944, ed il suo corpo non fu mai ritrovato.

Padre Paul Morgan, superiore della Fraternità di San Pio X per la Gran Bretagna e Scandinavia, ha rigettato due giorni fa qualsiasi accusa di antisemitismo, ricollegandosi all' Enciclica "Mit brennender Sorge" con la quale il Papa Pio XI denunciò gli errori del nazionalsocialismo.

Ed anche Padre Franz Schmidberger, superiore della SSPX di Germania ha rintuzzato gli attacchi dello "Spiegel" (quello della pistola sugli spaghetti, vi ricordate ? E che nel 2006 definì gli Italiani "forme di vita parassite"), ricordando che Gesù,la Sua Santa Madre ed i SS. Apostoli erano Ebrei. Con l' impossibilità, per ogni Cattolico di essere antisemita.

Se a questo aggiungiamo che la Svezia ha una centenaria tradizione di Cattofobia...

venerdì 23 gennaio 2009

Il simbolo del Partido dos Trabalhadores.

Mi domando se qualcuno in Italia, conoscendo il simbolo e la bandiera del partito del presidente Luìs Inàcio Lula da Silva e del ministro della giustizia Tarso Genro abbia avuto qualche dubbio sulla vicenda del terrorista Cesare Battisti: una bella stella rossa a cinque punte che vi mostro puntualmente. Ed anche la sua storia è veramente istruttiva: tra le varie organizzazioni politiche brasiliane che parteciparono alla sua fondazione troviamo quel Partido Revolucionário Comunista che per un certo periodo di tempo fu clandestino, forse in omaggio alla componente "rivoluzionaria" del suo nome. PRC che ebbe come portavoce nientemeno che quel simpaticone di Tarso Genro ! Si, si, proprio il ministro attuale, che fu pure il sindaco di Porto Alegre che volle quel Forum Sociale che vide la partecipazione del fior fiore dei no-global mondiali, tra cui i soliti Caruso e Casarini nostrani ed il presidente della regione toscana, Claudio Martini, ma anche Folena con 13 Ds, Agnoletto e Bertinotti,oltre a ben 6 ministri francesi dell' allora governo Jospin. Con tanto di campeggio intitolato a Carlo Giuliani.

Quanto al presidente della repubblica, che tanti pennivendoli nostrani cercano di dipingere come riconvertito alla socialdemocrazia, sono le frequentazioni preferite che dovrebbero farci riflettere sulla sua reale collocazione politica, soprattutto questi due campioni della democrazia fotografati con lui nelle immagini qui accanto. Mentre la sorprendente e tanto criticata rapida ascesa del proprio rampollo, Fábio Luís Lula da Silva detto Lulinha mi rammenta Ceausescu ed il figlio Nicu.

Così, dopo i vari terroristi ospitati dalla Francia in passato grazie alla "dottrina Mitterand", ci vediamo negato il diritto di vedere ospitato dalla patrie galere un terrorista assassino già protetto dalle varie gauche-caviar che vedrei bene a zappar la terra.

Spiace che fino ad ora i vari calciatori miliardari che giocano in Italia, da Adriano a Kakà, da Ronaldinho a Mancini, non si siano ancora espressi sul caso.

Speriamo almeno che il trenta per cento dei parlamentari brasiliani ,che sono di origine italiane, insieme alle varie associazioni italobrasiliane ed ai milioni di italiani residenti in Brasile, facciano sentire il proprio sdegno nei confronti della gravissima decisione presa dai neo-comunisti carioca.

Chiedo infine a chi legge questo post di scrivere la propria protesta alle rappresentanze diplmatiche del paese sudamericano,grazie.

giovedì 22 gennaio 2009

Quello che Obama ignora. La verità su Lincoln e John Brown.

Comincia male, come previsto, la presidenza del 44esimo presidente americano. Non tanto per l'apertura all' Islàm o l' annunciata chiusura del carcere di Guantanamo, ma per aver tirato fuori a sproposito uno dei suoi peggiori predecessori, Abramo Lincoln. La retorica pacifista/buonista spesso riesce a tramandare, a furia di insistere, figure assai discutibili. Nella storia degli Stati Uniti, per esempio, un noto psicopatico ed assassino come John Brown, celebrato persino in una nota canzone, viene spesso proposto come un eroe, dimenticando scomode verità. Come il Massacro di Pottawatomie Creek della notte tra il 23 ed il 24 Maggio 1856, nel quale uccise cinque coloni, colpevoli solo di aver offeso i sentimenti abolizionisti, con una ferocia che una novantina di anni dopo anche in Italia avremmo conosciuto grazie agli eccidi del Triangolo Rosso. Infatti,non paghi di aver fucilato gli inermi coloni, Brown e soci si accanirono sui corpi delle loro vittime, e dopo aver spaccato i crani, facendo uscire la materia cerebrale, gli tagliarono prima le braccia e poi le mani ed infine li evirarono, scappando al galoppo prima dell' arrivo dei soldati regolari e rifugiandosi al Nord, dove nessuno pensò bene di arrestarli o processarli. Come in Italia poi,secondo un noto slogan degli anni '70, per i tribunali nordisti "uccidere un sudista non era reato". E Brown godeva dell' appoggio di alcuni notabili di Boston, come il ricchissimo Gerrith Smith, il predicatore Theodore Parker e l' affarista Stearns Wendell Phillips.

Del resto, anche se la sua nota foto ci aiuta nell' inquadrare il folle, in Italia è assolutamente trascurata la notizia che la famiglia di Brown annoverasse ben tredici malati mentali, tra cui sua madre e sua nonna (John Brown was born at Torrington, Conn., on May 4, 1800, to Owen Brown, a tanner, and Ruth Mills Brown, whose family had a history of mental instability.).

A Brown andrà meno bene qualche anno dopo, nel 1859, quando dopo il fallito tentativo di impadronirsi dell' arsenale di Harpers Ferry, ed essersi barricato con alcuni ostaggi, verrà catturato da un certo Colonnello Lee dell' esercito americano; il futuro Generale Robert Lee, Comandante in capo dell' Esercito Confederato. Dopo un processo, invece di spedirlo in un manicomio criminale, Brown venne impiccato,facendone così un mito a sproposito.

Al tempo stesso, Abramo Lincoln, da molti celebrato come un Padre della Patria, tant'è che Barak Hussein Osama ha voluto giurare sulla Bibbia del predecessore,non fu quel santarellino che si vuol far credere.

In realtà Lincoln fu durante la Guerra di Secessione un dittatore assoluto. Per la prima volta negli Stati Uniti fece sospendere l' Habeas Corpus, cosa fondamentale nel Diritto Anglosassone, nel 1862; bastava un semplice sospetto di simpatie verso la causa secessionista ed al Nord si finiva in galera senza giudizio e protezione legale. Furono più di 38.000 i prigionieri politici arrestati per ordine dei vari Ministeri nordisti o dalle autorità. E nel 1863, con l' istituzione della Leva Obbligatoria, poichè la Guerra sembrava sorridere ai Confederati, provocò rivolte a catena. 200.000 diserzioni, 120.000 renitenti alla leva, con 90.000 rifugiati in Canadà. L' 11 Luglio 1863 gli abitanti Irlandesi di New York insorsero contro tale Leva, anche perchè si poteva evitare con il pagamento di 300 dollari, che gli immigrati non potevano disporre. Lincoln non esitò a mandare le truppe ad imporre la Legge Marziale. Anzi, furono mandati 15.000 reduci di Gettysburg, stanchi della lunga e sanguinosa battaglia, che non persero troppo tempo con quei "civili": alla fine ci furono più di mille morti, con fuoco a volontà nelle strade, anche con i celebri cannoni howitzer ed esecuzioni sommarie in quei giorni meglio conosciuti come New York Draft Riots.

Ed infine, un libro di Lerone Bennett, "Costretto alla gloria:il sogno bianco di Lincoln", uscito nel 2000, getta gravi sospetti sulla figura di Lincoln; per lo scrittore, in realtà, Lincoln volle usare il problema della schiavitù dei negri solo per assoggettare gli Stati Ribelli. Tant' è che il famoso Proclama di Emancipazione riguardava solo gli Stati Confederati, ed anzi, non era applicabile per le zone Sudiste già occupate dalle truppe nordiste.

Di Lincoln stesso poi ci si dimentica una celebre dichiarazione del 1858: "Non sono,e non sono mai stato,favorevole ad una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera;esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poichè esse non possono convivere in questa maniera, finchè rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, ed io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca".

Insomma, come inizio, il neopresidente Barak Hussein Obama è rimandato in Storia Americana. Non male...

lunedì 12 gennaio 2009

Lasciate che i bambini vengano a noi...

Questa è Hamas . Non credo che ci siano ulteriori commenti. Non credo che ci sia tanto da pensare con chi stare, tra Hamas ed Israele. Senza Kippah di sorta in testa o striscianti sudditanze da neobadoglio, senza vergognose abiure e neoantifascismi da operetta. Oggi tirano razzi e katiusce verso le città israeliane; domani sono pronti verso le Nostre Chiese, già pronte per essere profanate come a Milano e Bologna.

Non sono morto nè scappato...

ma ho avuto parecchie cose da sbrigare,ultimare,finire ed incominciare.Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto privatamente ed in pubblico per gli auguri,che ricambio di cuore.E coloro che, in tanti, hanno continuato a visitare questo Blog.

Non prevalebunt !

venerdì 26 dicembre 2008

Buon Natale a tutti,anche ad Eluana.

Era aprile
era maggio
era... chi lo sa
Era bella
oh, era bella
solo la sua età.
Non ricordo
se sorrise
quando se ne andò
Io l'amavo
io l'amavo
solo questo so
Io credevo tante cose
che non credo più
non per questo sono triste
ora ci sei tu.
Ho paura, ho paura quando penso che
era, era, era, era, era come te.


giovedì 18 dicembre 2008

Fini, ovvero Talleyrand.

Ogni nuova dichiarazione del Sig. Fini prepara a nuove meraviglie, per così dire. Ma non dobbiamo ormai stupirci più di nulla da parte di questo novello Talleyrand, il quale, come si sa, servì la Monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie componenti, l'impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la Monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII. Ma sono sicuro che al Sig. Fini i libri di storia non dedicheranno praticamente nulla. Dimenticheranno le sue frasi di celebrazione del Fascismo, reperibili nel mio blog al TAG Fini, dimenticheranno il suo neoantifascismo più realista del Re, e si perderanno nell' oblio gli attacchi contro Pio XI e Pio XII e tutto quello che fecero, attraverso grandi Cardinali e Vescovi, come Ildefonso Schuster, ma anche con occasionali religiosi, per opporsi all' Olocausto. Io invece non vorrei che si perdesse la memoria di questa fotografia, e vorrei che qualche storico mi spiegasse cosa ci faceva con il microfono in mano il Sig. Fini al Funerale di Francesco Cecchin, tra una selva di braccia tese e labari con tanto di gladio e dedica a Graziani accanto al Camerata Marcello De Angelis, allora in Terza Posizione. Non provava schifo e ribrezzo verso tutti quei Fascisti dichiarati, lui novello cantore dell' antifascismo militante ? Non provava avversione verso l' incenso che proveniva dalla Chiesa ?

No, aspettiamoci di tutto, dai matrimoni tra pederasti fino alla sparizione dei Crocefissi, dal Corano nelle scuole allla cittadinanza regalata al primo che passa, dalla liberalizzazione delle droghe agli omicidi mascherati da eutanasia.

Nel nome del vvolemosebbene e della "bellademocrazia" !

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Il Brindisi di Girella
di Giuseppe Giusti
Dedicato al signor di Talleyrand buon'anima sua

Girella (emerito
Di molto merito),
Sbrigliando a tavola
L’umor faceto,
Perde la bussola
E l’alfabeto;

E nel trincare
Cantando un brindisi,
Della sua cronaca
Particolare
Gli uscì di bocca
La filastrocca.

Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.

Da tutti questi
Con mezzi onesti,
Barcamenandomi
Tra il vecchio e il nuovo,
Buscai da vivere,
Da farmi il covo.
La gente ferma,

Piena di scrupoli,
Non sa coll’anima
Giocar di scherma;
Non ha pietanza
Dalla Finanza.

Viva Arlecchini
E burattini;
Viva i quattrini!
Viva le maschere
D’ogni paese,
Le imposizioni e l’ultimo del mese.

Io, nelle scosse
Delle sommosse,
Tenni, per ancora
D’ogni burrasca,
Da dieci o dodici
Coccarde in tasca.
Se cadde il Prete,

Io feci l’ateo,
Rubando lampade,
Cristi e pianete,
Case e poderi
Di monasteri.

Viva Arlecchini
E burattini,
E Giacobini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Loreto e la Repubblica francese.

Se poi la coda
Tornò di moda,
Ligio al Pontefice
E al mio Sovrano,
Alzai patiboli
Da buon cristiano.
La roba presa
Non fece ostacolo;
Ché col difendere
Corona e Chiesa,
Non resi mai
Quel che rubai.

Viva Arlecchini
E burattini,
E birichini;
Briganti e maschere
D’ogni paese,
Chi processò, chi prese e chi non rese.

Quando ho stampato,
Ho celebrato
E troni e popoli,
E paci e guerre;
Luigi, l’Albero,
Pitt, Robespierre,
Napoleone,
Pio sesto e settimo,
Murat, Fra Diavolo,
Il Re Nasone,
Mosca e Marengo;
E me ne tengo.

Viva Arlecchini
E burattini,
E Ghibellini,
E Guelfi, e maschere
D’ogni paese;
Evviva chi salì, viva chi scese.

Quando tornò
Lo statu quo,
Feci baldorie;
Staccai cavalli,
Mutai le statue
Sui piedistalli.
E adagio adagio
Tra l’onde e i vortici,
Su queste tavole
Del gran naufragio,
Gridando evviva
Chiappai la riva.

Viva Arlecchini
E burattini;
Viva gl’inchini,
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva il gergo d’allora e chi l’intese.

Quando volea
(Che bell’idea!)
Uscito il secolo
Fuor de’ minori,
Levar l’incomodo
Ai suoi tutori,
Fruttò il carbone,
Saputo vendere,
Al cor di Cesare
D’un mio padrone
Titol di Re,
E il nastro a me.

Viva Arlecchini
E burattini
E pasticcini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La candela di sego e chi l’accese.

Dal trenta in poi,
A dirla a voi,
Alzo alle nuvole
Le tre giornate,
Lodo di Modena
Le spacconate;
Leggo giornali
Di tutti i generi;
Piango l’Italia
Coi liberali;
E se mi torna,
Ne dico corna.

Viva Arlecchini
E burattini,
E il Re Chiappini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
La Carta, i tre colori e il crimen laesae.

Ora son vecchio;
Ma coll’orecchio
Per abitudine
E per trastullo,
Certi vocaboli
Pigliando a frullo,
Placidamente
Qua e là m’esercito;
E sotto l’egida
Del Presidente
Godo il papato
Di pensionato.

Viva Arlecchini
E burattini,
E teste fini;
Viva le maschere
D’ogni paese,
Viva chi sa tener l’orecchie tese.

Quante cadute
Si son vedute!
Chi perse il credito,
Chi perse il fiato,
Chi la collottola
E chi lo Stato.
Ma capofitti
Cascaron gli asini;
Noi valentuomini
Siam sempre ritti,
Mangiando i frutti
Del mal di tutti.

Viva Arlecchini
E burattini,
E gl’indovini;
Viva le maschere
D’ogni paese.
Viva Brighella che ci fa le spese.

sabato 13 dicembre 2008

Il Nazionalcomunismo in Romania: da Ceausescu al PRM.

Le recenti elezioni in Romania, in attesa che il Presidente Basescu decida di affidare il mandato di Primo Ministro, mi spingono a riprendere un discorso iniziato in passato e riscontrabile nel mio Tag riguardante la Mia Seconda Patria.

Chi non conosce bene la Storia e la Politica rumena non può comprendere come la situazione non sia minimamente comparabile con quella italiana. Come scrissi in passato fu anomalo il comportamento di Ion Antonescu, nazionalista che fece massacrare le Guardie di Ferro, anomalo il recente apparentamento tra il PSD neo-comunista ed il Partito Conservatore, ed altrettanto anomalo fu il ed è il Nazionalcomunismo ben rappresentato da Ceausescu ed il sedicente partito di Destra PRM, o della Grande Romania.

Ceausescu, per cercare consenso, decise di alimentare il Patriottismo da sempre presente in un paese che privo di risorse riuscì a mantenere la propria identità, lingua e cultura per secoli, pur tra espansionismo slavo e turco, riuscendo finalmente a raggiungere l' Indipendenza nel XIX secolo e, a differenza dell' Italia, senza lotte fratricide tra i vari Regni. Agendo in maniera repressiva verso le minoranze magiare e sassoni (quest' ultime, grazie ai parenti ed amici scelsero l' emigrazione in Germania), e proponendo la "via rumena al socialismo" in cui erano rispolverati tutti i miti ben presenti nell' immaginifico rumeno, dalla discendenza dai Daci alla Romanità. Tralasciando naturalmente il senso religioso Cristiano Ortodosso, senza il quale Mihai Eminescu non sarebbe potuto mai diventare quel grande poeta che fu. Del Nazionalcomunismo di Ceausescu, accompagnato da un antisionismo rasentante l' antisemitismo, si può trovare conferma in moltissimi testi, dal più volte citato "Orizzonti Rossi" di M. Pacepa, sia nel libro di Antonello Biagini "Storia della Romania Contemporanea" o Andrea Carteny "Hungarian Minorities in Transylvania between the Socialist regime and Post-Communism Romania".

A maggior ragione il PRM, il Partito della Grande Romania, non può certamente essere preso in seria considerazione come forza NazionalCristiana di Destra, essendo rappresentato nelle sue massime cariche da Gheorghe Funar : "Inainte de Revolutie a fost membru al Partidul Comunist Roman." Prima della Rivoluzione fu membro del PCR e soprattutto da quel Corneliu Vadim Tudor, il quale non solo in passato fu membro del PCR, ma fu uno di quei tanti "poeti della corte" che scrissero le lodi di Nicolae ed Elèna Ceausescu in sonetti ed odi ben conosciuti dal Popolo Rumeno; anche recentemente Tudor, nel Settembre 2006, ha dichiarato che bisognerebbe mettere delle statue di Ceausescu nelle cittadine rumene, perchè non si possono cancellare con un colpo di spugna 45 anni di storia. (fonti: http://www.ziare.com/ )

Probabilmente l' insuccesso elettorale del PRM alle ultime elezioni è da imputare al fatto che finalmente i Rumeni stanno aprendo gli occhi su quante persone legate al comunismo cerchino di riciclarsi sfruttando gli "activist" sempre pronti a dare una mano a creature assimilabili a Ion Iliescu ed al Fronte di Salvezza Nazionale, che in questi anni hanno fatto leva sul Nazionalismo esattamente come in passato Ceausescu, ma non avendo che ben poco di quei valori Conservatori e NazionalCristiani incarnati da mistici C. Z. Codreanu, poeti come Eminescu, eruditi e studiosi come Nae Ionescu e Mircea Eliade.

Activist che spianarono la strada al successo del FSN appena dopo la Rivoluzione e che ormai sono riconoscibili nei mercati, nei cimiteri, nelle piazze a cercar di far leva su vedove, pensionati ed altre categorie deboli; ma che stanno ormai perdendo credibilità.


martedì 9 dicembre 2008

Quei cani dei comunisti che sbranano i gatti.

Dunque questa volta gli abusivi non ce l'hanno fatta:niente Fiera degli "O bej o bej". Anche se gli ineffabili dei Centri Asociali fanno sapere che il prossimo anno organizzeranno una Fiera degli Abusivi e dei Clandestini nello stesso periodo, nella sede del Leoncavallo in Via Watteau. Speriamo invece che per il prossimo anno sia finalmente sgomberato il Centro Sociale che con questo nome da anni resiste alla faccia dei Miei Concittadini.

Nel frattempo, sempre restando nell' illegalità, l' AIDAA, l' Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (un’associazione che non rientra tra quelle fanatiche del mondo animaliste o ambietalista), denuncia questa vergognosa situazione: "I punkabbestia che di giorno stazionano bighellonando nella zona di Via Torino ma anche alle Colonne di San Lorenzo e Piazza Vetra con i loro cani che spesso vengono anche utilizzati per chiedere l'elemosina ( e forse anche aizzati contro persone sole che transitano nei parchi milanesi a scopo di rapina) una volta arrivata la notte liberano i propri cani affamati alla ricerca di cibo. Si tratta prevalentemente di cani di grossa taglia (pitbull ma anche dobermann ed in un caso mastino napoletano) ovviamente sprovvisti di qualunque microchip o tatuaggio di riconoscimento che scorazzano per le vie alla ricerca delle ciotole del cibo che viene lasciato prevalentemente per i gatti. Ovviamente i feroci cani (dopati o comunque sottoposti spesso a sostanze calmanti) - sostiene Aidaa - non si limitano a svuotare le ciotole con la pappa dei mici, ma molto spesso si avventano sui medesimi gatti ammazzandoli. Le ultime segnalazioni parlano della morte di una quindicina di gatti nella zona compresa tra Via Torino, Via San Maurilio e Piazza San Sepolcro".

Naturalmente, poichè i punkabbestia sono notoriamente vicini ai Centri Asociali (i tossici, nooo...!), questa notizia rischia di passare in sordina e senza la grancassa delle maggiori associazioni dei verdi/rossi...

venerdì 5 dicembre 2008

Quella cultura dell' illegalità protetta sempre a sinistra.

A Milano, come in tante altre città, per la festa del Santo Patrono, si organizza da sempre un mercatino, e quello di Sant' Ambrogio, per la particolare vicinanza al Natale, era veramente luogo di festa e rilassamento;era la Fiera degli Oh Bej Oh Bej : Che belli ! Che belli ! urlavano i bambini estasiati davanti ai giocattoli, ai dolci ed alle luci che le bancarelle mostravano.

Era, dico io: perchè non lo è più, grazie ancora alla sinistra ed alla sua perenne voglia di sposare l'illegalità in ogni campo. La Fiera da qualche tempo era stata trasferita dalla zona tra l' Università Cattolica e la Chiesa di Sant' Ambrogio alla zona del Castello Sforzesco. Tutto bene ? Per niente, perchè l' abusivismo, una volta era limitato a qualche vù cumprà inseguito dai Ghisa (Vigili Urbani) e finiva lì. Attorno al Castello esplose questo fenomeno, tant' è che due anni or sono, il Comune, sbagliando, decise la legalizzazione dell' illegale, concedendo degli spazi agli abusivi; e così, come nei film di Totò nacque il Commerciante Abusivo Ufficiale. Con tanto di pernacchia alle bancarelle che pagavano la relativa tassa d' occupazione del suolo pubblico. Poichè lo scorso anno la protesta dei commercianti regolari che pagavano le tasse fu pesante, quest' anno si è finalmente voluto ripristinare la legalità, con Polizia, Carabinieri e Ghisa pronti a respingere gli abusivi.

Apriti cielo ! Siccome molti di loro sono simpatizzanti dei Centri Asociali oppure Extracomunitari Clandestini, ecco pronta a montare la protesta, con i bravi studenti democratici ed antifascisti in prima fila ad organizzare la resistenza. Così in nottata i circa 200 abusivi si sono radunati sui prati del Parco Sempione, passando la nottata tra vino e schiamazzi, per la gioia dei residenti, senza far mancare il volantinaggio di protesta. Stamane poi la protesta è continuata, paralizzando il traffico del centro, che quando piove, già va in tilt da solo, soprattutto sotto Natale, ed al momento in cui scrivo non so se una delegazione di abusivi, clandestini, saltimbanchi, giocolieri e democratici antifascisti siano stati ricevuti o meno in Municipio per rivendicare il loro diritto all' ABUSIVISMO, poichè, secondo loro, la vera anima della Fiera degli Oh Bej Obej sono loro. Con buona pace di chi paga tasse, compra merce con fattura, e rilascia relativo scontrino. Anzi, si è corso il rischio di scontri con le Forze dell' Ordine, per il tentativo di occupare Piazza Cadorna e relativa Stazione, come appare nella fotografia.

E poi dicono che uno si butta a Destra...

mercoledì 3 dicembre 2008

Deciderà Basescu chi ha vinto in Romania.

Ieri ho cercato di spiegare come sono andate le Elezioni 2008 in Romania, oggi vediamo quali scenari si aprono.

Innanzitutto è bene sapere che per la Costituzione Rumena, l' unico che può dare l' Incarico di Governo è il Presidente Traian Basescu.Questo è un punto fermo. L' autorevole quotidiano di Bucarest, Romania Libera, nell' edizione odierna

http://www.romanialibera.ro/a140867/patru-scenarii-pentru-formarea-noului-guvern.html

spiega che sono possibili 4 soluzioni:

1)Pd-L con PNL

2)Grande Coalizione di Unione Nazionale

3) e 4)Alleanza anomala PSD con PD-L o PNL.

La prima soluzione è la più possibile, auspicabile e probabile. I due partiti di CentroDestra e Destra sono simili in molte cose, ma esistono dei problemi. Innanzitutto proprio poco prima delle Elezioni, Basescu ha riaffermato che spetterà solo a lui decidere a chi dare l' incarico, non escludendo neanche un Governo Tenico, con magari quel Mugur Isarescu, oggi Governatore della Banca Nazionale di Romania, che in passato ricoprì già la carica di Premier. Isarescu, membro della Commissione Trilaterale, gode non solo dell' appoggio di forze estere come si presume, ma potrebbe contare anche su un uomo per tutte le stagioni come quel Petre Roman che potrebbe essere rieletto tra le file del PNL tra le Circoscrizioni Estere. Se così fosse, sarebbe auspicabile che il Partito Conservatore rinsavisse, mollasse i neocomunisti ed entrasse come terza forza nel Governo per arginare le spinte iperliberiste di Isarescu, in tempi in cui non sono proponibili. Però esistono altri problemi grossi: subito dopo le elezioni il Presidente del PNL, Calin Popescu Tariceanu, Primo Ministro uscente ha rivendicato con forza la futura carica di Premier. Ma non credo che Theodor Stolojan del PD-L sia intenzionato a mollare una carica che in teoria, in questa alleanza, toccherebbe a lui. In più i rapporti tra Basescu e Tariceanu sono notoriamente tesi.

La seconda ipotesi, che potrebbe essere tentata per via della crisi economica,non mi piace punto: i Governi di coalizione in Romania mi puzzano tropo di FSN, Fronte di Salvezza Nazionale che vedo sempre come fumo negli occhi. Che favorirebbe sempre il PSD, per via dei tanti activist infiltrati ogni dove nel Paese. Senza gli activist, che riecono ancora oggi a far presa nei mercati, nelle piazze, nei capannelli tra i pensionati, le massaie ed i tanti delusi dal Liberismo (che non ha frenato l' emigrazione, creando invece una neo-immigrazione, anche clandestina, che la Romania non aveva mai conosciuto, per sopperire alla mancanza di manodopera emigrata all' estero), il PSD sarebbe ridotto al lumicino, perchè se avete letto il mio articolo di ieri, i neocomunisti hanno perso oltre un milione e mezzo di voti, tenendo conto che nell' Alleanza Anomala c'erano pure i Conservatori.

Restano infine la terza e quarta ipotesi, ma spero proprio che i due Partiti Liberali, che si stavano riavvicinando, non siano così Tafazziani da consegnarsi nelle mani del PSD.

Stiamo alla finestra, e vedremo quello che deciderà Basescu.

martedì 2 dicembre 2008

In Romania perde l' alleanza anomala Conservatori-comunisti.

Confesso che di castronate sulle Elezioni in Romania del 30 Novembre 2008 ne ho lette a iosa, in questi giorni, sia a sinistra, che ha dato i neocomunisti del PSD, Partito Socialdemocratico, vincenti, assecondando ancora una volta le Exit Poll, fallaci come in Italia, sia che a destra, per esempio in alcuni siti di Tocqueville che non hanno sottolineato che il PSD era alleato anomalmente con il PC, Partito Conservatore. Vediamo ora prima di dare la giusta versione del voto e poi analizzare i fatti.

Nel 2004, che erano anche Presidenziali, i risultati furono questi:

Camera:

Uniunea Nationala PSD + PUR

(il PUR era il Partito Umanista, oggi Partito Conservatore)

Voti 3.730.752 pari al 36,80 %

Alianta Dreptate si Adevar PD + PNL

(il PD è oggi il PD-L, il PNL è lo storico Partito Liberale. Drep/Ad significa Giustizia e Verità)

Voti 3.191.146 pari al 31,48 %

Partidul Romania Mare

(considerato di estrema destra, in realtà nazionalcomunista)

Voti 1.316.751 pari al 12,99 %

Uniunea Democrata Maghiara din Romania

(minoranza ungherese)

Voti 628.125 pari al 6, 19 %

Segue una sfilza di partiti minori, compreso il Partito NazionalContadinoCristiano, formazione storica di Destra. Ed anche 6138 voti per gli Italiani di Romania.

Senato:

PSD + PUR

Voti 3.798.607 pari al 37,16 %

PD/PNL

Voti 3.250.663 pari al 31,80 %

PRM

Voti 1.394.698 pari al 13,64 %

UDMR

Voti 637.109 pari al 6,23 %

I voti definitivi delle elezioni del 2008 sono questi:

Camera:

Alianta PSD + PC Candidato Mircea Geoana

Voti 2.279.449 pari al 33,09 %

Partito Democratico-Liberale Candidato Theodor Stolojan

(ex PD, ha corso da solo, rispetto alle precedenti, di centro)

Voti 2.228.860 pari al 32,36 %

PNL Candidato Calin Tariceanu

(ha corso da solo, rispetto alle precedenti, centrodestra)

Voti 1.279.063 pari al 18,57 %

UDMR

Voti 425.063 pari al 6,17 %

Senato:

PSD + PC

Voti 2.352.968 pari al 34,16 %

PD-L

Voti 2.312.358 pari al 33,57 %

PNL

Voti 1.291.029 pari al 18,74 %

UDMR

Voti 440.449 pari al 6,39 %

Seguono altri partiti, tra cui, fortemente ridimensionato, i Nazionalcomunisti della Grande Romania, Romania Mare, ed il Partito del Presidente della Steaua Bucarest, Gigi Becali.

Ora, il primo dato di fatto è che è calato in modo impressionante il numero dei votanti, dovuto probabilmente al fatto che molti elettori sono delusi dai partiti, e che non si riconoscono in certe alleanze anomale.

La più incredibile è quella del titolo, dove il PC, Partito Conservatore, che guarda a quel determinato gruppo di elettori, attento ai Valori tipici della Famiglia, apertamente schierato contro i gay-pride ed i matrimoni omosessuali, per la difesa dell' Identità Nazionale, per l' insegnamento della Religione a scuola, teso a guardare le Piccole e le Medie Imprese, continui ad allearsi con i neocomunisti dell' Obama Rumeno, Mircea Geoana, ex-ambasciatore negli USA e considerato un riformatore. In realtà ancora più "volpon" del suo predecessore Ion Iliescu. Il PSD potrà cambiare nome e leader mille volte, ma sempre comunisti o neocomunisti rimarranno, furbettti eredi di quel Fronte di Salvezza Nazionale che troppo in fretta si sbarazzò dei coniugi Ceausescu.

Il secondo dato di fatto è proprio che questa alleanza anomala è stata pesantemente sconfitta, scendendo di oltre il 4 % rispetto al 2004, con il terzo dato di fatto che pone il Pd-L ed il PNL i veri vincitori delle elezioni, arrivando insieme ad oltre il 50 %. Alla faccia dei vari giornali sinistri italiani.

E' un peccato che il Partito Conservatore di Dan Voiculescu e Daniela Popa, Partito che peraltro fece parte dellla maggioranza di CentroDestra tra il 2004 ed il 2006, non riesca a darsi la giusta collocazione all' interno di un Paese che dimostra di avere una base elettorale fortemente Conservatrice, come queste elezioni dimostrano.

Elezioni che siano infine di ammonimento in Italia per chiunque a Destra possa pensare qualsiasi esperimento anomalo: pur criticando i continui errori dell' attuale Governo di Centro, la Destra Italiana deve puntare solo a future alleanze compatibili con i propri Valori.