Certo che se il Governo ha qualche sofferenza, l' opposizione è proprio alla frutta, tenuta su da qualsiasi cosa possa rappresentare l' antiberlusconismo, anche nelle sue forme più viscerali e violente. Nascono così nuovi eroi, nuovi miti, ma sempre accomunati da un atto violento di partenza. Il nuovo antifascismo militante passa il testimone oggi da Carlo Giuliani a Gian Germano Giuliani, l' aggressore a sangue freddo di Emilio Fede, come testimoniano i tantissimi gruppi di mentecatti nati come funghi su Face Book inneggianti a questo galantuomo, tralasciando il fatto che l' aggressione sia dovuta a fatti estranei alla politica. Ma tanto basta. Come nelle "radiose giornate" dell' Aprile 1945 l' avversario è solo un nemico da abbattere, anche fisicamente, perchè "pietà l'è morta".
Blog di discussione,laico ma antilaicista,su politica e religione italiana e mondiale.Anticomunista da sempre,non sarò mai antifascista.
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venerdì 26 novembre 2010
Da Giuliani a Giuliani: come cambiano le icone antifasciste.
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2 commenti:
Ecco i commenti:
#1 26 Novembre 2010 - 17:59
Dimenticano una cosa fondamentale: la Storia non si ripete mai sempre uguale nei risultati ... ;-)
Monsoreau
#3 Non pubblicato 30 Novembre
#2 06 Dicembre 2010 - 11:48
Tra quelli che sfuggirono al castigo si riferisce a Bocca ? I cui scritti sulla "Provincia Granda" di Cuneo sono ancora ben rintracciabili (ho il Candido originale che li pubblicò).
La mattanza durò ben oltre la fine della guerra.
E non fu cominciata dai Fascisti, ho ampiamente scritto.
Basta, che noia...
PS, ai tempi di Carlo Borsani non esistevano parole politicamente corrette come "non vedente". Mio concittadino insieme ad Aldo Resega, ucciso col solito colpo alla nuca mentre andava all' edicola.
E zac, non pubblico ! Che noia...
Vandeaitaliana
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