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martedì 30 luglio 2013

Don Camillo, i dubbi ed il Vescovo di Roma.

Chi conosce il mio Blog sa che ho la fortuna di aver incontrato un grande Sacerdote. Che ho rinominato Don Camillo, per le sue somiglianze con quello di Guareschi.
Si definisce "Prete di Campagna", ma ha due Lauree. Scomodissimo, inviso alla Curia per via del suo essere politicamente scorrettissimo. Ha bacchettato i partigiani, i comunisti, i mussulmani, i pretini sinistri. Amatissimo dai parrocchiani, ha più volte subito trasferimenti per le sue posizioni controcorrente. Purtroppo ora non è più a condurre la mia Parrocchia, e la mia colpevole pigrizia domenicale non mi consente di andare sempre alle sue Funzioni, che distano qualche chilometro rispetto alla mia Chiesa. Ma appena posso, corro a trovarlo, per respirare aria buona.
Non ero ancora andato dopo l' elezione di Bergoglio. Ebbene, qualche giorno addietro sono riuscito a spingermi da lui, e l'ho trovato sulle mie posizioni dubbiose. Lui, che da sempre mi invita a dargli del "tu", cosa che non mi riuscirà mai, pur conoscendolo da vent'anni ed essendo il mio Confessore, Parroco di Campagna che rifugge cariche, prebende e simpatie, ma che ha SEMPRE ricostruito o rimesso in ordine le sue Parrocchie, spesso disastrate, grazie ai soldi dei matrimoni (la mia Parrocchia dove stava, prima dell' ultimo trasferimento, è un noto luogo turistico, dove celebrò anche matrimoni di "VIPSSSSSS"), mi ha espresso i miei stessi dubbi. Chi fa del bene, spesso, rifugge dalla notorietà, mi ha detto, e la pubblicità non piaceva a San Pio da Pietrelcina. Non capisce e non si adegua al nuovo corso, lui che i poveri ha sempre aiutato. Ma lui è un parroco di Campagna, con auto scassata, scarpe grosse e spesso parla in dialetto. Ma ha due Lauree, ha scritto libri, crede poco alla troppa Misericordia per i peccatori ostinati ed orgogliosi. Spero di incontrarlo in Purgatorio, un giorno. Ma continuerò a dargli del "Lei"...

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